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giovedì 10 febbraio 2011

EDITH PIAF - CHANT D'AMOUR (1963)




lato a)
  • Monsieur incognito (gall-veran)
  • Margot coeur gros (vendome-veran)


lato b)
  • Le chant d'amour (piaf-dumont)
  • Tiens v'la un marin (bouquet-labadie)




cover (Columbia - SEMQ 266)
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Columbia - SEMQ 266
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(1963) EDITH PIAF (19 dicembre 1915 - 11 ottobre 1963)

L'ULTIMO VOLO DEL PASSEROTTO


Con Edith Piaf è scomparsa una delle più grandi interpreti di musica leggera di tutti i tempi.   Edith cominciò a cantare da bambina nelle strade, ed ha conosciuto il successo molto tardi.   Dotata di un temperamento drammatico, Edith lascia un'abbondante discografia, tutta degna del massimo interesse.   Era nata a Parigi nel 1915 da Pierre (un acrobata di origine italiana) e Lina Marsa.

(da "SETTENOTE")

(1963) EDITH PIAF (19 dicembre 1915 - 11 ottobre 1963)

Édith Piaf e Théo Sarapo si sposarono il 9 ottobre 1962.
Un anno dopo, l’11 ottobre 1963, Édith Piaf morì durante un triste e vano viaggio di ritorno dal sud della Francia verso Parigi: il suo esile corpo venne caricato sul sedile posteriore della macchina dal marito Théo che, per esaudire il suo ultimo desiderio, la riportò nella capitale francese.

 
Nello scorso maggio, era stata ricoverata per otto settimane.    Nonostante il parere contrario dei più illustri clinici, pochi mesi dopo era di nuovo in “tournée”.   Svenuta per l’ennesima volta sulla scena a Maubege, i medici intervennero energicamente ordinandole il riposo assoluto.   Sottoposta alle cure del sonno, anche per togliere un inizio di intossicazione da droga,  Edith sentì le sue forze declinare inesorabilmente.   Un ultimo attacco l’ha stroncata.

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[…] Quando il successo le spalancò le porte, cominciò per Edith una girandola di amori sfortunati. Un giorno – era vedette al famoso Moulin Rouge - l’impresario le propose qualche giovane da lanciare. “Ho visto al Bobino un ex scaricatore di porto, un certo Montand – disse - Non mi sembra male. Gli ho proposto un’audizione con voi”. Yves Montand si presentò all’audizione come si va agli esami di Stato, giocando il tutto per tutto. Ed egli si comportò con la diva della canzone come un giovane studente si comporta con una passabile professoressa di latino: la guardò dritto negli occhi. Molto probabilmente fu quello sguardo spregiudicato e insieme triste (da “vagabondo per bene”, com’è stato scritto) che commosse la Piaf. La loro unione durò il breve spazio di una stagione di spettacoli: quando Montand si ritenne sufficientemente lanciato scomparve dalla sua vita.
Tutti gli uomini accanto ai quali ha cercato di sentirsi un po’ meno sola, un po’ meno brutta, un po’ meno ammalata, non eran nessuno ma divennero qualcuno a starle vicini. Così accadde anche con Eddie Costantine che portò dall’America dove faceva il camionista e il boxeur; con Charles Aznavour che faceva l’elettricista nella sua compagnia; con il chitarrista e paroliere Moustaki (l’autore di “Milord”) che giocava a ping pong, con il giovane pittore americano Davis Douglas, che grazie a lei ha tenuto le sue prime mostre personali, ed anche col suo ultimo marito Theo Sarapo, un ex parrucchiere diventato vedette. […]

Rodolfo d'Intino
(TV Sorrisi e Canzoni - 20 ottobre)


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sabato 1 gennaio 2011

EDITH PIAF - NON, JE NE REGRETTE RIEN.... (1961 Olympia)





lato a)
  • Non, je ne regrette rien (vaucaire-dumont)
  • La vie, l'amour (rivgauche-chauvigny)


lato b)
  • Mon Dieu (vaucaire-dumont)
  • Les mots d'amour (rivgauche-dumont)


cover (COLUMBIA - SEG 8308)u.k.
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COLUMBIA - SEG 8308
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1 gennaio 1961 - EDITH PIAF all' Olympia




Nonostante sia approdata al successo in tarda età – l’esplosione definitiva arriva attorno alla metà degli anni ’50, quando la cantante ha compiuto i 40 – la carriera di Edith Piaf è una delle più brillanti e sensazionali a memoria d’uomo: ricca di alti e bassi, drammi e gioie, ricchezza e povertà, cadute nel tunnel dell’alcolismo e della tossicodipendenza e resurrezioni dovute all’amore per la musica e per gli uomini. Il “passerotto”, questo il suo celebre soprannome, è passata alla storia anche per la voce straziante e bellissima, capace di commuovere e rendere immortali le note di una canzone, […]. Il 1955 la vede per la prima volta ospite dell’Olympia, dove avviene la sua consacrazione artistica: e proprio al celebre teatro parigino resteranno legate le sue esibizioni migliori, ormai divenute storiche. Ci tornerà nel ’57, nel ’59 e infine, con quattro mesi di repliche, all’inizio del ’61, per aiutare il proprietario del locale, Bruno Coquatrix, giunto sull’orlo della bancarotta. Sarà, manco a dirlo, l’apoteosi della Piaf, che presenterà per la prima volta dal vivo il brano destinato a diventare il suo evergreen per eccellenza, ovvero “Non, je ne reggette rien” scritto per lei da Charles Dumont, autore con cui si è sempre rifiutata di collaborare, rivelatosi invece capace di inquadrare alla perfezione la vita e il pensiero della chanteuse. […]

Ezio Guaitamacchi
(“1000 concerti che ci hanno cambiato la vita”, RCS Libri 2010)

EDITH PIAF - HYMNE A L'AMOUR/MEA CULPA (reissue 1961)





lato a)
  • Hymne a l'amour (piaf-monnot) (1950)
    from "Io amo, tu ami"

lato b)
  • Mea culpa (rivgauche-giraud) (1954)


cover (COLUMBIA - SCDQ 2099)
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COLUMBIA - SCDQ 2099
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martedì 7 settembre 2010

ALL-STAR FESTIVAL (disco a favore dei rifugiati di tutto il mondo) (1963)

m.
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Dovunque e in ogni tempo si son visti uomini, donne e fanciulli, cacciati dal proprio paese dalla paura, dall'intolleranza, dalle trasformazioni politiche, religiose, sociali o economiche, cercare asilo in paesi stranieri. Ma mai vi furono tanti esseri umani sulle vie dell'esilio come nel ventesimo secolo. Oggi, i rifugiati sono dovunque. Alcuni hanno trovato nuove case, nuovi amici, nuovi paesi, ove conducono una vita normale e civile. Altri sono ancora sparsi in luoghi stranieri, senza legami, senza patria e troppo spesso senza speranza. [...]

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(note informative allegate al disco)

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Importanti artisti hanno messo altre volte il loro talento al servizio di una causa umanitaria. Tuttavia, mai prima d'ora tanti nomi illustri nel campo musicale si erano riuniti come per questa iniziativa. E l'album "All-Star Festival" è nato proprio dal sentito bisogno di aiutare i rifugiati. Gli autori hanno donato le loro canzoni, alcune delle quali scritte e composte appositamente, altre riservate a questo disco. L'industria fonografica ha collaborato sciogliendo i propri artisti dagli obblighi contrattuali per questa unica impresa. I negozi di dischi hanno assicurato la più larga diffusione.
E così, grazie all'aiuto di tanti, possiamo ora presentare l'album"All-Star Festival" come una grande realizzazione artistica e un significativo contributo all'opera di solidarietà per i rifugiati.
A nome del Comitato d'onore ringrazio tutti coloro che così volentieri hanno aderito al nostro appello.
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Yul Brynner

dal back cover del disco

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Lato a)
  1. Bing Crosby & Louis Armstrong - Lazy river (carmichael-arodin)
    (per concessione Project Records) .
  2. Doris Day - The everlasting arms (broones-webster)
    (per concessione Arwin production Inc./Columbia Records) .
  3. Nana Mouskouri - Ximeroni (hadjidakis)
    (per concessione Fontana Records) .
  4. Maurice Chevalier - La vie est une belle fille (willemetz-kosma).
  5. Patti Page - First star I see tonight (corso-otis-hendricks)
    (per concessione Mercury) .
  6. Ella Fitzgerald - All of me (simons-marks)
    (per concessione Metro Goldwyn Mayer)

.Lato b)
  1. Edith Piaf - Je m'imagine (monnot-raya)
    (per concessione Pathé-Marconi Records) .
  2. Nat "King" Cole - When you belong to me (cochran-merrick)
    (per concessione Capitol) .
  3. Anne Shelton - Greensleeves (arr. williams)
    (per concessione Philips Records) .
  4. Luis Alberto del Parana - Adonde vas nino? (camar)
    (per concessione Philips) .
  5. Mahalia Jackson - Nobody but you, Lord (jackson)
    (per concessione Columbia records)
  6. Caterina Valente - La golondrina (serradell-arr. flor)
    (per concessione Teldec Telefunken-Decca Schallplatten)



 
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Ecco gli ultimi dati sulle vendite di "All-Star Festival" in Europa: in testa alla graduatoria è la Svezia con oltre 170 mila copie; seguono la Repubblica Federale tedesca con oltre 80 mila, l'Olanda con 75 mila, l'Inghilterra e la Norvegia circa 55 mila, la Svizzera con 40 mila, il Belgio con 30 mila, la Danimarca con 28 mila, l'Austria con 17 mila, l'Italia con 16 mila, la Francia con 15 mila, l'Irlanda con 4 mila, la Grecia con 3 mila, la Finlandia con 1.500 dischi e la Jugoslavia con 1.300.

(Musica e Dischi - aprile 1963)

venerdì 25 giugno 2010

SOUVENIR DE PARIS (1961)

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Lato a)
  1. Orchestra Roger Bourdin - À Paris (lemarque)
  2. Charles Trenet - L'âme des poètes (trenet)
  3. Edith Piaf - La vie en rose (louiguy-piaf)
  4. Jean Sablon - J'attendrai (olivieri-poterat)
  5. Josephine Baker - J'ai deux amours (scotto-koger-varna)
  6. Gilbert Becaud - Mes mains (becaud-delance)
  7. Charles Trenet (Douce France (trenet)
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Lato b)
  1. Orchestra Roger Bourdin - Pigalle (ulmer)
  2. Charles Trenet - La mer (trenet)
  3. Maurice Chevalier - Notre espoir (betti chevalier)
  4. Jean Sablon - Ce n'est que votre main, madame (lelievre-rouvray-varna-erwin)
  5. Josephine Baker - La petite tonkinoise (scotto-christinè)
  6. Gilbert Becaud - Le mur (becaud-vidalin)
  7. Edith Piaf - Hymne a l'amour (monnot-piaf)
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cover (Columbia - 33QSX 12052)
souvenir de paris.rar
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Columbia - 33QSX 12052
[1961] - SOUVENIR DE PARIS.rar
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giovedì 24 dicembre 2009

EDITH PIAF - SINGS "BRAVO POUR LE CLOWN" (1954)

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Lato a)
  1. La goualante du pauvre Jean (monnot-rouzaud)
  2. Et moi ... (emer)
  3. N'y va pas Manuel (emer)
  4. Les amants de Venise (monnot-plante)
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Lato b)
  1. L'effet qu'tu m'fais (heyral-piaf)
  2. Jean et Martine (emer)
  3. Johnny, tu n'es pas un ange (les paul- lemarque)
  4. Bravo pour le clown ! (louiguy-contet)
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cover (ANGEL RECORDS - ANG 64005) usa
http://www.mediafire.com/?7j26777efcz8lao
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ANGEL RECORDS - ANG 64005 (usa)
http://www.mediafire.com/?btgttj8v3gilc92
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mercoledì 23 dicembre 2009

EDITH PIAF - 1ére SÉRIE (1953)

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Lato a)
  1. De l'autre côté de la rue (emer-monnot) 1945
  2. Monsieur Sain-Pierre (hesse-contet) 1945
  3. Le disque usé (emer) 1943
  4. Y a pas d'printemps (monnot-contet) 1944
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Lato b)
  1. Mon légionnaire (monnot-asso) 1937
  2. L'accordéoniste (emer) 1940
  3. C'est toujours la même histoire (white-contet) 1944
  4. J n'en connais pas la fin (asso-monnot) 1939
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cover (Polydor - LP 530.017) france
http://www.mediafire.com/?v55b0z40l4ep0y4
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Polydor - LP 530.017 (france)
http://www.mediafire.com/?ryzzgzn96mw3u5s
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EDITH PIAF - HITS FROM "LA P'TITE LILI" (1951)

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L'ultima canzone di Edith Piaf per Marcel Cerdan
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La sera che il "passerotto" di Parigi intonò l'"Hymne à l'amour" in un locale notturno di New York ventiquattr'ore dopo che l'aereo del pugile francese si era schiantato contro un picco delle Azzorre.Li aveva uniti un amore travolgente e lei gli aveva chiesto di raggiungerla in America.Si erano conosciuti in un cabaret di Montmartre.Lei era parigina, aveva una faccia disperata, il piccolo corpo fremente di un uccello - il suo nome d'arte significa "passerotto", in argot - e una voce imperfetta e meravigliosa. Lui era algerino, aveva una faccia onesta piena di pugni e la rabbia di chi è nato povero ma il benessere non vuole rubarlo.Edith Piaf e Marcel Cerdan s'incontrarono in un cabaret alla moda, il Club des Cinq a Montmartre, quando avevano varcato la linea dei trent'anni e sapevano cogliere il valore di un'occasione. Lei elegantissima, lui infilato in un abito stretto e vistoso. Così diversi, si annusarono, si rividero in America e lì s'innamorarono.[…]
Fu un amore tragico, da romanzo. Nella seconda belle époque sulla Senna, Edith era la diva degli intellettuali, la prima, in anticipo su Juliette Greco, ben diversa dalla più matura Joséphine Baker che faceva impazzire Georges Simenon e tutti i parigini agitando il gonnellino di banane, unico orpello sulla pelle d'ebano; a fine spettacolo staccava le banane e le lanciava agli spettatori, come a dire: "Le bestie siete voi".Per Edith, Jacques Prèvert aveva scritto poesie in forma di canzone. Per Edith, Jean Cocteau aveva scritto canzoni e un'opera teatrale, La bella indifferente. I registi del cinema e del teatro le proponevano copioni impegnati.[…]
La vie en rose, la celebre canzone di Edith, prese toni più caldi. Les feuilles mortes potevano oramai anche cadere, non si posavano più sulla malinconia. Si amarono nell'aria sudata delle palestre e nel profumo dei palcoscenici, tra pugni e canzoni.Edith, abituata a condurre il gioco dei sentimenti, fu travolta da quell'uomo famoso quanto lei, tosto e tenero. Aveva avuto uomini più giovani, come Yves Montand, li aveva plasmati, aveva fatto la loro fortuna.Fu attratta proprio dalla diversità di Marcel, dalla sua gentile rudezza, dalla sua maturità senza fronzoli.La passione fece bene alla carriera.Edith era una musa, Marcel nel 1947 conquistò il titolo europeo buttando giù alla prima ripresa Leon Fouquet. Un anno dopo Cyrille Delannoit gli rubò la corona: passarono due mesi e se la riprese. Il titolo mondiale lo ottenne costringendo Tony Zale all'abbandono, sul quadrato di Jersey City.L'America li adorò. Per lei era facile, le bastava cantare e cantare. Marcel fu costretto a fare i conti con la mafia, poiché la boxe era un business sporco, sotto la Statua della Libertà.[…]

Pietro Gargano
http://www.lisolaweb.com/it/a/l-ultima-canzone-di-edith-piaf-per-marcel-cerdan
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Lato a)
  1. Avant l'heure (achard-monnot)
  2. Demain (il fera jour) (achard-monnot)
  3. Rien de rien (aznavour-roche)
  4. Du matin jusqu'au soir (piaf-saint-paul)
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Lato b)
  1. L'homme que j'aimerai (piaf-monnot)
  2. La valse de l'amour (piaf-monnot)
  3. C'est toi (piaf-chauvigny) with Eddie Constantine
  4. Si, si, si, si (achard-monnot) with Eddie Constantine


cover (columbia - FL9535) usa
http://www.mediafire.com/?ivsfgabza3lm01z

columbia - FL9535 (usa)
http://www.mediafire.com/?acpsyzc49tl311c
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martedì 22 dicembre 2009

EDITH PIAF - CHANSONS PARISIENNES (1949)

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“Una grande attrice tragica”, “Una cantante con una voce dal fascino fatale”, “Una ‘dicitrice’ che non ha bisogno di piangere, per far piangere gli altri, una ‘dicitrice’ che con un tono incomparabile crea atmosfere di intensa drammaticità”.
Con queste parole è stato presentato lo stile unico e toccante di edith piaf che è, universalmente riconosciuta, una cantante di un talento straordinario.
Gran parte del potere di Edith Piaf risiede nella sua capacità di comprendere i dolori e le gioie della ‘piccola gente’ e di toccarla nelle emozioni della loro storia. Una comprensione che gli nasce dalla sua storia personale.
Edith Piaf è nata a Parigi, figlia di un acrobata da circo. Sua madre morì quando lei aveva due anni e suo padre, non potendola tenere con se, l’affida alle cure della nonna. Poco più che bambina, una grave malattia danneggia la sua vista che solo a dodici anni riesce miracolosamente a recuperare. Nel frattempo aveva cominciato a cantare melodie di canzoni attirando l’attenzione di suo padre che penso di trasformarla in una fonte di guadagno. Per un periodo lavorarono insieme cantando nei piccoli e affascinati caffè di Parigi e poi all’età di quindici anni, iniziò la sua avventura solista. Cantò nei cabaret ma fece anche la cantante di strada per le vie di Parigi, esibendosi per chiunque volesse ascoltarla con un cappello come unico compagno. Un giorno, un signore che era stato ad ascoltarla con grande interesse, le porse sette o otto canzoni dicendo, “se le imparerai nei prossimi quattro giorni, mi impegno per voi, sono un produttore e credo che tu abbia talento”. Quattro giorni dopo comparve dinanzi a un pubblico selezionato di critici parigini. La loro risposta fu entusiasta. La sua carriera era lanciata.
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dalla "cover" del disco
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Lato a)
  1. La vie en rose (piaf-louiguy) (1946)
  2. C'est merveilleux (monnot-contet) (1946)
  3. Monsieur Loble (emer) (1948)
  4. Les amants de Paris (ferret-marnay) (1948)
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Lato b)
  1. Adieu mon coeur (monnot-contet) (1946)
  2. le chant du Pirate (monnot-contet) (1946)
  3. Il pleut (roche-aznavour) (1948)
  4. Un refrain courait dans la rue (piaf-chauvigny) (1946)
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cover (columbia - FL9501) usa
http://www.mediafire.com/?82sdy2pl9uf3iwb