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sabato 8 giugno 2013

ESPOSIZIONE UNIVERSALE ROMANA (E42)

 
 
Ideata  e parzialmente costruita per l’esposizione  universale che   avrebbe   dovuto   tenersi  nel  1942,   l’E 42,   fu  il  più importante  episodio  architettonico di  un regime che  voleva celebrare se stesso e lasciare un’immagine di sé destinata a durare.
La prima proposta per  un’ esposizione universale, da farsi a Roma  nella ricorrenza del ventennale,  venne presentata da Giuseppe Bottai, governatore della città,  a Mussolini nel 1935.
Nel giugno del 1936 il ‘Bureau international des expositions’ dette parere positivo alla possibilità di ospitare a Roma l’Esposizione Universale, dopo quella del 1936 di Parigi e del 1939 di New York.
Nell’ottobre successivo fu dato dal governo l’annuncio ufficiale.
Questo genere di manifestazione non era una novità per la città, che aveva già organizzato l’Esposizione Universale del 1911, in occasione del cinquantenario dell’unità d’Italia.
 
 
 

Si inizia a pensare al luogo che avrebbe ospitato l’importante manifestazione. Inizialmente si pensò a Villa Borghese o alle pendici di Monte Mario attorno al Foro Mussolini. Tuttavia prevalse l’idea  di scegliere un’area che favorisse lo sviluppo della città verso il mare. Mussolini si occupò personalmente di scegliere la zona per lo svolgimento dell’esposizione. Dopo diversi sopralluoghi, il 16 dicembre scelse definitivamente l’area delle Tre Fontane in contraddizione con il piano regolatore della capitale, che prevedeva l’espansione verso est.
La zona in posizione tangenziale all’autostrada Roma-Ostia aveva l’obiettivo di costituire un allargamento della città verso il mare, seguendo la direzione della Via Imperiale (oggi Via Cristoforo Colombo) e per l’occasione si decise di sistemare e valorizzare le zone di Ostia Antica e il Lido di Castel Fusano.
 

 
Il 26 dicembre viene istituito l’"Ente autonomo Esposizione Universale e Internazionale di Roma", con propria personalità giuridica e gestione propria, direttamente dipendente dal Capo del Governo.
Nell’aprile del ’37 viene approvato il nuovo Piano Regolatore per l’ E42 e si provvede immediatamente all’espropriazione dei terreni, circa 400 ettari pagati a prezzo agricolo.
La crisi internazionale del 1939 portò subito ostacoli alla realizzazione dell’opera: blocco delle adesioni da parte dei paesi stranieri, aumento dei costi, difficoltà nel reperire uomini, materiali e mezzi necessari.
Mussolini diede comunque disposizione di continuare i lavori per la realizzazione del progetto.
 
progetto (particolare)

Il rinvio a tempo indeterminato venne deciso tardivamente, appena una settimana dall’entrata in guerra dell’Italia (10 giugno 1940) e senza una valutazione realistica della durata del conflitto.
Nel febbraio del 1943, su proposta di Vittorio Cini (commissario generale del progetto e Presidente dell’Ente) l’Ente viene trasferito in seno al Governatorato alle dipendenze del governatore di Roma Gian Giacomo Borghese. Al momento della consegna alcuni lavori erano terminati (strade, gallerie, fognature, ponti) quasi ultimata la sistemazione dei parchi e dei giardini, completato il Palazzo degli Uffici, in dirittura d’arrivo il Palazzo della Civiltà Italiana, il Palazzo del ristorante e la Chiesa per altri nove edifici era stato realizzato il rustico, mentre di altri ancora solo le fondamenta.
 
1953

Alla fine del 1944 venne sciolta l’Amministrazione ordinaria dell’Ente. La guerra causò gravi danni alle costruzioni e alle opere già realizzate, che diventeranno teatro di scontri sanguinosi e roccaforte dell’occupazione delle truppe naziste prima e delle forze alleate dopo.
 
 

Nell’immediato Dopoguerra i grandi ambienti monumentali furono popolati dai senzatetto. L’Eur sembrava una città morta ancor prima di nascere. I costosi palazzi, smozzicati e malandati sembravano destinati a essere abbattuti. Poi, grazie in gran parte all’iniziativa del commissario dell’Eur (nome cambiato nel 1951 sia come sigla di Esposizione Universale Roma che come allusione all’europa che si andava costruendo) Virgilio Testa, che ai tempi del progetto dell’E42 era segretario del comune di Roma, tutto è tornato a vivere anche in vista dei Giochi Olimpici del 1960.
 
1960

 
 
  1. Mario Latilla - Evviva la torre di Pisa (rastelli-casiroli)
  2. Angelo Servida - Fanciulle belle (panzeri-mariotti)
  3. Carlo Buti - Finestra chiusa (bracchi-d'anzi)
  4. Tito Leardi - Fiorentina (panzeri-mariotti)
  5. Otello Boccaccini &  Trio Lescano - Bel Soldatin (mazzoli-ala)
  6. Angelo Servida - Incantesimo (gramantieri-ford)
  7. Aldo Visconti - La mia canzone al vento (cherubini-bixio)
  8. Dan Arres (Daniele Serra) - Musica maestro, prego (bertini-wrubel)
  9. Crivel - Campane del villaggio (frati-raimondo)
  10. Carlo Buti - Biancaneve (Marchionne-maraziti)
  11. Nino Amorevoli e il Duo Gianni e Ramiro - Siciliana bruna (bruno-di lazzaro)
  12. Carlo Buti - Rose della riviera (dole-di lazzaro)
  13. Otello Boccaccini - Chitarratella (bonagura-ruccione)
  14. Vittorio De Sica - Tu solamente tu (galdieri-frustaci)
  15. Piero Pavesio - Valzer dell'organino (cherubini-bixio)
  16. Carlo Buti - Fiorin fiorello (mendes-mascheroni)
  17. Meme Bianchi - Quando piove con il sole (turchi-di stefano)
  18. Gilberto Mazzi - Pago io (lao-mascheroni)
  19. Piero Pavesio - Sulla Carrozzella (morbelli-filippini)
  20. CANZONIERI AL MICROFONO:
    *Orch. Raimondo - Stella Alpina (frati-raimondo)
    *Dino Olivieri - Ritornello (Tornerai) (rastelli-olivieri)
    *Vasin - Ohili, Ohile (martelli-neri-vasin)
  

1966

giovedì 2 maggio 2013

L' invasione - settembre 1939 (una guerra di 2194 giorni)






settembre
  • [01] – (inizio gg. 1 - fine gg. 2193) Polonia/ Alle ore 4,45 l’esercito tedesco varca la frontiera polacca, è scattato il Fall Weiss (il “Piano Bianco”), come viene chiamata in codice l’operazione. Non hanno avuto alcun esito le esortazioni del presidente americano Franklin Delano Roosevelt, né le suppliche di papa Pio XII, né infine la proposta di mediazione lanciata alla ventitreesima ora da Mussolini: è la guerra. Ogni armata della wehrmacht ha una retrovia con il compito di catturare e all’occorrenza uccidere aristocratici, giudici, giornalisti importanti, professori e chiunque altro potrebbe assumere una qualche forma di leadership per un eventuale futuro movimento di resistenza polacco. [...] Italia/ a Modena, Enzo Ferrari fonda l' Auto Avio Costruzioni



  • [02] – (inizio gg. 2 - fine gg. 2192) Polonia/ I tedeschi dilagano in tutta la Polonia; le forze provenienti dalla Germania si congiungono con quelle uscite dalla Prussia orientale.  La Luftwaffe conquista il dominio dei cieli e distrugge gran parte degli aerei polacchi.[...] Italia/ Mentre ripropone la convocazione di una conferenza internazionale per fare rientrare il conflitto, conferenza che dovrebbe riunirsi il 5 settembre, l’Italia dichiara la propria non-belligeranza (non si dichiara neutrale, ma si astiene da iniziative belliche per impreparazione militare). Vengono emanate nuove leggi che instaurano un'economia di guerra: divieto di vendere carne giorni della settimana, divieto di usare ferro e cemento armato nelle costruzioni private, razionamento del carbone per il riscaldamento, prove di oscuramento elettrico.

pubblicità - LA VOCE DEL PADRONE
 
  • [03] – (inizio gg. 3 - fine gg. 2191) Francia e Gran Bretagna entrano in guerra contro la Germania
  • [06] – (inizio gg. 6 - fine gg. 2188) Polonia/ Durante la notte il governo polacco lascia Varsavia
  • [08] – (inizio gg. 8 - fine gg. 2186) Polonia/ Le forze tedesche raggiungono i sobborghi di Varsavia. Iniziano una serie di pesanti bombardamenti aerei da parte della Luftwaffe. 
  • [12] – (inizio gg. 12 - fine gg. 2182) Francia/ Cessano le effimere quanto inutili azioni francesi contro i tedeschi. Ormai tutti si rendono conto dell'inutile tentativo di aiutare la Polonia
  • [16] – (inizio gg. 16 - fine gg. 2178) Polonia/ Varsavia è accerchiata dalle truppe tedesche
  • [17] – (inizio gg. 17 - fine gg. 2177) U.R.S.S./ Via libera alle truppe sovietiche, che procedono nell’occupazione della Polonia orientale, come concordato il 23 agosto con la Germania.


pubblicità - ALFA ROMEO
 
  • [18] – (inizio gg. 18 - fine gg. 2176) Romania/ su pressioni tedesche, il governo romeno, interna i membri del governo polacco che il giorno prima avevano chiesto asilo alla Romania
  • [19] – (inizio gg. 19 - fine gg. 2175) U.R.S.S.-Germania/ L’Armata Rossa si congiunge con le truppe tedesche a Brest-Litovsk
  • [21] – (inizio gg. 21 - fine gg. 2173) Polonia/ gli ebrei rimasti nel territorio germanico vengono concentrati nelle città più grandi.
 
 
  • [27] – (inizio gg. 27 - fine gg. 2167) Polonia/ Varsavia è costretta alla resa. (stime della sconfitta: 70.000 morti, 133.000 feriti, 700.000 prigionieri)
  • [28] – (inizio gg. 28 - fine gg. 2166) U.R.S.S.-Germania/ A Mosca, Von Ribbentrop e Molotov ridiscutono la spartizione della Polonia e ridefiniscono le sfere d’influenza dei due paesi.
  • [30] – (inizio gg. 30 - fine gg. 2164) Francia/ Si costituisce a Parigi un governo polacco in esilio
 
 
 
pubblicità - RASELET
 
 
 
  1. Carlo Buti - Bocca Rossa (anepeta-bonagura)
  2. Maria Luisa Dell'Amore - Bel amì (mackeben-cortini-viviani)
 
  

venerdì 19 aprile 2013

Avvisaglie di un conflitto - 1938 (settembre - dicembre)



settembre

  • [05] - Italia/ L'assunzione del personale femminile negli impieghi pubblici e privati è limitato ad una proporzione massima del 10 per cento (REGIO DECRETO LEGGE 5 settembre 1938 - XVI - n.1514 )
  • [12] – Germania/ Hitler pronuncia un discorso in cui chiede il diritto all’autodeterminazione per i tedeschi dei Sudeti
  • [21] - Spagna/ Il premier repubblicano Negrin,  nella vana illusione di ottenere come contropartita il ritiro delle divisioni fasciste italiane e tedesche, annuncia alla Società delle nazioni, la decisione di ritirare dal fronte tutti i volontari internazionali e chiede la costituzione di una commissione incaricata di controllare l'effettivo ritiro di tutti i combattenti stranieri.
  • [29] – ACCORDI di MONACO/ Vengono sottoscritti dai rappresentanti di Francia (Daladier), Gran Bretagna (Chamberlain), Italia (Mussolini) e Germania (Hitler) al termine di un convegno tenuto nella capitale bavarese per risolvere il problema dei Sudeti: si consente in definitiva alla Germania di occupare la zona dei Sudeti tra il 1° e il 10 ottobre, a patto che i tedeschi rinuncino a ogni ulteriore ingrandimento territoriale a danno delle nazioni confinanti. […] Cecoslovacchia/ Abbandonata da Francia e Inghilterra, la Cecoslovacchia deve cedere alla Germania quasi 30.000 kmq di territorio con 3 milioni di abitanti, di cui 2.800.000 di lingua tedesca. Ma non è tutto: l’infelice Cecoslovacchia, dopo un secondo atto di spartizione siglato il 20 novembre, perde altre fette di territorio a vantaggio della Polonia (1700 kmq e 228.000 abitanti) e dell’Ungheria (circa 20.000 kmq e 772.000 abitanti). Con queste cessioni, l’economia cecoslovacca perde buona parte delle sue risorse minerarie e dei suoi impianti industriali.
 
 

ottobre 
  • [01] – Cecoslovacchia/ Le truppe tedesche iniziano l’occupazione dei Sudeti. L’operazione era pronta nei minimi dettagli da parecchi mesi ed è questa la prova più evidente che la sorte dei Sudeti era segnata anche senza la firma degli accordi di Monaco.
  • [07] – Cecoslovacchia/ Approfittando della situazione, la Slovacchia costituisce un suo governo autonomo sotto la presidenza di monsignor Tiso (sacerdote cattolico).
  • [24] – Germania-Polonia/ Ribbentrop informa l'ambasciatore polacco a Berlino che è giunto il momento di parlare di Danzica e di arrivare a un accordo generale tra i due Paesi.
  • [30] – USA/ Orson Welles trasmette per radio un realistico adattamento de “La guerra dei mondi”, causando il panico in tutti il Paese [--] Spagna/ Offensiva franchista sul fronte dell Ebro.

novembre 
  • [09-10] – Germania/ dopo l’assassinio a Parigi di un diplomatico tedesco da parte di un ebreo, si scatena in tutto il paese la furia antisemita contro le abitazioni, i negozi e le sinagoghe ebraiche. Circa duecento persone vengono uccise. Passerà alla storia come la “notte dei cristalli”
  • [26] – U.R.S.S.-Polonia/ la U.R.S.S. garantisce alla Polonia la validità del patto di non aggressione firmato nel maggio 1934, finché questa non si fosse alleata nel campo tedesco 
 
 

dicembre
 
  • [06] - Francia-Germania/ firmata dichiarazione comune in cui ciascuno riconosce come definitiva la frontiera fra i due paesi.   La Germania rinuncia definitivamente alle sue rivendicazioni verso l'Alsazia e la Lorena.
  • [17] -  Germania/ una spedizione scientifica, autorizzata da Goring, salpa dal porto di Amburgo; è diretta lungo la costa occidentale dell'Antartide alla ricerca di un luogo adatto all'installazione di una base portuale per una flotta baleniera.   Il Reich necessita di oli per le sue industrie belliche e alimentari.  L'esporazione ha anche altri scopi segreti: valutare le qualità strategiche della costa e testare le prestazioni tecniche degli aerei alle basse temperature (Neuschwabenland).
  • [23] – Spagna/ Ha inizio l’offensiva franchista contro la Catalogna. Bombardamenti italiani su Barcellona.

Carta del Lavoro voluta da Franco (marzo 1938)
Sindacato unico e lavoro concepito come tributo
 obbligatorio al patrimonio nazionale.
Lo sciopero è un tradimento.
 
 
 
  1. Miscel - Una notte a Madera (mascheroni-marf)
 
  
 
pubblicità - CAMPARI

Avvisaglie di un conflitto - 1938 (maggio-agosto)




maggio

  • [03-09] – Italia/ Hitler compie una visita ufficiale in Italia e riafferma il valore dell’alleanza con il fascismo. Per Mussolini è essenziale che Hitler abbia dell'Italia l'immagine di una nazione guerriera. Pio XI si ritira a Castel Gandolfo ordinando di chiudere i musei Vaticani per tutto il periodo della visita



giugno

  • [4-19] – Si disputa in Francia la terza edizione del campionato mondiale di calcio. L'Italia, guidata da Vittorio Pozzo, vince il suo secondo campionato battendo per 4-2 la nazionale ungherese
  • [18] – Germania/ Il Fuhrer è proclamato “fonte suprema di diritto”
  • [24] - Vaticano-Spagna/ Il Vaticano riconosce il governo di Francisco Franco

 

luglio

  • [05] - Spagna/ Attacco franchista in direzione di Valencia.
  • [06-15] - CONFERENZA di EVIAN - Convocata in Francia dal presidente degli USA Franklin D. Roosevelt per discutere e trovare una soluzione sul problema dell'aumento dei rifugiati ebrei provenienti dalla Germania nazista.   Nel corso della conferenza, i delegati espressero apertamente simpatie per i rifugiati ma non presero decisioni in merito all'accettarli nei propri paesi.
  • [15] – Italia/ Il Giornale d'Italia con il titolo "Il Fascismo e il problema della razza", pubblica  uno statement sulle questioni della razza. Figura scritto da un gruppo di studiosi, sotto l'egida del Ministero della Cultura Popolare.   E' la base dei numerosi decreti,  che tra l'estate e l'autunno Benito Mussolini firma in qualità di capo del Governo e Vittorio Emanuele III promulga, tendenti a legittimare una visione razzista della così detta questione ebraica:  espulsione degli ebrei stranieri, privazione della cittadinanza per gli ebrei che l’avessero ottenuta dopo il 1918, divieto di contrarre matrimoni tra italiani “ariani” e cittadini di altre “razze”, esclusione dall’insegnamento nelle scuole statali, dal servizio militare, dalle cariche pubbliche.   Migliaia di ebrei fuggono volontariamente all’estero, specie negli Stati Uniti.


pubblicità turistica - SAN REMO
  1. Carlo Buti - Per un bacio d'amor (bertini-vasin)
  2. Delia Lodi - Non sei più la mia bambina (bracchi-d'anzi)
  3. Nuccia Natali & Trio Lescano - E' arrivato l'ambasciatore (arcangeli-casiroli)
  4. Enzo Aita & Trio Lescano - Segui il ritmo (kaper-turman-bracchi)
  5. Carlo Buti - Serenata del somarello (stothart-willy-friml)
  6. Trio Lescano - E' quel fox-trot (barzizza-borella)
  7. Gorni Kramer - Mormorando (kramer)


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domenica 14 aprile 2013

Situazione preesistente al conflitto (1935)

pubblicità - SOCIETA' NAZIONALE DEI RADIATORI (Ideal Standard)
 

  • [4 gennaio] – Italia-Francia/ Mussolini conclude con Pierre Laval (ministro degli Esteri francese) in visita a Roma, l'accordo che stabilisce un fronte comune in funzione antitedesca e libertà d'azione in Etiopia
  • [13 gennaio] – GermaniaPlebiscito della Saar: la regione mineraria torna a essere parte della Germania, alla quale è stata sottratta dopo la prima guerra mondiale
  • [16 gennaio] – Italia/ Il generake Emilio De Bono  viene nominato governatore dell'Eritrea e alto commissario dell'Africa Orientale Italiana. Mussolini assume ad interim il dicastero delle Colonie,
  • [1-3 febbraio] – Italia-UK/ Incontro italo-britannico a Londra.  Si approvano gli accordi italo-francesi ribadendo ancora l'indipendenza austriaca
  • [7 marzo] - Italia/ Il generale Rodolfo Graziani viene nominato governatore della Somalia
  • [16 marzo] – Germania/ Hitler ripristinata il servizio militare obbligatorio e annuncia la costituzione di una forza aerea tedesca violando il Trattato di Versailles
  • [11-14 aprile] – Italia-Francia-UK/ Si tiene a Stresa la conferenza italo-franco-inglese, in funzione antitedesca
  • [2 maggio] - Francia-URSSFirma di un patto di cooperazione.
  • [4 maggio-16 agosto] – Italia-Francia-UK/ Tentativi anglo francesi per trovare una soluzione pacifica con l'Etiopia senza umiliare la Società delle Nazioni.  L'Italia non accetta neppure un protettorato sull'Etiopia.
  • [7 giugno] – UK/ Il conservatore Stanley Baldwin diventa Presidente del consiglio. 
  • [20 giugno] - Italia/ con R.D.L. 1010 viene istituito il "sabato fascista", giornata dedicata  all'educazione militare e politica degli italiani. 
  • [24 giugno] - Italia/ con R.D. 1009 il sottosegretariato di Stato per la stampa e propaganda è elevato a Ministero
  • [25 luglio] - URSSA Mosca, il VII congresso dell'Internazionale comunista, "apre" alla collaborazione con le forze democratiche e liberali per contenere i regimi fascisti.
  • [3 settembre] – Francia-UK/ A Ginevra viene pubblicato il lodo arbitrale sull'incidente di Ual-Ual, dal quale risulta esclusa una responsabilità diretta del governo etiopico.
  • [8 settembre] - Italia/ Violento discorso di Mussolini dal balcone di Palazzo Venezia contro le posizioni anglo-francesi di Ginevra: "Noi tireremo dritti"
  • [15 settembre] – Germania/ Varate le "Leggi di Norimberga" contro gli ebrei
  • [2 ottobre] – Italia/ In tutta Italia, al suono delle campane, i fascisti organizzano l'adunata generale della popolazione per ascoltare Mussolini che annuncia l'attacco contro l'Etiopia. Truppe italiane di stanza in Somalia ed Eritrea iniziano la campagna di Etiopia.
  • [6 ottobre] – La Società delle Nazioni/ dichiara l'Italia paese aggressore e istituisce un comitato per studiare le misure da prendere.
  • [16 novembre] – Italia/ Per la sua lentezza nel condurre l'offensiva in Etiopia Emilio De Bono viene sostituito da Pietro Badoglio al comando delle truppe in Etiopia
  • [18 novembre] – Italia/ Il regno d'Italia è colpito dalle sanzioni economiche.
  • [11 dicembre] – Italia-Francia-UK/ Viene sottoposto a Mussolini il piano Laval-Hoare per una soluzione diplomatica della crisi etiopica. Mussolini respinse la proposta affermando che voleva sottomettere tutta l'Etiopia e non solo la metà che gli veniva proposta dal piano.
  • [18 dicembre] – Italia/ "Giornata della fede": dono, da parte dei cittadini, delle fedi nuziali allo Stato, allo scopo di finanziare la guerra in Etiopia.
 
  1. Carlo Buti - Amore amaro (mezzaroma-ruccione)
  2. Carlo Buti - Canta all'italiana (bruno-dole)
  3. Carlo Buti - Chitarra Romana (bruno-di lazzaro)
  4. Carlo Buti - Il disco gira (benini-checcucci)
  5. Carlo Buti - Luna malinconica (blue moon) (bracchi-rodgers)
  6. Carlo Buti - Non ti Scordar di me (furno-de curtis)





 
 
  1. Crivel - Ti saluto (vado in Abissinia) (pinki-oldrati-rossi)
  2. Daniele Serra - Africanina (pupetta mora) (rampoldi-malinverno)
  3. Miscel - Africanella (martelli-neri-simi)
  4. Rodolfo De Angelis - L'imperatore si confessa (povero, povero Selassié) (de angelis)
  5. Vittorio De Sica - La canzone dei volontari (allegra - vitali)
 

Lotteria di Tripoli
 
  1. Carlo Buti - Reginella (bovio-lama)
  2. Carlo Buti - Scrivimi (frati-raimondo)
  3. Carlo Buti - Violino tzigano (bixio-cherubini)
  4. Ria Rosa - 'a canzona d' 'e femmene (valente-di gianni)
  5. Rodolfo De Angelis - Bravo ma come parla bene (de angelis)
  6. Rodolfo De Angelis - Per fare una canzone (de angelis)
  7. Wanda Osiris - Stornelli ... affettuosi (with M. Giglio) (cherubini-frustaci)
 

sabato 13 ottobre 2012

C'era una volta la città-ombelico del mondo culturale e produttivo (Umberto Eco)

 
 Milano anni sessanta (piazza del Duomo)
 
SONO arrivato a Milano nell'autunno del 1954, conquistato dalla possibilità di andare a teatro quasi ogni sera, e siccome eravamo giovani funzionari televisivi, gli attori e i registi che venivano in Studio 1 ci trovavano sempre i biglietti omaggio. Le starlette di allora, annunciatrici, presentatrici, comparse, venivano dopo lo spettacolo con noi, giovanotti squattrinati, e andavamo a ballare al Santa Tecla. Quelle tra loro che avevano bisogno di denaro facevano, accollatissime, i fotoromanzi o, in camicetta e jeans, apparivano sui muri della città mentre spalmavano il Ducotone. La peccatrice ufficiale del Santa Tecla andava vestita di nero, col trucco chiaro di luna, e si faceva chiamare Olivia l'esistenzialista. Hanno poi sposato tutte impiegati, garagisti, venditori di aspirapolvere.
[.....]
 
"la REPUBBLICA" - 13 ottobre 2012
 
 

domenica 25 dicembre 2011

lunedì 22 agosto 2011

(1963) Riforma del codice della Strada

Nel 1963 la riforma del Codice della Strada permette di condurre ciclomotori e scooters entro i 50cc, senza targa e senza patente.



"OGGI" - 17 ottobre 1963

L'occasione, oggi, è la nascita della Vespa "50" [...].    Lunga metri 1,63, larga 61 centimetri, alta 98 e del peso di 66 chilogrammi in tutto, [...].   Può essere guidata senza patente dai ragazzetti che abbiano appena compiuto i quattordici anni.   Le contropartite pretese dal codice sono: il veicolo non deve avere più di 50 centimetri cubi di cilindrata e 1,5 cavalli di potenza; non deve superare i 40 chilometri orari; non deve portare altre persone oltre il guidatore; non deve trasportare oggetti se non saldamente assicurati e che non sporgano più di 50 centimetri lateralmente né longitudinalmente.[...]



sabato 20 agosto 2011

(1963) Gli Italiani sono democratici?



Rispondono sedicimila persone interrogate in ogni regione e in ogni ambiente sociale

Un giovane laureato di Bari: "Mi sono classificato diciottesimo ad un concorso per ventisette posti presso una azienda parastatale.   Non m'hanno assunto, ma hanno assunto un altro che s'era classificato sessantatreesimo.   E questa è democrazia?

Un possidente di Pavia: "Un mio amico è stato derubato del portafogli.   È andato al commissariato per denunziare il furto, ma invece d'occuparsi del suo portafogli gli hanno fatto perdere due ore per indagare sulle sue generalità.   Alla fine hanno aperto un fascicolo col suo nome, però non hanno mai trovato il ladro.   Non è certo un sistema democratico".

Un avvocato bolognese: "Trovandomi presente allo scontro fra due auto, mi sono offerto di trasportare all'ospedale con la mia macchina uno dei feriti.   Non l'avessi mai fatto.   M'hanno trattato come se il feritore fossi stato io: interrogatori, verbali, indagini e un sacco di seccature per molti giorni successivi.   Se mi capita un'altra volta me la squaglio".

Un impiegato di Rovigo: "Aspetto la pensione di guerra da 17 anni.   Cosa vuole che pensi della democrazia?"

Un operaio di Villar Perosa: "Due o tre volte la settimana una guartdia dello stabilimento dove lavoro trova un pretesto per frugare nella mia borsa e controllare che giornali leggo.   Molti compagni sono stati licenziati perchè sorpresi a leggere giornali non graditi.   Naturalmente con un pretesto.   Questa ad ogni modo è la democrazia che conosco".

Un commerciante di Salerno: "Ho fatto causa ad un tale che mi doveva dei soldi.   La causa è cominciata nel 1958, in settembre.   Ho speso un mucchio di denaro in carte bollate e non sono ancora riuscito a vedere la sentenza.   Bella giustizia democratica...".

Un piazzista di Roma: "Ho venduto la mia "600" per comprarmi una "1300"  usata.   È bastato questo perchè mi raddoppiassero l'imposta di famiglia, dicendomi che m'ero arricchito.   Ho scoperto poi sui giornali che io, viaggiatore di commercio, pago di tasse quanto un ministro in carica.   Se questa è democrazia....".

Il direttore di un giornale milanese: "Tre quarti delle lettere che m'arrivano giornalmente sono anonime.   Ci sono lettori che non firmano nemmeno le lettere di elogio, per timore di compromettersi.   Un caso frequente è quello di gente che chiede un'informazione e, senza dare il nome e l'indirizzo pregano di rispondere "a mezzo giornale".   Questo è un indice significativo della fiducia che gli italiani hanno nella democrazia".
[...]

inchiesta di Ugo Zatterin e Osvaldo Pagani
("PANORAMA" - marzo 1963)

mercoledì 3 agosto 2011

(1963) La Legge Merlin 5 anni dopo


Sono passati cinque anni dal 20 settembre 1958, quando entrò in vigore la legge Merlin per l’abolizione delle case chiuse. Sembrò concludersi, in quei giorni, una battaglia durata oltre dieci anni, che aveva appassionato gli italiani e li aveva divisi in due fronti. Ma proprio in questi ultimi mesi, mentre sulle strade italiane si verificava la più numerosa invasione di prostitute che ci sia mai stata in passato, s’è avuta la sensazione che quella divisione sia ancora viva.
Le cifre ufficiali diffuse dai giornali parlano d’un notevole aumento delle malattie veneree. Tre mesi fa, presso il Centro di prevenzione e difesa sociale di Milano, quattordici medici, nove magistrati, undici avvocati, quindici studiosi di sociologia, di psicologia, di statistica, sono giunti a conclusioni che giustificano e aggravano questo stato d’allarme. Dal loro canto, quegli ambienti che avevano sempre osteggiato la legge Merlin perché distruggeva l’ideale borbonico della prostituzione di Stato con tutto il suo cerimoniale di sopraffazione e di crudeltà, sono stati pronti ad impossessarsi di questi dati, sottolineando i pericoli cui si trova oggi esposto il maschio italiano per colpa della democrazia.
Sul fronte opposto, i difensori più tenaci della legge Merlin criticano le cifre indicate dai medici, parlano di tendenziosità, di esagerazione, di collusione degli avversari con l’antica organizzazione del vizio che non accennerebbe a smobilitare. […]
Come s’esercita oggi la prostituzione in Italia? Quali sono i nuovi problemi che essa presenta? Come s’è evoluta la tecnica del mestiere? In che cosa la figura della prostituta del 1963 differisce da quella tradizionale, precedente all’abolizione delle case? Per rispondere a queste e ad altre domande abbiamo condotto un’inchiesta nelle maggiori città italiane. Abbiamo percorso le strade, siamo entrati nelle baracche degli immigrati, nei locali pubblici, negli uffici, nei negozi, nelle pensioni, nelle boutiques; abbiamo parlato con gente d’ogni mestiere e d’ogni condizione, avvicinato persone che apparentemente non avevano nulla in comune col nostro tema. Sapevamo che chiunque poteva esserci utile: nell’Italia di oggi tutti sono testimoni o partecipi d’un fenomeno che non ha più confini ben delimitati ma può trovare dovunque le sue occasioni e i suoi protagonisti.
[…]
“La forza rivoluzionaria della legge Merlin,” ha detto uno studioso di sociologia, “consiste nel fatto che essa è stata concepita per un paese diverso dal nostro, per un tipo di civiltà che non è ancora la nostra. Una civiltà formata da gente libera dal mito latino della maschilità e perciò molto più naturale e spontanea nei rapporti sessuali, che non sente il bisogno ipocrita di mostrarsi scandalizzata appena può e che, infine, è in grado di capire un fatto molto semplice: un certo numero di donne faranno sempre le prostitute finché ci sarà una domanda di prostituzione da parte degli uomini”.
Ci sembra che l’unica cosa da fare sia adoperarsi per colmare la distanza che esiste tra questo paese ideale sul quale è stata modellata la legge Merlin e quello in cui viviamo: cioè cercare di modernizzare prima le istituzioni e poi, possibilmente, le mentalità. Soltanto così si potrà evitare che ogni tanto venga qualcuno a ripeterci che il modo più efficace per risolvere tutti i problemi è quello di portare di nuovo le prostitute in camera di sicurezza.

Nello Ajello
(“L’Espresso" - ottobre-novembre, 1963)
 
 
-  lettera di Lina Merlin (15 settembre)
- Alle dieci di sera (13 ottobre)
- I guardiani del buoncostume (20 ottobre)
- I mezzadri dell'amore (27 ottobre)
- Venere al microscopio (3 novembre)
- Le redente in pensione (10 novembre)
 
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domenica 26 giugno 2011

(1963) Le Frontiere inutili (i giovani rispondono)


Il quesito

"...Mio figlio, di ventanni, è così smanioso di andare all'estero, di conoscere il mondo, di viaggiare.   Dice che è un modo di sentirsi inserito nella vita d'oggi...   Ci sono momenti in cui credo di capirlo e altri in cui non so come giudicare questa sua smania....."

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Sono una ragazza di diciotto anni e non sono mai stata all'estero.   Tuttavia, l'estate scorsa, ho avuto modo di avvicinare giovani stranieri che , come me, soggiornavano in uno dei tanti paesini della Gallura, sperduti tra i monti. [...] Divergenze vere e proprie, tra di noi, non ce n'erano; soltanto noi italiani eravamo accusati di essere troppo sognatori, superficiali, attaccati a pregiudizi e pieni di manie e di complessi.   Un luogo comune, certamente, perchè "nei" di questo genere io penso siano propri un pò di ogni popolo; ma anche quello di sfatare certi luoghi comuni è, e deve essere, uno degli scopi dei contatti internazionali tra i giovani.
[...]
Giovanna N.

[...] il problema dei giovani è, in fondo, uno solo: l'ansia di capire il mondo che ci circonda, il desiderio di compiere scelte consapevoli e precise.   E come si può capire il mondo moderno - che tante assurde barriere del passato ha fatto crollare - senza affrontare quell'esperienza decisiva che consiste nel conoscerci tra di noi [...]
Gianfranco B.-T.

Avevo diciassette anni, quando andai per la prima volta all'estero, [...]   Al mio ritorno, avevo l'impressione di aver vissuto diciassette anni in letargo. [...] Avevo visto nascere in me, ogni giorno, nuove idee e impressioni che continuamente sviluppavo, confrontavo; molti pregiudizi erano caduti. [...] I giovani vogliono che la società di domani sia migliore, e con una validità che superi il solo ambito nazionale.   Da qui forse qualche atteggiamento di ribellione, che talvolta è giustificato.   Si è insofferenti dei limiti tradizionali ed è proprio il progresso stesso che ci fa sentire l'aridità, la scarsa vitalità di una cultura che non abbia un'estensione e un valore internazionali. [...]
Francesco S. (universitario)

[...] solo i giovani possono dare una soluzione ai problemi dei giovani: soluzioni dall'interno, dunque, direttamente dal vivo delle situazioni e dei personaggi.   Da ciò, però, non si deve trarre le presunzione di ritenersi dispensati dallo studio delle esperienze delle precedenti generazioni.   Sarebbe un errore.   Come sarebbe un errore, d'altra parte, non mettere in crisi quella tale retorica e molte ideee sbagliate che hanno afflitto le generazioni che ci hanno preceduto.   In questo senso, mi pare vadano incrementati i contatti tra i giovani appartenenti a paesi diversi, [...].   Conoscendosi meglio tra di loro, infatti, i giovani di lingua e di nazionalità diverse, potranno comprendere certe ragioni latenti di un passato troppo irto di frontiere e rivalità, di guerre, di odio e, grazie a questa comprensione, vedere più sorridente l'avvenire.   Perchè è importante dire "basta con la guerra!"; [...]
Giovanni B. (universitario)

Contatto sul piano internazionale: sembra un sogno.
Proprio perchè la mia città è una città troppo piccola, le vie sono strette, ci si conosce tutti, l'uno sa meglio i fatti degli altri che i propri, e si passeggia sempre, estate e inverno per le strade di sempre: dieci passi avanti, dieci passi indietro, chi per guardare, chi per farsi vedere...    E la tentazione è grande di lasciarsi vivere, perchè è facile lasciarsi andare e continuare senza pensare.   Tanti giovani non sbagliano che per questo.   Si lasciano vivere.   Gridano, corrono, ridono, qualche volta si rompono le ossa, qualche altra volta gliele rompono gli altri, tutti neri, tutti cuoio, sfrenati, volubili, assetati.   Ma vivono?
Vivere non è mettersi in divisa, muoversi non è essere spinti: nel bene e nel male; la vita è coscienza di se stessi.   E dunque quanti giovani non tradiscono se stessi?   Quanti credono di aver tutto provato e non sanno di essersi persi prima che la vera vita cominciasse?   E allora, dov'è il rimedio?   I giovani non amano le prediche: e così anche per me; ma se ci si può ribellare alle parole, all'esperienza non ci si ribella.   Per cui io credo che un giovane, solo con altri giovani, in un paese che non è il suo, che non è quello in cui si è impigrito nel "lasciarsi vivere" di cui ho parlato, nelle piccole cure che dovrebbe a se stesso e nella necessità di adeguarsi nuovamente a certe forme di vita, potrebbe forse trovare un nuovo senso alla parola libertà.   Io vorrei andare in un paese qualsiasi d'Europa, perchè sono certa che, attraverso le nuove immagini che potrei scoprire, mi giungerebbe al cuore qualcosa di vitalmente assai importante.   Perchè il merito di un contatto diretto con i giovani di paesi stranieri non sta solo nel far capire al tedesco che non è vero che noi cantiamo sempre o all'inglese che anche in Italia, qualche volta, esiste l'onesta, ma soprattutto in un nuova forma di educazione morale e spirituale.   Così potremmo educarci a vicenda in una nuova forma di egoismo, grazie alla quale potremmo anche imparare a conoscere la parola altruismo: altruismo per capire come si deve vivere, anzi, come si deve fare per non lasciarsi semplicemnte vivere...
Maria Rosaria R. (liceale)


"I Giovani rispondono" rubrica a cura di Alberto Bevilacqua (Le Ore, 11 luglio)

giovedì 19 maggio 2011

(1963) Quinta edizione dello Zecchino d'oro


Lo Zecchino d'Oro venne attribuito nella terza serata del 3 marzo, alla canzone "Non lo faccio più" cantata da Gianfranco Tonello.
Gianfranco Tonello aveva cinque anni, [...] cantava radioso davanti al microfono tutto felice perchè lo avevano vestito con una specie di tuta (lui diceva "una tuta da benzinaro") che aveva le tasche "come quella del suo papà". [...]
La storia (di Gianfranco Tonello) aveva avuto inizio qualche mese prima, esattamente a Natale.   All'Antoniano si stava preparando uno spettacolo natalizio con Emma Danieli e Pippo Baudo e occorrevano alcuni bambini che eseguissero una canzoncina natalizia.   Parrà strano, ma non si riuscì a trovarne, e allora i frati pensarono di prendere alcuni bambini dal collegio Don Trombelli di Bologna, noto anche per avere una buona schola cantorum.   La Madre Superiora fece provare alla signorina Mariele e al Maestro Bussoli alcuni bambini che funzionavano benissimo:  "Ce ne sarebbe un altro, forse il più bravo di tutti, ma è troppo piccolo, non fa ancora parte della corale".   "Non fa nulla, lo possiamo sentire?".   Fu introdotto così il signor Gianfranco Tonello, un minuscolo omettino dalle orecchie a sventola e dal sorriso enorme.   Non sapeva ancora pronunciare tutte le consonanti, ma aveva un'intonazione assoluta e un senso del ritmo perfetto.   Fu preso nello spettacolo di Natale e andò molto bene.   La signora Emma Danieli propose:   "Questo è un bimbo da prendere per lo Zecchino d'Oro".   Così, qualche mese dopo, furono aperte a Gianfranco Tonello le porte dello Zecchino d'Oro e gli fu affidata la canzone "Non lo faccio più".   La canzone è la storia di un bimbo che parla alla sua mamma e le chiede aiuto e perdono: ha preso i cioccolatini dal cassetto del comodino della mamma e s'accorge solo troppo tardi che si tratta di cioccolatini purgativi...
Dopo avergli affidato la canzone ci fu un pò di rammarico perchè si seppe che Gianfranco era orfano di mamma. [...] "La mia mamma era troppo stanca di stare al mondo perchè era troppo povera e aveva avuto troppo da lavorare.   Un giorno mentre stendeva la biancheria sul balcone si è fatta portare in paradiso dagli angeli." [...]

Fernando Rossi
("Lo Zecchino d'Oro, festa della canzone per bambini" di Fernando Rossi (Federico Motta Editore,1968)




Lato a)
  1. Mauro Zerbini,Giuseppe Giroletti e Giuseppe Vivolo - I tre corsari (beretta-comolli)
  2. Patrizia Pizzato - Stellina di mare (cason-borgini)
  3. Carlo Ventosi - Le mie tasche (castellani-latini)

Lato b)
  1. Chiara Minarelli - Dormi, dormi orsetto blu (bisth-bongusto)
  2. Andrea Ugolino - Papà ritorna bambino (zanin-bonocore)
  3. Carlo Questa - La giostra del carillon (tuminelli-famauri)


cover (Ri-Fi - RFE EP 15103)
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Ri-Fi - RFE EP 15103
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domenica 1 maggio 2011

(1963) Le intoccabili di Milano



Ogni giorno scendono sotto le tettoie nere di fumo e di nebbia della stazione centrale (di Milano), delle ragazze smunte, dall'andatura incerta, come se non si reggessero bene sulle gambe, e lo sguardo un po' impaurito. Sono le ragazze madri degli anni sessanta, le sprovvedute vittime delle più violente correnti migratorie e della rapida scomparsa della civiltà agricola cui appartenevano. Le loro storie sono quasi sempre uguali: Anna C., di Santa Maria Capua Vetere scende dal treno di Zurigo. Dopo la prima settimana che era in Svizzera a fare la guardarobiera è rimasta senza casa. Non aveva i soldi per pagare l'albergo, le suore erano già piene, prima di riuscire a trovare un'altra casa sono passati più di venti giorni, durante i quali ha dormito dappertutto, quasi con chi voleva, purchè avesse un letto. Quando si è accorta di essere in cinta, le autorità svizzere l'hanno espulsa, e adesso scende a Milano, e assicura che al paese non tornerà mai più, Carmela E. invece viene da un paese vicino a Palermo: è rimasta incinta dopo che i suoi hanno venduto il podere e sono andati ad abitare in città, dove cercano di avviare un negozio di frutta. È venuta a Milano perchè teme le reazioni del padre, ha vergogna della sua condizione e non può affrontare la convivenza con la madre e i commenti dei vicini.
Sono paure e vergogne vecchie di secoli, frutto di antichi pregiudizi di un paese vecchissimo.
Le ragazze madri, emergono quotidianamente dalle funebri scalee assiro-babilonesi della stazione di Milano,[…] vengono perchè hanno fiducia nei grattacieli, in cui vedono un simbolo di ricchezza e di modernità, pensando confusamente che in un paese moderno e ricco la sorte che le aspetta deve essere differente da quella che la fantasia popolare tradizionalmente riservava loro (la segregazione sociale, il biasimo delle autorità, l'inevitabile abbandono del figlio). Ma una volta raggiunta Milano cominciano i primi disinganni.
[…]

Claudio Risé
(“L'Espresso” - 29 dicembre 1963)

sabato 30 aprile 2011

(1963) Lo Stato cerca genitori in affitto (una madre per 6.000 lire)




Nei paesi dell'appennino laziale l'estate finisce tristemente, con temporali che si succedono di continuo per quasi tre settimane, […] È in questa stagione che ogni anno, nei paesi del basso Lazio, cominciano ad arrivare i “bastardini”. Decine di bambini fra i sei mesi e i due anni, che dai brefotrofi di Roma vengono trasferiti in campagna per esser dati in custodia a famiglie di contadini. L'ufficiale sanitario se li carica in macchina e va in giro per i villaggi del circondario a far le consegne. Si ferma a un cascinale, alla casa di un bracciante, a quella d'un artigiano, e in ognuna deposita un piccolo ospite un po' stralunato. Così i bastardini più piccoli trovano provvisoriamente una famiglia. I più grandi, invece, quelli che hanno compiuto i sei anni, devono lasciarla per tornare negli istituti di Roma a frequentare la scuola elementare. […]
I bastardini, sono bambini illegittimi che gli istituti di pubblica assistenza affidano ogni tanto a famiglie private perchè provvedano ad allevarli per qualche tempo nelle loro case, in cambio di un modesto compenso in denaro. Il compenso è piccolo davvero, 6.000 lire al mese, poco più di 20 pacchetti di sigarette […]

Livio Zanetti
(“L'Espresso” - 13 ottobre 1963)

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venerdì 22 aprile 2011