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giovedì 24 marzo 2011

giovedì 27 gennaio 2011

THE SHADOWS - THE FANTASTIC SHADOWS (1963)



"Drift" nella lingua  anglosassone significa: corrente, spinta o scopo.
Di corrente..... "elettrica" questi 4 ragazzi ne hanno a iosa e per quanto riguarda la "spinta" milioni di fans di tutto il mondo l'hanno data ed assai vigorosamente.   Lo scopo poi è esplicito: farci divertire con la loro travolgente musicalità.   
"The drifter" era infatti il nome primitivo ed azzeccato di questo dinamicissimo complesso, ora cambiato per un caso di omonomia.   I loro nomi?  Bruce Welch 23enne suona meravigliosamente la chitarra ritmica - Hank B. Marvin è il capo, anch'egli 23enne suona la chitarra elettrica - Brian Bennett 24enne, batteria - ed infine alla chitarra basso il "novellino" John Rostill.
John ha sostituito l'ex leader del complesso Jet Harris il quale ha abbandonato spontaneamente l'attività artistica per non compromettere la sua coscienza di fedele praticante della religione "Testimoni di Jeovah".
[...] Sarà forse opportuno ricordare che The Shadows non sono solamente gli stupendi accompagnatori di Cliff Richard ma degli ottimi preparatissimi solisti.   Questo LP ne è la prova più limpida

dal "back cover" del disco



Lato a)
  1. Shazam (eddy-hazlewood)
  2. Geronimo (marvin)
  3. Shindig (marvin-welch)
  4. Baby my heart (curtis)
  5. Sleepwalk (farina-wolf)
  6. The rumble (isaacs)


Lato b)
  1. Atlantis (lordan)
  2. I want you to want me (marvin)
  3. 36-24-36 (welch-marvin-harris-meehan)
  4. That's my desire (krease-loveday)
  5. My resistance is low (carmichael-adamson)
  6. Kon-tiki (carr)


cover (Columbia - 33QPX 8052)
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Columbia - 33QPX 8052
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mercoledì 18 agosto 2010

THE SHADOWS - MEETING WITH THE SHADOWS (1962)

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I terzetti, i quartetti e i quintetti di chitarra elettrica sono molto di moda in questi giorni. La chitarra elettrica ha un suono nuovo, che ben si adatta ai ritmi moderni e che permette tutte le acrobazie sonore. Fra gli altri, usciti dall'ombra come accompagnatori di Cliff Richard, il quartetto "The Shadows": tre chitarre più un batterista. Sono tutti giovani; è facile immaginarli mentre si agitano eseguendo i loro pezzi sulla scena. Ma se spesso accade che i giovani scatenati non vadano molto per il sottile nelle loro esecuzioni, questi, invece, curano al massimo i particolari, riuscendo spesso a ottenere effetti sonori sorprendenti sul filone di un ritmo impeccabile, che farebbe balzare dal letto, per ballare, anche un paralitico. [...]
.estratto da RADIOCORRIERE TV (10-16 febbraio 1963)
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.Lato a)
  1. Apache (lordan)
  2. Blue star (young-heyman)
  3. Theme from 'Man of mystery' (carr)
  4. All my sorrows (guard-shane-reynolds)
  5. Midnight (marvin-welch)
  6. The savage (paramor)
  7. The stranger (crompton-jones)
  8. Shadoogie (marvin-welch-harris-meehan)
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Lato b)
  1. Guitar tango (maine-liferman)
  2. Sleepwalk (farina-wolf)
  3. Gonzales (mcglynn)
  4. F.B.I. (gormley)
  5. Peace pipe (paramor)
  6. Big Boy (welch-marvin)
  7. The frightened city (paramor)
  8. Wonderful land (lordan)
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cover (Columbia - 33QPX 8027)
http://www.mediafire.com/?5cxzuwqkakckjja
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Columbia - 33QPX 8027
http://www.mediafire.com/?4yu94ptci822pfj
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CLIFF RICHARD - TO MY ITALIAN FRIENDS (1962)

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È questo il primo 33 giri di Cliff Richard in Italia.
Il cantante numero uno d'Inghilterra, dove detiene il primato della popolarità, il più favorito all'Oscar di "Principe del rock", si sta rivelando anche nel nostro Paese, con la sua voce dalla calda musicalità e la maniera di cantare suggestiva ed efficace.
Dal titolo del disco che presentiamo "TO MY ITALIAN FRIENDS", è ovvio il desiderio di Cliff di dedicare a tutti quelli che conoscono la sua voce e a quelli che desiderano fare la sua conoscenza, il meglio del suo vastissimo repertorio.
Cliff Richard, nato in India, [...]. Trasferitosi successivamente in Inghilterra con la propria famiglia [...] arrivò a formare un complesso che potesse accompagnarlo nelle feste danzanti e nelle sue esibizioni in riunioni di clubs: nacquero così "The Drifters". Da allora cominciò la notorietà di Cliff e del suo complesso; i contratti si susseguirono ai contratti e il giovane complesso si esibì in locali sempre più importanti. Fu appunto in uno di questi, il Gaumont di Sheperd Bush che Cliff Richard incontrò Norrie Paramor, direttore artistico della Columbia. Da questo incontro nacque il primo disco [...] (e successivamente) [...] una scrittura per l'intera serie dello show televisivo "Oh Boy!".
[...] Quello che per me ha un grandissimo valore, dice Cliff Richard, è il parere dei giovani, e la mia più grande aspirazione sarebbe di poter girare tutto il mondo per conoscere i loro desideri ed i loro gusti in fatto di musica leggera".
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dal back cover del disco

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Lato a)
  1. How wonderful to know (anema e core ) (d'esposito-goell)
  2. The young ones (tepper-bennett)
  3. When the girl in your arms is the girl in your heart (tepper-bennett)
  4. Living doll (bart)
  5. Evergreen tree (schroeder-gold)
  6. My blue heaven (whiting-donaldson)
  7. Travellin' light (tepper-bennett)
  8. We say yeah (gormley-welch-marvin)
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Lato b)
  1. Lesson in love (soloway-wolfe)
  2. Theme for a dream (garson-shuman)
  3. 50 tears for every kiss (bella)
  4. Forty days (to come back home) (berry)
  5. where is my heart (tepper-bennett)
  6. Tell me (chester-welch)
  7. Please don't tease (welch chester)
  8. Fall in love with you (samwell)
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cover (Columbia - 33QPX 8024)
http://www.mediafire.com/?z2z6wbzaordqwd5
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Columbia - 33QPX 8024
http://www.mediafire.com/?nujy248q2numcg6
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lunedì 28 settembre 2009

45 giri - Mix (1962)

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Lato a)

  1. Pierre Brun - Canari twist (poliakin-arr: p. nero)[barclay - BN-6025]
  2. Clay Cole - Twist around the clock (kaye-springer-cole) [post records 5804]
  3. Tony Williams - It's so easy to surrender ( un'anima tra le mani) (guarnieri-celli-ram) [reprise R 20.056]
  4. Cliff Richard - How wonderful to know (anema e core) (d'esposito-goett) [columbia - SCMQ 1573]
  5. Harold Nicholas - Le loco-motion (aber-goffin-king) [barclay - BN-6030]
  6. Eddie Calvert - Trumpet twist (gilbert-mitchell) [columbia SCMQ 1584]
Lato b)
  1. Pierre Brun - Etude twist (brun-schweppe) [barclay - BN-6025]
  2. Clay Cole - Don't twist (with anyone else but me) (kaye-springer-cole) [post records 5804]
  3. Tony Williams - That's more like it (collins) [reprise R 20.056]
  4. Cliff Richard - 50 tears for every kiss (bella) [columbia - SCMQ 1573]
  5. Harold Nicholas - A la vie a l'amour (saka-renard) [barclay - BN-6030]
  6. Eddie Calvert - A majority of one (steiner) [columbia SCMQ 1584]


cover
http://www.mediafire.com/?axkv1ngh3g4zzuy

record
http://www.mediafire.com/?33842a3cpy8822c

domenica 20 settembre 2009

(1962) Era un ragazzo inglese con, con i capelli leggermente più lunghi del normale





Allora mi occupavo molto di jazz e la musica leggera la sentivo con la puzza sotto al naso, anche se sotto sotto cantavo e schitarravo non tutto, ma di tutto, tutto il giorno, comprese le canzoni napoletane di Peppino di Capri. Un piccolo occhio di riguardo lo avevo ufficialmente per il rock and roll, soprattutto quello “nero” di Fats Domino o di Chuck Berry.
(fu in quel periodo che conobbi un ragazzo inglese)….. mi disse che a Londra era nato un gruppo di rock and roll di cui tutti parlavano, io stavo quasi sputandogli sulle scarpe, in senso di disprezzo. Capirai. A me allora mi chiamavano “swing” perché dicevo sempre che “non significa un cazzo se non c’è swing” (libera traduzione di un brano del grande Duke Ellington) ed ero il solo nell’arco di due chilometri quadrati a saper battere le mani in levare. E figurati allora se gli inglesi mi avrebbero fregato, buoni com’erano solo a far cantare tipi come Cliff Richard o gli Shadows, insomma “robbetta” bianca. Così quando quello sbarbatello inglese tirò fuori dalla valigia un quarantacinque giri leggermente più sporco del normale e mi fece capire che avrebbe voluto che “violasse” il mio prezioso Lesaphon a valigetta dove i bassi erano insuperabili quando si chiudeva il coperchio, perché rimbombavano, lo lasciai fare, anzi lo aiutai pure. Era un disco appunto di questi Beatles non me ne ricordo il titolo. Perché? Beh perché avevo pienamente ragione io. Questi inglesi facevano schifo, in pratica facevano lo “ye ye” (il genere che facevano allora Rita Pavone o Silvie Vartan) con qualche accordo di blues rubacchiato come al solito, ai vecchi maestri neri. E quello pure si divertiva e portava il tempo!!! Naturalmente in battere come quei ragazzi che si vedevano alla televisione con Walter Chiari a “fare i giovani più giovani, l’esercito del surf “. Tutto sbagliato, caro il mio inglesotto, questi “bitls” non sono nessuno!
Stavo per estrarre dalla busta dell’extended play “When my dreamboat comes home” di Fats Domino per farglielo ascoltare con regale magnanimità quando “quello” si mise a ballare. Fu allora appunto che cominciarono gli anni sessanta. Era il sessantadue…. “Quello” ballava da solo, agitandosi tutto, facendo strani passi mai visti prima e muovendo anche le mani e le braccia. Ma non era il surf, era una “cosa” completamente diversa. Allora, proprio in quel momento, pensai la tremenda fatidica frase, il vero segnale di quando non sei più la “nuova generazione” ma diventi “quella degli anni Cinquanta” “la precedente”: “Ma insomma, che diavolo di modo di ballare è mai questo? Noi sì che ci sapevamo divertire!"

Renzo Arbore
estratto da "Il sogno degli anni '60" (Walter Veltroni - Savelli Editori, 1981)