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sabato 13 agosto 2011

(1963) Il Carovita e la scelta elettorale



I Sistemi per misurare il costo della vita in Italia sono rimasti fermi a quando più di 10 anni fa eravamo il primo dei paese poveri.
Una curiosa famiglia-tipo che vive spartanamente.
L'elettore ha diritto di prendere le sue decisioni in base a calcoli più seri.


Si vota ogni cinque anni. Ormai abbiamo fatto quasi un'abitudine alla cadenza, gli anni otto e gli anni tre: quarantotto, cinquantatré, cinquantotto, sessantatré. Però una Nazione non cammina sempre con lo stesso passo. Gli ultimi cinque anni, per l'Italia, sono stati addirittura passi da leone: gli italiani si sono trovati con un reddito nazionale quasi raddoppiato rispetto a poco più di dieci anni prima. Nelle statistiche, non siamo più il primo dei Paesi poveri, come eravamo da sempre, ma ci siamo fatti un posticino, sia pure il più modesto, nel club dei Paesi che stanno bene.
In questi cinque anni, gli ingranaggi della politica, più o meno, sono rimasti quelli che erano. È il Paese che è cambiato. Una volta potevano appagarlo, nei comizi, le suggestioni di società ideali - la società cristiana, quella liberale, quella socialista - come sapevano illustrarle gli oratori dei vari partiti. Oggi, con la rapida crescita e, tra l'altro, con una maggiore disponibilità, la discussione politica si dovrebbe portare su un piano più concreto. Ed è sui problemi pratici che i partiti dovrebbero porre l'elettore davanti a precise scelte alternative.
Non si può dire che tale esigenza sia rimasta del tutto inavvertita: i politici, tanto per fare un esempio, questa volta hanno abbastanza insistito sul tema dei prezzi e del costo della vita, salvo la brutta abitudine di scegliere nel mazzo le carte che a ciascuno facevano più comodo. [...]
Ecco come L'Istituto Centrale di Statistica calcola l'andamento dei prezzi e del costo della vita sulla base del consumo di una famiglia. Come è composta questa famiglia italiana, che dovrebbe servire da modello? Come e quando mangia? Come e dove vive? Un pò di anagrafe: è una famiglia composta da quattro persone (padre, madre, un figlio tra i 10 e 14 anni e un altro tra i 6 e i 9). La condizione è quella di una famiglia operaia o di una modesta famiglia impiegatizia. Il suo bilancio è stato diviso in cinque capitoli di spesa: alimentazione, abbigliamento, abitazione, elettricità e combustibili, varie.
Questa famiglia vive ancora in una casa con fitto bloccato: Non si risenta chi, invece, paga per l'affitto una parte notevole delle sue entrate: un modello statistico è un pò come un manichino, e per quanto lo si vesta da uomo, uomo non è. [...]
Vediamo un pò di cifre. L'alimentazione della famiglia tipo è calcolata in base a 3000 calorie giornaliere, il 12% delle quali formate da proteine (di cui circa un terzo di origine animale), il 20% da grassi e il rimanente 68% da carboidrati.
In pratica, questa famiglia di quattro persone mangia ogni mese, secondo l'ISTAT: 42 chili di pane, 14,5 di pasta, 3,5 di riso, 1,7 di fagioli secchi, 7 chili di carne bovina, 9 etti di salumi, 6 etti di baccalà, 1,5 chili di pesce fresco, 6 etti di burro, 1,1 chilo di lardo o strutto, 2,4 chili di olio, 1 chilo di formaggio, 1 di formaggi semiduri, 15 litri di latte, 40 uova, 15 chili di patate, 25 di ortaggi, 17 di frutta fresca, 1 di frutta secca, 7 etti di conserve di pomodoro, 3 chili di zucchero, 2 chili di marmellata, 25 litri di vino, 3 etti di caffè tostato e 1,5 chili di sale grosso.
[...]

estratto da "QUATTROSOLDI" (aprile 1963)

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