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mercoledì 24 dicembre 2014

TO WISH YOU A MERRY CHRISTMAS THE RCA VICTOR FAMILY (1954)

 



Natale, dopo tutto, è un affare di famiglia. E' un momento di allegria, di convivialità, di buoni sentimenti; è un momento per sentire il calore di un caminetto, il piacere di stare in due, la vicinanza di amici. E', sicuramente, un momento che parla fluentemente di tutte quelle cose che vorremmo vivere nell'anno'.
Come comunità strettamente unita, la 'RCA Victor family' è come tutte le altre. E ', solamente più grande, ma in questo periodo dell'anno condivide gli stessi sentimenti.    Se in relazione al sangue non hanno alcuna attinenza, per amicizia, queste persone (Perry Como, Eddie Fisher, Eartha Kitt, Hugo Winterhalter .....) hanno con tutti una  intimità, anche se solo attraverso il giradischi che li ha portati nelle vostre case dove sono diventati parte integrante della vita di ogni giorno  Sono persone che appartengono alla tua famiglia, una proprietà collettiva condivisa da tutti, indipendentemente dal periodo dell'anno.
Questo è un buon Natale per te, con un regalo legato alla più melodiosa tradizione "popolare" musicale. E 'un regalo che sicuramente porterà un perenne cambiamento nel vecchio assioma che vede nei piccoli pacchetti le cose migliori, in questo disco ci sono tutti gli ingredienti per un più allegro e felice Natale, più musica che in precedenza.
Non può essere definito un pacchetto con sorpresa - anche se nessuno sarebbe più che felice di trovarlo sotto il suo albero - se le persone e le melodie sono tutte ben note,  ma si tratta di un pacchetto elaborato e affascinante, il tipo di pacchetto che arriva puntuale e che non possiamo fare a meno di aprire un pò prima di Natale.
Naturalmente, il Natale è un momento molto speciale dell'anno, il momento in cui tutti noi -non solo i bambini - ci proponiamo di essere migliori.
La particolarità di questa occasione,  è un effettivo concerto natalizio.
[....]
Un gruppo di vecchi amici seduti intorno all'albero che cantano e suonano per te, trasmettendo il calore della loro musica.  Un buon Natale per voi legato da un grosso nastro rosso.
[...]
 
dalla cover del disco
 
 
 
Lato a)
  1. Perry Como - White Christmas
  2. The Three Suns - Silver skates
  3. Eartha Kitt - Santa baby
  4. Vaughn Monroe - Frosty the snow man
  5. Dinah Shore - Happy Christmas little friend
  6. Hugo Winterhalter - Blue Christmas
 
 
Lato b)
  1. Eddie Fisher - O come all ye faithful
  2. The Voices of Walter Schumann - The sound of Christmas
  3. Tony Martin - Silent night! Holy night!
  4. Eddy Arnold - C-H-R-I-S-T-M-A-S
  5. Henri René - The Christmas song
  6. Ralph Flanagan - Winter wonderland
 
 
 
 
 
cover (RCA - LPM 1037)
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RCA - LPM 1037
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mercoledì 25 agosto 2010

EARTHA KITT - BAD BUT BEAUTIFUL (1962)

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Fino a quando non hai visto Eartha Kitt nella intima e rilassata atmosfera di un ambiente di cabaret non puoi apprezzare i suoi molteplici talenti. Lei è un’attrice straordinariamente magnetica, con una personalità dominante che esercita una presa quasi ipnotica sul suo pubblico. Affascinante può sembrare un aggettivo eccessivo, ma quando è indirizzato a Miss Kitt, l 'uso è più che giustificato. E 'così facile essere ingannati dall’ immediatezza e la semplicità dei suoi movimenti minimi. Movimenti vitali per il successo delle sue “performances”. Ogni gesto, ogni innalzamento di un sopracciglio o il battito di ciglia, danno un contributo alla storia che sta raccontando. Sono pochi gli artisti con una faccia così espressiva come Eartha. Lei irradia un “sex appeal” da fumo denso che rende l’atmosfera soffocante e fa venire la voglia di strisciare via per nascondersi; successivamente, si trasforma in un’illusione selvaggia di ringhiante ferocia che ti colpisce negli occhi e ti lascia senza fiato.
Può essere attraente, timida, piena di desiderio, allegra, malinconica ed ardente a suo piacimento; può anche essere molto divertente e il suo umorismo è implicito e non diretto. Una sottigliezza che riflette anche nelle sue canzoni e che è molto rara di questi tempi.
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Keith Goodwin
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dal back cover del disco
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Lato a)
  1. All I want is all there is and then some (bagdasarian)
  2. Please do it again (gershwin-desylva)
  3. It's so nice to have a man around the house (spina-elliot)
  4. La dolce vita (the sweet life) (verde-rota)
  5. Lola-Lola (livingston-evans)
  6. A lady loves (myrow-gordon)
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Lato b)
  1. Love for sale (porter)
  2. Always true to you in my fashion (porter)
  3. Whatever Lola wants Lola gets (adler-ross)
  4. Diamonds are a girl's best friend (styne-robin)
  5. Never on sunday (hadjidakis)
  6. Good little girls (cahn-duke)
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lunedì 5 aprile 2010

ROCK AND ROLL RHAPSODY - JOE REISMAN/EARTHA KITT/BILLY ECKSTINE/ELVIS PRESLEY (1956)

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lato a)
  1. Joe Reisman - Rock and roll rhapsody (arnand-leslie)
  2. Eartha Kitt - Honolulu rock and roll (hoffman-manning)
.lato b)
  1. Billy Eckstine - The Tennessee rock 'n' roll (reed-coleman)
  2. Elvis Presley - Heartbreak Hotel (axton-durden-presley)
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cover (RCA Italiana - A72V 0068)
A72V 0068 - AA.VV.rar
.RCA Italiana - A72V 0068
A72V 0068 - AA.VV (1956).rar
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domenica 7 marzo 2010

MIRIAM MAKEBA - Una Conversazione con Nomsa Mwamuka

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In America Harry Belafonte mi prese immediatamente sotto la sua ala. Era così buono con me – come un fratello – che iniziai a chiamarlo “Big Brother”. Per il mio debutto al Village Vanguard, Julie, la moglie di Big Brother, si occupò della mia mise. […] Big Brother mi fissò un appuntamento per andare a farmi i capelli. Lui intendeva che mi li facessi stirare. Quando ritornai in hotel, mi guardai allo specchio con quei capelli dritti. Li lavai! Da allora decisi di tenere i capelli corti e naturali. Fui felice di averlo fatto. Anni dopo lessi un articolo che sosteneva che il mio stile di capelli naturale aveva dato il via alla moda afro in America; fu una bella sensazione. […] Quando Big Brother mi vide quella sera con i capelli naturali fu scioccato. Esclamò: “Zenzi, cos’hai fatto?”. Gli dissi: “Non sembravo io, Big Brother!”
Il Village Vanguard era - lo avrei scoperto quasi subito - uno dei locali di Manhattan. Era nel Greenwich Village. Max Gordon gestiva il posto dagli anni ’30. Il locale aveva lanciato molte carriere, compresa quella dello stesso Big Brother, Pearl Barry e Eartha Kitt. Mi bollarono come “La cantante jazz sudafricana numero 1”. Jazz? Sapevo di non cantare jazz. Ma cantai. Quella sera il club era pieno zeppo. Salii sul palco e sorrisi alla mia band. Il signor Belafonte mi aveva insegnato un trucco: in un nightclub non iniziare mai a cantare finchè le gente non tace. Aspettai il silenzio. Quella notte aprii al Village Vanguard e cantai le canzoni che ero riuscita a insegnare ai musicisti. Naturalmente cantai Into Yam e Back of the moon, Jikele Maweni, The Warrior Song e altre canzoni. Quando cantai Qongqothwane, una canzone dei Manhattan, impazzirono tutti. Amavano quello che chiamavano i suoni con il “click”. […]
Era il 2 dicembre 1959. Le mie esibizioni al Village Vanguard duravano da un mese e ogni sera era tutto esaurito. Con in mezzo poco più di un intervallo natalizio […] andai ad esibirmi al Blue Angel Club. […] si trovava nei quartieri alti di New York. Anche là venne a vedermi molta gente. Poi suonai a Las Vegas e nel giro di sei mesi mi stavo esibendo all’Empire Room, il posto per suonare più esclusivo del Waldorf Astoria! Uno incomincia a capire quali posti sono grandi e quali no: io stavo salendo velocemente la scala del mondo dello spettacolo!
[…] Facevo spettacoli in tv. Parlavano di come mi vestivo, di ciò che indossavo, dei miei capelli corti. Menzionavano i miei gioielli, il mio portamento, il modo in cui ballavo. Semplicemente, io ero del tutto diversa. […]
In America mi accorsi di essere più o meno una novità. Mi fecero rendere conto che la mia forza era nel restare fedele alle mie radici. Cantando la musica di casa, cantando la musica delle mie radici, solo così sarei potuta essere qualcuno. […]
Attraverso la mia musica, ero diventata la voce e l’immagine dell’Africa e del suo popolo senza neanche accorgemene. […]
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estratto da "La Storia di Miriam Makeba" (una conversazione con Nomsa Mwamuka) - Edizioni Gorée (2009)
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