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domenica 20 marzo 2011

(1963) Scoperta Gianna, la ragazza del juke-box




C'era da aspettarselo: Rita Pavone, un anno di carriera, si può considerare, ormai una veterana.   I suoi fans, che irridevano agli ammiratori di Mina, appartengono ormai alle vecchie generazioni.   Diciotto, vent'anni: "antenati", ecco cosa sono.   I loro idoli, fra qualche anno, saranno relegati in un limbo vaporoso dove la memoria senza gratitudine, annullando le distanze, vedrà un'unica folla illividita di cantanti del "passato":  Tony Dallara e Gino Franzi, Nico Fidenco e Carlo Buti, Miranda Martino e Anna Fougez, Gino Paoli ed Ernesto Bonino, Cocky Mazzetti e Luciana Dolliver, Rita Pavone e Nilla Pizzi, Tony Renis e Alberto Rabagliati.   L'avvenire appartiene ai quindicienni.   Loro sono i cantanti, loro sono il pubblico che imporrà finalmente una "svolta decisiva"   -come scrivono i bollettini d'informazione - al mercato discografico.   È ora di finirla con "Come te non c'è nessuno" e simili pezzi d'archeologia musicale.   Finiamola coi gusti dei liceali e l' "interpretazione fedele" del loro mondo.   A chi interessa più?
Vogliamo l'interpretazione, ora, del mondo così complesso dei ginnasiali, vogliamo che i quindicenni, finalmente, "rappresentino il nostro tempo, le nostre aspirazioni, le nostre crisi".
Per qualche mese, naturalmente, perchè già spinge, subito dietro, un'altra schiera, folta e agguerrita, che ha ben diritto, siamo giusti, di dire una sua parola definitiva nel mondo della musica leggera: i ragazzini delle elementari.   Gli ottenni, i novenni.   Già si vedono i segni premonitori, in certe trasmissioni televisive pomeridiane, di una loro conquistata maturità a raccogliere, con responsabile coscienza, l'impegnativa eredità musicale dei teenagers: basta osservarli con quanta abilità muovono simultaneamente le gambettine e i braccini, sorridenti intorno i genitori, e arrocano la voce imitando da bravi ometti gli ultimi idoli del twist tramontante.
Per ora, tuttavia, il loro tempo non è ancora giunto.   È il momento, adesso, dei quindicenni.   Ultima scoperta, Gianna Forretti, [...]

Pier Maria Paoletti
(......... - dicembre 1963)


martedì 14 dicembre 2010

NILLA PIZZI - NILLA PIZZI CANTA.... (1963)




Lato a)
  1. Vola colomba (concina-cherubini)
  2. Spazzacamino (cherubini-rusconi)
  3. Croce di oro (calibi-gannon)
  4. 'o sole mio (di capua)
  5. Romantica città (salina-birri-portela)
  6. Senza te (moretto-pizzinato)
  7. C'è una chiesetta (rampoldi-cantoni)

Lato b)
  1. Grazie dei fiori (serracini-testoni-panzeri)
  2. Tango delle rose (schreier-bottero)
  3. Papaveri e papere (rastelli-panzer-mascheroni)
  4. Maria de Bahia (misraki-darni-hornet)
  5. Johnny guitar (young-lee)
  6. Chissà chissà (farres-larici-testoni)
  7. Mi segundo amor (vargas) 


cover (SIR - LDS 101)
a look at commenti


SIR - LDS 101
a look at commenti
                                

lunedì 16 agosto 2010

AA.VV. - COCKTAIL (1962)

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lato a)
  1. Domenico Modugno - Volare (modugno-migliacci)
  2. Trumpet Man e la sua orchestra - Twist- twist (pagano-loti-madinez-tezé)
  3. Claudio Villa - Corde della mia chitarra (fiorelli-ruccione)
  4. Juliette Greco - La fourmi (kosma-desnos)
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.lato b)
  1. Trumpet Man e la sua orchestra - Pepito (taylor-truscott)
  2. Nilla Pizzi - Anema e core (d'esposito-manlio)
  3. Trumpet Man e la sua orchestra - Brigitte Bardot (gustavo)
  4. complesso Hubert Rostaing - Exodus (gold)
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cover (MUSIC HALL - IPK 700)
http://www.mediafire.com/?815pz3ro8qtd6b3
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MUSIC HALL - IPK 700
http://www.mediafire.com/?yirf8ogudilwqg6
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domenica 11 aprile 2010

(1959) rivista - IL MUSICHIERE (29 gennaio) n. 4

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Perchè, questa settimana, l'onore della copertina è toccato a Nilla Pizzi? Potrei rispondere a questo "perchè" con molti altri "perchè".
Nilla Pizzi ha i suoi ammiratori e i suoi detrattori; ci sono, per esempio, tre studentesse di Bordighera che si rifiutano di ascoltarla, ma il presidente del "Nilla Club" di Bergamo mi ha scritto con il pianto nella penna per supplicarmi di ricordarmi della signora Pizzi. A chi devo dunque dar retta? Nilla Pizzi è stata definita la "signora della canzone", "la "regina", ha portato al successo di Canzonissima l'Edera, affronta Sanremo insidiata da cantanti più giovani e più alla moda. Quello della signora Pizzi è un gesto coraggioso che merita simpatia. Ma non vorrei che i lettori mi credessero un sostenitore accanito di questa cantante, a svantaggio di altre. Sono amico di tutti e nemico di nessuno. Voglio bene indistintamente alla PIzzi e alla De Palma, alla Curtis e alla Torrielli, a Villa e a Dorelli e così di seguito. Chi canta è un mio amico. Cantate anche voi? Allora siamo amici.
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Alfredo Panicucci (direttore)


  • Cerchiamo una canzone (il festival di sanremo al disopra delle polemiche) [Ernesto Baldo]
  • L'ultimo "amore" di Achille Togliani [Livio Fucini]
  • Storia segreta delle canzoni di Sanremo [inchiesta a cura di: Pino Carini, Franco Moccagatta, Luigi Rossi]
  • Ho avuto Fierro (Aurelio) a tavola [Luisa Bertolina].
  • Il Musichiere sera (tutto quello che non avete visto e ascoltato della trasmissione di sabato 24 gennaio 1959)
  • La battaglia delle note (classifiche)
  • La Scala (Delia) alla Scala [Vincenzo Colonna].
  • Pettegoliere (ospite d'onore: Iolanda Gigliotti (Dalida)
  • Invito alla Beguine (Carlo Carenni, che con Anna Mariani ha realizzato la rubrica televisiva "invito alla danza", vi insegna a ballare il primo disco del "Musichiere")
  • Tonina Torrielli vista da...
  • Canzonissime (cantate con noi - Gorni Kramer vi insegna a suonare)
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Caro lettore,
in questo numero de Il Musichiere, Lei lo avrà certamente notato, è stata inserita una busta. È la busta che contiene il nostro primo disco. Prima di augurarLe buon ascolto e buon divertimento desideriamo rivolgerLe alcuni suggerimenti con la speranza che siano ascoltati.
Innanzi tutto è opportuno staccare la busta dal resto del giornale per poter liberare il disco. È consigliabile tagliare il lato sinistro della busta con le forbici? Secondo noi non è consigliabile: un piccolo spostamento potrebbe intaccare il disco e rovinarlo. Ciò che Le chiediamo di fare è più semplice: strappare il lato sinistro della busta, seguendo la linea tratteggiata (operazione che riesce meglio appoggiando un righello su questa linea).
Ecco che la busta è nelle Sue mani. Ha già visto il disco? Le piace? Ci creda: la qualità è ottima, l'incisione è perfetta, [...]
Ci permetta, ora, di assistere, come se Le fossimo vicini, alla prova di questo disco. Innanzi tutto Le consigliamo di spolverarlo. La plastica, come Lei sa, ha la proprietà di attirare la polvere, come una calamita. Quindi è bene spazzolare il disco con un fazzoletto o, meglio ancora, con una spazzolina di velluto, indispensabile in ogni discoteca. Non cada nell'errore di lavare il disco, anche se Le è capitato di sentir dire che la plastica è lavabile. Un disco non è una tovaglia.
Se fosse leggermente ondulato, lo spiani prima di usarlo, comprimendolo magari tra due libri.
Infilando il disco nel perno del giradischi attenzione a non deformare il foro centrale. Potrebbe capitare che questo foro fosse leggermente stretto. In questo caso basta allargarlo leggermente con il perno del giradischi. Una volta a posto, il disco non desidera di essere schiacciato. Perciò non lo prema con la mano per farlo aderire completamente dandogli la forma concava. È meglio che sia più alto al centro che ai bordi. Fatto? Avvii pure il giradischi e appoggi il braccio, o pick-up, sul primo solco.
Crediamo che sia inutile avvertirLa che il giradischi deve essere di quelli che suonano i dischi microsolco a 45 giri e che il pick-up deve avere la puntina speciale per questo tipo di disco. Non tenti di suonarlo su un grammofono a 78 giri e con puntine d'acciaio. Rovinerebbe il disco e non otterrebbe alcun suono.
Avviato il giradischi il suono esce dall'altoparlante perfettamente fedele. Ma potrebbe anche esserci un inconveninte: la puntina potrebbe saltare o ripetere la stessa nota. Le cause possono essere due: un granello di polvere nel solco (e per questo basta spolverare il disco) o il pick-up troppo leggero (e per questo basta appoggiare sulla testina una moneta da 50 o 100 lire).
Queste spiegazioni Le son sembrate troppo lunghe? Speriamo di no. In pratica tutto si riduce a un gesto che dura una frazione di secondo e a un minimo di attenzione. Confidiamo di avere sempre la Sua simpatia e Le auguriamo buon divertimento con i dischi de Il Musichiere.
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  • ANITA TRAVERSI - Con tutto il cuore (bertini-marcucci-de angelis)

lunedì 5 aprile 2010

DUO FASANO - I GRANDI SUCCESSI (anni '50)

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Gruppo vocale formato dalle gemelle Secondina (della Dina) e Terzina (detta Delfina) Fasano. [...] Dopo un consulto familiare si presentano (1940) nella sede EIAR a Torino dove propongono una canzone di Rabagliati, Quando la radio. Il provino ha successo e continuano a studiare ed a esibirsi con il maestro Prato (che aveva incaricato Norma Bruni di mettere insieme una formazione vocale sullo stile del Trio Lescano).
Costrette a interrompere l'attività per lo scoppio della guerra, riprendono a cantare, sempre con Prato, nel 1946. È durante un'esibizione con una piccola formazione diretta dal maestro Allegriti, in occasione della manifestazione musicale "La bacchetta d'oro", che le ascolta il maestro Angelini, che decide di chiamarle nella sua orchestra a fianco di Nilla Pizzi e Luciano Benevene. Nell'orchestra vengono utilizzate principalmente come coro di accompagnamento degli interpreti maggiori, ma acquistano presto una rilevanza propria fino a partecipare nel 1951 all'inaugurazione del Festival di Sanremo. Di quella prima edizione del Festival sono le protagoniste insieme a Nilla Pizzi e Achille Togliani ai quali fanno il coro di accompagnamento. [...]
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estratto da "Il Dizionario della Canzone Italiana" a cura di Gino Castaldo - Armando Curcio Editore, 1990
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Lato a)
  1. Gelsomini di Alelì (hernandez-testoni) 1950
  2. Vecchio treno (alvaro) 1950
  3. Voglio essere felice (youmans-pinchi-calibi) 1951
  4. A Paris (lemarque) 1951
  5. Gli uomini del far west (ross-nisa) 1954
  6. ma che ma che (bécaud-aznavour-giacobetti) 1956
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Lato b)
  1. Hernando un caffè (adler-ross-rastelli) 1956
  2. Galopera (ocampo) 1956
  3. Raggio nella nebbia (pagano-salina) 1957
  4. Un soldino di felicità (taccani-bertini) 1958
  5. Hotta chocolatta (drake-mizzy) 1959
  6. La dolce vita (rota-verde) 1960
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cover (FONIT CETRA Pellicano - PL 617)
duo fasano - i grandi successi.rar

FONIT CETRA Pellicano - PL 617
I GRANDI SUCCESSI (1950-1960).rar
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lunedì 22 marzo 2010

(1963) rivista - TUTTAMUSICA (31 agosto)

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UNIAMOCI CON TUTTI I NOSTRI FANS
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[...] Sono stata di recente in Sardegna e parlando con i giovani appassionati di canzoni di quella bella isola ho scoperto che in sardo i gruppi giovanili di amici, quelli che nel nord-Italia si chiamano le "ghenghe", vengono chiamati con il termine antico che mi è parso assai bello: "la greffa".
Vorrei quindi proporre che i "copains" italiani si chiamassero "gli amici della greffa" e vorrei invitare i miei colleghi ad essere "greffisti" insieme con me. Non spero naturalmente che questa proposta venga subito accettata incondizionatamente, ma ho voluto fare il primo passo perchè so che ci sono tanti miei colleghi e amici, Adriano Celentano per primo, che credono alla necessità di creare anche in Italia un grande club di amici nel quale i giovani cantanti e i loro giovani ammiratori si sentano uniti come in un gruppo di spensierati compagnoni.
Il 7 settembre ad Ariccia Teddy Reno organizza la seconda Festa degli sconosciuti: io vi interverrò come ospite festeggiata e padrona di casa al tempo stesso. Perchè non riunire per la prima volta ad Ariccia la "greffa"? [...]
"Troviamoci tutti ad Ariccia il 7 settembre e parliamo insieme della nostra greffa".
Spero proprio tanto che mi ascolteranno: abbiamo un pubblico come noi giovanissimo e come noi desideroso di sincera e spensierata amicizia. Perchè non dimostrargli, noi per primi, che si può essere amici anche se si compete per conquistare le sue simpatie? [...]
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Rita Pavone
(TUTTAMUSICA - 24 agosto)

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L'importanza di essere soprattutto amici

Una lettera giunta in redazione qualche giorno fa, ci ha fatto ritornare indietro col pensiero di anni, al tempo in cui il nostro mondo della musica leggera era fatto a compartimenti stagni e chi osannava Claudio Villa o Nilla Pizzi o Carla Boni rifiutava anche soltanto di ammettere che potessero esistere altri cantanti bravi quanto il divo del cuore.
Ci scrive in questa lettera una signora di Asti di aver inutilmente cercato nel nostro giornale un qualche motivo di interesse. "Da quando i giornali non parlano più di Nilla Pizzi - ci scrive la signora - non val la pena di leggerli. I cantanti di adesso non cantano: sbraitano. Quando la radio trasmette musica leggera, la chiudo..."
Nilla Pizzi è stata - e rimarrà nella storia della musica leggera italiana - una grande, personalissima cantante. Una figura di eccezione non solo come artista, ma anche come donna. Non sono colpa sua i fenomeni esasperati di fanatismo come i "salottini di Nilla", la "cartonille" ed altre sciocchezze derivanti da quel "culto della personalità" che ha imperato nel nostro mondo della canzone dalla nascita del Festival di Sanremo fino a quando - sempre a Sanremo - Mimmo Modugno non ha fatto saltare per aria tutto col suo "Nel blu dipinto di blu". Ma anche Nilla Pizzi doveva adeguarsi al gioco medioevale imperante in quegli anni, per cui ogni cantante aveva le sue schiere di seguaci l'un contro l'altra armate, così che chi applaudiva Villa doveva aborrire Natalino Otto e chi farneticava per Consolini doveva essere pronto ad uccidere Teddy Reno. Erano i tempi in cui i "fans" scoprivano nella voce dei propri beniamini addirittura proprietà terapeutiche, e bastava una serenata di Tajoli o un ascolto intensivo della Pizzi a far guarire da artriti e risipole; i tempi in cui i preti benedivano in Chiesa i labari con trapunta in fili d'argento l'effigie di Claudio Villa, gli emigranti partivano per terre lontane solo se Rondinella dedicava loro una canzone e fanciulle timorate di Dio fuggivano di casa per vedere Achille Togliani.
Questo non accadeva l'altro secolo, ma qualche anno fa soltanto. I cantanti, da parte loro, finivano per stare al gioco, un pò per non dispiacere ai propri "fans", un pò perchè contagiati da quello spirito di faida. Nutrivano l'un per l'altro gelosie, rancori, invidie.
Oggi le cose sono cambiate. Radicalmente cambiate: nei cantanti e nei "tifosi" dei cantanti. Il merito del cambiamento va anzitutto al disco. I dischi servono ai giovani per ascoltarli e per ballare. Non si balla con i dischi di un solo cantante: è impossibile. Non si possono avere in una discoteca, per quanto piccola essa sia, dischi di un solo cantante: sarebbe assurdo.
Attraverso i dischi, i giovani di oggi - che costituiscono la stragrande maggioranza dell'esercito dei "fans" - hanno imparato ad amare, a "fare il tifo" per tutti i cantanti vicini al loro temperamento. Avranno delle preferenze per un cantante piuttosto che per un altro, questo è certo; ma se un cantante qualsiasi "azzecca" il disco, diventa automaticamente un loro beniamino.
I cantanti, a loro volta, soprattutto i cantanti giovani, hanno ben capito che una cosa è la competizione, un'altra la sciocca rivalità. C'è posto per tutti; c'è posto per il successo di tutti. Il mercato discografico italiano è in espansione: la saturazione è ancora molto molto lontana. I cantanti di oggi sono amici, al di sopra e al di là della rivalità sportiva che tra loro esiste - ed è giusto che esista - ; al di là della casa discografica cui appartengono.


Per questo noi abbiamo accettato di patrocinare la "greffa" (con questo colorito vocabolo sardo, Rita Pavone ha voluto battezzare la grande famiglia dei "copains" italiani). È un movimento che non ha capi e non ha gregari, non lancia messaggi e non si propone di raggiungere chissà quali mete. È un movimento di amici che vogliono essere amici e basta. Perchè hanno gli stessi interessi, gli stessi gusti, gli stessi entusiasmi sinceri.
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Giorgio Berti
(direttore responsabile)
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  • La borsa del disco (quotazioni della settimana 24-30 agosto)
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  • La parola d'ordine è Tutti nella "GREFFA" (con l'adesione di un gruppo di "minorenni d'assalto" sono state gettate le fondamenta del gigantesco "clan" che raccoglierà in un'unica famiglia di amici i "divi" della giovane guardia ed i loro ammiratori - L'augurio di Françoise Hardy a nome di due milioni di "copains" francesi) [Lucio Lami]
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  • Catherine Spaak vuol diventare cantautrice (La Spaak è la prima attrice del cinema che si è affermata clamorosamente nel mondo del disco - La sua maggiore ambizione è incidere le canzoni che compone su testi del marito) [Cesare Montelli]
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  • Il SANREMO che il pubblico sogna (una gara tra i nostri "divi" della giovane guardia e i cantanti stranieri più popolari in Italia - Un Festival così sarà possibile solo se le case discografiche potranno scegliere canzoni adatte ai propri cantanti) [Gino Tomaselli]
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  • La Parola ai Critici (I giornalisti che recensiscono le novità discografiche sui più importanti quotidiani e periodici si alternano in questa rubrica per commentare le ultime incisioni di musica leggera, classica e jazz)
    Roberto Buttafava - settimanale "Annabella"
    Luigi Rossi - quotidiano "La Notte"
    Vittorio Franchini - quotidiano "Il Corriere d'Informazione"
    Gerardo Rusconi - settimanale "Gente"
    Gian Mario Maletto - settimanale "Settimo Giorno"
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  • Avete Acquistato Questi Dischi? (selezione dei migliori 45 giri editi nelle ultime settimane)
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  • I Dischi della Settimana
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venerdì 19 febbraio 2010

(1959) rivista - IL MUSICHIERE (8 gennaio)

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Le statistiche hanno confermato, recentemente, che ognin sabato sera circa undici milioni di italiani si siedono davanti a un apparecchio televisivo per assistere alla trasmissione de "Il Musichiere". Undici milioni di persone condividono le ansie di chi scatta dalla poltrona, appena intonate le prime note di una canzone, per volare verso la campana, suonarla e dire rapidamente, con il cuore in gola, il titolo del motivo. Abbiamo voluto immaginare, una volta tanto, che su quelle poltrone siano seduti Mario Riva, che dirige il gioco, e il Musichiere che ogni concorrente riceve in premio. Questa volta tocca a loro scattare, correre, suonare la campana. Non devono, però, dire in fretta il titolo di una canzone. La loro corsa verso il successo vuol essere un simbolico augurio per tutti. La nostra speranza è che il "Il Musichiere" incontri la simpatia dei lettori così come ha ottenuto quella dei telespettatori.
.Alfredo Panicucci (direttore).


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Cari lettori,
avete forse sentito dire qualche volta che gli attori comici, nella vita di tutti i giorni, sono cupi e tristi. Non è il mio caso. Per me la vita è tutta un musichiere. Il lunedi mattina, con il lattaio io chiacchiero come se fosse l'ospite d'onore del sabato sera, quello che presento con un "nientepopodimeno". Sono un chiacchierone inguaribile. Parlo volentieri con i vecchi, i bambini, i sergenti, le contesse. Mi piace informarmi, sapere, conoscere i problemi degli altri, con tutti i particolari: se hanno il canarino, se soffrono il mal di mare, se usano il sale grosso o quello fino, se hanno paura d'andare dal dentista.
Io, per esempio, sono un tipo con il quale ci si può sfogare. Perchè? Perchè credo che tutto dipenda, come dicevo, dal mio amore per le chiacchiere; perchè sto volentieri ad ascoltare gli altri. Non rido e mi commuovo per educazione. Anzi; se qualcuno mi è antipatico e noioso lo dico subito chiaro e tondo. Se qualcuno mi è simpatico divento subito un amico. Tenete presente questa parola, amico. È una delle più belle che si possano trovare in un vocabolario. È come amico che mi dovete considerare. Non sono un saggio, un santo, un consolatore ad ogni costo; non sono un uomo che ha il potere di ottenere tutto ciò che gli si chiede. Non crediate, dunque, che abbia il sovrumano potere di smuovere i ministri, di convincere i produttori cinematografici, di esaudire ogni desiderio.
Questo discorso, badate bene, l'ho già fatto altre volte. Purtroppo, come spesso capita, non sono stato creduto. Così mi succede spesso che, dopo aver pagato le contravvenzioni per aver parcheggiato l'auto in "sosta vietata", qualche amico o conoscente mi telefona e mi dice: "Senti un pò, Mario: tu che sei tanto amico del comandante dei vigili urbani, puoi farmi annullare una contravvenzione?". Non sono amico del comandante dei vigili urbani, ma chi mi telefona non ci crede. Pensa che per il solo fatto di chiamarmi Mario Riva io sia onnipotente.
Vi prego, amici spettatori e lettori; credetemi almeno voi. Non pensate, però che io vi dica tutto questo per scoraggiarvi. È il contrario. Siamo o non siamo amici? Rivolgetevi dunque a me per qualsiasi cosa. Se mi chiederete cose impossibili ve lo dirò con sincerità. Però a mia volta vi chiedo di essere sinceri. Prima di prendere la penna e di scrivermi frasi come "i miei superiori non mi apprezzano" o "la mia famiglia non mi comprende" o ancora "sono bravissima a recitare", fate un bell'esame di coscienza. Scrivete, cioè, ricordando che sono buono, ma anche severo; cordialissimo, ma anche sfottente. Scrivetemi come se fossimo qui seduti insieme a parlare.
Non a caso, infatti, ho intitolato questa rubrica Scrivetemi come parlate. Vuol dire che dovete scrivermi senza soggezione, senza curarvi del tipo di carta, della scrittura, degli errori. Non rido mai quando leggo le parole di una mamma il cui bambino è malato, anche se scrive cuore con la q: quore. Rido, caso mai, quando quore lo scrive una persona che si definisce "romanziere incompreso".
Scrivetemi come parlate significa, soprattutto, che non dovete avere alcun timore di raccontarmi i fatti vostri, i problemi, i guai, le gioie, le preoccupazioni. Se non avete con chi sfogarvi fatelo con me. Ho detto prima che sono un chiacchierone. Ma sono anche, in fin dei conti, uno che ama il sorriso. Scrivetemi, scrivetemi, scrivetemi. Proveremo a sorridere insieme, a sorridere alla vita.
Vostro
.Mario Riva
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  • Il dramma segreto della giuria (commissione selezionatrice per il IX festival della canzone italiana) [Arrigo Polillo]
  • Il Musichiere sera (tutto quello che non avete visto e ascoltato della trasmissione di sabato 3 gennaio 1959)
  • La regina del jazz contro Nilla Pizzi (wilma de angelis) [Ernesto Baldo]
  • Mike Bongiorno visto da....
  • La canzonissima che non scorderanno mai
  • Pettegoliere
  • Telegrammi
  • Il Festival del Musichiere (è creato per voi, dedicato a voi, fatto da voi)
  • È cominciata la battaglia delle note (classifiche) [Pino Candini]
  • Canzonissime (cantate con noi - Gorni Kramer vi insegna a suonare)

martedì 5 gennaio 2010

CARLA BONI e GINO LATILLA - VIII FESTIVAL DELLA CANZONE (1958)

b.
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CARLA BONI - Nel 1948 vince un concorso, che le apre le porte della Rai e delle sale di registrazione discografica. Ottiene i primi successi discografici con Pippo Barzizza, con cui canterà e registrerà in tutto il periodo torinese. Nel 1952, a seguito di un ennesimo provino, entra nella scuderia del maestro Cinico Angelini, per affermarsi definitivamente non solo grazie alla voce, ma anche alla buona cultura che le consente di cantare in diverse lingue. L'esplosione di popolarità che la trasformerà nella primadonna della canzone italiana (accanto alla collega-rivale Nilla Pizzi), avviene nel 1953 ed è la conseguenza della vittoria del Festival di Sanremo, in coppia con Flo Sandon's, [...]. In quell'occasione la "regina della canzone" Nilla Pizzi viene battuta sul filo di lana. Ma Carla Boni fa di più. Tra lei e Gino Latilla (che i cronisti volevano fidanzato di Nilla Pizzi), nasce infatti in quei giorni una storia d'amore destinata a concludersi con matrimonio nel 1958. Non ci vuole altro per fare della cantante ferrarese la protagonista della cronaca rosa dei rotocalchi dell'epoca.
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estratto da "Il Dizionario della Canzone Italiana" a cura di Gino Castaldo - Armando Curcio Editore, 1990
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Lato a)
  1. CARLA BONI - Arsura (schisa-cherubini-d'acquisto)
  2. GINO LATILLA - Tu sei del mio paese (rossi-biri-testa-de giusti)
  3. CARLA BONI e GINO LATILLA - Timida serenata (redi-nisa)
  4. GINO LATILLA - Se tornassi tu (barberis-radaelli)
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Lato b)
  1. CARLA BONI - Io sono te (rossi-biri-testa-de giusti)
  2. GINO LATILLA - Nel blu, dipinto di blu (modugno-migliacci-modugno)
  3. CARLA BONI e GINO LATILLA - Non potrai dimenticare (malgoni-pallesi)
  4. GINO LATILLA - Fantastica (bentivoglio-costanzo)
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domenica 20 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 29

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Gli anni Quaranta sono passati agli archivi, i vecchi eroi sono stanchi, la canzone italiana sta entrando in una fase involutiva che la condurrà fatalmente in un vicolo cieco, e lo si vede. Le canzoni che arrivano da oltre oceano con crescente rapidità, cominciano a farsi strada nei gusti del pubblico grosso, mentre la genuina ispirazione popolare degli anni passati scade nel popolare e nel pittoresco, premessa al moltiplicarsi del dialettale e al rifiorire, sotto forme ormai contaminate dal ritmo, della canzone napoletana.

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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1950

  1. Carla Boni (orch. Latini) - Il mago Bakù (kramer-giacobetti)
  2. Claudio Villa - Come è bello fa' l'amore quanno è sera (simi-martelli-neri)
  3. Natalino Otto & Quartetto John Bolero - Mon amour ( galdieri-abel)
  4. Luciano Benevene (orch. Latini) - Estasi d'amore (young-nisa)
  5. Nilla Pizzi & Duo Fasano (Angelini e 8 strumenti) - Mademoiselle de Paris (durand-pinchi)
  6. Aldo Donà, Elena Beltrami & Radio Boys (orch. Barzizza) - Botta e risposta (barzizza-garinei-giovannini)
Lato b) 1950
  1. Brenda Gioi & Narciso Parigi (orch. Ferrari) - Lo zampognaro del Molise (di lazaro-morbelli)
  2. Luciano Benevene (orch. Latini) - Settembre (september song) (weill-ardo)
  3. Quartetto Cetra (orch. Savona) - Johnny ed Alice (storia di due cappelli) (wrubel-larici)
  4. Natalino Otto (orch. Kramer) - Ricordati ragazzo (nature boy) (devilli-ahnez)
  5. Tino Vailati (orch. Barzizza) - La calamita (ceragioli-testoni)
  6. Narciso Parigi (orch. Ferrari) - Chi lo sa perchè (mascheroni-pinchi)
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cover (cetra - LCR 3029- 1981)
http://www.mediafire.com/?44r11u5ddoxoet5

sabato 19 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 28

co77dalla collezione di Marcello di Bologna
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Nel dopoguerra erano stati di moda motivi sudamericani (da "Amapola” e “Maria Elena” a “Frenesi”) mediatori gli Stati Uniti per via della guerra condotta da una società autori, la BMI, contro l’altra, la potentissima ASCAP. Scarsi, invece, i prodotti importati di prima mano come accadeva all’epoca in cui furoreggiava il tango. Angelini, comunque, non aveva interrotto i contatti con l’America del Sud e un giorno il postino gli recapitò una busta che conteneva spartito e disco di “Malagueña”. Angelini, ascoltando il disco, si rese conto che i cantanti di cui disponeva non sarebbero riusciti ad imitare l’originale e pensò immediatamente ai Radio Boys che avevano appena perduto il loro maestro e amico, Carlo Prato.
Affiderà a loro la ragazza di Malaga in omaggio ad un uomo che ha tanto contato nella carriera dei cantanti torinesi e, nello stesso tempo, per incoraggiare i sei bravi giovanotti che dopo “Ciao Turin” erano rimasti un po’ in ombra.
Fu così che “Malagueña” ottenne cittadinanza italiana grazie agli acuti urletti di Aldo Prandi, commerciante al Balôn, agli assolo del disegnatore tecnico Ponalini e al riuscito impasto di voci di quei semiprofessionisti impegnati allo spasimo su un testo musicale di cui avevano immediatamente riconosciuta la particolare validità. L’accompagnamento è dovuto all’orchestra Savina: Barzizza aveva lasciato Torino e i Radio Boys erano passati con l’Orchestra d’archi della RAI che diede loro più spazio di quello che l’orchestra Cetra avrebbe concesso. E questa fu indubbiamente una delle fortunate coincidenze che permise al sestetto torinese di precorrere i Paraguayos e le altre formazioni sudamericane in Europa, inanellando il maggior successo della loro carriera.
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1949
  1. Flo Sandon's (orch. Bergamini) - Verde luna (gomez-pinchi) dal film "sangue e arena"
  2. Giorgio Consolini (orch. Rizza) - Cuore tzigano (bergamini)
  3. Radio Boys (orch Savina) - Malagueña (ramirez- del rio)
  4. Brenda Gioi (orch. Ferrari) - Credere nella vita (gurm-biri)
  5. Clara Jaione (orch. Fragna) - Alle terme di Caracalla (savar-pinchi)
  6. Brenda Gioi & Narciso Parigi (orch. Ferrari) - La famiglia numerosa (benedetto-mari)
Lato b) 1949-50
  1. Wanda Osiris (orch. Panzuti) - Sentimental (frustaci-garinei-giovannini) dalla rivista "grand hotel"
  2. Carla Boni (orch. Barzizza) - La creola che danza (louiguy)
  3. Ariodante Dalla (orch Pavesio) - Ritorneremo a Capri (gamgemi-alberti)
  4. Nilla Pizzi (orch. Angelini) - È troppo tardi (coli)
  5. Claudio Villa (orch. Andry) - Manuela (fusco-bonagura)
  6. Dea Garbaccio (orch. Barzizza) - Novembre (cergoli-gippi)
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cover (cetra - LCR 3028- 1981)
http://www.mediafire.com/?j879aksq2w7wjk4
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cetra - LCR 3028- 1981
http://www.mediafire.com/?s66wdw8fx88wiju

LE CANZONI DEI RICORDI vol 27

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TATI CASONI (interprete di "Ba-ba-dù")
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Milanese puro sangue, Antonietta, conosciuta dagli amici e dal pubblico come "Tati", aveva esordito nella carriera artistica come batterista di un'orchestra formata da sole donne. "Suonavo il jazz e cantavo forse più per divertimento che per necessità" dice Tati Casoni che abbiamo ritrovato a Cassarate, in quel del Canton Ticino. "Fin da bambina avevo studiato canto e pianoforte senza particolari ambizioni di carriera. Mi accontentavo di intrattenere i compagni di scuola e gli amici durante qualche festicciola, fino a quando non mi capitò di cantare al Grand'Italia dove un impresario mi ascoltò e mi convinse a entrare a far parte di un'orchestra femminile e, successivamente, di una formazione maschile. Suonavamo nei caffè-concerto e nelle sale da ballo e mi divertivo moltissimo".
In tempo di guerra, chiuse le sale da ballo, Tati Casoni si presentò a Radio Milano e, superati brillantemente gli esami della commissione d'ascolto, entrò a far parte della "scuderia" del maestro Zeme appena questi ritornò dal breve "esilio" di Montecatini. Così, fino a quando i genitori non la costrinsero a seguirli in Brianza dov'erano sfollati, Tati continuò a cantare alla radio. Non ritornò che nel 1946 per far coppia, con Alma Danieli, nell'orchestra che il violinista torinese Ernesto Nicelli, dopo essersi fatte le ossa con Petralia a Radio Torino, dirigeva nella capitale Ambrosiana. Eccelleva ormai nel genere melodico-romantico e furono appunto le sue interpretazioni alla radio che valsero a Tati l'offerta di una tournée in Sudamerica che accettò volentieri perchè il marito, per ragioni di lavoro, doveva viaggiare anche lui nell'America Latina. La Casoni aveva infatti sposato Carlo Torreano, che aveva acquistato una delle più quotate società editrici, la "Fratelli Bocca" di Torino, e che voleva espandere il proprio mercato all'estero.
Ma gli impegni della cantante e quelli del marito non sempre coincidevano, e così Tati Casoni nel 1952 smise di cantare anche all'estero. Seguì il marito ovunque, viaggiando in tutto il mondo e fu appunto in questo periodo che di lei fu perduta ogni traccia.
I coniugi Torreano si stabilirono a Lugano e Tati Casoni riprese a cantare, solo saltuariamente, a Radio Monteceneri nel 1963, dopo essere rimasta vedova.
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1949
  1. Nilla Pizzi & Luciano Benevene (orch. della canzone) - Bongo bongo (civilitation) (sigman-devilli)
  2. Ariodante Dalla (orch. Barzizza) - Telefonate alla questura (falcocchio-bonagura)
  3. Tati Casoni (orch.Barzizza) - Ba-ba-dù (kramer-giacobetti)
  4. Luciano Benevene (orch. della canzone) - Luguna addormentata (coates-devilli)
  5. Isa Barzizza (orch. Barzizza) - Oggi è nato l'amore (barzizza-marchesi-age)
  6. Quartetto Cetra (orch. Barzizza) - Oggi ho visto un leon (maja- giacobetti)
Lato b) 1949
  1. Clara Jaione (orch. Fragna) - I cadetti di Guascogna (fragna-larici)
  2. Claudio Villa - L'ultima serenata (falcocchio-della gatta)
  3. Carla Boni (orch. Barzizza) - Notti di New York (gershwin)
  4. Giorgio Consolini (orch. Rizza) - Madonna Ornella (palumbo-minoretti)
  5. Achille Togliani (orch. Fonit-Cetra) - La signora di 30 anni fa (natoli-leoni)
  6. Furio Caccia & Nilla Pizzi (orch. Angelini) - La raspa (gamse-grant-nisa- ardo)
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cover (cetra - LCR 3027- 1981)
http://www.mediafire.com/?6w9bx9ksoq6bpvo
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cetra - LCR 3027- 1981
http://www.mediafire.com/?z9gyuuzchncgc77
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venerdì 18 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 26

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Lato a) 1949
  1. Nilla Pizzi & Luciano Benevene (orch. Angelini) - Avanti e indrè (ravasini-larici)
  2. Claudio Villa (orch. Andry) - Qui sotto il cielo di Capri (fragna-bonagura)
  3. Lidia Martorana (orch. Ortuso) - Che mele (kramer-giacobetti)
  4. Luciano Tajoli (orch. Piubeni) - E vanno... (goldini-natili)
  5. Duo Fasano (orch. Angelini) - Aspetto il diretto (sciorilli-testoni)
  6. Nilla Pizzi (orch. della canzone) - Perchè non sognar (redi-galdieri)
Lato b) 1949
  1. Sergio Ponalini e Radio Boys (orch. Barzizza) - Ciao Turin (prato-lampo)
  2. Elena Beltrami (orch. Barzizza) - Autunno (mascheroni-giannantonio)
  3. Aldo Donà (Orch. Barzizza) - La ragazza del ritmo (de serra-minoretti)
  4. Luciano Tajoli (orch. Ceragioli) - Lo stornello del marinaio (bixio-bonagura)
  5. Claudio Villa (orch. Andry) - Borgo antico (bonagura-bonavolontà)
  6. Elena Beltrami, Aldo Donà e Radio Boys (orch. Migliardi) - Tarantella dell'amore (marletta-sordi)
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cover (cetra - LCR 3026- 1980)
http://www.mediafire.com/?99di312j0389djd
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cetra - LCR 3026- 1980
http://www.mediafire.com/?ldjl76y94836dlk
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giovedì 17 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 25

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Lato a) 1948
  1. Claudio Villa (orch. Segurini) - Vecchia Roma (ruccione-martelli)
  2. Nilla Pizzi e coretto (orch della canzone) - Cocoricò (carosone-notorius)
  3. Lidia Martorana (orch Barzizza) - Lover man (davis-testoni)
  4. Claudio Villa (orch. Segurini) - Strada delle mimose (oldrati-rossi-martelli)
  5. Nilla Pizzi (orch. della canzone) - Oh papà (gaze-leonardi)
  6. Nilla Pizzi (orch. della canzone) - Vivere baciandoti (gallazzi)
Lato b) 1948
  1. Nilla Pizzi & Luciano Benevene (orch. della canzone) - Che si fa? (con le fanciulle) (calzia-nisa)
  2. Nilla Pizzi (orch. della canzone) - Dopo di te (abel-martelli)
  3. Claudio Villa (orch. Andry) - Mandolinatella (bonagura-ruccione)
  4. Nilla Pizzi & Duo Fasano (orch. della canzone) - Mañana por la mañana (garcia-bruneri-leonardi)
  5. Claudio Villa (orch. Andry) - Tre fontane (ruccione-stazzonelli)
  6. Nilla Pizzi & Duo Fasano (orch. della canzone) - O mama mama (conald-dampa)
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cover (cetra - LCR 3025- 1980)
http://www.mediafire.com/?rvx1b2jbjbb2rwj

cetra - LCR 3025- 1980
http://www.mediafire.com/?uljnn2bn5fwt6jr
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domenica 13 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 22

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Il lavoro di produzione - nella musica leggera - era ben diverso da quello che conosciamo oggi: al centro del processo era la figura dell'editore, a cui gli autori facevano capo e da cui dipendeva il lancio di un brano sul mercato; se il pezzo sembrava riscuotere il favore del pubblico - attraverso le trasmissioni radiofoniche, quasi tutte diffuse in diretta - le case ne curavano la registrazione per mezzo di uno o più artisti della propria "scuderia" e il successo del brano era proporzionale al numero delle incisioni che esso raccoglieva. Le classifiche di vendita, in questo contesto, non avevano ragione di esistere, mentre le "quotazioni" si riferivano alla popolarità delle canzoni, che solo l'importo complessivo dei diritti d'autore maturati poteva definire con precisione.
[...] la parte del leone - nella diffusione del disco - era tenuta dai programmi radio, nel corso dei quali i cantanti più popolari (Carboni, Bonino, Pizzi, Natalino Otto e Flo Sandon's, ecc) presentavano motivi vecchi e nuovi; [...] e ogni orchestra lavorava in maniera non dissimile dal quella delle compagnie teatrali. Il mondo della canzone era circondato da un'aura di mitologia (senza però l'artificiosità tipica dello 'star system'), malgrado l'assenza di una stampa popolare specializzata: solo nel 1952 sarebbe nato il primo giornale dedicato ai "divi" della canzonetta, 'Sorrisi e Canzoni'.
Fino al 1948 il settore fonografico riflette questa atmosfera di serena 'routine', immersa nel clima di fiducia, che costituiva una delle componenti tipiche degli anni post-bellici. Nei primi mesi del '48, si notano tuttavia segni di fermento, che preludono a una rivoluzione degli schemi tradizionali: nascono infatti due case destinate a recare un contributo determinante nella trasformazione dell'industria in senso moderno. Si tratta della Compagnia Generale del Disco, la prima casa fondata da un artista di musica leggera (Teddy Reno) e di conseguenza tendente a sottrarsi alle leggi dettate dall' 'establishment' industriale di allora; e della Celson, creata da due fratelli svizzeri, Walter ed Enrico Guertler, la prima etichetta italiana specializzata nella produzione di jazz, sia d'importazione sia locale (Pippo Starnazza, Pier Emilio Bassi) [...]
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Mario De Luigi
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estratto da "L'industria discografica in Italia" [Lato Side Editori srl-1982]
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Lato a) 1948
  1. Tina De Mola (orch. Sciorilli) - Veleno (polacci)
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Mam'selle (goulding-devilli)
  3. Natalino Otto (orch. Kramer) - La classe degli asini (ravasini-rastelli-larici)
  4. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - Dammi una rosa rossa (d'anzi-galdieri)
  5. Ariodante Dalla (orch. Mojetta) - Perchè lasciasti Napoli (alfieri-morini)
  6. Natalino Otto (orch. Sciorilli) - Son belle (d'anzi-garinei-giovannini)
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Lato b) 1948
  1. Nilla Pizzi, Clara Jaione & Alfredo Clerici - Maria de Bahia (misraki-deani)
  2. Ariodante Dalla (orch. Barzizza) - Amore sotto la luna (innocenzi-rivi)
  3. Grazia Gresi (orch. Barzizza) - Io ti ho scritto tante volte (ceragioli-testoni)
  4. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - Grigio è il cielo (barzizza-nisa)
  5. Natalino Otto (orch. Zuccheri) - Il valzer del bicchierino (savar-larici)
  6. Ariodante Dalla (orch. Barzizza) - A Rio de Janeiro (lopez-luki)
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cover (cetra - LCR 3022 - 1980)
http://www.mediafire.com/?7pckap6eeg04onb
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cetra - LCR 3022 - 1980
http://www.mediafire.com/?q8qi01z2t83b8cq
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sabato 14 novembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 12

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RITORNO AL NORD


Se il 1943 fu un anno denso di avvenimenti, fra il '44 e il '45 la tragedia che sconvolse l'Italia non poteva non avere conseguenze anche sul mondo della canzone. Nel Paese, spaccato in due dalla linea di combattimento, la radio divenne un prezioso strumento per la guerra psicologica, lasciando poco spazio per orchestre e cantanti.
Un periodo di cui ci restano pochi documenti.
Il "Radiocorriere", il solo giornale che fino ad allora pubblicasse i programmi della radio, scomparve dalle edicole dopo l' 8 settembre. La rete radiofonica fu sconvolta e le stazioni cominciarono a trasmettere indipendentemente l'una dall'altra. Al Sud, a partire da Bari, i microfoni furono a disposizione del governo provvisorio italiano e degli americani: le note dell'orchestra di Glenn Miller e i ritmi del "boogie woogie" cominciarono a percorrere le onde. Più a nord, la lenta avanzata delle truppe alleate permise ai tedeschi di recuperare le attrezzature e il personale necessari per alimentare le trasmissioni dai grandi centri urbani.
Fu così che, dopo l' 8 settembre 1943, a Montecatini giunse l'ordine di fare le valigie: Angelini doveva rientrare a Torino, dove intanto erano stati rimessi in funzione gli studi del centro di produzione bombardato un anno prima, mentre Zeme doveva raggiungere Milano....
L'avventura più drammatica capitò a Barzizza. Un mattino i tedeschi ordinarono che tutti i componenti l'orchestra, i cantanti e le loro famiglie si radunassero davanti alla sede dell' EIAR con strumenti e masserizie. L'ordine era di lasciare immediatamente Firenze. Poichè non c'erano altri mezzi di trasporto, i soldati caricarono i materiali su un camion e poi requisirono un autobus. Ma l'autista riuscì a scomparire nel nulla.
Toccò al fratello di Ernesto Bonino mettersi al volante, e così la compagnia si avviò verso il nord......

B.G. Lingua
dalla "cover" del disco




Lato a) 1944-45
  1.  Dea Garbaccio & Nilla Pizzi (orch. Angelini) - Verrà (rastelli-panzeri)
  2. Quartetto Cetra (orch. Zeme) - Candy (kramer-whitney-david)
  3. Nella Colombo (orch. Mojetta) -Perduto amore (sola me ne vo') (sciorilli-testoni)
  4. Quartetto Cetra (orch. Zeme) - Crapa pelata (kramer-giacobetti)
  5. Bruno Pallesi (orch. Zeme) - Pino solitario (panzuti-danpa)
  6. Natalino Otto (compl. Kramer) - Ho comprato un piano elettrico (abel-galdieri)

Lato b) 1944-45
  1. Glenn Miller - In the mood (boogie woogie) (garland)
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Melodies des jour perdus (alstone-deani)
  3. Quartetto Cetra (orch. Zeme) - Peppone il cacciatore (kramer-giacobetti)
  4. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Un bacio (mojetta-tettoni)
  5. Aldo Donà (orch. Zeme) - Io solo andrò (styne-ardo)
  6. Natalino Otto (orch. Kramer) - Per chi canto (calzia-cram)



cover (cetra - LCR 3012 - 1979)
http://www.mediafire.com/?rq67vsnp1d4mgcq

cetra - LCR 3012 - 1979
http://www.mediafire.com/?33fwxyacmknt0in

lunedì 21 settembre 2009

JUKE BOX ITALIANO (1959)


Lato a)
  1. Teddy Reno_Boccuccia di rosa (testa-cichellero)
  2. Elio Mauro_Io (migliacci-modugno)
  3. Miranda Martino_Meravigliose labbra (sabel-i)
  4. Paolo Bacilieri_Sinceramente (bacilieri-de vera-canfora)
  5. Eio Mauro_La canzone del faro (sabel-usuelli)
  6. Lucia Bersanti_Da te era bello restar (mackeben-martelli-sordi)
  7. Nilla Pizzi_With all my heart (bertini-marcucci-de angelis)
Lato b)
  1. Nilla Pizzi_Al chiar di lunaporto fortuna (rossi-testa)
  2. Elio Mauro_Come prima (taccani-di paola)
  3. Elio Mauro-La pioggia cadrà (le jour ou la pluie viendra) (panzeri becaud)
  4. Miranda Martino-Tuppe tuppe mariscia' (gigante-aracri-gigante)
  5. Paolo Bacilieri_Brivido blu (spotti)
  6. Lucia Bersanti_Diceva: "Yes!" (left right out of your heart) (nisa-calibi-garson)
  7. Teddy Reno_Tre volte baciami (casadei-beretta)
cover (rca Italiana - LPM 10033)
http://www.mediafire.com/?rddr31spe5ta3g3

rca Italiana - LPM 10033
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venerdì 28 agosto 2009

ANGELINI e la sua ORCHESTRA - CANZONI VENEZIANE (1953)






E' stato probabilmente il direttore d'orchestra più popolare dell'intera storia della musica leggera italiana: negli anni Quaranta attraverso la radio e, negli anni Cinquanta, anche attraverso la Tv, che dal 1955 riprenderà in diretta il Festival di Sanremo. Il suo stile, fatto di brio e di buon gusto, contribuì in maniera determinante a svecchiare la musica leggera italiana. Diede all'orchestrazione delle canzoni un tocco di raffinatezza e di fantasia e una varietà di soluzioni, tali da spazzare via dal componimento-canzone ogni residuo di grossolanità bandistica e di approssimazione operettistica. Fornì a cavallo tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta, un risultato professionale così alto e convincente, da diventare il riferimento obbligato per ogni giovane direttore d'orchestra.

Nel dopoguerra il suo stile, costituisce già un codice di classicità che identifica la canzone italiana come tale. Il paese uscito a pezzi dal fascismo e dalla guerra ha bisogno di questo stile elegante e consolatorio. Angelini si porrà diligentemente al servizio di questa esigenza popolare, anche se finirà per ripetersi all'infinito e per perdere il senso dei mutamenti che stanno avvenendo.


estratto da "Il Dizionario della Canzone Italiana" a cura di Gino Castaldo - Armando Curcio Editore, 1990








Lato a)
  1. Carla Boni e Gino Latilla - Marietta..... (monta in gondola) (concina-belloni)
  2. Nilla Pizzi - Voga e va.... (concina-cherubini)
  3. Gino Latilla - Gondola nera (giuliani-pirozzi-rotondella)
  4. Carla Boni - Riverito sior Goldoni (chiri-seracini-minoretti)
Lato b)
  1. Dea Garbaccio e G. Turchetti - La biondina in gondoletta (ruccione-cram)
  2. Aldo Donà - Te vojo ben [l'eterno ritornello] (bidoli)*
  3. Gino Latilla - Vecio gondolier (pittoni-bruno)*
  4. Aldo Donà e Elena Beltrami - Sul ponte del Rialto (fermi-bianchini)*
* orch. CETRA diretta da Beppe Mojetta




cover (cetra L.P.A. 17)
http://www.mediafire.com/?xp6opnmb9f3zsrc


cetra L.P.A. 17
http://www.mediafire.com/?0sjmuicf9ddonvt