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domenica 9 agosto 2026

SOCIETA' ANONIMA LA VOCE DEL PADRONE - COLUMBIA - MARCONIPHONE (V.C.M.) / estraneità della "Società Italiana di Fonotipia" (SAIF)



Con la nascita nella primavera del 1931, della "Electric and Musical Industries Ltd." (E.M.I.) per la fusione tra la "Gramophone Company Ltd." e la "Columbia Graphophone Company Ltd." le filiali e le società che queste avevano costituito in altre parti del mondo si ritrovarono ad essere non più concorrenti ma facenti parte di un unico gruppo.


Protagonisti sul territorio italiano.


La "Società Nazionale del Grammofono" (SNG) dei fratelli Alfredo e Duilio Bossi, nasce a Milano nel 1912 come agente esclusivo per i prodotti della "Gramophone Company Ltd." con il marchio di "Disco Grammofono".    Inizia commercializzando le produzioni della "His Master's Voice" di Emile Berliner, - di cui prende successivamente il nome italianizzato di "La Voce del Padrone" - prodotte nello stabilimento inaugurato l'anno precedente ad Hays. Nel 1928 in previsione di un incremento di mercato dà vita ad un nuovo stabilimento in via Domenichino 14. 












Francesco Passodoro gerente di Milano  con rappresentanza dai primi anni '20,  della "Columbia Graphophone Company Ltd." distribuisce sul territorio italiano le produzioni della casa inglese. Scrive Adriano Mazzoletti, nel suo "Il Jazz in Italia" in merito alla "Columbia" italiana: "Come consuetudine all'epoca, le matrici incise in studio a Milano venivano portate in Inghilterra e i dischi venivano stampati a Londra  e reimportati nel nostro Paese con etichetta scritta in italiano e, impressi sulla cera, numeri di matrice e catalogo italiano.  Ciò significa che tra l'incisione del disco e il suo arrivo nei negozi passavano mesi."   Un passagio che successivamente può essere limitato utilizzando per le urgenze lo stabilimento in via Domenichino 14 della SNG.   Nel 1937 la gerenza cessa e nasce la "Società Fonografica Columbia" che nel 1938 trasferisce gli uffici nella sede di "La Voce del Padrone".



1923


1932

1937-1938


Nel 1938 con il trasferimento di tutti gli uffici in via Domenichino 14 si può dire che nasce a tutti gli effetti la V.C.M. (La Voce del Padrone - Columbia - Marconiphone).
La Marconiphone 
azienda italiana specializzata nella produzione di apparecchi radiofonici della "Gramophone Company Ltd.", che ne aveva acquisito la proprietà nel 1929, viene aggiunta su indicazione del gruppo inglese che voleva espandersi sul mercato italiano.
La direzione della V.C.M. passa sotto un unico direttore, nella persona dell'avvocato Mario De Luigi campione italiano dei pesi gallo del G.U.F. (Gruppi Universitari Fascisti), già Presidente del Dopolavoro della Società in via Domenichino dal 1929 e futuro fondatore della rivista "Musica e Dischi" nell'ottobre 1945.

La "Odeon" e la "Parlophon" della "Columbia Graphophone Company Ltd." che in Inghilterra mantennero la loro autonomia, in Italia affidarono la loro distribuzione alla Cetra (Parlophon) ed alla Carisch (Odeon) che successivamente prese anche la distribuzione della Parlophon;  solo nell'estate del 1968 entreranno definitivamente nel gruppo E.M.I. 







Con lo scoppio della II guerra mondiale il regime fascista pone sotto sequestro con gestione commissariale tutte le aziende e i beni appartenenti a cittadini o società di Paesi nemici.   La produzione della V.C.M. si converte totalmente ai dettami del regime, stampando solo musica di autori italiani o di Paesi alleati (come la Germania), bandendo il jazz e la musica anglo-americana.



pubblicità del 1941-42




Al termine del conflitto, nel 1945, le quote societarie e gli stabilimenti (come lo storico impianto di Milano in via Domenichino) vennero restituiti alla proprietà che mantenne ai vertici dell'azienda cittadini inglesi nominati dalla E.M.I. britannica sotto la direzione di G. Defour



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In rete molti inseriscono all'interno di questa unione, la "Società Italiana di Fonotipia" (SAIF) che nel 1922 sarà assorbita dalla "Odeon".
Forse è utile presentare un piccolo dettaglio storico della SAIF per chiarire la sua totale estraneità  con la nascita della V.C.M.

 



Protagonisti per "Società Italiana di Fonotipia"

Gramophone Company (Italy) Ldt. – marchio depositato nel 1899 da Fred W. Gaisberg

International Talking Machine GmbH di Frederick Prescott nata nel 1903 con la vendita della “International Zonophone Company” alla “Gramophone Company”

Odeon Record di Max Strauss e Heinrich Zunz nata nel 1903 in partnership con la "International Talking Machine GmbH"

Carl Lindstrom A.G. di Max Strauss e Heinrich Zunz che nel 1904 rilevano l’officina meccanica di apparecchi fonografici di Carl Lindstrom che mantenne il ruolo di direttore tecnico.

Società Italiana di Fonotipia di Alfred Michaelis e Dino Foà del 1904

Columbia Graphophone Company




Stampato in Italia per l'esportazione distribuita dalla "Odeon"


La "Gramophone Company", di Emil Berliner per commercializzare la tecnologia fonografica basata su dischi, perseguì una rapida espansione in tutta Europa promuovendo gli articoli del suo catalogo presso i rivenditori locali; a Milano, per sovrintendere alle sessioni di registrazione locali fondò la "Gramophone Limited Italy" con Alfred Michaelis direttore,

Nell’estate del 1904,  Alfred Michaelis, per dissidi, lascia la compagnia londinese e in società con Dino Foà (Michaelis-Foà Co.), il 12 ottobre dà vita alla “Società Italiana di Fonotipia” con uno studio di registrazione e tecnici del suono della “International Talking Machine GmbH” di Berlino, e prendendo la distribuzione in Italia della “Odeon Record”. Il marchio si presenta con un catalogo di alto profilo tecnico e artistico dedicato (quasi) interamente alla musica colta e alle celebrità dell’opera.

Nel febbraio 1905, con l’ingresso di nuovi finanziatori e soci con capacità decisionali (il barone Frederic d’Erlànger e il compositore Umberto Giordano) la Società si trasforma in “Società Italiana di Fonotipia in Accomandita”.

Nel 1906, Frederic d’Erlànger costituisce a Londra, la “Fonotipia Limited” che assorbe la “Società Italiana di Fonotipia in Accomandita” e ne diviene azienda madre.

Con il radicamento presso la “Fonotipia Limited”, la “Società Italiana di Fonotipia”, non più in Accomandita, secondo la legge italiana, diviene una “Società Anonima”(SAIF), con propria personalità giuridica; questo gli permette di continuare a stipulare contratti con la maggior parte degli artisti italiani, e di proseguire nelle sue precedenti attività.

Nel 1911 la “Carl Lindstrom A.G” acquisisce la “Fonotipia Limited” insieme alla “Odeon Record” e la “Società Italiana di Fonotipia” con la “International Talking Machine GmbH”.




Dopo un tentativo di fusione proposto dalla“Carl Lindstrom A.G” con la “Gramophone Co.Ltd”di Emile Berliner, naufragato per l’opposizione di Eldridge R. Johnson della "Victor Talking Machine Company" partnership che gestiva il mercato estero della “Gramophone Co.Ltd”,  la “Carl Lindstrom A.G”, la più grande casa discografica tedesca, importante attore mondiale con mercati in Europa, Asia e Sud America, è coinvolta negli eventi dell’agosto 1914.  Lo scoppio della guerra porta al sequestro delle filiali e delle fabbriche del gruppo da parte dei paesi belligeranti, e la “Carl Lindstrom A.G"  istituì nei Paesi Bassi la società “Transoceanic Trading” per poter mantenere il controllo sugli stabilimenti nei paesi neutrali.
La “Società Italiana di Fonotipia” senza il gruppo berlinese, interrompe le sue attività che riprenderanno nel 1922, ma sotto il controllo della "Odeon"


1931




Otto Heinemann (succeduto nel 1906 a Heinrich Zunz nella “Carl Lindstrom A.G”) cittadino americano che in precedenza aveva preso accordi di distribuzione con la “Columbia Graphophone Company”, negli anni '20 porta la “Carl Lindstrom A.G” ad un accordo di collaborazione più ampio che successivamente porterà le sue società all’interno della fusione che nel 1931 darà vita al gruppo E.M.I.

La "Società Italiana di Fonotipia" cessa la sua produzione nel 1928 e rimane legata alla "Odeon".



nota: le labels sono estratte dal sito
https://www.discogs.com

venerdì 17 luglio 2026

Edith Piaf e la "Columbia" americana



Dopo i primi anni alla Polydor (1935-45), con la fine della guerra, Edith Piaf cambia casa discografica e stipula un contratto con la Pathé che nel 1928 era stata acquisita dalla Columbia Graphophone Co. Ldt., e che nel 1931 fu portata da questa nella fusione con la Gramophone Co. Ldt.
Nel giugno del 1946 viene pubblicato in Francia, su Columbia -etichetta inglese-, il primo disco della cantante: "Dans les prisons de Nantes / Celine", due brani tradizionali arrangiati da Marc Herrand co-fondatore e membro di "Les Compagnons de la Chanson".




Erano anni di cambiamenti profondi in Europa, il mondo si stava trasformando rapidamente, le certezze del passato davano spazio ad improvvisazioni quotidiane, creando una società aperta a tutte le novità  che arrivavano d'oltreoceano.
Dopo la liberazione (agosto 1944) Parigi divenne il principale hub logistico per le truppe americane in Europa e con la fine della guerra (8 maggio 1945), negli alberghi di lusso requisiti e negli uffici governativi, iniziarono le operazioni di smobilitazione e il rientro in patria delle truppe.
Nonostante i razionamenti e le difficoltà strutturali del dopoguerra, Parigi rimase una meta ambita per le licenze premio, grazie alla sua vibrante vita artistica, i club jazz e l'atmosfera di rinnovata libertà. La presenza di Jeep, camionette e soldati in divisa nei caffè dei Campi Elisi divenne una normalità paesaggistica della Parigi post-liberazione.

La città fu subito meta di una nuova ondata di artisti, fotografi, modelle e scrittori americani, affascinati dal clima di ricostruzione e dalla libertà europea nettamente differente dal clima culturale opprimente che si stava creando negli Stati Uniti.

Molti ex-soldati americani sfruttarono il Gi Bill (legge del governo USA) per vivere e studiare a Parigi.

In questo clima di nascente libertà emerse nei locali francesi una nuova generazione di interpreti, per i quali la forza del testo è pari a quella della melodia.    Edith Piaf, con la sua canzone simbolo, "La vie en rose" inno della rinascita di un Paese schiacciato dalla guerra, divenne l'icona della nuova chanson francese.

gennaio 1947


Così Giangilberto Monti e Vito Vita (Gli anni d'oro della canzone francese 1940-1970 - Roma: Gremese, 2022) descrivono la nascita della canzone.
"... nel maggio 1945 l'amore è ancora vivo e il passerotto" (Edith Piaf) "felice canticchia tra sé e sé un ritornello: Quand il me prend dans ses bras / il me parle tout bas / je vois les choses en rose.   La leggenda vuole che l'amica Marianne Michel, che canta e gestisce un cabaret a Marsiglia, le consigliò di cambiare «les choses» in «la vie».   Edith va da Marguerite Monnot e le chiede di firmare la musica.
Occorre qui ricordare che Edith è anche cantautrice (saranno 80 i brani da lei composti in carriera), ma essendo già iscritta alla SACEM come paroliera non ha potuto passare l'esame di compositrice, dunque crea da sé le melodie, ma non potendole firmare, se le fa trascrivere dai suoi musicisti.   La Monnot, autrice di tanti suoi successi, ne disdegna la linea musicale e si rifiuta di firmarla; così sarà il pianista-accompagnatore della Piaf, l'italo-francese Louis Guglielmi, in arte Louiiguy, a trascrivere sullo spartito una delle più grandi canzoni d'amore di tutti i tempi: La vie en rose.   Ma non è ancora finita, il passerotto incarica Roger Seiller, che ha da poco preso in mano le edizioni Paul Beuscher, di trovare un'interprete adatta a quel motivo e sarà, guarda caso, Marianne Michel.   Tuttavia quando la Piaf, di ritorno da uno dei propri tour de chant, ascolta alla radio la versione dell'amica, capisce la forza della canzone e la fa immediatamente sua."    Il 4 gennaio 1947 Edith Piaf registrò "La vie en rose".




Le attenzioni degli americani dislocati nella capitale francese portarono la Columbia Broadcasting System (CBS) ad interessarsi alla cantante e, per i rapporti di interscambio della sua etichetta "Columbia" con l'omonima inglese, prendere i contatti con la Pathè per i diritti in America.
Negli Usa, dopo la revoca delle restrizioni belliche sulla gommalacca utilizzata nella produzione bellica, il settore discografico stava vivendo una rinascita che allargava le sue attenzioni alla musica del continente, un tempo limitatamente alla musica classica ed ora anche alla musica popolare.




Nell'autunno del 1946 la Piaf partì per una tournée negli Stati Uniti dove si esibì alla "Constitution Hall" di Washington D.C. insieme a "Les Compagnons de la Chanson" che riscossero un successo considerevole, mentre Edith non venne capita.   Prossima al ritorno in Francia, ricevette una critica estremamente positiva da parte di Virgil Thomson, critico d'arte influente nel panorama artistico-musicale statunitense, il quale consigliò ai suoi connazionali di non lasciarsi sfuggire l'occasione di apprezzare la grande Piaf, in quanto, in caso contrario, "darebbero prova della loro stupidità". L'articolo cambiò le sorti di Edith.



Nel marzo 1947 ritornò negli Stati Uniti per esibirsi alla "Playhouse Theatre" di Broadway ed al "Versailles" di Manhattan, dove ebbe un grande successo: venne applaudita da stelle di fama mondiale, come Orson Welles e Marlene Dietrich.

1948-1949

1950

Dopo numerose ristampe con differenti numerazioni di catalogo, il 10 giugno 1950 entrò fra le hits settimanali una versione strumentale di Victor Young di "La Vie en Rose"  a cui seguì il 24 giugno un'altra versione sempre strumentale nella interpretazione di Paul Weston che vi restò per 16 settimane raggiungendo il picco del 12° posto.   Il mese successi è la volta di Tony Martin che la cantò su un testo inglese di Mack David (15 luglio per 17 settimane raggiungendo il picco della 9ª posizione) a queste, fra le hits settimanali fecero seguito le versioni di Bing Crosby, Ralph Flanagan e Louis Armstrong.

Victor Young - 10 giugno/ 1 settimana/ 27° posto
Paul Weston - 24 giugno/ 16 settimane/ 12° posto

Tony Martin - 15 luglio/ 17 settimane/ 9° posto
Bing Crosby - 5 agosto/ 6 settimane/ 13° posto

Ralph Flanagan - 23 settembre/ 1 settimana/ 27° posto
Louis Armstrong/ 14 ottobre/ 1 settimana/ 28° posto


L'8 luglio anche Edith Piaf incise la versione di Mack David, ma dopo che Tony Martin aveva dominato con la sua versione tutta l'estate, quella della Piaf entrò tra le hits il 21 ottobre e vi restò solo tre settimane con il picco della 23ª posizione.






A seguito del successo, la "Columbia" fece uscire altre canzoni con testo inglese e la "Decca" e la "Vox"  incisioni della Piaf di cui avevano i diritti





.
Per la "Vox" sono incisioni del periodo "Polydor" e per la "Decca" incisioni uscite in Francia tra il 1947/48 fatte con un contratto temporaneo da Louis Barrier, manager della cantante con la casa inglese prima di stipulare quello con la "Pathé".

1950

1950-1951

1951

1952

1953

1953


La Columbia americana prosegui nelle uscite della cantante fino al 1953 quando l'accordo con la Philips sostituì il precedente con la Columbia inglese che iniziò a commercializzare Edith Piaf, dapprima con l'etichetta "Angel Record" della Emi, utilizzata per commercializzare il suo catalogo europeo di registrazioni di musica classica "Columbia" e, successivamente, dopo la sua acquisizione, con la "Capitol Record".

1954

1955

1956


La Columbia americana nel 1956 fece uscire un album contenente le incisioni con testo inglese del 1950 che la cantante aveva fatto per il pubblico americano.


1956



Nota - Le immagini sono estratte dal sito
https://www.discogs.com

"Discogs" inserisce le etichette della "Columbia" francese (gruppo EMI) all'interno della "Columbia" americana (gruppo CBS)

sabato 4 luglio 2026

Alcuni artisti con incisioni su “Columbia” inglese, di proprietà della EMI, commercializzati su etichette americane

 




Essex - etichetta di Filadelfia


Eddie Calvert - (1953)



MGM - etichetta della Metro-Golwyn-Mayer


Ruby Murray - (1955)


Shirley Bassey - (1959)


The Animals - (1964)


Herman's Hermits - (1964)


The Moquettes - (1964)


The Symbols - (1965)



Capitol - etichetta acquisita nel 1955 dalla "EMI"


Michael Holliday - (1956)


Johnny Duncan - (1957)


Ruby Murray - (1958)


Teddy Johnson & Pearl Carr - (1959)


Helen Shapiro - (1961)


Ricky Stevens - (1961)


Freddie & Dreamers - (1963)


Peter & Gordon - (1964)


The Cherokees - (1964)


The Seekers - (1964)


Tommy Bruce - (1964)


Beryl Marsden - (1965)


Little Frankie - (1965)


Dave Davani Four - (1966)


David & Jonathan - (1966)


Solomon King - (1967)



The Young Idea - (1967)


Don Partridge - (1968)


Donald Peers - (1968)



ABC-Paramount - divisione discografica della American Broadcasting Paramount Theatres


Eddie Calvert - (1958)


The Shadows - (1960)



Roulette - etichetta di New York


The Mudlarks - (1958)



CUB - sussidiaria della "MGM"


Russ Conway - (1959)



20th Fox - etichetta della casa cinematografica

Rolf Harris - (1960)



Laurie - etichetta di New York


Nina & Frederick - (1960)


Gerry & Pacemakers - (1963)




United Artists - etichetta della casa cinematografica



The Streamliners - (1961)




Vee Jay - etichetta di Chicago



Frank Ifield - (1962)
singolo nella cui licenza a favore della "Vee Jay", la EMI inserì (bonus) anche i diritti sulle delle prime registrazioni dei Beatles (riportato da Calvin Carter, responsabile dell'etichetta).   La "Capitol" affiliata americana della EMI, inizialmente si era rifiutata di pubblicare i dischi del gruppo.




Liverpool Sound - etichetta indipendente



Mike Sheridan & Nightriders - (1963)




Atco - sottoetichetta della "Atlantic Records"



Mr Acker Bilk - (1963)



Lawn etichetta di Filadelfia


Mickie Most - (1963)


The Three Bells - (1964)



Nina & Frederick - (1960)


Gerry & Pacemakers - (1963)




United Artists - etichetta della casa cinematografica



The Streamliners - (1961)




Vee Jay - etichetta di Chicago



Frank Ifield - (1962)
singolo a cui la EMI inserì  nella licenza, l'acquisizione delle prime registrazioni dei Beatles alla "Vee Jay".   La "Capitol" affiliata americana della Emi, inizialmente si era rifiutata di pubblicare i dischi del gruppo.




Liverpool Sound - etichetta indipendente



Mike Sheridan & Nightriders - (1963)




Atco - sottoetichetta della "Atlantic Records"



Mr Acker Bilk - (1963)




Lawn - etichetta di Filadelfia




Mickie Most - (1963)


The Three Bells - (1964)



Epic - etichetta discografica della "CBS"


Dave Clark Five - (1963)


The Golden Crusa
ders - (1964)


Barron Knight - (1965)


Jackie Lee - (1965)


The Yardbirds - (1965)


Keith Relf - (1966)


Lulu - (1968)



Liberty - etichetta di Hollywood


Ken Dodd - (1964)


Sounds Incorpored - (1964)





Smash - sussidiaria della "Mercury"


Downliners Sect - (1964)



Stellar - etichetta di New York


Keith Powell - (1964)



APT - sussidiaria della "ABC Paramount"


The Originells 4 - (1964)



Constellation - etichetta di Chicago


Tony Rivers - (1964)



Tower - sussidiaria della "Capitol"


Linda Laine & The Sinners - (1964)


Mike Rabin - (1964)


Cindy Cole - (1965)


Pat Wayne - (1965)


The Persuasions - (1965)


The Tornados - (1965)


Vince Hill - (1965)


Tony Merrick - (1966)


The Pink Floyd - (1967)



Marina - etichetta di Chicago


Murray Head - (1965)



Rotate Records - etichetta di New York


The Zephyrs - (1965)



Aurora - etichetta indipendente


The Robb Storme Group - (1966)




Coral sussidiaria della "Decca"


The Richard Kent Style - (1966)




Destination - etichetta di Chicago


Gidian - (1966)




Ascot Records - sussidiaria della "United Artists"


Kathy Kirby - (1967)



Murbo - etichetta di New York


Jackie Lynton - (1967)




Rare Earth - sottoetichetta della "Motown"


Pretty Things - (1968)



Indipendence - etichetta di Hollywood


Roger James Cooke - (1968)




White Whale - etichetta di Los Angeles


Kenny Lynch - (1968)



Bell - etichetta indipendente


Paul Jones - (1969)



Warner Bros. Records - etichetta della casa cinematografica


Cliff & Hank - (1969)


RCA 


Roger Whittaker - (1970)







Nota - Le immagini sono estratte dal sito
https://www.discogs.com
"Discogs" inserisce le etichette della "Columbia" inglese (gruppo EMI) all'interno della "Columbia" americana (gruppo CBS)