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martedì 31 agosto 2010

FRANCA VALERI - LE CATACOMBE o le Donne Confuse (stagione 1962-63 teatro Valle di Roma)

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Nella Pochade francese della fine dell’ottocento e in tutto il repertorio brillante che ne è derivato il centro del meccanismo dello spettacolo era la donna, civetta, affascinante, volubile, infedele e potente per le sue grazie e la sua astuzia. Oggi volendo continuare quel genere di teatro tale personaggio femminile riuscirebbe inattendibile.
Infatti se oggi una donna può essere un buon avvocato o un abile commerciante e sempre comunque una efficiente compagna nella lotta per la vita, pare che le riesca piuttosto difficile e complicato apparire anche misteriosa e sovrana nei salotti e nelle alcove.
“Le Catacombe o le donne confuse” per inserirsi in quel repertorio brillante e non mancare di quell’aggancio ironico con la società che rappresenta che è la ragione della sua comicità, ha dovuto tenere conto di questa evoluzione. Ecco perché in questa commedia la creatura che viene pagata, amata, abbandonata, inventata e adornata è un uomo. Celebrazione quindi, in chiave comica, dell’indubbia affermazione della donna nel mondo moderno con l’inevitabile conclusione che per questa accaparratrice di privilegi e di conseguenti oneri il prezzo è almeno per ora la solitudine.
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(note informative interne alla cover)
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cover (Aletti editore)
http://www.mediafire.com/?coxzbcvlkoni8w1

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Aletti editore
http://www.mediafire.com/?rkdfj8a3g4dp0jc
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(1962) - Dieci domande a Franca Valeri

da L'EUROPEO - 9 aprile
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  • A quale ceto e a quale sesso di quale pianeta vi sforzate di immaginare di appartenere, quando ironizzate sulle nostre “mezze calzette” e sulle nostre dame?
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  • È vero che ognuna di esse, lungi dal crucciarsene vi adora poiché è certa, certissima che vi riferiate alla sua migliore amica?
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  • Il filosofo che disse: “Vai dalle donne? Portati la frusta!”, lo sapeva che bisogna essere donna, selvaggiamente donna, per avere sufficienti probabilità di frustare effettivamente le donne?
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GARINEI E GIOVANNINI - RUGANTINO (commedia musicale con Nino Manfredi, Lea Massari, Aldo Fabrizi, Bice Valori e Lando Fiorini) (1963)

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(1963) rivista - OGGI (17 gennaio)

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Amori e Beffe di Rugantino il Bullo
in una Farsa Musicale con tre Morti
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Rugantino (Nino Manfredi), un bullo di Trastevere del primo Ottocento, cerca di raggirare Mastro Titta (Aldo Fabrizi), proprietario di una trattoria e boia a tempo perso. Per spillare quattrini all’ingenuo oste, Rugantino si serve della complicità della propria amante Eusebia (Bice Valori) che egli presenta come sorella. Così si inizia la commedia musicale che Garinei e Giovannini hanno scritto, in collaborazione con Franciosa e Festa Campanile, ispirandosi alla tradizionale maschera romanesca di Rugantino, un rodomonte spaccamontagne. Avvezzo più a parlare che ad agire.
[…]
Lo spettacolo ha richiesto quasi due mesi di prove perché gli attori hanno dovuto improvvisarsi cantanti per interpretare le canzoni che Armando Trovajoli, autore delle musiche ha scritto per i loro personaggi.
[…]
Le vicende di Rugantino, che è un personaggio creato dalla fantasia popolare, si ispirano a quelle raccontate nei versi romaneschi e negli scritti di Gioacchino Belli, Cesare Pascarella e Antonio Baldini.
[…]
La commedia musicale di “Rugantino”, che è andata in scena a Roma il 15 dicembre, è costata per il suo allestimento quasi ottanta milioni, ma nei primi venti giorni di rappresentazione ha incassato cento milioni circa.

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FIGURINE PANINI - CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1962-1963

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Questa volta l’Inter, memore delle lezioni dei due campionati precedenti, parte piano ma… esagera, con appena due vittorie nei primi sette turni. La Juventus e il Milan, ugualmente favorite, vanno a corrente alternata e ne approfitta il Bologna, cui Bernardini ha dato un gioco offensivista e spettacolare.. […] Ma il suo Bologna sciuperà tutto nei confronti diretti, mentre la Juventus, con la grande novità tattica della “zona”, importata dal nuovo allenatore, il brasiliano Amaral (preparatore atletico del Brasile mondiale ’58 e ’62), ne approfitta per raggiungere in testa i rossoblu assieme alla rivelazione Spal, la squadra pilotata in campo dalla classe dell’argentino Massei. Rivoluzionata a novembre, l’Inter si fa sotto, agguanta, perde e riconquista il primato, in duello con i bianconeri. […]

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Estratto da “Calciatori, la raccolta completa degli album panini” – edizione speciale per la Gazzetta dello Sport – Franco Cosimo Panini Editore s.p.a, 2005
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LUIGI TENCO - LUIGI TENCO (1962)

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Le mie canzoni vanno viste non tanto nel quadro della "musica leggera" o "da ballo", quanto in quella della musica popolare.
Il sentirle una di seguito all'altra, riunite in un long playing, spero contribuirà a chiarire maggiormente questo punto, cui evidentemente tengo molto. Infatti io penso che al di là di un eccessivo conformismo nei testi poetici, al di là di fatture musicali più o meno di moda, la "musica popolare" resti pur sempre il mezzo più valido per esprimere reazioni e sentimenti in modo schietto, sincero ed immediato.
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Luigi Tenco

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Per definire Luigi Tenco potrebbero bastare poche righe, oppure si potrebbero scrivere pagine intiere senza riuscire ad inquadrarlo, a metterlo a fuoco. Tipico prodotto della gioventù del nostro tempo (quella sana per intenderci, quella in cui il reaggio del passato non è cancellato da un sorriso od un atteggiamento sprezzante), sfugge alle analisi ed ai confronti; non si chiede chi è, perchè è, perchè canta e scrive canzoni. Lo fa semplicemente.
È un giovane ed ha voluto parlare ai giovani, parlare alla sua maniera. Per questo è entrato nel mondo della canzone in un modo tutto suo: non ha cercato uno stile alla moda, non si è infilato in una personalità costruitagli da un press-agent, non si è imposto atteggiamenti fasulli contro la sua natura.
Per parlare ai giovani non gli servivano certe lenti d'ingrandimento, gli bastava saper esprimere la propria personalità quela lontana malinconia, quel vagheggiare sogni dolcemente impossibili, quel mettere a nudo la scontentezza astratta di tutti i giorni: parlare di se stesso insomma, ed i giovani si sarebbero rispecchiati in lui.
Le canzoni di Tenco non sono poesie, come del resto non lo devono essere tutti i buoni testi. Sono qualcosa più alla mano, esprimono un "momento" più facile, sono "immediate", prive di banalità, di trame risapute, di consueti clichés. Ecco inquadrata la produzione di Tenco: Qualcosa di sano, di profondo, di "vero" nel senso più palpabile, di umano; il tutto ben lontano dagli snobbismi intellettualistici che contagiano da qualche tempo il mondo della canzone, anche e soprattutto quando in motivi come "Cara Maestra" illustra aspetti tipici e particolari della nostra vita sociale.
Con Tenco è forse la prima volta che la canzone italiana si pone delle domande, che non accetta supinamente slogan e sentimenti coagulati. In lui c'è una negazione dei miti d'oggi, dell'arrivismo, della cultura ufficiale.
[...]
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dal stabled insert del disco
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Lato a)
  1. Quando (tenco)
  2. Una brava ragazza (tenco)
  3. La mia valle (tenco)
    dal "Capriccio italiano" di Ciaikovski
  4. Cara maestra (tenco)
  5. Il mio regno (tenco)
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.Lato b)
  1. Angela (tenco)
  2. Mi sono innamorato di te (tenco)
  3. Io si (tenco)
  4. Il tempo passò (reverberi-tenco)
  5. Come mi vedono gli altri (reverberi-tenco)
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cover (RICORDI - SMRL 6023)
http://www.mediafire.com/?cxi98r9qag2so6e

(1962) pubblicità - POLLI (scarpe)

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(1962) pubblicità - FEDERAZIONE FABBRICANTI OROLOGERIA SVIZZERA

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(1962) rivista - GRAND HOTEL (11 agosto)

Luigi Tenco è nato a Cassine, in provincia di Alessandria, ma abita con la famiglia a Genova. È amico di Gino Paoli, da cui è stato lanciato nel mondo della canzone. Il primo disco che lo portò al successo è "Quando". Ha poi inciso "Ti ricorderai", "La mia geisha", "In qualche parte del mondo", "Angela" e molte altre canzoni di successo. Attualmente sta girando il film "La cuccagna", col regista de "La voglia matta", Salce.
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Paga il successo con il dolore
Luigi Tenco, quando siamo andati a trovarlo, era sdraiato su un divano, con una gamba immobilizzata da un apparecchio ortopedico. Immediatamente, appena fummo entrati, il suo agente, che era presente, ci informò che il cantante si era rotto la gamba nel tentativo di sfuggire alle sue ammiratrici. Non aveva ancora finito di raccontare l'avventura, che Tenco lo interruppe ridendo a crepapelle. "Non gli date retta - esclamò - le ammiratrici non c'entrano per niente, sono tutta un'invenzione del mio fantasioso "press agent". In realtà mi sono rotto la gamba, durante i provini del film che sto girando, cadendo da un'impalcatura!" L'agente stampa del simpatico cantante scosse la testa. "Con un carattere come questo, come è possibile fargli un pò di pubblicità? Luigi è fatto così: se non dice la verità scoppia. E chi si trova nei guai sono io che non so più cosa inventare...." "Non è il caso di inventare niente - lo interrompe di nuovo Tenco - la verità è sempre l'arma migliore. Lo sa - dice rivolto a me - che per causa di questa frattura rischiavo di non poter interpretare "La cuccagna"? Per fortuna il regista Salce, che è mio amico, si è dato da fare ed è riuscito a farsi mandare dall'America questo speciale apparecchio che ho indosso, che mi permette di fare a meno del gesso. Purtroppo, però, la gamba mi fa un male d'inferno, ed il medico afferma che forse, se continuo a strapazzarmi, dovrò poi sopportarne le conseguenze. D'altronde il lavoro viene prima di ogni altra cosa, e dato che senza sacrifici non si ottiene nulla, per ottenere un successo professionale vale senz'altro la pena di sopportare qualche disagio ed un pò di dolore!".
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lunedì 30 agosto 2010

FAUSTO PAPETTI - I REMEMBER... n. 1 (1962)

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(1962) pubblicità - RIZZOLI (Biblioteca Universale Rizzoli)

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(1962) pubblicità - ASTOR

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(1962) locandina - LAWRENCE D'ARABIA (u.k.)

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con: Peter O'Toole, Alec Guinness, Anthony Quinn, Jack Hawkins, José Ferrer
Regia: David Lean
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genere: avventura
soggetto: Robert Bolt
sceneggiatura: Robert Bolt
fotografia: F. A. Young
musiche: Adrian Boult
montaggio: Anne Coates
produzione: Sam Spiegel, David Lean
distribuzione: Ceiad
valutazione del CCC: Adulti con giudizio morale (esige una completa maturità di giudizio morale)
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DARIO FO e il QUARTETTO OKAY - SU CANTIAM/STRINGIMI FORTE I POLSI (1962)

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da "CANZONISSIMA 1962"
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lato a
  • Coro di Dario Fo con il Quartetto Okay - Su cantiam (carpi-fo-chiosso)
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lato b)
  • Quartetto Okay - Stringimi forte i polsi (carpi-fo chiosso)
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.cover (RICORDI - SRL 10-307)
http://www.mediafire.com/?gge4oml7f9r82xv
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RICORDI - SRL 10-307
http://www.mediafire.com/?868siwsyb8l6ulr
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(1962) Il Dito nel Video (dopo il ritiro di Dario Fo da "Canzonissima")

Ecco la scena censurata che ha messo sottosopra mezza Italia
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[…] Il “caso Fo” ha almeno un precedente, ma pochi se ne sono accorti. Il “caso Biagi”. Esiste infatti un notevole parallelismo fra le due avventure televisive, quella di Fo e quella di Biagi. Entrambi furono chiamati per colorire di moderata sinistra i programmi, secondo il più ampio disegno governativo, ed entrambi furono costretti ad andarsene, uno in punta di piedi, l’altro sbattendo l’uscio. E con tutti e due la RAI-TV cerco di giocare la stessa subdola partita a briscola. Tu vieni, con il tuo nome e la tua fama rosa o rossa che sia, dai una verniciatine moderna e progressista ai programmi, fai credere alla gente che qualcosa anche qui dentro stia cambiando, ma noi teniamo gli occhi bene aperti e facciamo in modo che di sostanziale non cambi un bel niente. Tu fai la sinistra, noi facciamo il centro, il risultato sarà il centro-sinistra, cioè la suonata di sempre con qualche variazione inedita. Insomma, la politica dei furbi, secondo una tecnica molto ben sperimentata.
[…]
Roberto Leydi
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estratto da L'EUROPEO - 9 dicembre
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(1962) Ettore Bernabei e "Il caso Fo"


[…]
I primi sabati filò tutto liscio, Falqui e Sacerdote al giovedì facevano vedere i testi degli sketch a Gennarini, si faceva qualche aggiustamento, poca roba, e si andava in onda. “Il Secolo” e “Il Tempo” strillavano, i dorotei brontolavano, tutto previsto, tutto sopportabile. Un venerdi però viene Gennarini: “Dario Fo ha provato lo sketch concordato, però dice che non lo sente, che non gli viene. Vuole farne un altro sugli edili”. La sera torna da me: “Non ci siamo. Vedi la scenetta anche te”. Io guardai lo sketch in bassa frequenza. Non andava proprio.
.Che c’entravano gli edili?.
Era la storia di un imprenditore edile, bello grasso e pasciuto, con la catena d’oro sul panciotto e un grande anello con brillante al dito. Questo imprenditore aveva un’amica, naturalmente una biondona con un gran seno, era la Rame. Lo si vedeva gioire perché gli portavano la notizia che un operaio era caduto da un’impalcatura. Allora, per la felicità, l’imprenditore regalava alla biondona un gioiello.
Non faceva ridere per niente ed era di cattivo gusto assoluto.
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Ma a che cosa alludeva?.
C’era stato uno sciopero degli edili per protestare contro gli incidenti sul lavoro. I sindacati avevano organizzato una grande manifestazione a Roma, in piazza Santi Apostoli. C’erano stati scontri con la polizia e molti feriti tra gli agenti. Gli edili avevano divelto il selciato e tirato sampietrini contro i poliziotti. […]. Insomma, i giornali erano pieni di titoli e Fo voleva stare sull’attualità. Però con uno sketch intollerabile. […]
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estratto da "L'UOMO DI FIDUCIA (Giorgio Dell'Arti intervista Ettore Bernabei)" - Mondadori (1999)
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DARIO FO - IL FORUNCOLO/LA BRUTTA CITTÀ (1962)

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lato a)
  • Il foruncolo (carpi-fo-chiosso)
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lato b)
  • La brutta città (carpi-fo-chiosso)
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cover (RICORDI - SRL 10-305)
http://www.mediafire.com/?d4vy2zarheri655
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RICORDI - SRL 10-305
http://www.mediafire.com/?5e59d2bkkzgl919
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(1962) humour - da TEMPO

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(1962) rivista - SETTIMANA RADIO TV (lettere al direttore)

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Una satira che non diverte.
Leggevo il suo giornale perché ne apprezzavo la spregiudicatezza e l’obiettività. Ora ho dovuto ricredermi dopo il panegirico su Dario Fo e Franca Rame. È evidente che la stima preconcetta che lei ha di questi due comici le impedisce di giudicarli obiettivamente in questa loro particolare esibizione di ‘Canzonissima’, altrimenti avrebbe dovuto notare che satira o no, non fanno ridere. E allora che satira è? Se sono degli intellettuali che vadano a fare conferenze nei circoli di alta cultura invece di scocciarci con ‘Canzonissima’. E poi, a parte l’umorismo che è puerile, ingenuo elementare vi pare satira parlare male dei tedeschi e dei padroni? Che razza di anticonformismo è mai questo? Dei tedeschi di vent’anni fa sentiamo sempre parlare anche in televisione (vedi servizi sulla guerra, interviste dell’ex-direttore del Telegiornale, commemorazione dei caduti ecc.). Questo argomento è inflazionato. Per quanto riguarda i padroni siamo o non siamo sotto un governo di centro sinistra ? […] Insomma io non so fare la critica, non sono giornalista ma mi meraviglio che una trasmissione che deve essere di carattere leggero sia giudicata dai giornalisti come se si trattasse di una conferenza o di un documentario serio e si disprezza il popolo che non capisce. Il popolo non è tanto cretino quanto voi giornalisti volete fare credere. È chiaro che voi stimate a priori i suddetti comici e non volete ammettere che hanno fatto fiasco.
Non volete ammettere che un Bramieri vale cento Fo. Ma Bramieri è troppo umile, non vuole educare il popolo, non ha messaggi da lanciare, si accontenta di farci ridere, caro il mio Bramieri. […] Lei ha detto che la trasmissione di ‘Canzonissima’ di quest’anno è diversa da quella dell’anno scorso, è un’altra cosa. Si si un’altra cosa ma peggiore. Si, lo ammetta, anche se amico di Dario Fo. Elogiandolo non gli ha fatto certo un favore perché continuerà a fare peggio. Su, se gli volete bene diteglielo chiaramente di non fare tanto il presuntuoso lui e sua moglie. È o non è per il popolo? E allora se è per il popolo , questo Fo, che faccia qualche cosa per scuoterlo ma facendolo ridere.
.Amalia P. (reggio calabria)
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[…] Fiducia e non panegirico avevo dato a Dario Fo e Franca Rame avanti di assistere alla prima puntata di ‘Canzonissima’ ma subito dopo – […] – avevo rapidamente ritirato la cambiale in bianco sostituendola con un assegno di scarso ammontare. Come sia potuto succedere che lo stravagante, lo spiritoso, l’anticonformista Fo si sia lasciato trascinare su un terreno così infido è rimasto un mistero anche per me. Spero che non se l’abbia a male ma mi fa la figura di quegli inglesi, Winston Churcill compreso, che dopo aver per tanti anni osannato al fascismo e averne reso possibili i pericolosi successi, dopo la sconfitta si misero in cattedra per spezzare agli italiani il pane della democrazia. Il populismo di Fo è rimasto al tempo di De Amicis, alle gelide caverne ed a quei versi del vecchio repertorio umanitario dove la retorica e il cattivo gusto s’affermano senza speranza di redenzione: […]
Insomma i telespettatori hanno ragione di annoiarsi e di preferirgli le macchiette di Bramieri e di Pisu i quali non volevano insegnare niente a nessuno ma solamente divertire.

Filippo raffaelli (18-24 novembre)

DARIO FO - LE CANZONI DI FO vol. 2 (1962) ep

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AVVERTENZA NON IMPORTANTE
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Ben consci del fatto che la "lingua milanese non viene ANCORA insegnata nelle scuole, ci siamo fatti premura di stampare la traduzione in italiano della canzone "Ma mi".
Non abbiamo fatto altrettanto per "la luna è una lampadina" dato che in questo caso per la prima volta, forse, nella storia della canzone, Dario Fo, ha tentato una "traduzione simultanea", come è oggi di moda nei congressi internazionali.
Per quanto riguarda "Il mio ligera" Franca Rame l'ha benevolmente cantato in Italiano.
"Il pianto dei piantatori di piante", invece, è in versione originale perchè come è noto, il linguaggio usato nei blues non è facilmente e felicemente traducibile. Va qui notato come il Fo interpreti il brano con eccezionale aderenza sia alla lettera che allo spirito del testo e con una pronuncia assolutamente perfetta, tanto da far pensare che la sua famiglia affondi le radici nella terra solcata dal Mississippi.
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note di chiarimento del disco
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lato a)
  1. Dario Fo - La luna è una lampadina (fo-carpi)
  2. Dario Fo - Pianto dei piantatori di piante (fo-cichellero)
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lato b)
  1. Franca Rame - Il mio ligera (fo-chiosso-carpi)
  2. Dario Fo - Ma mi (anonimo-carpi)
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cover (RICORDI - ERL 189)
http://www.mediafire.com/?na6yk6fa16vkr8j
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RICORDI - ERL 189
http://www.mediafire.com/?7o9zla118ucwxma
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(1962) humour - da L'EUROPEO

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(1962) rivista - SETTIMANA RADIO TV (lettere al direttore)

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I MATTATORI DELLA PAROLA
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La coppia dei mattatori di Canzonissima ha tutte le caratteristiche dei partecipanti in lizza per battere il record dell’ora… della parola. […] Chi li capisce è bravo. È tutto un rotolamento di suoni e peccato perché qualche battuta è buona. Ed i signori registi non si preoccupano troppo delle esigenze dell’udito. C’è oggi l’andazzo, per un gran numero di attori e attrici – […] – che recitano a razzo, che abburattano le sillabe, mentre l’attore per eccellenza deve possedere il cosiddetto “nitore del dire”
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Matteo G. (milano)
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.Se non avessi conosciuto il Dario Fo del teatro, da quello delle macchiette […] a quello degli spavaldi e provocanti spettacoli che furono “il dito nell’occhio” e “I sani da legare” e dovessi giudicarlo da quel poco (e confuso) che se ne vede in ‘Canzonissima’, l’impressione sarebbe deludente e non solo per l’abburattamento delle sillabe che lo costringe, sia pure per burla, a farsi “didascalizzare”. Quella che era la virtù unica e inimitabile del mimo Fo, cioè la progressione dialogica così nuova e vitale da giungere a creare atmosfere incantate, emozionando il pubblico con l’aiuto della sola fantasia, negli sketches di ‘Canzonissima’ diviene formuletta tenue come bava di un bruco e si frantuma nell’urto con le necessità massicce d’impostazione del programma che, a dispetto dei voli pindarici che vi si intessono su, si riduce alla presentazione di canzoni belle ma disparate come soggetto, come contenuto, come cronologia. Per cui, mancando persino la possibilità di procedere attraverso un filo conduttore come si faceva nei ‘musicals’ o nelle operette, ‘Canzonissima’ non ha mai la possibilità di creare un’atmosfera qualsiasi, anche di labile impegno: i suoi pretesti si rivelano quanto mai improbabili. Fra l’altro questa volta non è possibile neanche imprecare contro la censura e il conformismo dei dirigenti. Tutti hanno fatto quel che hanno voluto. Si vede che c’era poco da fare. Per consolarmi delle carenze di ‘Canzonissima’ vado a rileggermi allora il teatro comico di Dario Fo, un compendio di spunti spiritosissimi. In una ‘pochade’ a chiave raddoppiata che s’intitola “Non tutti i ladri vengono per nuocere” c’è una battuta, a proposito di un certo equivoco coniugale, che è di un Fo molto più felice di quello che si dibatte davanti ai teleschermi. Nella casa visitata dal ladro (Fo) un signore si trova in compagnia dell’amante. Arriva la moglie ed egli è costretto a presentare il ladro come un suo amico e l’amante come la di lui moglie. Sopravviene tuttavia la vera moglie del ladro e l’adultero deve fabbricare lì per lì una storia di divorzio… “Appunto… si è divorziato… si è risposato… ma poi lo Stato, impugnando il diritto canonico, non ha ritenuto valido il divorzio pur avendo in un primo tempo, impugnando il diritto civile, ritenuto valido il secondo matrimonio… così… così che il poverino si trova ad essere nello stesso tempo bigamo, concubino pubblico peccatore e cattolico osservante…”
.Filippo Raffaelli (4-10 novembre)
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FRANCA RAME - 'NTERESSA A ME/LA COTONATA (1962)

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lato a)
  • 'nteressa a me (carpi-fo-chiosso)
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lato b)
  • La cotonata (carpi-fo-chiosso)
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.cover (RICORDI - SRL 10-306)
http://www.mediafire.com/?14jg6vts1l5thv7
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RICORDI - SRL 10-306
http://www.mediafire.com/?qz08yg406yd85rr
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(1962) humour - da SETTIMANA RADIO TV

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domenica 29 agosto 2010

(1962) rivista - DOMENICA DEL CORRIERE (4 novembre)

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Non è che noi nella nostra vita privata siamo tali e quali come nelle scenette che interpretiamo in 'Canzonissima'. In casa non siamo caotici e non viviamo in un clima di irrealtà: siamo una coppia di sposi che, dalla vita, cerca di assimilare le sue parti più belle e meno dolorose. [...] Va bene che il telefono trilla continuamente che a volte impazzisco per il lavoro in televisione, le prove delle scene e dei vestiti, e per il rimanente lavoro a casa (che Dario non sbriga, dovesse cascare il mondo), che la voce mi si rinsecchisce per il troppo parlare, che sfoggio quasi a vita due "meravigliose" occhiaie blu e mi trascino dappertutto un'emicrania quasi stabile, ma sono una donna e una moglie felice. Un pò di sollievo e di aiuto Dario potrebbe darmelo, ma io mi rendo conto (è da quando eravamo fidanzati che me ne rendo conto) che è inutile pretenderlo da un tipo svagato, irreale e lunare com'è lui. Eppure, se io non fossi stata vicina per otto anni allo svagato, irreale e lunare che è mio marito, probabilmente non sarei mai diventata Franca Rame. Forse girerei ancor oggi sul carrozzone varopinto che apparteneva ai miei genitori e reciterei in spettacoli di provincia. A Dario devo tutto; sono un astro che brilla di luce riflessa. Questa luce è mio marito. Svincolarmi dal suo nome almeno sulla scena, voler essere soltanto Franca Rame, sola e unica, sarebbe una pretesa assurda, un grosso errore. Insieme sappiamo creare grandi cose, sappiamo brillare; non so se, oltretutto, sarebbe "conveniente" dividerci.
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Franca Rame
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L' oroscopo di Dario Fo
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nato sotto il segno dell'Ariete, rivela due tendenze fortissime che spesso riescono a coincidere, ad allearsi, e producono i risultati migliori nelle sue fantasie di autore-attore; altre volte invece non riescono ad organizzarsi, e allora vengono fuori le cose a metà.
C'è in lui una sensibilità acutissima, uno spirito leggero, un'aspirazione a cose elevate, un bisogno di pace, di armonia, di serenità. Tutto questo può metterlo a volte in condizione di inferiorità rispetto a chi agisce con egoismo e durezza, esporlo a tentativi di sfruttare la sua generosità e le sue capacità. Nello stesso tempo però possiede anche una forza combattiva e realizzatrice, uno spirito di novità, di avventura, che possono spingerlo a imprese e tentativi audaci, e che possono aiutarlo a rimontare le situazioni difficili, se qualcuno appunto cerca di approfittare di lui.
Altre caratteristiche sono: una capacità costante di autocontrollo, sotto l'apparenza svagata, che si traduce anche in capacità realizzatrice. La sua fantasia è vivissima, accesa e sostiene senza sforzo la sua attività artistica. C'è infine una tendenza a chiudersi in se stesso, anche se appare di solito apertissimo e cordiale con tutti: in realtà è geloso di un suo mondo intimo, segreto.
Per il futuro, le possibilità di successo sembrano accentuarsi. La sua carriera è in ascesa indipendentemente dai singoli episodi. Non sempre riuscirà a sfruttare le buoni occasionei, ma la fortuna gliene porterà altre.
La vita familiare e sentimentale proseguirà equilibrata e serena.
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Johaquim
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DARIO FO - LE CANZONI DI FO (1962) ep

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Abbiamo cantato alla "Piora", così, come mangiamo.
Si obietterà che mangiamo male, che ci verrà l'ulcera.
State tranquilli, abbiamo uno stomaco... !
..... e adesso vediamo se ce l'avete voi lo stomaco di digerirvi queste canzoni!
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Dario Fo - Franca Rame
dal back cover del disco
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lato a)
  1. Dario Fo - Ma che aspettate a batterci le mani (carpi-fo)
    da "Comica finale"
  2. Dario Fo - Fammi ancora un livido sul femore (carpi-fo)
    da "I tre bravi"
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lato b)
  1. Franca Rame - Seppelliamoci (carpi-fo)
    da "Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri"
  2. Dario Fo - Coro degli spazzini (carpi-fo)
    da "L'uomo nudo e l'uomo in frak"
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cover (RICORDI - ERL 184)
http://www.mediafire.com/?a3aqw9dpydko9re
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RICORDI - ERL 184
http://www.mediafire.com/?tybz13kypmy6k9t
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(1962) pubblicità - SUPERTRIM (Agip)

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(1962) - CANZONISSIMA (12 ottobre) – spettacolo musicale abbinato alla Lotteria di Capodanno – presentano Dario Fo e Franca Rame

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CANZONISSIMA
CHE PASSIONE!
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Prendete quarantotto fra le canzoni più popolari degli ultimi cinque anni, aggiungete due pizzichi di ‘paprika’ (Dario Fo e Franca Rame), fate scrivere il copione da tre acrobati dell’umorismo (Fo, Chiosso e Molinari), condite il tutto con un’orchestra ricca di possibilità (quella di Gigi Cichellero), mettete ogni cosa in un grosso cappello a cilindro, agitate con una bacchetta magica e sfornerete sul tavolo una spumeggiante edizione di Canzonissima. […]
Per quanto riguarda lo spettacolo, Fo e sua moglie Franca Rame cercheranno di legare le varie canzoni con ‘gags’, ‘sketches’, siparietti veloci, brevi, pungenti, briosi, spiritosi, nello stile ormai consueto, mordace ma accessibile a tutti. […]
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estratto da "Settimana Radio TV" – (7-13 ottobre)

VANNA SCOTTI - CANARY TWIST/PRENDI UNA MATITA (1962)

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lato a)
  • Canary twist (mescoli)
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lato b)
  • Prendi una matita (mogol-massara)
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cover (Phonocolor - MS 1169)
http://www.mediafire.com/?8zesa25997812xh
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Phonocolor - MS 1169
http://www.mediafire.com/?qvwq9nspyvp6v28
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(1962) - Il Salario del Matrimonio

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un piccolo passo avanti per sradicare una mentalità mussulmana
in Italia la donna che si sposa non potrà più essere licenziata
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Un po’ in ritardo, ma ci siamo arrivati anche noi. Paesi molto meno avanzati del nostro c’erano arrivati da tempo: l’Argentina nel 1938, il Brasile nel 1943, Cuba (perfino la Cuba di Batista) nel 1934. Finalmente, nel 1962 anche l’Italia ha cancellato questa vergogna. Le ragazze che lavorano non saranno più condannate allo zitellaggio. […] (il) governo di centro-sinistra ha presentato una legge contro i licenziamenti per causa di matrimonio. La clausola del nubilato è abolita. Arriviamo dopo i sudamericani, ma arriviamo. Quando si tratta delle nostre donne, a noi italiani piace procedere coi piedi di piombo. […] Alla donna è stato benevolmente concesso di salire un altro gradino della scala dell’emancipazione: un altro piccolo gradino della lunga, impervia scala in cima alla quale, assiso in trono, sta il Maschio latino.
[…]
Mino Monicelli
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estratto da “L’EUROPEO” – 29 aprile
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Televisione 1962

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sabato 28 agosto 2010

TONY CUCCHIARA - ANNALISA/SERENATA IN SWING (1962)

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Il cinema ha conquistato Tony Cucchiara o Tony Cucchiara ha conquistato il cinema?   È una domanda che sorge spontanea se si tiene presente che in questi ultimi tempi il giovane cantante ha agevolmente superato i pur vasti confini del mondo della canzone per "piazzarsi" brillantemente - sempre come cantante -  anche in quello non meno vasto e suggestivo del cinematografo.   Sicchè il nome di Tony Cucchiara ci abiuteremo a leggerlo non soltanto sulle copertine dei dischi ma anche sulle locandine cinematografiche.   Egli, infatti, nel film "L'Amore difficile", a commento di uno dei quattro episodi diretto da Bonucci, dà vita al patetico motivo "Cantu d'amuri", mentre la colonna sonora del film di Marcello Andrei "La smania addosso", interpretato da Vittorio Gassman, Annette Stroyberg e Gerard Blain, si avvale in più punti della voce di Tony Cucchiara che canta, con la consueta bravura, il motivo conduttore del film, scritto dal noto compositore Carlo Rustichelli.
Inoltre, il regista Aldo Sinesio ha voluto affidare alla voce di Tony Cucchiara un brano musicale - di grande suggestione a quel che abbiamo appreso - che costituirà il motivo centrale della colonna del film "Tutto il bello dell'uomo".   Ed ancora, ad un altro film di Marcello Andrei, ambientato in Sicilia e che avrà per titolo "La scoperta dell'America", Tony Cucchiara non soltanto presterà la sua voce di cantante, ma vi parteciperà altresì come attore.   Egli, come noto, è siciliano e questo gli permetterà, meglio di qualsiasi altro, di entrare con tutto il peso della sua esperienza e della sua sensibilità nello spirito del film, che sarà messo in cantiere quanto prima e che, secondo quanto ci ha assicurato il regista, contribuirà a farci meglio conoscere il vero volto dell'Isola, i suoi problemi, le sue aspirazioni, la sua realtà, anche se questa conoscenza potrà significare la "scoperta" di situazioni spesso amaramente crude.
Per la cronaca, va detto che la notorietà di Tony Cucchiara aumenta in questi giorni di pari passo con il successo della sua canzone "Annalisa", sigla della applauditissima trasmissione televisiva "Alta Pressione".

notiziario Sprint (marzo 1963)



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lato a)
  • Annalisa (pisano)
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lato b)
  • Serenata in swing (cucchiara-pisano)

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cover (Sprint - SpA 5502)
http://www.mediafire.com/?9w377wzrno63dwh
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Sprint - SpA 5502
http://www.mediafire.com/?oxd4qd519qxv4nd
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(1962) AMI CONTINENTAL 2 (Juke-Box Stereo Round 45 e 33 RPM - Remixes Per Minute)

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(1962) locandina - LA DOLCE ALA DELLA GIOVINEZZA (usa)

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con: Paul Newman, Geraldine Page, Shirley Knight, Ed Begley, Rip Torn, Mildred Dunnock, Madeleine Sherwwod
Regia: Richard Brooks
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genere: drammatico
soggetto: dramma omonimo di Tennessee Williams
sceneggiatura: Richard Brooks
fotografia: Milton Krasner
musiche: Harold Berman
montaggio: Henry Berman
produzione: Roxbury-MGM
distribuzione: MGM
valutazione del CCC: Escluso (gravemente immorale e nocivo per ogni pubblico)
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venerdì 27 agosto 2010

NUNZIO GALLO - SEDICI ANNI/BREVE INCONTRO (1962)

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lato a)
  • Sedici anni (zanfagna-gallo-austin-forte)
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lato b)
  • Breve incontro (grassi-gallo-conte)
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cover (Vis Radio - VLMQN 056133)
http://www.mediafire.com/?q1fnchy5t0hd77u
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Vis Radio - VLMQN 056133
http://www.mediafire.com/?8nb23mb421jqaq8
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(1962) humour - da DOMENICA DEL CORRIERE

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(1962) humour - da DOMENICA DEL CORRIERE

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BEN E. KING - DON'T PLAY THAT SONG! (1962)

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Lato a)
  1. Don't play that song (you lied) (nugetre)
  2. Ecstasy (pomus-spector)
  3. On the horizon (leiber-stoller)
  4. Show me the way (goffin-king)
  5. Here comes the night (pomus-shuman)
  6. First taste of love (pomus-shuman)
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.Lato b)
  1. Stand by me (king-glick)
  2. Yes (leiber-stoller)
  3. Young boy blues (spector-shuman)
  4. The hermit of misty mountain (batchelor-roberts)
  5. I promise love (king)
  6. Brace yourself (blackwell)
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cover (ATCO 33-142)
http://www.mediafire.com/?fpqjaa6lalla1p2
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ATCO 33-142
http://www.mediafire.com/?1ct6ks1nnhqpnvi
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(1962) pubblicità - ATLANTIC

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(1962) pubblicità - ATLANTIC

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(1962) locandina - I 4 CAVALIERI DELL'APOCALISSE (usa)

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con: Glenn Ford, Charles Boyer, Ingrid Thulin, Lee J. Cobb, Paul Lukas, Yvette Mimieux, Karlheinz Bohm, George Dolez, Harriet MacGibbon
Regia: Vincente Minnelli
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genere: drammatico
soggetto: dal romanzo omonimo di Vicente Blasco Ibanez
sceneggiatura: Robert Ardrey, John Gay
fotografia: Milton Krasner
musiche: Andre Previn
montaggio: Adrienne Fazan, Ben Lewis
produzione: MGM
distribuzione: MGM
valutazione del CCC: Adulti con riserva (pur non essendo negativo, presenta elementi pericolosi anche per un adulto e merita obiettive riserve morali)
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giovedì 26 agosto 2010

FRED BONGUSTO - CON MARACAS CHICA/LUCKY TWIST (1962)

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lato a)
  • Con maracas chica (bongusto)
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lato b)
  • Lucky twist (bongusto)
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cover (Primary - CRA NP 91875)
http://www.mediafire.com/?6rjp3no9l1aj39j
.Primary - CRA NP 91875
http://www.mediafire.com/?220b7j5nnt83ua6
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(1962) pubblicità - SUPERMUSICAL MARKET

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(1962) pubblicità - Rivista ERCOLE

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KATYNA RANIERI - IMPAZZIREI/TAFFETAS TWIST (1962)

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lato a)
  • Impazzirei (pittari-ortolani)
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lato b)
  • Taffetas twist (fiorentini-ortolani)
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cover (MGM -k 2042)
http://www.mediafire.com/?28lnstneplwpj4r
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MGM -k 2042
http://www.mediafire.com/?l3frpcycrp2r2h2
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(1962) pubblicità - DOPPIO TI (tappeti)

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(1962) Ragazzi e ragazze non si capiscono. Perchè?

Perchè tanta diffidenza reciproca? Che cos'è che li rende scontenti, sfiduciati, spesso asti0si gli uni nei confronti delle altre? Lo abbiamo chieso a loro stessi e le loro risposte, a volte amare, in fondo non spiegano nulla: solo confermano l'esistenza di una crisi singolare e profonda.
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Quest’anno c’erano tanti ragazzi al mare corteggiati e vezzeggiati dalle loro compagne. Le cose si erano nettamente capovolte, erano le donne che telefonavano a loro, che li pregavano di accompagnarle a fare una gita, che li imploravano di farle ballare. I ragazzi facevano gli schizzinosi, spesso erano annoiati e rispondevano male, il più delle volte chiedevano aiuto perfino alle loro madri per liberarsi delle importune. Le ragazze non si mostravano gran che offese, piano piano si assoggettavano a questo nuovo stato di cose e andavano dicendo in giro che i loro amici stavano finendo su una strada che li avrebbe gettati nel ridicolo. A questo punto i ragazzi sono insorti assicurando che le donne li interessavano ancora, ma che avevano provocato in loro un tale shock per cui era meglio vivere in quarantena e ritirarsi sull’Aventino per non fare la figura degli stupidi. […]
Troppe volte si sente dire che le nuove generazioni sono profondamente diverse da quelle dei loro genitori, che fra i ragazzi e le ragazze non c’è più quella naturale intesa e comprensione che esisteva una volta, che c’è una diffidenza reciproca, che sono gli uni nei confronti delle altre scontenti, sfiduciati, spesso astiosi.
È vero tutto questo? Mi sono chiesta. E ho voluto constatare la realtà o meno di queste convinzioni dal vivo. […]
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Sofina Leti
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Donatella: sono vuoti e sciocchi.
Mariolina: il solo ragazzo che mi ha accompagnato qualche volta a casa, non m’ha mai parlato d’amore. Solo del tempo, del lavoro, del calcio.
Giovanni Battista: la colpa è delle ragazze che non sanno rendersi desiderabili.
Loriana: hanno paura del ridicolo e trovano l’innamorarsi cosa “sorpassata”.
Anna: giocano a fare gli incompresi
Gianna: Non hanno pazienza. Inoltre hanno un concetto tutto particolare della confidenza che si può avere con una ragazza
Maria: quando passo, fischiano. Ma nessuno cerca poi di conoscermi
Daniela: sono immaturi. Trovano più emozionante una gita o una partita di calcio.
Mirella: li spaventiamo col nostro atteggiamento spregiudicato.
Angelo: ho sempre un po’ paura di sembrare ridicolo di fronte ai miei compagni.
Liliana: sono dei farfalloni. Appena sentono odor di fidanzamento, scappano inorriditi.
Giuseppina: non vogliono far fatica a “conquistare” una ragazza.
Enzo: ci piacerebbe trovare meno superficialità.
Luigi: sì, le trascuriamo e siamo pigri. La colpa è degli svaghi che abbiamo, e che oggi sono veramente tanti.
Paola: si sottovalutano: evitano di farci la corte per paura che li respingiamo.
Enzo: le ragazze pretendono troppe cose da noi.
Giorgio: le ragazze? Hanno perso tutta la loro femminilità.
Marina: sono puerili.
Elena: non hanno idee chiare in testa
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estratto da "DOMENICA DEL CORRIERE" (21 e 28 ottobre)
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