Se avete materiale che a vostro giudizio, può interessare il blog
e non c'è altro mezzo, per poterlo utilizzare, che quello di acquistarlo,
siamo disposti anche a farlo
contattate
dersu54.g@gmail.com


Si accettano donazioni, scannerizzazioni o registrazioni
Visualizzazione post con etichetta e12. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta e12. Mostra tutti i post

martedì 12 aprile 2011

domenica 16 gennaio 2011

domenica 19 dicembre 2010

sabato 4 dicembre 2010

(1963) pubblicità - CINERIZ (Federico Fellini 8½)

da 'L'EUROPEO' del 24 febbraio



(1963) Il Signor Brivido (Alfred Hitchcock)

colloquio tra Oriana Fallaci ed Alfred Hitchcock



“…Sono un filantropo: dò alla gente quello che cerca; la gente adora essere inorridita, impaurita.   Non ha mai notato che la paura e l’orrore agiscono sul genere umano come una carezza?     Prenda un bambino di tre mesi.   La mamma si china su di lui e gli fa: “Buh! Ora ti mangio”.   Il bambino strilla di spavento e poi sorride, beato; mentre la mamma sorride con lui.   Ora prenda un bambino di sei anni che va in altalena.   Spinge l’altalena in alto, sempre più in alto.   Perché?    Perché questo gli fa paura e lo diverte di più.   Ora prenda un adolescente che va  in ottovolante.    Perché va in ottovolante?   Perché ad ogni curva, ogni discesa, si riempie di orrore e ciò lo diverte.   Ora prenda un uomo che corre in automobile e rischia ogni momento la morte.   Perché corre in automobile? Perché rischiare la morte gli dà uno squisitissimo brivido e ciò lo diverte.   La gente pagherebbe, anzi paga, consideri i miei film, per divertirsi con la paura. […]"

estratto da 'L'EUROPEO' del 19 maggio


a look at commenti

lunedì 1 novembre 2010

(1963) humour - da L'EUROPEO



(1963) humour - da L'EUROPEO


(1963) Per la Prima Volta gli Italiani si Recano alle Urne nel Clima del Miracolo Economico




Trenta volti di uomini che in questi giorni hanno chiesto agli italiani il voto per i loro partiti: dalle urne uscirà per ognuno di essi un aumento o una diminuzione di potere.   Il 28 aprile 1963 sarà per tutti loro, e per l'Italia, una data che non potrà essere più dimenticata.

da ' L'EUROPEO'  (28 aprile 1963)

a look at commenti

sabato 30 ottobre 2010

(1963) Il Lungo Assedio




Inchiesta tra gli Studenti Universitari che hanno Occupato le Facoltà di Architettura


Nel piccolo Alcazar degli universitari romani si respira già aria di vittoria, ma nessuno abbandona il campo.   Picchetti di vigilanza agli ingressi.   Squadre di scioperanti che riposano a turno sui materassi pneumatici buttati sopra i tavoli da disegno.   L'enorme fabbricato di stile littorio, isolato sopra gli alberi di Valle Giulia, è ancora un bivacco vociante di giovanotti con la barba lunga e di ragazze che distribuiscono coperte, giornali, panini.
L'assedio è praticamente finito, si entra e si esce, ma fuori c'è ancora una cintura di sicurezza fatta di camionette color mostarda e di carabinieri che passeggiano in coppia, giorno e notte.
Una delle più strane agitazioni sindacali di questi anni si avvia alla conclusione.   La parola fine non spetta più agli studenti.   L'ultimatum posto dall'autorità accademica è scaduto da una settimana ma non è accaduto niente di nuovo.   Sui tabelloni coperti di rosse scritte programmatiche, il comitato di agitazione incolla intanto i telegrammi di solidarietà spediti ai combattenti romani dai colleghi che a Milano e a Torino hanno già avuto partita vinta.
Si aspetta e si discute.   L'assemblea generale si riunisce almeno un paio di volte al giorno e va avanti per ore e ore, alla russa, con centinaia di interventi.   C'è anche la variante delle tavole rotonde, cui partecipano uomini politici e rappresentanti del mondo della cultura.   Autorevoli personaggi si alzano a incoraggiare, a definire le idee più confuse.   Sembra che l'uditorio, quasi unanime, propenda a sinistra.   Per esempio, si alza a parlare il deputato socialista Vecchietti e gli applausi scrosciano.   Dice la sua il liberale Storoni, in termini più moderati, e lo interrompono i fischi.   In mezzo ai concetti seri e concreti, vagano dentro l'aula magna anche discorsi da marziani.   "Questo è il momento della chairezza", dicono i futuri architetti, nati quasi tutti durante gli anni di guerra.   Ma poi sostengono che il dialogo con gli insegnati dev'essere d'ora in poi, "a livello decisionale".   Loro non vogliono più cadere in "un'alienazione di tipo tecnicistico", esigono la "ristrutturazione della facoltà", perchè lo studente non può essere più considerato "un elemento passivo nel processo di acquisizione culturale".
[...]
Nerio Minuzzo
da "L'EUROPEO" (7 aprile 1963)

a look at commenti

venerdì 29 ottobre 2010

lunedì 25 ottobre 2010

(1963) rivista - L' EUROPEO (lettere al giornale)





Perchè  si è così restii in Italia ad applicare un provvedimento che sarebbe di vantaggio per vastissime categorie di persone, qual è quello dell'adozione dell'ora legale?   Non voglio ricordare la comodità che ne deriverebbe al turismo; vorrei piuttosto sottolineare alcuni dei vantaggi concreti.   Anzitutto quello della salute, perchè l'ora legale ci consentirebbe nella buona stagione più ore di sole, più tempo quindi per lo svago al termine del lavoro, più igienica collocazione delle ore destinate al riposos e al sonno.   Ma poi avremmo meno incidenti e meno morti sulle nostre strade, perchè le statistiche dimostrano che le ore più pericolose sono quelle in cui si passa dal tramonto alla notte, dalla luce diurna a quella artificiale, e sono proprio quelle che coincidono nella buona stagione col momento di maggior traffico.   Aggiungiamo pure il risparmio, per i privati e per le aziende di energia elettrica, dato che la giornata coinciderebbe effettivamente con la giornata solare.
Non si capisce davvero, di fronte a tali vantaggi, l'indifferenza degli organi di governo cui il provvedimento costerebbe assai poca fatica: tanto più , come è dimostrato dalla prova che se ne fece in passato anche da noi e dalla normale adozione stagionale che se ne fa all'estero, che l'ora legale non arreca alcun danno a qualunque iniziativa e non comporta alcuna difficoltà organizzativa.

E. De Felici, Firenze (7 aprile)


lunedì 27 settembre 2010

(1963) il personaggio - MONICA VITTI

.
.
Monica Vitti si prepara a interpretare il suo nuovo film, che verrà girato a Ravenna sotto la regia di Michelangelo Antonioni.   Accanto alla Vitti saranno Enrico Maria Salerno e Hardy Kruger.   Sarà il primo film a colori di Michelangelo Antonioni e si intitolerà 'Il deserto rosso' oppure 'Celeste e verde'.
.
da 'La Copertina' di "L'EUROPEO" - 24 febbraio
.

martedì 31 agosto 2010

(1962) - Dieci domande a Franca Valeri

da L'EUROPEO - 9 aprile
.
.
  • A quale ceto e a quale sesso di quale pianeta vi sforzate di immaginare di appartenere, quando ironizzate sulle nostre “mezze calzette” e sulle nostre dame?
    .
  • È vero che ognuna di esse, lungi dal crucciarsene vi adora poiché è certa, certissima che vi riferiate alla sua migliore amica?
    .
  • Il filosofo che disse: “Vai dalle donne? Portati la frusta!”, lo sapeva che bisogna essere donna, selvaggiamente donna, per avere sufficienti probabilità di frustare effettivamente le donne?
    .

lunedì 30 agosto 2010

(1962) Il Dito nel Video (dopo il ritiro di Dario Fo da "Canzonissima")

Ecco la scena censurata che ha messo sottosopra mezza Italia
.
.
.
[…] Il “caso Fo” ha almeno un precedente, ma pochi se ne sono accorti. Il “caso Biagi”. Esiste infatti un notevole parallelismo fra le due avventure televisive, quella di Fo e quella di Biagi. Entrambi furono chiamati per colorire di moderata sinistra i programmi, secondo il più ampio disegno governativo, ed entrambi furono costretti ad andarsene, uno in punta di piedi, l’altro sbattendo l’uscio. E con tutti e due la RAI-TV cerco di giocare la stessa subdola partita a briscola. Tu vieni, con il tuo nome e la tua fama rosa o rossa che sia, dai una verniciatine moderna e progressista ai programmi, fai credere alla gente che qualcosa anche qui dentro stia cambiando, ma noi teniamo gli occhi bene aperti e facciamo in modo che di sostanziale non cambi un bel niente. Tu fai la sinistra, noi facciamo il centro, il risultato sarà il centro-sinistra, cioè la suonata di sempre con qualche variazione inedita. Insomma, la politica dei furbi, secondo una tecnica molto ben sperimentata.
[…]
Roberto Leydi
.
estratto da L'EUROPEO - 9 dicembre
.
.
.

(1962) humour - da L'EUROPEO

.
.

domenica 29 agosto 2010

(1962) - Il Salario del Matrimonio

.
un piccolo passo avanti per sradicare una mentalità mussulmana
in Italia la donna che si sposa non potrà più essere licenziata
.
.
.
Un po’ in ritardo, ma ci siamo arrivati anche noi. Paesi molto meno avanzati del nostro c’erano arrivati da tempo: l’Argentina nel 1938, il Brasile nel 1943, Cuba (perfino la Cuba di Batista) nel 1934. Finalmente, nel 1962 anche l’Italia ha cancellato questa vergogna. Le ragazze che lavorano non saranno più condannate allo zitellaggio. […] (il) governo di centro-sinistra ha presentato una legge contro i licenziamenti per causa di matrimonio. La clausola del nubilato è abolita. Arriviamo dopo i sudamericani, ma arriviamo. Quando si tratta delle nostre donne, a noi italiani piace procedere coi piedi di piombo. […] Alla donna è stato benevolmente concesso di salire un altro gradino della scala dell’emancipazione: un altro piccolo gradino della lunga, impervia scala in cima alla quale, assiso in trono, sta il Maschio latino.
[…]
Mino Monicelli
.
estratto da “L’EUROPEO” – 29 aprile
.

mercoledì 25 agosto 2010

mercoledì 18 agosto 2010