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venerdì 21 agosto 2026

CATALOGAZIONE 78 GIRI DELLA V.C.M. E SUE DISTRIBUZIONI DAL 1946

La prima catalogazione post-bellica della V.C.M. (Voce del Padrone-Columbia-Marconiphone, filiale italiana del gruppo E.M.I. inglese) riparte nel 1946, anno in cui l’azienda riprende ufficialmente le attività nel Paese dopo il sequestro dei beni da parte del fascismo, dovuto alla Seconda guerra.




Disponibilità presente sul catalogo al 30 giugno 1946.  La numerazione è mancante dei dischi che di anno in anno la casa ha deciso di non ristampare.  Nei cataloghi degli anni precedenti sono stati pubblicati ogni anno  i numeri soppressi del listino precedente.

 

Serie DB dal catalogo "His Master's Voice" ed "Electrola"
Serie DK, DM, DQ, DR, DS dal catalogo "His Master's Voice"






Disponibilità presente sul catalogo al 30 giugno 1946.  La numerazione è mancante dei dischi che di anno in anno la casa ha deciso di non ristampare.  Nei cataloghi degli anni precedenti sono stati pubblicati ogni anno  i numeri soppressi del listino precedente.




La V.C.M. ricominciò a stampare e catalogare i dischi a 78 giri riallacciandosi progressivamente alla vecchia numerazione e introducendone nuove per la ripartenza del mercato musicale nazionale












ultimi 78 giri serie "GW" (febbraio 1960)

ultimi 78 giri serie "HN" (febbraio 1960)

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ultimo 78 giri serie "GQ" (luglio 1958)


ultimi 78 giri serie "DQ" (marzo 1959)


ultimi 78 giri serie "CQ" (agosto 1959)

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dicembre 1948




ultimi 78 giri serie "MGM 799x" (febbraio 1958)


ultimo 78 giri serie "MGM 735xx" (giugno 1958)


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aprile 1951




ultimo 78 giri serie "MG" (febbraio 1959)


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aprile 1957




La scelta delle pubblicazioni va sui nomi ritenuti al momento più adatti per il mercato italiano estrapolati dal catalogo inglese e Usa.

simbolo  dello stabilimento di stampaggio della Capitol Records di Scranton in Pennsylvania
ne attesta l'origine: fatto negli Usa per il mercato italiano.



ultimo 78 giri  serie senza lettere "4049" (giugno 1959)

sabato 15 agosto 2026

"LA VOCE DEL PADRONE - COLUMBIA - MARCONIPHONE" - COMUNICATO


 

Nel secondo dopoguerra l'importazione di beni esteri era subordinato al rilascio di licenze ministeriali per preservare le scarse valute estere e la bilancia commerciale e per protezione della produzione nazionale; queste licenze regolamentavano rigidamente l'importazione di merci, compresi i supporti sonori.
Agli inizi degli anni '50 il  nuovo disco microsolco (LP a 33 giri e 45 giri) introdotto sul mercato internazionale dalla "Columbia" americana e dalla "Rca Victor" porta ad una crescita dell'importazione di settore dovuta anche alla scarsa produzione nazionale in un mercato ancora legato al vecchio 78 giri.

gennaio 1952


Tale importazione selvaggia spinge la "V.C.M." a denunciare continuamente gli importatori che immettono sul mercato nazionale i dischi della "Columbia" e della "Rca Victor" (per il cane Nipper con la scritta "His Masters Voice") con marchi di fabbrica depositati sul nostro territorio dalla "V.C.M." senza il consenso del depositario. Inoltre la "Società Incassi Diritti Editoriali- S.I.D.E." (futura SEDRIM e in seguito SIAE) "diffida chiunque a mettere in commercio dischi non regolarizzati e privi del suo bollo".


gennaio 1953




Il Ministero del Commercio Estero è quindi costretto a modificare i criteri di concessione delle Licenze d'Importazione.

Nel marzo 1953, Bernardo Bossi, sulla rivista "Musica e Dischi", scrive sull'argomento, a proposito dei cambiamenti diramati sul "comunicato Stampa" del Ministero del Commercio Estero:




"Sono noti i criteri usati finora dal Ministero del Commercio Estero per accordare le concessioni di licenze d'importazione di dischi microsolco dall'area dollaro.
Le ditte interessate presentavano le loro domande e regolarmente ottenevano ogni mese una licenza di mille dollari ciascuna.
Massima imparzialità quindi: una licenza di mille dollari al mese alle vecchie case fonografiche, da anni specializzate nell'importazione e distribuzione dei dischi microsolco e mille dollari al mese anche all'importatore comune, magari abitualmente commerciante di cacao o di olio di balena: nessuna distinzione, la licenza era sempre di mille dollari al mese.
Ne conseguiva che le case fonografiche vere, specializzate nel disco microsolco, munite di regolari contratti di rappresentanza con case americane produttrici e quindi con impegni di acquisto di un certo ammontare annuo di dollari si trovassero costantemente a corto di licenze, insufficienti per far fronte ai loro impegni di importazione, mentre ditte o individui che normalmente nulla avevano a vedere con il disco microsolco, appena in possesso delle preziose licenze le usavano importando dischi microsolco di ogni marca senza curarsi se si trattava di case già rappresentate e talvolta persino trascurando il pagamento dei diritti S.I.D.E.
Il criterio della distribuzione di mille dollari mensili per ditta, mentre era evidente che negli intendimenti di chi lo aveva ideato, doveva rispondere ad un principio di equità e giustizia, in realtà rendeva la vita sempre più difficile proprio agli importatori regolari, qualificati, che lavoravano esclusivamente sul disco microsolco.
Il Ministero del Commercio Estero resosi indubbiamente conto di questo strano risultato ha ora, finalmente diramato un COMUNICATO STAMPA in cui comunica che « d'intesa con gli Enti interessati, è venuto nella determinazione di stabilire un contingente di importazione dai paesi per cui è prevista la licenza Ministeriale, di $ 170.000 di dischi fonografici incisi, valevole per l'anno 1953 ».
Perciò a partire dal prossimo mese di aprile le licenze non verranno più date nella misura di mille dollari al mese, ad ogni ditta richiedente, ma verrà fissato per ognuna di esse un contingente unico da utilizzare durante tutto l'anno in corso.
Per raggiungere lo scopo che il Ministero si prefigge sarebbe però desiderabile che in questa distribuzione si tenesse presente che hanno diritto alle licenze di importazioni non tutti i richiedenti, ma solo le case veramente qualificate.

   1°) che sono commercianti di dischi;
  2°) che per il passato hanno svolto lavoro di importazione di dischi microsolco presentando fatture estere bollate dalla Dogana - modello I L. con annotazioni delle utilizzazioni fatte dall'ufficio Italiano dei Cambi;
   3°) che rappresentano case americane produttrici di dischi microsolco esibendo i regolari contratti di rappresentanza regolarmente legalizzati dalle Camere di Commercio competenti;
   4°) che hanno una reale organizzazione di vendita presentando listini - cataloghi dei dischi abitualmente importati - pubblicazioni periodiche - ecc. ecc.

Solo così si potrà arrivare a moralizzare in questo delicato settore dell'area del dollaro, la importazione del disco microsolco e ciò nell'interesse stesso della Nazione."


domenica 9 agosto 2026

SOCIETA' ANONIMA LA VOCE DEL PADRONE - COLUMBIA - MARCONIPHONE (V.C.M.) / estraneità della "Società Italiana di Fonotipia" (SAIF)



Con la nascita nella primavera del 1931, della "Electric and Musical Industries Ltd." (E.M.I.) per la fusione tra la "Gramophone Company Ltd." e la "Columbia Graphophone Company Ltd." le filiali e le società che queste avevano costituito in altre parti del mondo si ritrovarono ad essere non più concorrenti ma facenti parte di un unico gruppo.


Protagonisti sul territorio italiano.


La "Società Nazionale del Grammofono" (SNG) dei fratelli Alfredo e Duilio Bossi, nasce a Milano nel 1912 come agente esclusivo per i prodotti della "Gramophone Company Ltd." con il marchio di "Disco Grammofono".    Inizia commercializzando le produzioni della "His Master's Voice" di Emile Berliner, - di cui prende successivamente il nome italianizzato di "La Voce del Padrone" - prodotte nello stabilimento inaugurato l'anno precedente ad Hays. Nel 1928 in previsione di un incremento di mercato dà vita ad un nuovo stabilimento in via Domenichino 14. 












Francesco Passodoro gerente di Milano  con rappresentanza dai primi anni '20,  della "Columbia Graphophone Company Ltd." distribuisce sul territorio italiano le produzioni della casa inglese. Scrive Adriano Mazzoletti, nel suo "Il Jazz in Italia" in merito alla "Columbia" italiana: "Come consuetudine all'epoca, le matrici incise in studio a Milano venivano portate in Inghilterra e i dischi venivano stampati a Londra  e reimportati nel nostro Paese con etichetta scritta in italiano e, impressi sulla cera, numeri di matrice e catalogo italiano.  Ciò significa che tra l'incisione del disco e il suo arrivo nei negozi passavano mesi."   Un passagio che successivamente può essere limitato utilizzando per le urgenze lo stabilimento in via Domenichino 14 della SNG.   Nel 1937 la gerenza cessa e nasce la "Società Fonografica Columbia" che nel 1938 trasferisce gli uffici nella sede di "La Voce del Padrone".



1923


1932

1937-1938


Nel 1938 con il trasferimento di tutti gli uffici in via Domenichino 14 si può dire che nasce a tutti gli effetti la V.C.M. (La Voce del Padrone - Columbia - Marconiphone).
La Marconiphone 
azienda italiana specializzata nella produzione di apparecchi radiofonici della "Gramophone Company Ltd.", che ne aveva acquisito la proprietà nel 1929, viene aggiunta su indicazione del gruppo inglese che voleva espandersi sul mercato italiano.
La direzione della V.C.M. passa sotto un unico direttore, nella persona dell'avvocato Mario De Luigi campione italiano dei pesi gallo del G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti), già Presidente del Dopolavoro della Società in via Domenichino dal 1929 e futuro fondatore della rivista "Musica e Dischi" nell'ottobre 1945.

La "Odeon" e la "Parlophon" della "Columbia Graphophone Company Ltd." che in Inghilterra mantennero la loro autonomia, in Italia affidarono la loro distribuzione alla Cetra (Parlophon) ed alla Carisch (Odeon) che successivamente prese anche la distribuzione della Parlophon;  solo nell'estate del 1968 entreranno definitivamente nel gruppo E.M.I. 







Con lo scoppio della II guerra mondiale il regime fascista pone sotto sequestro con gestione commissariale tutte le aziende e i beni appartenenti a cittadini o società di Paesi nemici.   La produzione della V.C.M. si converte totalmente ai dettami del regime, stampando solo musica di autori italiani o di Paesi alleati (come la Germania), bandendo il jazz e la musica anglo-americana.



pubblicità del 1941-42




Al termine del conflitto, nel 1945, le quote societarie e gli stabilimenti (come lo storico impianto di Milano in via Domenichino) vennero restituiti alla proprietà che mantenne ai vertici dell'azienda cittadini inglesi nominati dalla E.M.I. britannica sotto la direzione di G. Defour



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In rete molti inseriscono all'interno di questa unione, la "Società Italiana di Fonotipia" (SAIF) che nel 1922 sarà assorbita dalla "Odeon".
Forse è utile presentare un piccolo dettaglio storico della SAIF per chiarire la sua totale estraneità  con la nascita della V.C.M.

 



Protagonisti per "Società Italiana di Fonotipia"

Gramophone Company (Italy) Ldt. – marchio depositato nel 1899 da Fred W. Gaisberg

International Talking Machine GmbH di Frederick Prescott nata nel 1903 con la vendita della “International Zonophone Company” alla “Gramophone Company”

Odeon Record di Max Strauss e Heinrich Zunz nata nel 1903 in partnership con la "International Talking Machine GmbH"

Carl Lindstrom A.G. di Max Strauss e Heinrich Zunz che nel 1904 rilevano l’officina meccanica di apparecchi fonografici di Carl Lindstrom che mantenne il ruolo di direttore tecnico.

Società Italiana di Fonotipia di Alfred Michaelis e Dino Foà del 1904

Columbia Graphophone Company




Stampato in Italia per l'esportazione distribuita dalla "Odeon"


La "Gramophone Company", di Emil Berliner per commercializzare la tecnologia fonografica basata su dischi, perseguì una rapida espansione in tutta Europa promuovendo gli articoli del suo catalogo presso i rivenditori locali; a Milano, per sovrintendere alle sessioni di registrazione locali fondò la "Gramophone Limited Italy" con Alfred Michaelis direttore,

Nell’estate del 1904,  Alfred Michaelis, per dissidi, lascia la compagnia londinese e in società con Dino Foà (Michaelis-Foà Co.), il 12 ottobre dà vita alla “Società Italiana di Fonotipia” con uno studio di registrazione e tecnici del suono della “International Talking Machine GmbH” di Berlino, e prendendo la distribuzione in Italia della “Odeon Record”. Il marchio si presenta con un catalogo di alto profilo tecnico e artistico dedicato (quasi) interamente alla musica colta e alle celebrità dell’opera.

Nel febbraio 1905, con l’ingresso di nuovi finanziatori e soci con capacità decisionali (il barone Frederic d’Erlànger e il compositore Umberto Giordano) la Società si trasforma in “Società Italiana di Fonotipia in Accomandita”.

Nel 1906, Frederic d’Erlànger costituisce a Londra, la “Fonotipia Limited” che assorbe la “Società Italiana di Fonotipia in Accomandita” e ne diviene azienda madre.

Con il radicamento presso la “Fonotipia Limited”, la “Società Italiana di Fonotipia”, non più in Accomandita, secondo la legge italiana, diviene una “Società Anonima”(SAIF), con propria personalità giuridica; questo gli permette di continuare a stipulare contratti con la maggior parte degli artisti italiani, e di proseguire nelle sue precedenti attività.

Nel 1911 la “Carl Lindstrom A.G” acquisisce la “Fonotipia Limited” insieme alla “Odeon Record” e la “Società Italiana di Fonotipia” con la “International Talking Machine GmbH”.




Dopo un tentativo di fusione proposto dalla“Carl Lindstrom A.G” con la “Gramophone Co.Ltd”di Emile Berliner, naufragato per l’opposizione di Eldridge R. Johnson della "Victor Talking Machine Company" partnership che gestiva il mercato estero della “Gramophone Co.Ltd”,  la “Carl Lindstrom A.G”, la più grande casa discografica tedesca, importante attore mondiale con mercati in Europa, Asia e Sud America, è coinvolta negli eventi dell’agosto 1914.  Lo scoppio della guerra porta al sequestro delle filiali e delle fabbriche del gruppo da parte dei paesi belligeranti, e la “Carl Lindstrom A.G"  istituì nei Paesi Bassi la società “Transoceanic Trading” per poter mantenere il controllo sugli stabilimenti nei paesi neutrali.
La “Società Italiana di Fonotipia” senza il gruppo berlinese, interrompe le sue attività che riprenderanno nel 1922, ma sotto il controllo della "Odeon"


1931




Otto Heinemann (succeduto nel 1906 a Heinrich Zunz nella “Carl Lindstrom A.G”) cittadino americano che in precedenza aveva preso accordi di distribuzione con la “Columbia Graphophone Company”, negli anni '20 porta la “Carl Lindstrom A.G” ad un accordo di collaborazione più ampio che successivamente porterà le sue società all’interno della fusione che nel 1931 darà vita al gruppo E.M.I.

La "Società Italiana di Fonotipia" cessa la sua produzione nel 1928 e rimane legata alla "Odeon".



nota: le labels sono estratte dal sito
https://www.discogs.com