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lunedì 22 dicembre 2014

JOHN FOSTER e LOTTIE RIVERS - WHITE CHRISTMAS (1960)






side a)
  • White Christmas (irving-berlin)



side b)
  • Stille nacht (mohr-gruber)






cover (PHONOCOLOR - MS 1068)
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PHONOCOLOR - MS 1068
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lunedì 20 settembre 2010

JOHN FOSTER - NEL MONDO DEI GIOVANI (1963)

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Straordinariamente assomigliante al re belga Baldovino, John Foster è l'unico caso di un giovane che ha saputo riunire la penna del giornalista al microfono del cantante con uguale successo.
Paolo Occhipinti, nato ed abitante a Milano, è il vero nome dell'occhialuto giovanotto, valido redattore di un importante settimanale di Milano e nel contempo celebrato interprete di tanti brani canori di successo.
Paolo Occhipinti è divenuto John Foster quasi per caso. L'origine del suo pseudonimo e della sua duplice attività risale a qualche anno fa allorchè, studente, si trovava a Londra per perfezionare lo studio della lingua inglese. Dotato di una voce calda e convincente e da un innato senso interpretativo Foster ha quindi debuttato come cantante nel corso di riunioni studentesce. Il successo e i consensi riscossi lo hanno poi indotto ad esibirsi nei locali notturni di Soho, il ben noto quartiere latino di Londra, confermando ogni sua attitudine alla interpretazione di brani di musica jazzistica e leggera. Tornato in Italia, padrone ormai della lingua inglese tanto da celare al più esperto orecchio la sua origine meneghina, Foster ha iniziato la carriera di giornalista e nello stesso tempo ha inciso una serie di motivi musicali riuscendo a conquistare il pubblico con il suo inconfondibile stile interpretativo.
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dal 'back cover' del disco
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Lato a)
  1. Se tu vuoi (chiosso-rose-heat)
  2. Sermonette (testoni-adderley)
  3. Eri un'abitudine (cassia-delle grotte-pomus-schuman)
  4. Mack the knife (weil-brecht-blitzstein)
  5. La marcia dell'amore (bertini-cannon-woods)
  6. The twist (ballard)
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Lato b)
  1. Non finirò d'amarti (panzeri-don gibson)
  2. Ju bi ju (pallavicini-mescoli)
  3. Il mondo dei giovani (gentile-tepper-bennet)
  4. Josephine (danpa-godini)
  5. Buonanotte, amore (pinchi-morghen)
  6. Speedy Gonzales (gentile-kaie-hill-lee)
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(1963) pubblicità - STYLE (John Foster)

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(1963) pubblicità - STYLE (John Foster)

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(1963) pubblicità - STYLE (John Foster)

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giovedì 25 marzo 2010

(1963) rivista - TUTTAMUSICA (28 settembre)

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Fabrizio non è solo un imitatore
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Scoperto da Giampiero Boneschi nella "café society" milanese (il nome, dicono, nasconde un buon casato sul quale per ora si tace accuratamente), Fabrizio si affaccia sul mercato discografico con due ballate di sapore brechtiano, due freschi bozzetti di costume che, stilisticamente, riecheggiano Gaber o la grande Ornella Vanoni "ancien régime". Storie di balordi, dunque di donna dagli occhi allupati, fotografati sullo sfondo d'una periferia alla Sironi, zeppa di ciminiere, di transenne, di strutture in ferro; una, "Il testamento", a forma di filastrocca anarcoide e l'altra, "La ballata del Miché", scritta sulla falsariga delle canzoni di Weill e di Hans Halla ai tempi dell'espressionismo tedesco cinematografico, dell' "Angelo azzurro" e delle gambe giovanili di Marlène.
Ma Fabrizio non è solo un imitatore. La sua voce calda, suadente, buona anche per la "musica leggera regolare", i suoi accenti decisamente canzonettistici, il suo tentativo di conciliare l'anticonformismo con il juke-box, meritano molta attenzione, non fosse altro che l'impegno poetico che il giovane cantautore ha usato nei suoi due primi "pezzi". Si tratta, senza dubbio, di poesia vera nella ballata del povero Miché, l'assassino che s'impicca in cella per raggiungere nell'al di là colei alla quale, per amore, ha fatto la pelle. Il tutto sorretto da un felice arrangiamento "musette" di Boneschi. Sorge un dubbio finale: questo Fabrizio, per caso, non assomiglia molto anche a Jacques Brel? Si, è probabile. Il che non esclude che il cantautore della "café society" possa avere anche un successo di pubblico. Gaber insegna. E non significa nulla il fatto che gli italiani scoprano l'espressionismo canzonettistico trent'anni in ritardo. Megli tardi che mai.
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Piero Novelli
critico della "Gazzetta del Popolo"


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  • La borsa del disco (quotazioni della settimana 21-27 settembre)
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  • la RAI vuol metterli in quarantena ma anche a Castrocaro hanno vinto i minorenni (Bruno Filippini e Gigliola Cinquetti) [Lucio Lami]
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  • La Parola ai Critici (I giornalisti che recensiscono le novità discografiche sui più importanti quotidiani e periodici si alternano in questa rubrica per commentare le ultime incisioni di musica leggera)
    Piero Novelli - quotidiano "Gazzetta del Popolo"
    - Fabrizio (De André) non è solo un imitatore
    Mario Galdieri - quotidiano "Paese sera"
    - Le promesse mancate di (Domenico) Modugno
    Paolo Occhipinti - settimanale "Oggi"
    A Mina manca un pizzico di coraggio
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  • La greffa (Alberto Anelli, Peppino di Capri, Endrigo, Tanya, Guidone, Morandi, Myriam del Mare)
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  • Sulla cresta dell'onda- Luigi Tenco (Angela/Mi sono innamorato di te)
    impegnato a interpretare due sue canzoni, fra le poche lontane dalla sua vena polemica, Tenco si rivela "porgitore" raffinato e sensibile.
    - Johnny Dorelli (Angela/Mi sono innamorato di te)
    Dorelli valorizza specialmente sul piano della penetrazione due bellissime canzoni di Luigi Tenco (due tra le poche non scabrose)
    - Rita Pavone (Non è facile avere 18 anni/Son finite le vacanze)
    "pel di carota" annunzia una sorpresa per i suoi fans. Insieme con la canzone degli "anni sessanta", (i suoi dischi conterranno) una canzone degli "anni 70". Il 45 giri "dell'inverno" che la cantante torinese sta ora preparando conterrà infatti "Son finite le vacanze" una composizione di Rossi e Cantini stile "anni 60", ed un motivo "stile anni 70" scritto da Bernabini: "Non è facile avere diciott'anni".