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sabato 18 settembre 2010

RITA PAVONE - Edizione Promozionale CONSORTI-RCA (1963)

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lato a)
  • La partita di pallone (rossi-vianello)
    dalla trasmissione televisiva "Alta Pressione"
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lato b)
  • Amore twist (bovenzi)


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Da 18 anni sono "nel mestiere" (come direbbero i francesi) e mai prima d'ora, mi era capitato di incontrare un PERSONAGGIO così dotato - come la giovanissima Rita Pavone - di una carica di SINCERITA' e GENUINITA' ASSOLUTE, sia quando canta che quando NON canta. Sconcertante è poi la facilità con cui Rita riesce a "piegare" in pochi minuti qualsiasi canzone e farla "sua", modellandola con una intelligenza, un gusto ed un estro da "far paura" in una ragazza oltretutto di 17 anni!
RitaNON imiterà mai nessuno dunque perchè NON ne ha bisogno ed anche il secondo disco che vi presentiamo - dopo il grande successo del primo: LA PARTITA DI PALLONE e AMORE TWIST - ne è la smagliante riprova.
In "Come te non c'è nessuno" ascolterete Rita modernamente romantica, mentre "Clementine Cherie" (leit-motiv dell'omonimo film francese da lei interpretato) ne conferma l'estro propompente, con uno spiritoso arrangiamento di Luis Enriquez inspirantesi alla famosa "Marcia Turca" di Mozart.
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Ferruccio Ricordi (Teddy Reno)
dal 'back cover' del disco
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lato a)
  • Come te non c'è nessuno (migliacci-vassallo)
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lato b)
  • Clementine cherie (camucia-tallino)
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Rita Pavone è senza dubbio la rivelazione assoluta dell'anno! "Pel di carota" - nomignolo che i fans hanno coniato per la giovanissima cantante torinese - ha fatto un felicissimo debutto in televisione a "Studio 1" e le critiche sia del pubblico che della stampa hanno unanimemente salutato la nascita di una nuova stella di prima grandezza. Non sono mancati infatti i paragoni con questa o quella diva della canzone italiana o straniera: ma nessuno ha potuto parlare di "imitazione" perchè lo stile di Rita è assolutamente nuovo e personale. Rita - piccolina, lentigginosa, vivace e simpatica - si è dunque imposta col solo ausilio delle sue doti inimitabili, in tutto degne di una trasmissione di classe quale "Studio 1".
La ripresentiamo al Vostro giudizio con una bellissima canzone di un giovane cantautore romano: Roby Ferrante "Alla mia età", in cui Rita dispiega una voce dal volume potente, quasi "incredibile" se si pensa al fisico minuto della cantante, ed una commovente vena romantica. Sull'altro lato "Pel di carota" è una gustosa parodia di sè stessa presentata con notevole estro, a tempo di "samba-twist", un ritmo che porta la sigla dell'arrangiatore M° Enriquez e degli autori Morricone e Migliacci.
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dal 'back cover' del disco
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lato a)
  • Alla mia età (rossi-robifer)
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lato b)
  • Pel di carota (migliacci-morricone)

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lato a)
  • Cuore (heart) (rossi-mann-weil)
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lato b)
  • Il ballo del mattone (verde-canfora)

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lunedì 22 marzo 2010

(1963) rivista - TUTTAMUSICA (31 agosto)

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UNIAMOCI CON TUTTI I NOSTRI FANS
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[...] Sono stata di recente in Sardegna e parlando con i giovani appassionati di canzoni di quella bella isola ho scoperto che in sardo i gruppi giovanili di amici, quelli che nel nord-Italia si chiamano le "ghenghe", vengono chiamati con il termine antico che mi è parso assai bello: "la greffa".
Vorrei quindi proporre che i "copains" italiani si chiamassero "gli amici della greffa" e vorrei invitare i miei colleghi ad essere "greffisti" insieme con me. Non spero naturalmente che questa proposta venga subito accettata incondizionatamente, ma ho voluto fare il primo passo perchè so che ci sono tanti miei colleghi e amici, Adriano Celentano per primo, che credono alla necessità di creare anche in Italia un grande club di amici nel quale i giovani cantanti e i loro giovani ammiratori si sentano uniti come in un gruppo di spensierati compagnoni.
Il 7 settembre ad Ariccia Teddy Reno organizza la seconda Festa degli sconosciuti: io vi interverrò come ospite festeggiata e padrona di casa al tempo stesso. Perchè non riunire per la prima volta ad Ariccia la "greffa"? [...]
"Troviamoci tutti ad Ariccia il 7 settembre e parliamo insieme della nostra greffa".
Spero proprio tanto che mi ascolteranno: abbiamo un pubblico come noi giovanissimo e come noi desideroso di sincera e spensierata amicizia. Perchè non dimostrargli, noi per primi, che si può essere amici anche se si compete per conquistare le sue simpatie? [...]
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Rita Pavone
(TUTTAMUSICA - 24 agosto)

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L'importanza di essere soprattutto amici

Una lettera giunta in redazione qualche giorno fa, ci ha fatto ritornare indietro col pensiero di anni, al tempo in cui il nostro mondo della musica leggera era fatto a compartimenti stagni e chi osannava Claudio Villa o Nilla Pizzi o Carla Boni rifiutava anche soltanto di ammettere che potessero esistere altri cantanti bravi quanto il divo del cuore.
Ci scrive in questa lettera una signora di Asti di aver inutilmente cercato nel nostro giornale un qualche motivo di interesse. "Da quando i giornali non parlano più di Nilla Pizzi - ci scrive la signora - non val la pena di leggerli. I cantanti di adesso non cantano: sbraitano. Quando la radio trasmette musica leggera, la chiudo..."
Nilla Pizzi è stata - e rimarrà nella storia della musica leggera italiana - una grande, personalissima cantante. Una figura di eccezione non solo come artista, ma anche come donna. Non sono colpa sua i fenomeni esasperati di fanatismo come i "salottini di Nilla", la "cartonille" ed altre sciocchezze derivanti da quel "culto della personalità" che ha imperato nel nostro mondo della canzone dalla nascita del Festival di Sanremo fino a quando - sempre a Sanremo - Mimmo Modugno non ha fatto saltare per aria tutto col suo "Nel blu dipinto di blu". Ma anche Nilla Pizzi doveva adeguarsi al gioco medioevale imperante in quegli anni, per cui ogni cantante aveva le sue schiere di seguaci l'un contro l'altra armate, così che chi applaudiva Villa doveva aborrire Natalino Otto e chi farneticava per Consolini doveva essere pronto ad uccidere Teddy Reno. Erano i tempi in cui i "fans" scoprivano nella voce dei propri beniamini addirittura proprietà terapeutiche, e bastava una serenata di Tajoli o un ascolto intensivo della Pizzi a far guarire da artriti e risipole; i tempi in cui i preti benedivano in Chiesa i labari con trapunta in fili d'argento l'effigie di Claudio Villa, gli emigranti partivano per terre lontane solo se Rondinella dedicava loro una canzone e fanciulle timorate di Dio fuggivano di casa per vedere Achille Togliani.
Questo non accadeva l'altro secolo, ma qualche anno fa soltanto. I cantanti, da parte loro, finivano per stare al gioco, un pò per non dispiacere ai propri "fans", un pò perchè contagiati da quello spirito di faida. Nutrivano l'un per l'altro gelosie, rancori, invidie.
Oggi le cose sono cambiate. Radicalmente cambiate: nei cantanti e nei "tifosi" dei cantanti. Il merito del cambiamento va anzitutto al disco. I dischi servono ai giovani per ascoltarli e per ballare. Non si balla con i dischi di un solo cantante: è impossibile. Non si possono avere in una discoteca, per quanto piccola essa sia, dischi di un solo cantante: sarebbe assurdo.
Attraverso i dischi, i giovani di oggi - che costituiscono la stragrande maggioranza dell'esercito dei "fans" - hanno imparato ad amare, a "fare il tifo" per tutti i cantanti vicini al loro temperamento. Avranno delle preferenze per un cantante piuttosto che per un altro, questo è certo; ma se un cantante qualsiasi "azzecca" il disco, diventa automaticamente un loro beniamino.
I cantanti, a loro volta, soprattutto i cantanti giovani, hanno ben capito che una cosa è la competizione, un'altra la sciocca rivalità. C'è posto per tutti; c'è posto per il successo di tutti. Il mercato discografico italiano è in espansione: la saturazione è ancora molto molto lontana. I cantanti di oggi sono amici, al di sopra e al di là della rivalità sportiva che tra loro esiste - ed è giusto che esista - ; al di là della casa discografica cui appartengono.


Per questo noi abbiamo accettato di patrocinare la "greffa" (con questo colorito vocabolo sardo, Rita Pavone ha voluto battezzare la grande famiglia dei "copains" italiani). È un movimento che non ha capi e non ha gregari, non lancia messaggi e non si propone di raggiungere chissà quali mete. È un movimento di amici che vogliono essere amici e basta. Perchè hanno gli stessi interessi, gli stessi gusti, gli stessi entusiasmi sinceri.
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Giorgio Berti
(direttore responsabile)
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  • La borsa del disco (quotazioni della settimana 24-30 agosto)
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  • La parola d'ordine è Tutti nella "GREFFA" (con l'adesione di un gruppo di "minorenni d'assalto" sono state gettate le fondamenta del gigantesco "clan" che raccoglierà in un'unica famiglia di amici i "divi" della giovane guardia ed i loro ammiratori - L'augurio di Françoise Hardy a nome di due milioni di "copains" francesi) [Lucio Lami]
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  • Catherine Spaak vuol diventare cantautrice (La Spaak è la prima attrice del cinema che si è affermata clamorosamente nel mondo del disco - La sua maggiore ambizione è incidere le canzoni che compone su testi del marito) [Cesare Montelli]
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  • Il SANREMO che il pubblico sogna (una gara tra i nostri "divi" della giovane guardia e i cantanti stranieri più popolari in Italia - Un Festival così sarà possibile solo se le case discografiche potranno scegliere canzoni adatte ai propri cantanti) [Gino Tomaselli]
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  • La Parola ai Critici (I giornalisti che recensiscono le novità discografiche sui più importanti quotidiani e periodici si alternano in questa rubrica per commentare le ultime incisioni di musica leggera, classica e jazz)
    Roberto Buttafava - settimanale "Annabella"
    Luigi Rossi - quotidiano "La Notte"
    Vittorio Franchini - quotidiano "Il Corriere d'Informazione"
    Gerardo Rusconi - settimanale "Gente"
    Gian Mario Maletto - settimanale "Settimo Giorno"
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  • Avete Acquistato Questi Dischi? (selezione dei migliori 45 giri editi nelle ultime settimane)
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  • I Dischi della Settimana
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domenica 27 dicembre 2009

TEDDY RENO - UN DIA CON TEDDY RENO (1957)

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Lato a)
  1. Maruzzella (carosone-bonagura)
  2. Zingarella (romeo)
  3. Capriccioso (albano-vento)
  4. Una guitarra y la luna (calise-rossi)

Lato b)
  1. Guaglione (fanciulli-nisa)
  2. Cita a las seis (salas)
  3. Mis manos (mes mains) (becaud)
  4. Abrazame esta noche (kolegan)
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cover (Odeon - LDO-118) colombia
http://www.mediafire.com/?l8iyr7aes2yhv9f
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Odeon - LDO-118
http://www.mediafire.com/?rsivr8cn1kdfeou
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(1957) rivista - SORRISI E CANZONI (24 febbraio)

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Teddy Reno e sua moglie Vanja stanno trascorrendo attualmente a Milano, la "luna di miele". Essi hanno concesso al nostro inviato un'intervista esclusiva, narrando quali sono i loro progetti dopo l'inconsueto matrimonio "per procura" nel Messico.
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lunedì 21 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 30

dalla collezione di Marcello di Bologna

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Nei trenta long playing di questa collana, attraverso trecentosessanta canzoni si sono consumate vita, gloria e sconfitte, ricchezza e miserie di un centinaio di cantanti, di decine di orchestre e orchestrali, di compositori, parolieri e direttori d’orchestra. Dai tempi in cui le Lescano intonavano con vocette acuta la loro “Oh! Ma-ma” a quelli in cui Vittoria Mongardi riesce a superare nei toni bassi Luciano Tajoli, sono trascorsi appena dieci anni, ma per il mondo della musica leggera italiana è come se gli fosse rotolato addosso un secolo.
Eppure nessuno se n’era accorto: gli anni della guerra, poi quelli della ricostruzione, giorni che sembravano non aver fine per quelli che li hanno vissuti, avevano esorcizzato il tempo creando l’effetto di un curioso gioco di specchi. La canzone vi si era riflessa, tanto da superare apparentemente indenne e immutabile ogni prova, ultima quella del confronto diretto con i ritmi esotici. Sembrava ritornelli, serenate, cantanti, compositori, orchestre che, tra gli applausi del pubblico, avrebbero seguita, perfezionandola, la strada di prima.
Non era stata forse la buona, vecchia canzone confezionata con estro artigianale a compiere il miracolo di triplicare gli ascoltatori della radio? Si marciava ormai verso il traguardo dei quattro milioni di famiglie, dei venti milioni di ascoltatori incollati davanti alla reticella scrittori del calibro di Zavattini, Marotta, Guareschi e persino un poeta, Pasquale Rocco, disposti a rischiare la propria reputazione pur d’intessere panegirici sulle modeste pagine dei “canzonieri”, acconsentendo ad accostare i loro componenti alle sgrammaticate biografie dei cantanti alla moda?
Scriveva Zavattini: “Dirò una cosa molto sorprendente: le canzonette eccitano la mia immaginazione. Quando ascolto che il misterioso caballero Don Ramon s’innamorò della bella Conception, vi prego di credermi, io non vedo una pampa qualsiasi, ma una pampa con certa terra certo cielo certa erba che sono molto belli e poi se non riesco a riprodurli in un quadro o in una prosa la colpa non è della canzonetta, ma mia”.
E scriveva Marotta: “Io nel mio funerale ci voglio proprio una musica di “posteggiatori”: mi seguano, come mi hanno preceduto, le canzonette. Quando sarò calato lentamente nella buca, esplodano le note furiose, rampanti di “Funiculì, funiculà”.
Su quelle paginette oggi ingiallite che videro la luce alla fine degli anni Quaranta, soltanto Mosca sembrò avvertire i primi segni della crisi che sarebbe esplosa puntualmente allo scroccare degli anni Cinquanta, aprendo un decennio di assoluto disorientamento artistico, un’epoca d’ombre in cui sarebbero state travolte certezze che sembravano incrollabili e in cui i vecchi compositori sarebbero scomparsi per lasciar posto al nulla, le orchestre e gli orchestrali si sarebbero dispersi, le voci autentiche sarebbero diventate introvabili, le scuole – quella torinese e quella milanese - si sarebbero inaridite per lasciar sopravvivere di espedienti per una breve stagione soltanto quella napoletana. [...]

B.G. Lingua
.dalla "cover" del disco
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Lato a) 1950

  1. Tino Vailati, Radio Boys & Quartetto Stars (orch. Gallino) - Ogni finestra, una canzone (c.a.rossi-giannantonio)
  2. Clara Jaione (orch. Fragna) - Arrivano i nostri (fragna-rastelli)
  3. Quartetto Cetra (orch. Savona) - Dimmi un pò Sinatra (trovajoli-giacobetti)
  4. Tino Vailati (orch. Farnese) - Anina e corpo (body and soul) (green-calibi)
  5. Luciano Tajoli (orch. Maraviglia) - Senza più serenate (bixio-galdieri)
  6. Vittorio Paltrinieri & Gloria Dauro (orch. Fonit) - Che bel fiulin (rastelli-panzuti)
Lato b) 1950
  1. Achille Togliani (orch. Angelini) - Varsavia beguine (bassi-testoni)
  2. Elena Beltrami (orch. Barzizza) - Mi sento tua (d'anzi-amendola-maccari)
  3. Teddy Reno (orch. Quirinetta) - Trieste mia (viezzoli-cicero)
  4. Duo Fasano (orch. Angelini) - Pioggerella (gaze-mari)
  5. Claudio Villa (orch. Claire) - Rosso di sera (concina-manlio)
  6. Vittorio Mongardi (orch. Cergoli) - Sapevi di mentire (otto-bertini)
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cover (cetra - LCR 3030- 1981)
http://www.mediafire.com/?t6bkga5kpo5kq2x
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cetra - LCR 3030- 1981
http://www.mediafire.com/?hes8bj56jbei7d1
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domenica 13 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 22

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Il lavoro di produzione - nella musica leggera - era ben diverso da quello che conosciamo oggi: al centro del processo era la figura dell'editore, a cui gli autori facevano capo e da cui dipendeva il lancio di un brano sul mercato; se il pezzo sembrava riscuotere il favore del pubblico - attraverso le trasmissioni radiofoniche, quasi tutte diffuse in diretta - le case ne curavano la registrazione per mezzo di uno o più artisti della propria "scuderia" e il successo del brano era proporzionale al numero delle incisioni che esso raccoglieva. Le classifiche di vendita, in questo contesto, non avevano ragione di esistere, mentre le "quotazioni" si riferivano alla popolarità delle canzoni, che solo l'importo complessivo dei diritti d'autore maturati poteva definire con precisione.
[...] la parte del leone - nella diffusione del disco - era tenuta dai programmi radio, nel corso dei quali i cantanti più popolari (Carboni, Bonino, Pizzi, Natalino Otto e Flo Sandon's, ecc) presentavano motivi vecchi e nuovi; [...] e ogni orchestra lavorava in maniera non dissimile dal quella delle compagnie teatrali. Il mondo della canzone era circondato da un'aura di mitologia (senza però l'artificiosità tipica dello 'star system'), malgrado l'assenza di una stampa popolare specializzata: solo nel 1952 sarebbe nato il primo giornale dedicato ai "divi" della canzonetta, 'Sorrisi e Canzoni'.
Fino al 1948 il settore fonografico riflette questa atmosfera di serena 'routine', immersa nel clima di fiducia, che costituiva una delle componenti tipiche degli anni post-bellici. Nei primi mesi del '48, si notano tuttavia segni di fermento, che preludono a una rivoluzione degli schemi tradizionali: nascono infatti due case destinate a recare un contributo determinante nella trasformazione dell'industria in senso moderno. Si tratta della Compagnia Generale del Disco, la prima casa fondata da un artista di musica leggera (Teddy Reno) e di conseguenza tendente a sottrarsi alle leggi dettate dall' 'establishment' industriale di allora; e della Celson, creata da due fratelli svizzeri, Walter ed Enrico Guertler, la prima etichetta italiana specializzata nella produzione di jazz, sia d'importazione sia locale (Pippo Starnazza, Pier Emilio Bassi) [...]
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Mario De Luigi
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estratto da "L'industria discografica in Italia" [Lato Side Editori srl-1982]
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Lato a) 1948
  1. Tina De Mola (orch. Sciorilli) - Veleno (polacci)
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Mam'selle (goulding-devilli)
  3. Natalino Otto (orch. Kramer) - La classe degli asini (ravasini-rastelli-larici)
  4. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - Dammi una rosa rossa (d'anzi-galdieri)
  5. Ariodante Dalla (orch. Mojetta) - Perchè lasciasti Napoli (alfieri-morini)
  6. Natalino Otto (orch. Sciorilli) - Son belle (d'anzi-garinei-giovannini)
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Lato b) 1948
  1. Nilla Pizzi, Clara Jaione & Alfredo Clerici - Maria de Bahia (misraki-deani)
  2. Ariodante Dalla (orch. Barzizza) - Amore sotto la luna (innocenzi-rivi)
  3. Grazia Gresi (orch. Barzizza) - Io ti ho scritto tante volte (ceragioli-testoni)
  4. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - Grigio è il cielo (barzizza-nisa)
  5. Natalino Otto (orch. Zuccheri) - Il valzer del bicchierino (savar-larici)
  6. Ariodante Dalla (orch. Barzizza) - A Rio de Janeiro (lopez-luki)
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cover (cetra - LCR 3022 - 1980)
http://www.mediafire.com/?7pckap6eeg04onb
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cetra - LCR 3022 - 1980
http://www.mediafire.com/?q8qi01z2t83b8cq
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mercoledì 9 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 21

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SUCCEDE UN QUARANTOTTO
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[...] quello della musica leggera non era un mondo statico.
C'erano è vero, i nomi che resistevano, c'erano ritorni e affermazioni tardive, ma il ricambio era costante. Che cosa mutò, dalla fine del 1947 in poi, fu la cadenza di questi avvicendamenti che fino ad allora i tempi lunghi avevano reso inavvertibili. Il '48, quando arrivò, tenne fede alla propria fama e il pubblico si trovò improvvisamente di fronte a un panorama completamente cambiato.
La radio continuava a decidere della popolarità su scala nazionale di questo o quel cantante, di questa o quella orchestra, ma il potere assoluto delle scelte stava sfumando, insidiato dalla concorrenza del teatro di varietà e delle sale da ballo, che "rubavano" sempre più spesso le voci affermate. Anche i cantanti avevano imparata la lezione: la radio era soltanto un trampolino di lancio da lasciare appena possibile per mete più lucrose.
Tra il resoconto di una maratona di danza e la cronaca delle nozze di Elisabetta d'Inghilterra, la notizia dell'assassinio di Gandhi e i commenti allo sbalorditivo primato di un digiunatore, i giornali tentarono di spiegare al frastornato radioascoltatore che cosa stava accadendo ai nostri cantanti.
"Dove vanno i divi della radio?" s'interrogava la "Gazzetta del Popolo"; "La Stampa" le faceva eco, anticipando le conclusioni: "Come vivono i divi della radio ?". E spiegava: "Una voce vi è entrata in casa cantando a ritmo di jazz. Ci piaceva, ci divertiva, ci distraeva o ci ossessionava, non importa. In casa, in quelle date ore era lei che imperava sopra tutte le altre voci, sul frigrare del bimbo o lo sciacquio del rigovernare. Poi quella voce si è spenta, come se il maligno ci avesse soffiato su un soffio di morte". [...]
Un cantante della RAI di solito ha un contratto a scadenza indeterminata, rinnovato tacitamente di mese in mese, che gli frutta, contingenza compresa, intorno alle 40 mila lire. In più, pur essendo vietato, lavorava con le orchestre da ballo, il sabato e la domenica, e guadagnava sulle duemila lire per sera nelle grandi città, otto nei veglioni in provincia. [...]
Un giovanotto o una ragazza che siano riusciti a reggere con discreto successo un paio d'anni sui programmi della RAI trovano in compagnie di riviste e in orchestre di grido scritture eccezionalmente vantaggiose. Si parla di guadagni giornalieri che oscillano dalle 8 alle 14 mila lire. [...]
La radio, comunque, riusci ancora per molti anni a bilanciare il conto delle fughe con i concorsi, con i corsi di addestramento e con l'immissione di quei cantanti che si erano affermati indipendentemente e che volevano raggiungere un uditorio più vasto, come fu il caso di Teddy Reno. [...]
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1948
  1. Teddy Reno (orch. Quirinetta) - Eterno ritornello (te vojo ben) (bidoli)
  2. Aldo Donà (orch.Ortuso) - Ti vorrei baciar (fucilli-marchesi)
  3. Tina De Mola (orch. Sciorilli) - Il cielo è tornato sereno (polacci-rascel)
  4. Ariodante Dalla (orch. Pavesio) - Forestiera a Roma (salerno-gramantieri)
  5. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - Pigalle (ulmer-leonardi)
  6. Natalino Otto (orch. Kramer) - Hey! ba-ra-re-bop (hampton-hammer)
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Lato b) 1948
  1. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - La vie en rose (luiguy-piaf-leonardi)
  2. Aldo Donà (orch.Mojetta) - A ciascuno il suo destino (evans-devilli)
  3. Jone Cacciagli e Radio Boys (orch Zeme) - Don Ramon (redi-testoni)
  4. Natalino Otto (orch. Kramer) - Stormy weather (arlen-koehler)
  5. Elena Beltrami (orch.Brazizza) - Vecchio cembalo (calzia-nisa)
  6. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - La canzone di tutti i giorni (filippini-morbelli)
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cover (cetra - LCR 3021 - 1980)
http://www.mediafire.com/?tv3f1eamdj5k1jt

lunedì 21 settembre 2009

JUKE BOX ITALIANO (1959)


Lato a)
  1. Teddy Reno_Boccuccia di rosa (testa-cichellero)
  2. Elio Mauro_Io (migliacci-modugno)
  3. Miranda Martino_Meravigliose labbra (sabel-i)
  4. Paolo Bacilieri_Sinceramente (bacilieri-de vera-canfora)
  5. Eio Mauro_La canzone del faro (sabel-usuelli)
  6. Lucia Bersanti_Da te era bello restar (mackeben-martelli-sordi)
  7. Nilla Pizzi_With all my heart (bertini-marcucci-de angelis)
Lato b)
  1. Nilla Pizzi_Al chiar di lunaporto fortuna (rossi-testa)
  2. Elio Mauro_Come prima (taccani-di paola)
  3. Elio Mauro-La pioggia cadrà (le jour ou la pluie viendra) (panzeri becaud)
  4. Miranda Martino-Tuppe tuppe mariscia' (gigante-aracri-gigante)
  5. Paolo Bacilieri_Brivido blu (spotti)
  6. Lucia Bersanti_Diceva: "Yes!" (left right out of your heart) (nisa-calibi-garson)
  7. Teddy Reno_Tre volte baciami (casadei-beretta)
cover (rca Italiana - LPM 10033)
http://www.mediafire.com/?rddr31spe5ta3g3

rca Italiana - LPM 10033
http://www.mediafire.com/?05mdh00li7d00cd