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martedì 25 gennaio 2011

AURELIO FIERRO - PEPPINO 'O SURICILLO/MAURIZIO (1963)




Aurelio Fierro incide dal gennaio 1963 per una nuova etichetta, la "King Universal", prodotta dal cantante stesso e distribuita in esclusiva dalla Ri-Fi Record Co.
Fierro inizia la sua nuova attività di produttore-cantante, con un motivo che in America sta ottenendo un clamoroso successo: "Pepino the italian mouse", attualmente nei primissimi posti delle classifiche USA.
Nella versione italiana si intitolerà: "Peppino 'o suricillo", è un allegro e scanzonato motivo napoletano modernizzato, da una ritmica più incalzante e sostenuta, e da un'originalissima interpretazione di Aurelio Fierro.
Nel Primo disco "King Universal" Aurelio Fierro interpreta anche una canzone italiana moderna e brillante: "Maurizio", una novità del M° Piero Soffici.

ultimissime Ri-Fi Record
(dicembre 1962)





lato a)
  • Peppino 'o suricillo (pepino, the italian mouse) (chiosso-allen-merrell)
    Bruno Martelli e il suo complesso


lato b)
  • Maurizio (pinchi-soffici)
    Piero Soffici e il suo complesso




cover (King - AFK NP 56000)
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King - AFK NP 56000
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mercoledì 3 novembre 2010

AURELIO FIERRO - 10 ANNI DI SUCCESSO (1963)




Lato a)
  1. Scapricciatiello (vento-albano)
  2. Guaglione (nisa-fanciulli)
  3. Lazzarella (pazzaglia-modugno)
  4. 'a sonnambula (pisano-alfieri)
  5. Nanassa (martucci-mazzocco)
  6. Vurria (pugliese-rendine)

Lato b)
  1. Tu si 'a malincunia (fierro)
  2. Tutt'a famiglia (pisano-alfieri)
  3. Scugnezziello (fierro-boselli-alfieri)
  4. Peppino 'o suricillo (chiosso-merrell)
  5. Quanto me piace (pisano-alfieri)
  6. Maria ye' ye' (de crescenzo-ricciardi)

cover (King - LFK 0062002)
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King - LFK 0062002
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venerdì 4 giugno 2010

AURELIO FIERRO - CANZONI NAPOLETANE CELEBRI (1961)

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Il grande palcoscenico naturale che offre Napoli oggi è tutto di Aurelio Fierro. Ritornano dalla sua voce e dalla sua interpretazione finissima di cantante di attore e di mimo le più celebri canzoni napoletane. Le canzoni vecchie di questa fatata Napoli che non invecchia mai, nate dalla fantasia del pescatore, del marinaio,del venditore ambulante, dell'innamorato partenopeo differente da tutti gli innamorati del mondo ritornano a noi portateci dalla viva e calda voce di un figlio di Napoli: Aurelio Fierro.
[.....]
Canzoni tristi, malinconiche, velate di nostalgia; lamenti umani e umane genti innamorate fino allo spasimo della loro terra, del loro mare, delle loro vecchie mura, del loro stesso amore. Canzoni napoletane: insieme di gaiezza e di dolore, impasto di romanticismo e di spavalderia, melodie che portano parole un pò guappe e un pò umili che scendono piano piano nel cuore e lo avviluppano intenerendolo. [...]
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Aldo Locatelli

dal back cover del disco

Lato a)
  1. 'o sole mio (capurro-di capua)
  2. Napule ca se ne va (murolo-tagliaferri)
  3. 'o marenariello (ottaviano-gambardella)
  4. Addio a Napoli (di giacomo-tosti)
  5. Silenzio cantatore (bovio-lama)
  6. Nun me sceta' (murolo-tagliaferri)
.Lato b)
  1. Core 'ngrato (cardillo-cordiferro)
  2. Mari Mari' (russo-di capua)
  3. 'o surdato 'nnammurato (califano-cannio)
  4. Guapparia (bovio-falvo)
  5. Piscatore 'e Pusilleco (tagliaferri-murolo)
  6. 'a canzone 'e Napule (bovio-de curtis)
  7. Santa Lucia luntana (e.a. mario)
cover (durium - msA 77025)
cover-aurelio fierro - canzoni napoletane celebri.rar
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durium - msA 77025
[1961] - CANZONI NAPOLETANE CELEBRI.rar
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domenica 11 aprile 2010

(1959) rivista - IL MUSICHIERE (29 gennaio) n. 4

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Perchè, questa settimana, l'onore della copertina è toccato a Nilla Pizzi? Potrei rispondere a questo "perchè" con molti altri "perchè".
Nilla Pizzi ha i suoi ammiratori e i suoi detrattori; ci sono, per esempio, tre studentesse di Bordighera che si rifiutano di ascoltarla, ma il presidente del "Nilla Club" di Bergamo mi ha scritto con il pianto nella penna per supplicarmi di ricordarmi della signora Pizzi. A chi devo dunque dar retta? Nilla Pizzi è stata definita la "signora della canzone", "la "regina", ha portato al successo di Canzonissima l'Edera, affronta Sanremo insidiata da cantanti più giovani e più alla moda. Quello della signora Pizzi è un gesto coraggioso che merita simpatia. Ma non vorrei che i lettori mi credessero un sostenitore accanito di questa cantante, a svantaggio di altre. Sono amico di tutti e nemico di nessuno. Voglio bene indistintamente alla PIzzi e alla De Palma, alla Curtis e alla Torrielli, a Villa e a Dorelli e così di seguito. Chi canta è un mio amico. Cantate anche voi? Allora siamo amici.
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Alfredo Panicucci (direttore)


  • Cerchiamo una canzone (il festival di sanremo al disopra delle polemiche) [Ernesto Baldo]
  • L'ultimo "amore" di Achille Togliani [Livio Fucini]
  • Storia segreta delle canzoni di Sanremo [inchiesta a cura di: Pino Carini, Franco Moccagatta, Luigi Rossi]
  • Ho avuto Fierro (Aurelio) a tavola [Luisa Bertolina].
  • Il Musichiere sera (tutto quello che non avete visto e ascoltato della trasmissione di sabato 24 gennaio 1959)
  • La battaglia delle note (classifiche)
  • La Scala (Delia) alla Scala [Vincenzo Colonna].
  • Pettegoliere (ospite d'onore: Iolanda Gigliotti (Dalida)
  • Invito alla Beguine (Carlo Carenni, che con Anna Mariani ha realizzato la rubrica televisiva "invito alla danza", vi insegna a ballare il primo disco del "Musichiere")
  • Tonina Torrielli vista da...
  • Canzonissime (cantate con noi - Gorni Kramer vi insegna a suonare)
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Caro lettore,
in questo numero de Il Musichiere, Lei lo avrà certamente notato, è stata inserita una busta. È la busta che contiene il nostro primo disco. Prima di augurarLe buon ascolto e buon divertimento desideriamo rivolgerLe alcuni suggerimenti con la speranza che siano ascoltati.
Innanzi tutto è opportuno staccare la busta dal resto del giornale per poter liberare il disco. È consigliabile tagliare il lato sinistro della busta con le forbici? Secondo noi non è consigliabile: un piccolo spostamento potrebbe intaccare il disco e rovinarlo. Ciò che Le chiediamo di fare è più semplice: strappare il lato sinistro della busta, seguendo la linea tratteggiata (operazione che riesce meglio appoggiando un righello su questa linea).
Ecco che la busta è nelle Sue mani. Ha già visto il disco? Le piace? Ci creda: la qualità è ottima, l'incisione è perfetta, [...]
Ci permetta, ora, di assistere, come se Le fossimo vicini, alla prova di questo disco. Innanzi tutto Le consigliamo di spolverarlo. La plastica, come Lei sa, ha la proprietà di attirare la polvere, come una calamita. Quindi è bene spazzolare il disco con un fazzoletto o, meglio ancora, con una spazzolina di velluto, indispensabile in ogni discoteca. Non cada nell'errore di lavare il disco, anche se Le è capitato di sentir dire che la plastica è lavabile. Un disco non è una tovaglia.
Se fosse leggermente ondulato, lo spiani prima di usarlo, comprimendolo magari tra due libri.
Infilando il disco nel perno del giradischi attenzione a non deformare il foro centrale. Potrebbe capitare che questo foro fosse leggermente stretto. In questo caso basta allargarlo leggermente con il perno del giradischi. Una volta a posto, il disco non desidera di essere schiacciato. Perciò non lo prema con la mano per farlo aderire completamente dandogli la forma concava. È meglio che sia più alto al centro che ai bordi. Fatto? Avvii pure il giradischi e appoggi il braccio, o pick-up, sul primo solco.
Crediamo che sia inutile avvertirLa che il giradischi deve essere di quelli che suonano i dischi microsolco a 45 giri e che il pick-up deve avere la puntina speciale per questo tipo di disco. Non tenti di suonarlo su un grammofono a 78 giri e con puntine d'acciaio. Rovinerebbe il disco e non otterrebbe alcun suono.
Avviato il giradischi il suono esce dall'altoparlante perfettamente fedele. Ma potrebbe anche esserci un inconveninte: la puntina potrebbe saltare o ripetere la stessa nota. Le cause possono essere due: un granello di polvere nel solco (e per questo basta spolverare il disco) o il pick-up troppo leggero (e per questo basta appoggiare sulla testina una moneta da 50 o 100 lire).
Queste spiegazioni Le son sembrate troppo lunghe? Speriamo di no. In pratica tutto si riduce a un gesto che dura una frazione di secondo e a un minimo di attenzione. Confidiamo di avere sempre la Sua simpatia e Le auguriamo buon divertimento con i dischi de Il Musichiere.
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  • ANITA TRAVERSI - Con tutto il cuore (bertini-marcucci-de angelis)

venerdì 19 febbraio 2010

THE NAPLES SONG FESTIVAL 1959

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Lato a)
  1. Aurelio Fierro - Accussi' (pugliese-ruccione)
  2. Germana Caroli - Primmavera (pugliese-colosimo)
  3. Aurelio Fierro - Ammore celeste (fiore-vian)
  4. Gianni Marzocchi - Padrone d'o mare (manlio-d'esposito)
  5. Aurelio Fierro - Sarra' chi sa'...! (murolo)
  6. Germana Cairoli - 'o destino 'e ll'ate (de mura-gigante)
  7. Aurelio Fierro - Cerasella (pirro-sciorilli-bonagura)
  8. Aurelio Fierro - Napule 'ncopp'a luna (fonatna-galdieri)
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Lato b)
  1. Aurelio Fierro - Solitudine (rendine-de crescenzio)
  2. Germana Cairoli - Napulione 'e Napule (cutolo-fanciulli)
  3. Aurelio Fierro - Primma e doppo (tregua-baselice)
  4. Gianni Marzocchi - A rosa rosa (miccio-d'anzi)
  5. Aurelio Fierro - Suttanella e cazunciello (nisa-donida)
  6. Germana Cairoli - Scurdammoce 'e cose d'o munno (cesareo-martelli)
  7. Aurelio Fierro - Sta miss 'nciucio (galdieri-de angelis)
  8. Aurelio Fierro - 'mbraccio a te (marotta-buonafede)
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cover (DURIUM - TLU 97023) uk
http://www.mediafire.com/?a483xb80r3n3lzs
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DURIUM - TLU 97023
http://www.mediafire.com/?rwyaznqliwcswr6
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martedì 5 gennaio 2010

(1958) pubblicità - EDIZIONI CURCI

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(1958) - "Volare" e il sogno possibile

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“Una volta tanto l’amore è visto con gli occhi surrealisti. Un fantasioso innamorato sogna di tuffarsi in un cielo che è blu come gli occhi della sua ragazza. È un blu mai visto tanto è blu e insieme con lei gli sembra di volare più in alto del sole, incontro alla felicità”
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“Mancavano pochi minuti all’una di notte, quando un vecchio signore alto e magro, con gli occhiali che scivolavano verso la punta del naso e uno smoking corretto ma stinto per le tante serate passate sotto le luci del Casinò, salì sul palcoscenico, chiamò il presentatore Gianni Agus e gli mise fra le mani un foglio di carta con dieci-quindici righe scritte a macchina. Era la sentenza del Festival della Canzone Italiana. Dietro quel vecchio signore, che al Casinò è conosciuto come il “Commendatore”, salivano affannati, tremanti, col cerone che andava sciogliendosi in grumi di poltiglia sporca, Gino Latilla, Claudio Villa, Aurelio Fierro, Johnny Dorelli, Giorgio Consolini, Natalino Otto. “Commendatore, per piacere”, domandavano, “Commendatore, chi ha vinto?”. Il Commendatore, muovendo soltanto le labbra, senza voce, articolò una parola: “Blu...”.”[…]
L’avvocato Cajafa […] aveva assunto, in quanto presidente della Società ATA, concessionario del Casinò, la direzione e l’organizzazione del Festival, non più di competenza della Rai, che si sarebbe limitata alle riprese audio e video.[…]
L’avvocato Cajafa aveva avuto un ruolo decisivo anche nella selezione dei brani: agli organizzatori erano pervenute 391 canzoni. Una prima cernita della Commissione selezionatrice, tra cui figuravano, ovviamente, il presidente dell’ATA – guarda caso l’avvocato Achille Cajafa -, musicisti come Piccinelli e Lavagnino e critici come Arrigo Polillo, ne aveva ridotto il numero a 135. Il pezzo di Modugno rischiava l’esclusione: ci furono accese discussioni tra i membri della commissione per un pezzo giudicato troppo “moderno e audace” per la musica e per il testo. Sarà proprio l’avvocato a imporre il brano che alla fine passerà con il 99% dei voti della giuria selezionatrice.
Ma non finisce qui: l’avvocato guida anche quelli che sono i protagonisti più veri e appariscenti del grande scontro canoro e musicale o almeno che lo saranno fino a quella ottava edizione, le orchestre. […] la prima gara è tra l’ “Orchestra della Canzone” del maestro Cinico Angelini con/contro il “Sestetto Azzurro” del maestro Alberto Semprini […]
Angelini, dal canto suo, rimane la guida per tutti i cantanti e con un infaticabile lavoro sarà colui che deciderà la maggior parte delle accoppiate tra canzoni e interpreti.[…]
L’ultimo capitolo che l’avvocato riesce a chiudere negli ultimissimi giorni prima del Festival è quello dei presentatori: se la bionda Fulvia Colombo viene designata come presentatrice anche dai settimanali che le dedicano delle copertine, incerto è fino all’ultimo il nome del presentatore. Si alternano comunicati e smentite che fanno roteare i nomi di Enzo Tortora, Mike Buongiorno e Nunzio Filogamo. Alla fine viene annunciato proprio Tortora, che darà però forfait negli ultimissimi giorni causa mancato accordo sulla retribuzione: a sostituirlo (sarà) Gianni Agus […]

(Nella seconda serata) sale sul palco colui che deciderà il futuro non immediato ma sicuramente “cinquantenario” del Festival.
Domenico Modugno indossa uno smoking azzurro-carta da zucchero, […] che in televisione appare come un grigio chiaro, quasi bianco. Sul palco, a presentarlo Fulvia Colombo: “Un fantasioso innamorato sogna di librarsi in un cielo blu e gli sembra di volare più in alto del sole. Nel blu dipinto di blu e beh… a cantarla non poteva che essere Domenico Modugno accompagnato dall’Orchestra Semprini”. Più che un’orchestra un vero e proprio sestetto: lo stesso Semprini al pianoforte, Mario Migliardi all’organo Hammond, Eve Mautino all’arpa, Valdo Beduschi al basso, Pupo De Luca alla batteria e Bruno De Filippi, in sostituzione di Gangi, alla chitarra. In platea sono presenti Franco Migliacci, autore del testo della canzone, e Franca Gandolfi, moglie di Mimmo: falsa leggenda quella che vuole che abbia sussurrato al marito, poco prima di salire sul palco, di essere in cinta. Franca era in attesa già da qualche mese e suo marito ne era ben cosciente: ciò che non poteva immaginare era quello che sarebbe accaduto da lì a 3 minuti e 58 secondi (tanto durò l’esecuzione).
[..] “Modugno compì un gesto al quale oggi guardiamo come ad un’impresa corsara. Al momento del ritornello, del – Volare oh, oh/ cantare oh, oh, oh, oh! -, anziché stringere le mani sul cuore nella vecchia mossa tribolata all’italiana, Modugno spalancò le braccia: o meglio, ancora, le sguainò verso l’alto come due spade”.
[…] “Erano più di vent’anni, dai tempi in cui Tito Schipa cantava vivere, sempre così giocondo, ridere delle follie del mondo, che non sentivamo una canzone italiana così fresca, così piena di gioia e di forza. Era penoso pensare che i nostri autori, se sapevano scrivere canzoni così vive allora, non sapessero più scriverle oggi e si fossero ridotti solo a miagolare funebri serenate.[…]”
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Maria Cristina Zoppa
estratto da "Nel Blu, Dipinto di Blu" [Donzelli Editore, 2008]
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