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sabato 15 agosto 2026

"LA VOCE DEL PADRONE - COLUMBIA - MARCONIPHONE" - COMUNICATO


 

Nel secondo dopoguerra l'importazione di beni esteri era subordinato al rilascio di licenze ministeriali per preservare le scarse valute estere e la bilancia commerciale e per protezione della produzione nazionale; queste licenze regolamentavano rigidamente l'importazione di merci, compresi i supporti sonori.
Agli inizi degli anni '50 il  nuovo disco microsolco (LP a 33 giri e 45 giri) introdotto sul mercato internazionale dalla "Columbia" americana e dalla "Rca Victor" porta ad una crescita dell'importazione di settore dovuta anche alla scarsa produzione nazionale in un mercato ancora legato al vecchio 78 giri.

gennaio 1952


Tale importazione selvaggia spinge la "V.C.M." a denunciare continuamente gli importatori che immettono sul mercato nazionale i dischi della "Columbia" e della "Rca Victor" (per il cane Nipper con la scritta "His Masters Voice") con marchi di fabbrica depositati sul nostro territorio dalla "V.C.M." senza il consenso del depositario. Inoltre la "Società Incassi Diritti Editoriali- S.I.D.E." (futura SEDRIM e in seguito SIAE) "diffida chiunque a mettere in commercio dischi non regolarizzati e privi del suo bollo".


gennaio 1953




Il Ministero del Commercio Estero è quindi costretto a modificare i criteri di concessione delle Licenze d'Importazione.

Nel marzo 1953, Bernardo Bossi, sulla rivista "Musica e Dischi", scrive sull'argomento, a proposito dei cambiamenti diramati sul "comunicato Stampa" del Ministero del Commercio Estero:




"Sono noti i criteri usati finora dal Ministero del Commercio Estero per accordare le concessioni di licenze d'importazione di dischi microsolco dall'area dollaro.
Le ditte interessate presentavano le loro domande e regolarmente ottenevano ogni mese una licenza di mille dollari ciascuna.
Massima imparzialità quindi: una licenza di mille dollari al mese alle vecchie case fonografiche, da anni specializzate nell'importazione e distribuzione dei dischi microsolco e mille dollari al mese anche all'importatore comune, magari abitualmente commerciante di cacao o di olio di balena: nessuna distinzione, la licenza era sempre di mille dollari al mese.
Ne conseguiva che le case fonografiche vere, specializzate nel disco microsolco, munite di regolari contratti di rappresentanza con case americane produttrici e quindi con impegni di acquisto di un certo ammontare annuo di dollari si trovassero costantemente a corto di licenze, insufficienti per far fronte ai loro impegni di importazione, mentre ditte o individui che normalmente nulla avevano a vedere con il disco microsolco, appena in possesso delle preziose licenze le usavano importando dischi microsolco di ogni marca senza curarsi se si trattava di case già rappresentate e talvolta persino trascurando il pagamento dei diritti S.I.D.E.
Il criterio della distribuzione di mille dollari mensili per ditta, mentre era evidente che negli intendimenti di chi lo aveva ideato, doveva rispondere ad un principio di equità e giustizia, in realtà rendeva la vita sempre più difficile proprio agli importatori regolari, qualificati, che lavoravano esclusivamente sul disco microsolco.
Il Ministero del Commercio Estero resosi indubbiamente conto di questo strano risultato ha ora, finalmente diramato un COMUNICATO STAMPA in cui comunica che « d'intesa con gli Enti interessati, è venuto nella determinazione di stabilire un contingente di importazione dai paesi per cui è prevista la licenza Ministeriale, di $ 170.000 di dischi fonografici incisi, valevole per l'anno 1953 ».
Perciò a partire dal prossimo mese di aprile le licenze non verranno più date nella misura di mille dollari al mese, ad ogni ditta richiedente, ma verrà fissato per ognuna di esse un contingente unico da utilizzare durante tutto l'anno in corso.
Per raggiungere lo scopo che il Ministero si prefigge sarebbe però desiderabile che in questa distribuzione si tenesse presente che hanno diritto alle licenze di importazioni non tutti i richiedenti, ma solo le case veramente qualificate.

   1°) che sono commercianti di dischi;
  2°) che per il passato hanno svolto lavoro di importazione di dischi microsolco presentando fatture estere bollate dalla Dogana - modello I L. con annotazioni delle utilizzazioni fatte dall'ufficio Italiano dei Cambi;
   3°) che rappresentano case americane produttrici di dischi microsolco esibendo i regolari contratti di rappresentanza regolarmente legalizzati dalle Camere di Commercio competenti;
   4°) che hanno una reale organizzazione di vendita presentando listini - cataloghi dei dischi abitualmente importati - pubblicazioni periodiche - ecc. ecc.

Solo così si potrà arrivare a moralizzare in questo delicato settore dell'area del dollaro, la importazione del disco microsolco e ciò nell'interesse stesso della Nazione."


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