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sabato 5 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 19

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LE BACCHETTE D'ORO
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Da un quarto di secolo le grosse formazioni orchestrali sono diventate in tutto il mondo l'eccezione, un lusso che possono concedersi soltanto le grandi compagnie radiotelevisive e, occasionalmente, le case discografiche quando, rinunciando di proposito al trucco delle sovrapposizioni, incidono brani orcvhestrali destinati al pubblico rimasto fedele a questo genere.
È curioso notare come nel dopoguerra questa situazione fosse tutt'altro che generalizzata e come allora esistessero, fra nazioni e continenti, sostanziali differenze corrette, in alcuni casi, soltanto dopo molto tempo.
Trascorse addirittura un decennio prima che in Italia accadessero eventi paragonabili a quelli che negli Stati Uniti cambiarono, verso la fine degli anni Quaranta, il corso della musica leggera. Nel 1942 le orchestre di Glenn Miller, di Tommy Dorsey, di Woody Hermann e di Harry James, continuatrici delle "big bands" dell'era dello swing, erano le indiscusse dominatrici del mercato discografico americano, saldamente in vetta alle classifiche del "Billboard". Miller scomparve nel 1944, ma alla fine del 1946, nel breve volgere di un mese, Herman, James e Dorsey furono costretti a sciogliere le proprie formazioni, seguendo l'esempio di Benny Goodman, Les Brown, Benny Carter e Jack Teagarden. Un anno dopo lo stesso Armstrong ripiegava su un complesso ridotto.
Che cosa era accaduto ? L'improvviso tracollo fu provocato da fattori concomitanti: scarsità di buoni orchestrali e conseguenti altissime paghe, elevate tasse sui locali da ballo che intanto vedevano rarefarsi il pubblico. L'affacciarsi della TV e, infine, le conseguenze di un'aspra lotta sindacale. Uno sciopero a oltranza proclamato dal "boss" sindacale Petrillo, impedendo per due anni l'impiego delle orchestre, costrinse le case discografiche a servirsi di formazioni improvvisate e a spostare l'interesse su cantanti e complessi vocali che, al termine dell'agitazione, scoprirono di trovarsi padroni assoluti del mercato. Una situazione opposta a qulla maturata in Italia, dove in quegli stessi giorni le orchestre si stavano moltiplicando e rafforzando sull'onda di una ritrovata libertà musicale. A Milano, in mancanza di locali adatti, si ballava perfino nei cortili e i buoni orchestrali abbondavano. Molti tornavano dalla guerra o dalla prigionia con l'immediata necessità di lavorare, mentre i giovani imparavano in fretta, sollecitati dalla prospettiva di buon guadagni in patria e nel resto d'Europa........
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1947
  1. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Eulalia Torricelli (redi-olivieri-nisa)
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - La danza dello scoiattolo (la dance du spirou) (stoquart)
  3. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Il pianino di Napoli (di lazzaro-manlio)
  4. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Ma coquette (mojetta-tettoni)
  5. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Cuore napoletano (chiesa-gianipa)
  6. Natalino Otto (orch. Zuccheri) - Ho licenziato la cameriera (Pasero-chiosso)
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Lato b) 1947
  1. Maria Dattoli (orch. Impallomeni) - Il mago dello swing (devilli-stoll)
  2. Alberto Rabagliati (orch. Ortuso) - Canta se la vuoi cantare (bixio-bonagura)
  3. Gigi Beccaria (orch. Barzizza) - Rumba tabù (vigevani-ciocca)
  4. Gianni Montesi (orch. Ortuso) - Mi piace cantar d'amore (d'anzi-galdieri)
  5. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Buona notte Brasil (warren-devilli)
  6. Natalino Otto (chitarra Luciano Zuccheri) - Mister Paganini (coslow-devilli)
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.cover (cetra - LCR 3019- 1980)
http://www.mediafire.com/?4x2esr5zd9xeywc

venerdì 4 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 18

dalla collezione di Marcello di Bologna

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LA FANTASIA AL POTERE

La quasi totalità delle canzoni nasce attualmente con un preciso destinatario, quando non è lo stesso interprete a confezionarle su misura, magari con l'aiuto di qualche professionista, per proprio esclusivo consumo. Siamo indotti a pensare che si tratti di un fenomeno nuovo, di una rivoluzione, e invecve non è che un ritorno all'antico., la riesumazione di quanto si faceva sessanta o settant'anni fa quando, staccandosi dei "cliches" stereotipati del regionalismo e del gusto salottiero della seconda metà dell'800, nacque la canzone in lingua. Ricca di colore e di immediatezza, preminentemente melodica, essa divenne però appannaggio di dilettanti e perfino di orecchianti, subendo soprattutto l'influenza personale dei vari interpreti, ciascuno preoccupato di crearsi un repertorio non solo adatto ai propri mezzi, ma aderente al proprio fisico e perfino al proprio guardaroba.
È la storia che si ripete, perchè gli assi del "caffè concerto" preoccupati di crearsi un'immagine, rifiutarono sempre, anche per snobismo e per ragioni di paga, il comune repertorio. C'erano è vero, geniali inventori come Petrolini o ispirati verseggiatori come Spadaro, ma tutti gli altri avevano il loro poeta al quale suggerivano spunti o situazioni non certo frutto di studio o di riflessione, ma piuttosto ispirati da un lucido cilindro, da un costume bizzarro, da un frac oppure da un foulard, da un berretto da "apache" o da un sombrero. Così nacquero i vari "scettici", le coppe di champagne, i viveurs dei tabarins, i re della malavita, i toreri stanchi e le donne perdute.
Quando, verso la metà degli anni Trenta, quel divismo entrò in crisi ed i dicitori e gli attori della canzone furono sbalzati dai loro piedestalli dai cantanti di jazz e di musica leggera, compositori e parolieri si sentirono liberati da un incubo. La coercizione esercitata su di loro per tanti anni dai prepotenti divi della piccola ribalta, era finita ed essi potevano finalmente spaziare ovunque li portasse l'estro senza preoccuparsi di destinatari, senza mortificare il tessuto musicale di un brano o spiegazzare un verso soltanto perchè era di difficile esecuzione. Questa libertà portò alla canzone, quella che fiorì in Italia fra il 1940 e il 1950, giovani ricchi di preparazione e di cultura musicale, costringendo orchestrali e cantanti a portarsi al loro livello. Una vera rivoluzione con la fantasia al potere.......

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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco

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Lato a) 1947
  1. Oscar Carboni (orch. P. Pavesio) - Serenata serena (falcocchio-bonagura)
  2. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Non è per gelosia (mascheroni-marf)
  3. Natalino Otto (orch. Fonit) - Aka-li-ka-li-ko (kramer-giacobetti)
  4. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - Passano gli anni (mascheroni-testoni)
  5. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Bocca nel buio (redi-misa)
  6. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Il valzer del boogie-woogie (di lazzaro-bonfanti)
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Lato b) 1947
  1. Oscar Carboni (orch. Mojetta) - Serenata celeste (ruccione-fiorelli)
  2. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - La famiglia musicale (kramer-giacobetti)
  3. Oscar Carboni (orch Pavesio) - Cantando con le lacrime agli occhi (mascheroni-panzeri)
  4. Natalino Otto (orch E. Intra) - Laura (raksin-devilli)
  5. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Ci-ca ci-ca bum (warren-devilli)
  6. Natalino Otto (orch zuccheri) - Alfabeto musicale (de santis-mobiglia)
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cover (cetra - LCR 3018- 1980)
http://www.mediafire.com/?2l9v9ks7eafljs4

mercoledì 2 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 17

un grazie a Marcello di Bologna che mi ha permesso di poter proseguire
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L'ARIA DI PARIGI
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Improvvisamente il problema si presentò in termini chiari.
Dall'ultimo referendum fra gli ascoltatori della radio nel 1940 risultava che musica leggera e canzoni erano in testa alle preferenze del pubblico. Da allora erano però trascorsi sei anni ed una guerra che avevano profondamente mutato costumi e assetto sociale: pur ammettendo che in fatto di musica nulla fosse cambiato, si poneva adesso un'altra questione, e cioè quale tipo di musica leggera fosse più gradito.
Di nuovi sondaggi di opinione, allora, non c'era da parlarne. Tutto restava quindi affidato più al caso che al fiuto dei discografici, al gusto dei programmatori radio o alle tendenze dei professionisti della musica. Ma anche questi erano divisi fra opposte opinioni. La ventata americaneggiante -una direzione in cui s'erano lanciate, con Kramer, Barzizza e Mojetta, le maggiori orchestre del momento- contrariamente al previsto non aveva travolto tutto al suo passaggio tanto che molte delle canzoni di maggior successo continuavano ad essere italiane. Sulla scia dei film di Carmen Miranda, ...., giunti in Italia 5 anni dopo essere stati prodotti a Hollywood, erano emersi i ritmi latino-americani, ma anche questo filone cominciava a mostrare il fiato grosso per l'esiguità del repertorio e soprattutto per la scarsità di interpreti che, fatto proprio quello stile, sapessero inventare nuove soluzioni per rinnovare l'interesse.
Fatale quindi che, fra tanto tirare ad indovinare, si facesse strada un altro genere che aveva conosciuto una lunga eclissi: la canzone francese.......
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1946-47
  1. Oscar Carboni (orch. Consiglio) - Com'era verde la nostra valle (polacci)
  2. Ernesto Bonino (orch. Mojetta) - Così com'è (redi-nisa)
  3. Oscar Carboni (orch. Consiglio) - Madonna amore (ravasini-frati)
  4. Ebe De Paulis (orch. Consiglio) - Perdutamente (marchetti-liri)
  5. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Cascatella di bugie (ancillotti-frati)
  6. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - Imaginez (midwaj)
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Lato b) 1946-47
  1. Ernesto Bonino (orch. Mojetta) - Lo sanno pure nella luna (kramer-giacobetti)
  2. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Argentina (braschi-abriani)
  3. Mara Mauri (orch. Barzizza) - Amado mio (fisher-devilli)
  4. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Campane di nostalgia (de marte-sordi)
  5. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - I speak english (vancheri)
  6. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Baciar, baciar, baciare (vigevani-ciocca)
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.cover (cetra - LCR 3017- 1980)
http://www.mediafire.com/?ddj12dq8mm2cjjx

venerdì 20 novembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 15

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..CADE LA "LINEA GOTICA"
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Il 3 novembre del 1946 è una data importante per la radio quanto per la produzione discografica perchè segna lo spartiacque fra le incertezze e le improvvisazioni dell'immediato dopoguerra e l'inizio di un nuovo ciclo che avrebbe portato, un paio d'anni più tardi, al completo rinnovamento del panorama della musica leggera italiana. Quel giorno cadeva finalmente l'ultima eredità della "linea gotica" che in tempo di guerra aveva diviso in due l'italia poichè, ripristinati i collegamenti fra le stazioni del Nord e quelle del Sud, la radio poteva darsi finalmente programmi omogenei in tutte le regioni (faceva eccezione la sola Sardegna) irradiati su due distinti canali: la "rete rossa" e la "rete azzurra"......
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B.G. Lingua
dalla "cover" del disco
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Lato a) 1946
  1. Alfredo Clerici (orch. Mojetta) - C'è una capinera (nel mio cuor) (poletto)
  2. Aldo Donà (orch. Zeme) - The gipsy (la zingara) (larici-reid)
  3. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - Non hai èiù la veste a fiori blu (d'anzi-galdieri)
  4. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - La barchetta in mezzo al mare (poletto)
  5. Jone Cacciagli (orch. Zeme) - Chiù chiù (niccamor-molinare)
  6. Ernesto Bonino (orch Mojetta) - A quindici anni (kramer-marchesi)


Lato b) 1946
  1. Gigi Beccaria (orch. Barzizza) - Angiolina (roberts-martelli)
  2. Dea Garbaccio (orch. Barzizza) - Viaggio sentimentale (green-devilli)
  3. Gigi Beccarai (orch. Barzizza) - Basta con le fughe (rossi-gargantino)
  4. Silvana Fioresi (orch. Mojetta) - Il mio nome è donna (mascheroni-testoni)
  5. Gigi Beccarai (orch. Mojetta) - Dove sta Zazà (cioffi-cutolo)
  6. Pino Simonetta - Rose per una Santa (calzia-fanciulli)



cover (cetra - LCR 3015 - 1979)
http://www.mediafire.com/?inigwympgjg3wsc

cetra - LCR 3015 - 1979
http://www.mediafire.com/?fi42k00m62vjbkv

mercoledì 18 novembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 14

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È SUBITO RIFLUSSO
Assuefatti al frastuono delle discoteche ed entusiasti partecipi ai riti della pop music che viene loro giornalmente rovesciata addosso dalle radio, pubbliche o private che siano, i giovani d'oggi sono portati a credere che la musica americana o americanizzante abbia preso il sopravvento in Italia appena conclusa la vittoriosa marcia delle truppe Alleate in Europa. Ma chi ha vissuto la propria gioventù fra il 1945 e il 1955 sa che la canzone italiana continuò invece a fiorire oltre i giorni in cui in tutta l'Europa i ritmi del "rock 'n' roll" avevano fatto terra bruciata. Il tramonto giunse soltanto quando, agli inizi degli anni Sessanta, esplosero improvvisamente i Beatles. Un fenomeno che colse tutti di sorpresa per l'assenza di qualsiasi sintomo premonitore o di un retroterra che lasciasse supporre l'esistenza di una testa di ponte che giustificasse il voltafaccia delle nuove generazioni.
Infatti se il "boogie woogie" aveva trovato nel 1945 un'atmosfera favorevole nell'Europa del Nord e particolarmente in Inghilterra, dove l'invasione musicale americana risaliva addirittura agli inizi degli anni Venti con i ritmi del ragtime e del jazz pienamente assimilati attraverso una rielaborazione indigena, in Italia, con il perdurare della passione per la lirica, l'operetta e la canzone napoletana, unito al gusto di ancor più vasti strati di pubblico cresciuto al suono della canzone italiana, dopo un primo momento di curiosità generale, anche per il verificarsi di particolari circostanze, si giunse al rigetto dei ritmi che invece in tutto il resto del mondo stavano preparando il terreno alla moderna musica di consumo.
La maggioranza, allora non ancora silenziosa, ebbe reazioni significative, ben riassunte nelle proteste ricevute dalla RAI negli ultimi mesi del 1945, tanto da meritare un'eco sul "Radiocorriere" dell'edizione romana. Gli ascoltatori del Centro-Sud, tagliati fuori dall'ascolto delle stazioni del Nord fin dalla fine del 1943, lamentavano che, nonostante fossero ormai passati molti mesi dalla fine della guerra, si tardasse a tornare alla normalità. Pensava forse la RAI di poter prolungare indefinitamente, a danno degli ascoltatori del Mezzogiorno, il digiuno delle orchestre e dei cantanti cui erano affezionati, costringendo essi soli a una dieta a base di canzoni americane? .............
.B.G. Lingua
dalla "cover" del disco

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Lato a) 1946
  1. Natalino Otto (orch. Kramer) - Pennsylvania polca (lerici-lee-manners)
  2. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - Buonanotte angelo mio (gilar-danpa)
  3. Nunzio Filogamo & Nina Artuffo (orch. Barzizza) - Insomma lei chi è? (storaci)
  4. Narciso Parigi (orch. Ferrari) - Tu sei sempre nel mio cuor (lecuona)
  5. Ebe De Paulis (orch Storaci) - Munasterio 'e Santa Chiara (barberis-galdieri)
  6. Ernesto Bonino (orch. Barzizza) - Ho lasciato il paese del cuor (breux-filibello)


Lato b) 1946
  1. Michele Montanari (orch. Mojetta) - Sinfonia d'amore (alstone-adorno)
  2. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - A Costarica (franzoli-franchini)
  3. Natalino Otto - Tristezze (chopin-giacobetti-otto)
  4. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - Amigos vamos a baillar (d'arena-nisa)
  5. Armando Broglia (orch. Barzizza) - Io t'ho incontrata a Napoli (carmichael-forte)
  6. Armando Broglia (orch. Barzizza) - Il giorno dopo (van heusen-devilli)



cover (cetra - LCR 3014 - 1979)
http://www.mediafire.com/?6ygztd7ttf82k1q

sabato 14 novembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 13

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L' ALLEGRA INVASIONE
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L'arrivo degli americani, con l'invasione dei "V disc" e le trasmissioni a pioggia delle stazioni dell' "American Forces Network", portò un'ondata di novità in una situazione rimasta stagnante. Soprattutto al Nord, dov'era stato più difficile ascoltare la radio dell'Italia già liberata, i nuovi ritmi costituirono un motivo di grande curiosità fra il pubblico, ed orchestre e cantanti si lanciarono ad eseguire le musiche fino ad allora proibite.
Si ballava un pò dappertutto il "boogie woogie", si cantava in inglese, si ascoltavano improvvisate formazioni di jazz, si incidevano dischi con la versione italiana delle canzoni dei primi film che giungevano, in edizione originale, da oltreoceano.
Il lungo digiuno era finito e furono soprattutto i giovani a partecipare a questa festa di ritmi e di suoni i cui classici del "musical" americano, dello swing e dei nuovi ballabili si fondevano ai ritmi latino-americani di Carmen Miranda e con le creazioni dei nostri compositori ed autori che si erano rapidamente aggiornati.........
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B.G. Lingua
dalla "cover" del disco



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Lato a) 1945-46

  1. Dea Garbaccio (orch. Mojetta) - Amor, amor, amor (ruiz-fecchi-nati)
  2. Vittorio Belleli (orch Mojetta) - Dolce e amorevole (sweet and lovely) (lemare)
  3. Jone Cacciagli (orch. Zeme) - È la verità (frustaci-macario)
  4. Dea Garbaccio (orch. Barzizza) - Besame mucho (velasques-fecchi-nati)
  5. Aldo Donà (orch. Zeme) - Prigioniero d'amore (calzia-bracchi)
  6. Carla Dupont (orch. Mojetta) - Perfidia (dominguez-larici)


Lato b) 1946
  1. Natalino Otto con i 5 Shoe Shine - Polvere di stelle (star dust) (cariga-carmichael)
  2. Ernesto Bonino (orch. Barzizza) - Black & Jonny (kramer-giacobetti)
  3. Carla Dupont (orch. Mojetta) - Valzer delle candele (cedric-dumont-larici)
  4. Ernesto Bonino (orch. Mojetta) - Conosci mia cugina (c.a. rossi)
  5. Gabriella Alciato (orch. Barzizza) - Minnie di Trinidad (edens-devilli)
  6. Gigi Beccaria (orch. Barzizza) - Baciandoti (mascheroni-testoni)


cover (cetra - LCR 3013 - 1979)
http://www.mediafire.com/?a1s2mnzn7c2d2m1