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sabato 19 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 28

co77dalla collezione di Marcello di Bologna
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Nel dopoguerra erano stati di moda motivi sudamericani (da "Amapola” e “Maria Elena” a “Frenesi”) mediatori gli Stati Uniti per via della guerra condotta da una società autori, la BMI, contro l’altra, la potentissima ASCAP. Scarsi, invece, i prodotti importati di prima mano come accadeva all’epoca in cui furoreggiava il tango. Angelini, comunque, non aveva interrotto i contatti con l’America del Sud e un giorno il postino gli recapitò una busta che conteneva spartito e disco di “Malagueña”. Angelini, ascoltando il disco, si rese conto che i cantanti di cui disponeva non sarebbero riusciti ad imitare l’originale e pensò immediatamente ai Radio Boys che avevano appena perduto il loro maestro e amico, Carlo Prato.
Affiderà a loro la ragazza di Malaga in omaggio ad un uomo che ha tanto contato nella carriera dei cantanti torinesi e, nello stesso tempo, per incoraggiare i sei bravi giovanotti che dopo “Ciao Turin” erano rimasti un po’ in ombra.
Fu così che “Malagueña” ottenne cittadinanza italiana grazie agli acuti urletti di Aldo Prandi, commerciante al Balôn, agli assolo del disegnatore tecnico Ponalini e al riuscito impasto di voci di quei semiprofessionisti impegnati allo spasimo su un testo musicale di cui avevano immediatamente riconosciuta la particolare validità. L’accompagnamento è dovuto all’orchestra Savina: Barzizza aveva lasciato Torino e i Radio Boys erano passati con l’Orchestra d’archi della RAI che diede loro più spazio di quello che l’orchestra Cetra avrebbe concesso. E questa fu indubbiamente una delle fortunate coincidenze che permise al sestetto torinese di precorrere i Paraguayos e le altre formazioni sudamericane in Europa, inanellando il maggior successo della loro carriera.
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1949
  1. Flo Sandon's (orch. Bergamini) - Verde luna (gomez-pinchi) dal film "sangue e arena"
  2. Giorgio Consolini (orch. Rizza) - Cuore tzigano (bergamini)
  3. Radio Boys (orch Savina) - Malagueña (ramirez- del rio)
  4. Brenda Gioi (orch. Ferrari) - Credere nella vita (gurm-biri)
  5. Clara Jaione (orch. Fragna) - Alle terme di Caracalla (savar-pinchi)
  6. Brenda Gioi & Narciso Parigi (orch. Ferrari) - La famiglia numerosa (benedetto-mari)
Lato b) 1949-50
  1. Wanda Osiris (orch. Panzuti) - Sentimental (frustaci-garinei-giovannini) dalla rivista "grand hotel"
  2. Carla Boni (orch. Barzizza) - La creola che danza (louiguy)
  3. Ariodante Dalla (orch Pavesio) - Ritorneremo a Capri (gamgemi-alberti)
  4. Nilla Pizzi (orch. Angelini) - È troppo tardi (coli)
  5. Claudio Villa (orch. Andry) - Manuela (fusco-bonagura)
  6. Dea Garbaccio (orch. Barzizza) - Novembre (cergoli-gippi)
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cover (cetra - LCR 3028- 1981)
http://www.mediafire.com/?j879aksq2w7wjk4
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cetra - LCR 3028- 1981
http://www.mediafire.com/?s66wdw8fx88wiju

mercoledì 9 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 21

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SUCCEDE UN QUARANTOTTO
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[...] quello della musica leggera non era un mondo statico.
C'erano è vero, i nomi che resistevano, c'erano ritorni e affermazioni tardive, ma il ricambio era costante. Che cosa mutò, dalla fine del 1947 in poi, fu la cadenza di questi avvicendamenti che fino ad allora i tempi lunghi avevano reso inavvertibili. Il '48, quando arrivò, tenne fede alla propria fama e il pubblico si trovò improvvisamente di fronte a un panorama completamente cambiato.
La radio continuava a decidere della popolarità su scala nazionale di questo o quel cantante, di questa o quella orchestra, ma il potere assoluto delle scelte stava sfumando, insidiato dalla concorrenza del teatro di varietà e delle sale da ballo, che "rubavano" sempre più spesso le voci affermate. Anche i cantanti avevano imparata la lezione: la radio era soltanto un trampolino di lancio da lasciare appena possibile per mete più lucrose.
Tra il resoconto di una maratona di danza e la cronaca delle nozze di Elisabetta d'Inghilterra, la notizia dell'assassinio di Gandhi e i commenti allo sbalorditivo primato di un digiunatore, i giornali tentarono di spiegare al frastornato radioascoltatore che cosa stava accadendo ai nostri cantanti.
"Dove vanno i divi della radio?" s'interrogava la "Gazzetta del Popolo"; "La Stampa" le faceva eco, anticipando le conclusioni: "Come vivono i divi della radio ?". E spiegava: "Una voce vi è entrata in casa cantando a ritmo di jazz. Ci piaceva, ci divertiva, ci distraeva o ci ossessionava, non importa. In casa, in quelle date ore era lei che imperava sopra tutte le altre voci, sul frigrare del bimbo o lo sciacquio del rigovernare. Poi quella voce si è spenta, come se il maligno ci avesse soffiato su un soffio di morte". [...]
Un cantante della RAI di solito ha un contratto a scadenza indeterminata, rinnovato tacitamente di mese in mese, che gli frutta, contingenza compresa, intorno alle 40 mila lire. In più, pur essendo vietato, lavorava con le orchestre da ballo, il sabato e la domenica, e guadagnava sulle duemila lire per sera nelle grandi città, otto nei veglioni in provincia. [...]
Un giovanotto o una ragazza che siano riusciti a reggere con discreto successo un paio d'anni sui programmi della RAI trovano in compagnie di riviste e in orchestre di grido scritture eccezionalmente vantaggiose. Si parla di guadagni giornalieri che oscillano dalle 8 alle 14 mila lire. [...]
La radio, comunque, riusci ancora per molti anni a bilanciare il conto delle fughe con i concorsi, con i corsi di addestramento e con l'immissione di quei cantanti che si erano affermati indipendentemente e che volevano raggiungere un uditorio più vasto, come fu il caso di Teddy Reno. [...]
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1948
  1. Teddy Reno (orch. Quirinetta) - Eterno ritornello (te vojo ben) (bidoli)
  2. Aldo Donà (orch.Ortuso) - Ti vorrei baciar (fucilli-marchesi)
  3. Tina De Mola (orch. Sciorilli) - Il cielo è tornato sereno (polacci-rascel)
  4. Ariodante Dalla (orch. Pavesio) - Forestiera a Roma (salerno-gramantieri)
  5. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - Pigalle (ulmer-leonardi)
  6. Natalino Otto (orch. Kramer) - Hey! ba-ra-re-bop (hampton-hammer)
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Lato b) 1948
  1. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - La vie en rose (luiguy-piaf-leonardi)
  2. Aldo Donà (orch.Mojetta) - A ciascuno il suo destino (evans-devilli)
  3. Jone Cacciagli e Radio Boys (orch Zeme) - Don Ramon (redi-testoni)
  4. Natalino Otto (orch. Kramer) - Stormy weather (arlen-koehler)
  5. Elena Beltrami (orch.Brazizza) - Vecchio cembalo (calzia-nisa)
  6. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - La canzone di tutti i giorni (filippini-morbelli)
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cover (cetra - LCR 3021 - 1980)
http://www.mediafire.com/?tv3f1eamdj5k1jt

martedì 8 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 20

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CONTROSENSI

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A Roma manca lo zucchero, spariscono le uova dal mercato, del burro nemmeno l'ombra, tuttavia una puntata dei carabinieri in undici pasticcerie reperisce quintali di zucchero, di farina, burro e uova. A questo punto si constata: la Se.Pr.Al. (sezione provinciale per l'alimentazione) è incapace di fornire ai cittadini alimenti essenziali quali il burro, lo zucchero e le uova. Le pasticcerie sono invece state brave ad accaparrarsi questi prodotti, ed in misura notevole! Da tutta questa storia si deduce che non mancano i generi sul mercato, non è in crisi la produzione, non è affatto vero che zuccheri e grassi disponibili siano di gran lunga inferiori alle esigenze del consumo. È invece vero che un organo preposto alla distribuzione, non sa dove reperire questi generi, e di conseguenza non può distribuirli.
Vi è poi un altro controsenso; le Case Popolari e l'Incis desiderano iniziare la ricostruzione e soprattutto la costruzione di nuovi appartamenti, ma ci è il grave ostacolo della mancanza di materiale edilizio.

da "Il Messaggero" del 31 gennaio 1947



Lato a) 1947
  1. Alberto Rabagliati (orch. Ortusio) - Bahia (barroso-larici)
  2. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Suona balalaika (posford-adorni)
  3. Antonio Basurto (orch. Anepeta) - Mandulinate 'e sera (panzuti-manlio)
  4. Jone Cacciagli (orch. Zeme) - Il nonno americano (olivieri-nisa)
  5. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Perdonami (rossi-gargantino)
  6. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Cantando all'Italiana (rossi- morbelli)

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Lato b) 1947

  1. Oscar Carboni (orch. Mojetta) - Quando la luna gioca a nasconderella (falcocchio- bruno
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Sette ballerine (da via-gyp)
  3. Oscar Carboni ((orch. Pavesio) - Acquarello napolitano (benedetti- bonagura)
  4. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Toute la semaine(clarei, larue, deani)
  5. Mara Mauri (orch. Barzizza) - Nostalgia di te (casè-pinchi)
  6. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Non v'innamorate (fisher-devilli)


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cover (cetra - LCR 3020 - 1980)
http://www.mediafire.com/?ix78xt9ighbc9da

cetra - LCR 3020 - 1980
http://www.mediafire.com/?08f7s68852qw7sm

sabato 5 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 19

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LE BACCHETTE D'ORO
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Da un quarto di secolo le grosse formazioni orchestrali sono diventate in tutto il mondo l'eccezione, un lusso che possono concedersi soltanto le grandi compagnie radiotelevisive e, occasionalmente, le case discografiche quando, rinunciando di proposito al trucco delle sovrapposizioni, incidono brani orcvhestrali destinati al pubblico rimasto fedele a questo genere.
È curioso notare come nel dopoguerra questa situazione fosse tutt'altro che generalizzata e come allora esistessero, fra nazioni e continenti, sostanziali differenze corrette, in alcuni casi, soltanto dopo molto tempo.
Trascorse addirittura un decennio prima che in Italia accadessero eventi paragonabili a quelli che negli Stati Uniti cambiarono, verso la fine degli anni Quaranta, il corso della musica leggera. Nel 1942 le orchestre di Glenn Miller, di Tommy Dorsey, di Woody Hermann e di Harry James, continuatrici delle "big bands" dell'era dello swing, erano le indiscusse dominatrici del mercato discografico americano, saldamente in vetta alle classifiche del "Billboard". Miller scomparve nel 1944, ma alla fine del 1946, nel breve volgere di un mese, Herman, James e Dorsey furono costretti a sciogliere le proprie formazioni, seguendo l'esempio di Benny Goodman, Les Brown, Benny Carter e Jack Teagarden. Un anno dopo lo stesso Armstrong ripiegava su un complesso ridotto.
Che cosa era accaduto ? L'improvviso tracollo fu provocato da fattori concomitanti: scarsità di buoni orchestrali e conseguenti altissime paghe, elevate tasse sui locali da ballo che intanto vedevano rarefarsi il pubblico. L'affacciarsi della TV e, infine, le conseguenze di un'aspra lotta sindacale. Uno sciopero a oltranza proclamato dal "boss" sindacale Petrillo, impedendo per due anni l'impiego delle orchestre, costrinse le case discografiche a servirsi di formazioni improvvisate e a spostare l'interesse su cantanti e complessi vocali che, al termine dell'agitazione, scoprirono di trovarsi padroni assoluti del mercato. Una situazione opposta a qulla maturata in Italia, dove in quegli stessi giorni le orchestre si stavano moltiplicando e rafforzando sull'onda di una ritrovata libertà musicale. A Milano, in mancanza di locali adatti, si ballava perfino nei cortili e i buoni orchestrali abbondavano. Molti tornavano dalla guerra o dalla prigionia con l'immediata necessità di lavorare, mentre i giovani imparavano in fretta, sollecitati dalla prospettiva di buon guadagni in patria e nel resto d'Europa........
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1947
  1. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Eulalia Torricelli (redi-olivieri-nisa)
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - La danza dello scoiattolo (la dance du spirou) (stoquart)
  3. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Il pianino di Napoli (di lazzaro-manlio)
  4. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Ma coquette (mojetta-tettoni)
  5. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Cuore napoletano (chiesa-gianipa)
  6. Natalino Otto (orch. Zuccheri) - Ho licenziato la cameriera (Pasero-chiosso)
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Lato b) 1947
  1. Maria Dattoli (orch. Impallomeni) - Il mago dello swing (devilli-stoll)
  2. Alberto Rabagliati (orch. Ortuso) - Canta se la vuoi cantare (bixio-bonagura)
  3. Gigi Beccaria (orch. Barzizza) - Rumba tabù (vigevani-ciocca)
  4. Gianni Montesi (orch. Ortuso) - Mi piace cantar d'amore (d'anzi-galdieri)
  5. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Buona notte Brasil (warren-devilli)
  6. Natalino Otto (chitarra Luciano Zuccheri) - Mister Paganini (coslow-devilli)
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.cover (cetra - LCR 3019- 1980)
http://www.mediafire.com/?4x2esr5zd9xeywc

venerdì 4 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 18

dalla collezione di Marcello di Bologna

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LA FANTASIA AL POTERE

La quasi totalità delle canzoni nasce attualmente con un preciso destinatario, quando non è lo stesso interprete a confezionarle su misura, magari con l'aiuto di qualche professionista, per proprio esclusivo consumo. Siamo indotti a pensare che si tratti di un fenomeno nuovo, di una rivoluzione, e invecve non è che un ritorno all'antico., la riesumazione di quanto si faceva sessanta o settant'anni fa quando, staccandosi dei "cliches" stereotipati del regionalismo e del gusto salottiero della seconda metà dell'800, nacque la canzone in lingua. Ricca di colore e di immediatezza, preminentemente melodica, essa divenne però appannaggio di dilettanti e perfino di orecchianti, subendo soprattutto l'influenza personale dei vari interpreti, ciascuno preoccupato di crearsi un repertorio non solo adatto ai propri mezzi, ma aderente al proprio fisico e perfino al proprio guardaroba.
È la storia che si ripete, perchè gli assi del "caffè concerto" preoccupati di crearsi un'immagine, rifiutarono sempre, anche per snobismo e per ragioni di paga, il comune repertorio. C'erano è vero, geniali inventori come Petrolini o ispirati verseggiatori come Spadaro, ma tutti gli altri avevano il loro poeta al quale suggerivano spunti o situazioni non certo frutto di studio o di riflessione, ma piuttosto ispirati da un lucido cilindro, da un costume bizzarro, da un frac oppure da un foulard, da un berretto da "apache" o da un sombrero. Così nacquero i vari "scettici", le coppe di champagne, i viveurs dei tabarins, i re della malavita, i toreri stanchi e le donne perdute.
Quando, verso la metà degli anni Trenta, quel divismo entrò in crisi ed i dicitori e gli attori della canzone furono sbalzati dai loro piedestalli dai cantanti di jazz e di musica leggera, compositori e parolieri si sentirono liberati da un incubo. La coercizione esercitata su di loro per tanti anni dai prepotenti divi della piccola ribalta, era finita ed essi potevano finalmente spaziare ovunque li portasse l'estro senza preoccuparsi di destinatari, senza mortificare il tessuto musicale di un brano o spiegazzare un verso soltanto perchè era di difficile esecuzione. Questa libertà portò alla canzone, quella che fiorì in Italia fra il 1940 e il 1950, giovani ricchi di preparazione e di cultura musicale, costringendo orchestrali e cantanti a portarsi al loro livello. Una vera rivoluzione con la fantasia al potere.......

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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco

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Lato a) 1947
  1. Oscar Carboni (orch. P. Pavesio) - Serenata serena (falcocchio-bonagura)
  2. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Non è per gelosia (mascheroni-marf)
  3. Natalino Otto (orch. Fonit) - Aka-li-ka-li-ko (kramer-giacobetti)
  4. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - Passano gli anni (mascheroni-testoni)
  5. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Bocca nel buio (redi-misa)
  6. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Il valzer del boogie-woogie (di lazzaro-bonfanti)
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Lato b) 1947
  1. Oscar Carboni (orch. Mojetta) - Serenata celeste (ruccione-fiorelli)
  2. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - La famiglia musicale (kramer-giacobetti)
  3. Oscar Carboni (orch Pavesio) - Cantando con le lacrime agli occhi (mascheroni-panzeri)
  4. Natalino Otto (orch E. Intra) - Laura (raksin-devilli)
  5. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Ci-ca ci-ca bum (warren-devilli)
  6. Natalino Otto (orch zuccheri) - Alfabeto musicale (de santis-mobiglia)
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cover (cetra - LCR 3018- 1980)
http://www.mediafire.com/?2l9v9ks7eafljs4