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giovedì 2 dicembre 2010

(1963) Il Tribunale che Annulla i Matrimoni



Ogni anno circa mille coppie si rivolgono ai tribunali ecclesiastici, di cui la Sacra Rota rappresenta il più alto grado, chiedendo che ad esse venga restituita la "libertà coniugale".   Fra le cause pendenti, molte riguardano personaggi celebri come Ponti, Rascel, Gassman, la Rossi-Drago, Corrado Pani e Renata Monteduro.   In quali casi la Chiesa emette sentenza favorevole, e quali sono le condizioni della severissima procedura.

inchiesta di Ezio Saini
TV sorrisi e canzoni, 8 maggio


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domenica 14 novembre 2010

(1963) La Sfida della Tigre (Mina e Corrado Pani)



Come Carla Gravina, come Marisa Del Frate, come Sandra Milo, anche Mina ha scelto la strada terribilmente spinosa di "ragazza madre".

CICOGNE PERICOLOSE

“Quando volano le cicogne” era il titolo di un film drammatico della cinematografia sovietica che è ormai entrato nella schiera dei classici dello schermo. Ma ecco che adesso, in Italia, le cicogne hanno ripreso a volare per tutt’altro motivo, e in qualche caso piuttosto a sproposito. I simpatici pennuti ai quali la tradizione attribuisce la delicata incombenza di depositare bambini nelle culle incominciano a venire avvistati un po’ troppo di frequente, anche là dove la loro presenza non sarebbe né desiderata né richiesta. Sembra quasi che si sia determinata una psicosi della cicogna, non molto dissimile dalla psicosi dei dischi volanti.
Da quando la cantante Mina Mazzini ha divulgato ‘urbi et orbi’ l’annunzio del suo contributo alla campagna demografica, i cacciatori di notizie a sensazione si sono scatenati.
“Se Mina aspetta un figlio – debbono essersi chiesti – perché non anche l’attrice tal dei tali o la cantante talaltri?” Ed ecco che, con una solerzia degna di segugi del fisco, si è incominciato a passare in rassegna decine di nomi “sospetti”, senza trascurare né le quindicenni né le signore mature; limitatamente ai casi, s’intende, in cui l’eventuale cicogna in arrivo avrebbe rappresentato una “cicogna di contrabbando” e non un regolare lieto evento consacrato dai santi crismi del matrimonio. In qualche caso, si è proceduto a confronti fotografici fra immagini attuali e retrospettive, rubando il mestiere alla polizia scientifica. “Perché la signorina Ipson si ostina a indossare vestiti svasatissimi? Perché la signorina Zeta non si fa vedere più in giro in pantaloni? Non vi sembra che la signorina Omega sia un po’ troppo ingrassata?” Sul filo di questi interrogativi, sono state messe in giro supposizioni sorprendenti. In qualche caso, per prudenza, audaci quanto sensazionali ipotesi sono state insinuate fra le righe, buttate lì quasi per caso. “L’attrice A.S., la cui bellezza ha assunto da qualche tempo un’aria quasi materna….” Oppure “La graziosa C.S., che non ha voluto confermare la notizia secondo cui aspetterebbe un figlio…”
E via di questo passo.
Il “caso Mina”in pochi giorni è dunque cresciuto e rischia di ingigantire all’entità di un fenomeno di costume dalle proporzioni sbalorditive, incontrollate, allarmanti. Che cosa deve pensare l’uomo della strada, al quale i ‘press agent’ e gli uffici pubblicitari delle case cinematografiche o discografiche si sforzano di ammannire la tranquilla immagine di ragazzine borghesi con due piedi in una scarpa, scortate a vista da cerberi di madri e dedite tutt’al più, come passatempo delle ore libere, a lavora all’uncinetto?
Sulla “maternità di cui si parla”, giudicando dalle prime reazioni, le opinioni appaiono alquanto divise. I “modernisti”, senza arrivare necessariamente a propugnare l’avvento del libero amore, ritengono che Mina ha fatto benissimo a infischiarsi di un codice morale che le offriva come unica diversa alternativa la rinunzia alla felicità del cuore. Gli “indulgenti”, pur esprimendo le loro brave riserve, sono disposti a chiudere un occhio, e non trovano difficoltà ad accogliere “l’appello alla comprensione” che la stessa cantante ha lanciato ai suoi ‘aficionados’, e in particolare alle donne. Gli “intransigenti” (e non sono pochi, nemmeno questi, a giudicare dalle lettere che ci sono pervenute) appaiono a loro volta divisi in più sfumature. C’è chi si appella prevalentemente a considerazioni morali, per esprimere una netta condanna, e chi trova per lo meno fuori luogo dipingere Mina come una Giovanna d’Arco dei nove mesi o come un’ Anita Garibaldi del fiocco azzurro o rosa. “È facile – ci scrive ad esempio una lettrice – lanciare sfide alla società e passare da eroina quando si dispone di un solido conto in banca e quando si è circondati da un ‘entourage’, come il mondo artistico, che non va tanto per il sottile. Resta da vedere come si sarebbe regolata Mina, qualora, anziché una cantante celebre, fosse stata una mondariso del vercellese o una sartina siciliana”. Opinioni di questo genere fanno eco del resto al severo giudizio che è stato espresso dallo stesso quotidiano della Santa Sede, ‘L’Osservatore Romano’, il quale ha trovato assurdo parlare di coraggio solo perché una donna ha preferito alla soppressione della maternità una maternità illegittima.
[…]
Tiemme
(TV sorrisi e canzoni, 27 gennaio 1963)
 
  • La sfida della tigre (Anna Corradini, Aurelio Addonizio, Tommaso Fusco)
    (20 gennaio1963)
  • (La parola all'avvocato ) Perchè il bambino non potrà avere il cognome Pani
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    .(20 gennaio1963)
  • 10 personalità giudicano la "ragazza-madre":
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    Miranda Martino, Gianni Ferrio, Vittorio Gassman, Alessandra Pacini, Monica Vitti, Antonella Lualdi, Gabriella Farinon, Lorella De Luca, Eleonora Rossi-Drago, Fabrizio Capucci
    (20 gennaio1963)
  • A colloquio con la mamma di Mina (Anna Corradini)
    (27 gennaio1963)
  • La rivedremo in "Carosello", quando sarà già mamma (Maso Biggero)
    (3 febbraio 1963)
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sabato 6 novembre 2010

(1963) il personaggio - VITTORIO GASSMAN




Sono molti gli ammiratori di Vittorio Gassman che si chiedono perchè, dopo le splendide interpretazioni de "I soliti ignoti", "La grande guerra", "Il sorpasso", l'attore continui, in un certo senso , a snobbare il cinema, come se non ne avesse tratto gli allori che sappiamo, per dedicarsi corpo e anima al teatro di prosa.   Passiamo la domanda a Gassman: "Ma non è vero che io prenda sottogamba il cinema.   È solo che mi considero uomo di teatro ed è giusto che lì io riversi i miei maggiori sforzi.   Personalmente trovo più semplice girare dei film, l'importante è che mi sia dato un personaggio che io possa fare mio; il resto, poi viene da sé...".    L'affermazione ci lascia un pò perplessi, in quanto la sua bravura sullo schermo è pari, se non superiore, a quella da lui fornita sui palcoscenici.   In effetti la grande popolarità di cui oggi è circondato gli deriva anche dal cinema, vorremmo ricordargli.   Gassman, come se ci leggesse nel pensiero, scrolla la testa e afferma sorridendo: "Io sono un attore e come tale sento vivo l'amore  del recitare, l'ansia di interpretare personaggi nuovi, sempre diversi.   Io non me la sento di disegnare solo macchiette sullo schermo, divertenti, piacevoli sin che si vuole, ma pur sempre macchiette.   Qualcuno, per queste mie interpretazioni, è arrivato persino a definirmi un grande comico.   Preferisco sentirmi dire che sono un attore modesto, ma completo, un attore cioè che sappia fare tutto, dal comico al tragico, dal brillante al drammatico.    Non sopporto l'idea di vedermi fossilizzato entro uno schema fisso."   
E la televisione?  
"Be', quello è un discorso a parte.   Quando mi propongono temi a me cari non ho mai detto di no."

Lino Ferrara
da "GRAND HOTEL" - 29 giugno

(1963) locandina - IL SORPASSSO (italia)



con: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Jean-Louis Trintignant, Claudio Gora, Luciana Angiolillo
Regia: Dino Risi

genere: commedia
soggetto: Dino Risi, Ettore Scola
sceneggiatura: Dino Risi, Ettore Scola, Ruggero Maccari, Rodolfo Sonego
fotografia: Alfio Contini
musiche: Riz Ortolani
montaggio: Maurizio Lucidi
produzione: Fair (Mario Cecchi Gori)
distribuzione: Incei
valutazione del CCC: Sconsigliato (costituisce un obiettivo pericolo per ogni categoria di spettatori)

venerdì 13 agosto 2010

(1962) rivista - L'EUROPEO (Gli antipatici)

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I personaggi più impopolari dei nostri giorni visti da Oriana Fallaci


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  • Orson Welles - L'uomo che sarà Presidente (4 febbraio)
    ''Troppi divorzi nella mia vita, troppa prosperità nell'America. Io non sono il tipo che un popolo segue in un periodo di prosperità. Io sono il tipo cui il popolo ubbidisce nei periodi di emergenza: quando si dimenticano stravaganze e divorzi pur di essere salvi."
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  • Vittoro Gassman - Le donne e il commendatore (11 febbraio)
    "Io sono antipatico: di una antipatia sinistra, irrimediabile, cupa. E me ne compiaccio. Sì, in un paese dove sono tutti simpatici e l'onorificenza più ambita è l'aggettivo simpatico, io mi vanto d'essere molto antipatico."
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  • Laura Betti - La cacciatrice di cultura (18 febbraio)
    la ragazza che ha messo la letteratura al servizio della propria carriera
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  • Salvador Dalì - Un tesoro di baffi (4 marzo)
    riesce a vendere un quadro per duecento milioni. Non basta essere un genio: la pubblicità è l'anima dell'arte
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  • Roger Vadim - E il diavolo creò Vadim (18 marzo)
    regista di film che tutti vanno a vedere ma di cui tutti parlano male. Costretto a celarsi dietro i sinistri nomignoli che gli hanno affibbiato: marchese di Sade, Barnum dell'amoralità, poeta del lenzuolo, maniaco sessuale, degenerato erotomane, Frankenstein dell'amore.
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martedì 29 dicembre 2009

AA.VV. - IRMA LA DOLCE (1958)

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In questo disco presentiamo "Irma la dolce", arrivata fin da noi, dopo i successi parigini: non è esattamente lo spettacolo che avete visto è qualcosa di più e qualcosa di meno. Le canzoni -deliziose canzoni di Marguerite Monnot,- ormai popolari in tutto il mondo, sono qui cantate dagli stessi attori ai quali si aggiunge novità assoluta, Vittorio Gassman nella inedita veste di cantante. Il tessuto narrativo della commedia di Breffort è qui sostituito da un tenue filo affidato alla suggestione evocativa dello stesso Gassman, narratore ironico e intenerito dalle vicende della soave Irma e di Nestore, duro senza vocazione. L'amore che nasce tra la piccola mondana e il fallito studente "nato per amare" è irrimediabile e fatale come quello di Giulietta e Romeo e le loro vicende, nella Parigi incantanta del 1925, si sgranano a ritmo di giave e walzer musette, in una atmosfera nostalgica al confine tra la commedia realistica e la feèrie.
Le dolci canzoni di Irma, le tristi nenie dei forzati, le vorticose danze dei gangsters e delle donnine in un girotondo multicolore di suoni e di ritmi creano per noi il magico mondo di una malavita all'acqua di rose, dove le leggi dell'amore e dell'onore sono vive e fresche, immutabili ed eterne, come il lento millenario fluire della Senna.
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dalla "cover" del disco
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Musiche: Marguerite Monnot
Parole: Vittorio Gassman dalla commedia di A. Breffort
interpreti: Irma la dolce............. Anna Maria Ferrero
...................Nestore lo sgualcito . Alberto Bonucci
...................Bob la feccia ............. Carlo Hintermann
...................Polyte il mollo .......... Andrea Bosich
...................Jojo la congiuntivite Vottiro Congia
...................Roberto lo schifo ..... Dino Curcio
...................Bebe le macro .......... Mario Maranzana
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Lato a)
  1. Because - Gassman, Bosich, Congia, Curcio, Maranzana
  2. Tic tac - A.M. Ferrero, Bonucci
  3. Angeli in volo - A.M. Ferrero, Bonucci
  4. To be or not to be - Hintermann, Bisich, Congia, Curcio, Maranzano
  5. Aveva un pedigree - Bonucci
  6. La seduta è tolta - Hintermann, Bosich, Congia, Curcio, Maranzana
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Lato b)
  1. La canzone di Irma - A.M. Ferrero
  2. Sul litoral - Hintermann, Bosich, Congia, Curcio, Maranzana
  3. A Parigi ritornar - Bonucci, Hintermann, Bosich, Congia, Curcio, Maranzana
  4. Irma è nato - Bonucci, A.M. Ferrero, Hintermann
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cover (cetra - CLV 0607)
http://www.mediafire.com/?3ektuf4k9ggiuep
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cetra - CLV 0607
http://www.mediafire.com/?pgzebqdc52udr34
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(1958) locandina - IRMA LA DOLCE

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giovedì 17 dicembre 2009

(1949) locandina - RISO AMARO (italia)

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con: Silvana Mangano, Vittorio Gassman, Doris Dowling, Raf Vallone, Checco Rissone, Nico Pepe, Adriana Silvieri
Regia: Giuseppe De Santis
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genere: drammatico
soggetto: Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Gianni Puccini
sceneggiatura: Corrado Alvaro, Giuseppe De Santis, Carlo Lizzani, Carlo Musso, Ivo Perilli, Gianni Puccini
fotografia: Otello Martelli
musica: Armando Trovajoli, Goffredo Petrassi
montaggio: Gabriele Varriale
produzione e distribuzione: Lux
valutazione del CCC: Escluso (gravemente immorale e nocivo per ogni pubblico)
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