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domenica 9 gennaio 2011

JEAN LUK - SARAGHINA TWIST/ODIO QUELLE CHE SOGNANO (1963)




Al "Festival della Canzone Italiana", che ha avuto luogo a Varsavia nei giorni 7-8-9 e 10 marzo, presso il Teatro Kongressowa, tra i nostri cantanti ormai affermati, quali Carla Boni, Tullio Pane, Rino Salviati ecc., si è esibito il giovane Jean Luk.   Gli applausi tributatigli (tali da fargli concedere più di un bis) sono la più evidente prova del successo raggiunto da Jean, che ha portato all'entusiasmo come e forse più dei suoi più noti colleghi, il pubblico di Varsavia.   Attendiamo successi sempre maggiori da questo giovane cantante, sicuramente in grado di raggiungere una ancor più vasta popolarità.

notizie brevi
(Musica e dischi - aprile1963)



lato a)
  • Saraghina twist (stranger-marchetti)
    ispirato al film di Fellini "8½"


lato b)
  • Odio quelle che sognano (polito-savina-simoni)
    dal film "Le quattro verità"



cover (FONIT U.S.A. - SPU 50278)
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FONIT U.S.A. - SPU 50278
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lunedì 22 marzo 2010

(1963) rivista - TUTTAMUSICA (31 agosto)

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UNIAMOCI CON TUTTI I NOSTRI FANS
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[...] Sono stata di recente in Sardegna e parlando con i giovani appassionati di canzoni di quella bella isola ho scoperto che in sardo i gruppi giovanili di amici, quelli che nel nord-Italia si chiamano le "ghenghe", vengono chiamati con il termine antico che mi è parso assai bello: "la greffa".
Vorrei quindi proporre che i "copains" italiani si chiamassero "gli amici della greffa" e vorrei invitare i miei colleghi ad essere "greffisti" insieme con me. Non spero naturalmente che questa proposta venga subito accettata incondizionatamente, ma ho voluto fare il primo passo perchè so che ci sono tanti miei colleghi e amici, Adriano Celentano per primo, che credono alla necessità di creare anche in Italia un grande club di amici nel quale i giovani cantanti e i loro giovani ammiratori si sentano uniti come in un gruppo di spensierati compagnoni.
Il 7 settembre ad Ariccia Teddy Reno organizza la seconda Festa degli sconosciuti: io vi interverrò come ospite festeggiata e padrona di casa al tempo stesso. Perchè non riunire per la prima volta ad Ariccia la "greffa"? [...]
"Troviamoci tutti ad Ariccia il 7 settembre e parliamo insieme della nostra greffa".
Spero proprio tanto che mi ascolteranno: abbiamo un pubblico come noi giovanissimo e come noi desideroso di sincera e spensierata amicizia. Perchè non dimostrargli, noi per primi, che si può essere amici anche se si compete per conquistare le sue simpatie? [...]
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Rita Pavone
(TUTTAMUSICA - 24 agosto)

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L'importanza di essere soprattutto amici

Una lettera giunta in redazione qualche giorno fa, ci ha fatto ritornare indietro col pensiero di anni, al tempo in cui il nostro mondo della musica leggera era fatto a compartimenti stagni e chi osannava Claudio Villa o Nilla Pizzi o Carla Boni rifiutava anche soltanto di ammettere che potessero esistere altri cantanti bravi quanto il divo del cuore.
Ci scrive in questa lettera una signora di Asti di aver inutilmente cercato nel nostro giornale un qualche motivo di interesse. "Da quando i giornali non parlano più di Nilla Pizzi - ci scrive la signora - non val la pena di leggerli. I cantanti di adesso non cantano: sbraitano. Quando la radio trasmette musica leggera, la chiudo..."
Nilla Pizzi è stata - e rimarrà nella storia della musica leggera italiana - una grande, personalissima cantante. Una figura di eccezione non solo come artista, ma anche come donna. Non sono colpa sua i fenomeni esasperati di fanatismo come i "salottini di Nilla", la "cartonille" ed altre sciocchezze derivanti da quel "culto della personalità" che ha imperato nel nostro mondo della canzone dalla nascita del Festival di Sanremo fino a quando - sempre a Sanremo - Mimmo Modugno non ha fatto saltare per aria tutto col suo "Nel blu dipinto di blu". Ma anche Nilla Pizzi doveva adeguarsi al gioco medioevale imperante in quegli anni, per cui ogni cantante aveva le sue schiere di seguaci l'un contro l'altra armate, così che chi applaudiva Villa doveva aborrire Natalino Otto e chi farneticava per Consolini doveva essere pronto ad uccidere Teddy Reno. Erano i tempi in cui i "fans" scoprivano nella voce dei propri beniamini addirittura proprietà terapeutiche, e bastava una serenata di Tajoli o un ascolto intensivo della Pizzi a far guarire da artriti e risipole; i tempi in cui i preti benedivano in Chiesa i labari con trapunta in fili d'argento l'effigie di Claudio Villa, gli emigranti partivano per terre lontane solo se Rondinella dedicava loro una canzone e fanciulle timorate di Dio fuggivano di casa per vedere Achille Togliani.
Questo non accadeva l'altro secolo, ma qualche anno fa soltanto. I cantanti, da parte loro, finivano per stare al gioco, un pò per non dispiacere ai propri "fans", un pò perchè contagiati da quello spirito di faida. Nutrivano l'un per l'altro gelosie, rancori, invidie.
Oggi le cose sono cambiate. Radicalmente cambiate: nei cantanti e nei "tifosi" dei cantanti. Il merito del cambiamento va anzitutto al disco. I dischi servono ai giovani per ascoltarli e per ballare. Non si balla con i dischi di un solo cantante: è impossibile. Non si possono avere in una discoteca, per quanto piccola essa sia, dischi di un solo cantante: sarebbe assurdo.
Attraverso i dischi, i giovani di oggi - che costituiscono la stragrande maggioranza dell'esercito dei "fans" - hanno imparato ad amare, a "fare il tifo" per tutti i cantanti vicini al loro temperamento. Avranno delle preferenze per un cantante piuttosto che per un altro, questo è certo; ma se un cantante qualsiasi "azzecca" il disco, diventa automaticamente un loro beniamino.
I cantanti, a loro volta, soprattutto i cantanti giovani, hanno ben capito che una cosa è la competizione, un'altra la sciocca rivalità. C'è posto per tutti; c'è posto per il successo di tutti. Il mercato discografico italiano è in espansione: la saturazione è ancora molto molto lontana. I cantanti di oggi sono amici, al di sopra e al di là della rivalità sportiva che tra loro esiste - ed è giusto che esista - ; al di là della casa discografica cui appartengono.


Per questo noi abbiamo accettato di patrocinare la "greffa" (con questo colorito vocabolo sardo, Rita Pavone ha voluto battezzare la grande famiglia dei "copains" italiani). È un movimento che non ha capi e non ha gregari, non lancia messaggi e non si propone di raggiungere chissà quali mete. È un movimento di amici che vogliono essere amici e basta. Perchè hanno gli stessi interessi, gli stessi gusti, gli stessi entusiasmi sinceri.
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Giorgio Berti
(direttore responsabile)
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  • La borsa del disco (quotazioni della settimana 24-30 agosto)
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  • La parola d'ordine è Tutti nella "GREFFA" (con l'adesione di un gruppo di "minorenni d'assalto" sono state gettate le fondamenta del gigantesco "clan" che raccoglierà in un'unica famiglia di amici i "divi" della giovane guardia ed i loro ammiratori - L'augurio di Françoise Hardy a nome di due milioni di "copains" francesi) [Lucio Lami]
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  • Catherine Spaak vuol diventare cantautrice (La Spaak è la prima attrice del cinema che si è affermata clamorosamente nel mondo del disco - La sua maggiore ambizione è incidere le canzoni che compone su testi del marito) [Cesare Montelli]
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  • Il SANREMO che il pubblico sogna (una gara tra i nostri "divi" della giovane guardia e i cantanti stranieri più popolari in Italia - Un Festival così sarà possibile solo se le case discografiche potranno scegliere canzoni adatte ai propri cantanti) [Gino Tomaselli]
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  • La Parola ai Critici (I giornalisti che recensiscono le novità discografiche sui più importanti quotidiani e periodici si alternano in questa rubrica per commentare le ultime incisioni di musica leggera, classica e jazz)
    Roberto Buttafava - settimanale "Annabella"
    Luigi Rossi - quotidiano "La Notte"
    Vittorio Franchini - quotidiano "Il Corriere d'Informazione"
    Gerardo Rusconi - settimanale "Gente"
    Gian Mario Maletto - settimanale "Settimo Giorno"
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  • Avete Acquistato Questi Dischi? (selezione dei migliori 45 giri editi nelle ultime settimane)
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  • I Dischi della Settimana
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martedì 5 gennaio 2010

CARLA BONI e GINO LATILLA - VIII FESTIVAL DELLA CANZONE (1958)

b.
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CARLA BONI - Nel 1948 vince un concorso, che le apre le porte della Rai e delle sale di registrazione discografica. Ottiene i primi successi discografici con Pippo Barzizza, con cui canterà e registrerà in tutto il periodo torinese. Nel 1952, a seguito di un ennesimo provino, entra nella scuderia del maestro Cinico Angelini, per affermarsi definitivamente non solo grazie alla voce, ma anche alla buona cultura che le consente di cantare in diverse lingue. L'esplosione di popolarità che la trasformerà nella primadonna della canzone italiana (accanto alla collega-rivale Nilla Pizzi), avviene nel 1953 ed è la conseguenza della vittoria del Festival di Sanremo, in coppia con Flo Sandon's, [...]. In quell'occasione la "regina della canzone" Nilla Pizzi viene battuta sul filo di lana. Ma Carla Boni fa di più. Tra lei e Gino Latilla (che i cronisti volevano fidanzato di Nilla Pizzi), nasce infatti in quei giorni una storia d'amore destinata a concludersi con matrimonio nel 1958. Non ci vuole altro per fare della cantante ferrarese la protagonista della cronaca rosa dei rotocalchi dell'epoca.
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estratto da "Il Dizionario della Canzone Italiana" a cura di Gino Castaldo - Armando Curcio Editore, 1990
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Lato a)
  1. CARLA BONI - Arsura (schisa-cherubini-d'acquisto)
  2. GINO LATILLA - Tu sei del mio paese (rossi-biri-testa-de giusti)
  3. CARLA BONI e GINO LATILLA - Timida serenata (redi-nisa)
  4. GINO LATILLA - Se tornassi tu (barberis-radaelli)
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Lato b)
  1. CARLA BONI - Io sono te (rossi-biri-testa-de giusti)
  2. GINO LATILLA - Nel blu, dipinto di blu (modugno-migliacci-modugno)
  3. CARLA BONI e GINO LATILLA - Non potrai dimenticare (malgoni-pallesi)
  4. GINO LATILLA - Fantastica (bentivoglio-costanzo)
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(1958) pubblicità - EDIZIONI CURCI

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domenica 20 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 29

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Gli anni Quaranta sono passati agli archivi, i vecchi eroi sono stanchi, la canzone italiana sta entrando in una fase involutiva che la condurrà fatalmente in un vicolo cieco, e lo si vede. Le canzoni che arrivano da oltre oceano con crescente rapidità, cominciano a farsi strada nei gusti del pubblico grosso, mentre la genuina ispirazione popolare degli anni passati scade nel popolare e nel pittoresco, premessa al moltiplicarsi del dialettale e al rifiorire, sotto forme ormai contaminate dal ritmo, della canzone napoletana.

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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1950

  1. Carla Boni (orch. Latini) - Il mago Bakù (kramer-giacobetti)
  2. Claudio Villa - Come è bello fa' l'amore quanno è sera (simi-martelli-neri)
  3. Natalino Otto & Quartetto John Bolero - Mon amour ( galdieri-abel)
  4. Luciano Benevene (orch. Latini) - Estasi d'amore (young-nisa)
  5. Nilla Pizzi & Duo Fasano (Angelini e 8 strumenti) - Mademoiselle de Paris (durand-pinchi)
  6. Aldo Donà, Elena Beltrami & Radio Boys (orch. Barzizza) - Botta e risposta (barzizza-garinei-giovannini)
Lato b) 1950
  1. Brenda Gioi & Narciso Parigi (orch. Ferrari) - Lo zampognaro del Molise (di lazaro-morbelli)
  2. Luciano Benevene (orch. Latini) - Settembre (september song) (weill-ardo)
  3. Quartetto Cetra (orch. Savona) - Johnny ed Alice (storia di due cappelli) (wrubel-larici)
  4. Natalino Otto (orch. Kramer) - Ricordati ragazzo (nature boy) (devilli-ahnez)
  5. Tino Vailati (orch. Barzizza) - La calamita (ceragioli-testoni)
  6. Narciso Parigi (orch. Ferrari) - Chi lo sa perchè (mascheroni-pinchi)
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cover (cetra - LCR 3029- 1981)
http://www.mediafire.com/?44r11u5ddoxoet5

sabato 19 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 28

co77dalla collezione di Marcello di Bologna
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Nel dopoguerra erano stati di moda motivi sudamericani (da "Amapola” e “Maria Elena” a “Frenesi”) mediatori gli Stati Uniti per via della guerra condotta da una società autori, la BMI, contro l’altra, la potentissima ASCAP. Scarsi, invece, i prodotti importati di prima mano come accadeva all’epoca in cui furoreggiava il tango. Angelini, comunque, non aveva interrotto i contatti con l’America del Sud e un giorno il postino gli recapitò una busta che conteneva spartito e disco di “Malagueña”. Angelini, ascoltando il disco, si rese conto che i cantanti di cui disponeva non sarebbero riusciti ad imitare l’originale e pensò immediatamente ai Radio Boys che avevano appena perduto il loro maestro e amico, Carlo Prato.
Affiderà a loro la ragazza di Malaga in omaggio ad un uomo che ha tanto contato nella carriera dei cantanti torinesi e, nello stesso tempo, per incoraggiare i sei bravi giovanotti che dopo “Ciao Turin” erano rimasti un po’ in ombra.
Fu così che “Malagueña” ottenne cittadinanza italiana grazie agli acuti urletti di Aldo Prandi, commerciante al Balôn, agli assolo del disegnatore tecnico Ponalini e al riuscito impasto di voci di quei semiprofessionisti impegnati allo spasimo su un testo musicale di cui avevano immediatamente riconosciuta la particolare validità. L’accompagnamento è dovuto all’orchestra Savina: Barzizza aveva lasciato Torino e i Radio Boys erano passati con l’Orchestra d’archi della RAI che diede loro più spazio di quello che l’orchestra Cetra avrebbe concesso. E questa fu indubbiamente una delle fortunate coincidenze che permise al sestetto torinese di precorrere i Paraguayos e le altre formazioni sudamericane in Europa, inanellando il maggior successo della loro carriera.
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1949
  1. Flo Sandon's (orch. Bergamini) - Verde luna (gomez-pinchi) dal film "sangue e arena"
  2. Giorgio Consolini (orch. Rizza) - Cuore tzigano (bergamini)
  3. Radio Boys (orch Savina) - Malagueña (ramirez- del rio)
  4. Brenda Gioi (orch. Ferrari) - Credere nella vita (gurm-biri)
  5. Clara Jaione (orch. Fragna) - Alle terme di Caracalla (savar-pinchi)
  6. Brenda Gioi & Narciso Parigi (orch. Ferrari) - La famiglia numerosa (benedetto-mari)
Lato b) 1949-50
  1. Wanda Osiris (orch. Panzuti) - Sentimental (frustaci-garinei-giovannini) dalla rivista "grand hotel"
  2. Carla Boni (orch. Barzizza) - La creola che danza (louiguy)
  3. Ariodante Dalla (orch Pavesio) - Ritorneremo a Capri (gamgemi-alberti)
  4. Nilla Pizzi (orch. Angelini) - È troppo tardi (coli)
  5. Claudio Villa (orch. Andry) - Manuela (fusco-bonagura)
  6. Dea Garbaccio (orch. Barzizza) - Novembre (cergoli-gippi)
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cover (cetra - LCR 3028- 1981)
http://www.mediafire.com/?j879aksq2w7wjk4
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cetra - LCR 3028- 1981
http://www.mediafire.com/?s66wdw8fx88wiju

LE CANZONI DEI RICORDI vol 27

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TATI CASONI (interprete di "Ba-ba-dù")
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Milanese puro sangue, Antonietta, conosciuta dagli amici e dal pubblico come "Tati", aveva esordito nella carriera artistica come batterista di un'orchestra formata da sole donne. "Suonavo il jazz e cantavo forse più per divertimento che per necessità" dice Tati Casoni che abbiamo ritrovato a Cassarate, in quel del Canton Ticino. "Fin da bambina avevo studiato canto e pianoforte senza particolari ambizioni di carriera. Mi accontentavo di intrattenere i compagni di scuola e gli amici durante qualche festicciola, fino a quando non mi capitò di cantare al Grand'Italia dove un impresario mi ascoltò e mi convinse a entrare a far parte di un'orchestra femminile e, successivamente, di una formazione maschile. Suonavamo nei caffè-concerto e nelle sale da ballo e mi divertivo moltissimo".
In tempo di guerra, chiuse le sale da ballo, Tati Casoni si presentò a Radio Milano e, superati brillantemente gli esami della commissione d'ascolto, entrò a far parte della "scuderia" del maestro Zeme appena questi ritornò dal breve "esilio" di Montecatini. Così, fino a quando i genitori non la costrinsero a seguirli in Brianza dov'erano sfollati, Tati continuò a cantare alla radio. Non ritornò che nel 1946 per far coppia, con Alma Danieli, nell'orchestra che il violinista torinese Ernesto Nicelli, dopo essersi fatte le ossa con Petralia a Radio Torino, dirigeva nella capitale Ambrosiana. Eccelleva ormai nel genere melodico-romantico e furono appunto le sue interpretazioni alla radio che valsero a Tati l'offerta di una tournée in Sudamerica che accettò volentieri perchè il marito, per ragioni di lavoro, doveva viaggiare anche lui nell'America Latina. La Casoni aveva infatti sposato Carlo Torreano, che aveva acquistato una delle più quotate società editrici, la "Fratelli Bocca" di Torino, e che voleva espandere il proprio mercato all'estero.
Ma gli impegni della cantante e quelli del marito non sempre coincidevano, e così Tati Casoni nel 1952 smise di cantare anche all'estero. Seguì il marito ovunque, viaggiando in tutto il mondo e fu appunto in questo periodo che di lei fu perduta ogni traccia.
I coniugi Torreano si stabilirono a Lugano e Tati Casoni riprese a cantare, solo saltuariamente, a Radio Monteceneri nel 1963, dopo essere rimasta vedova.
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1949
  1. Nilla Pizzi & Luciano Benevene (orch. della canzone) - Bongo bongo (civilitation) (sigman-devilli)
  2. Ariodante Dalla (orch. Barzizza) - Telefonate alla questura (falcocchio-bonagura)
  3. Tati Casoni (orch.Barzizza) - Ba-ba-dù (kramer-giacobetti)
  4. Luciano Benevene (orch. della canzone) - Luguna addormentata (coates-devilli)
  5. Isa Barzizza (orch. Barzizza) - Oggi è nato l'amore (barzizza-marchesi-age)
  6. Quartetto Cetra (orch. Barzizza) - Oggi ho visto un leon (maja- giacobetti)
Lato b) 1949
  1. Clara Jaione (orch. Fragna) - I cadetti di Guascogna (fragna-larici)
  2. Claudio Villa - L'ultima serenata (falcocchio-della gatta)
  3. Carla Boni (orch. Barzizza) - Notti di New York (gershwin)
  4. Giorgio Consolini (orch. Rizza) - Madonna Ornella (palumbo-minoretti)
  5. Achille Togliani (orch. Fonit-Cetra) - La signora di 30 anni fa (natoli-leoni)
  6. Furio Caccia & Nilla Pizzi (orch. Angelini) - La raspa (gamse-grant-nisa- ardo)
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cover (cetra - LCR 3027- 1981)
http://www.mediafire.com/?6w9bx9ksoq6bpvo
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cetra - LCR 3027- 1981
http://www.mediafire.com/?z9gyuuzchncgc77
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venerdì 28 agosto 2009

ANGELINI e la sua ORCHESTRA - CANZONI VENEZIANE (1953)






E' stato probabilmente il direttore d'orchestra più popolare dell'intera storia della musica leggera italiana: negli anni Quaranta attraverso la radio e, negli anni Cinquanta, anche attraverso la Tv, che dal 1955 riprenderà in diretta il Festival di Sanremo. Il suo stile, fatto di brio e di buon gusto, contribuì in maniera determinante a svecchiare la musica leggera italiana. Diede all'orchestrazione delle canzoni un tocco di raffinatezza e di fantasia e una varietà di soluzioni, tali da spazzare via dal componimento-canzone ogni residuo di grossolanità bandistica e di approssimazione operettistica. Fornì a cavallo tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta, un risultato professionale così alto e convincente, da diventare il riferimento obbligato per ogni giovane direttore d'orchestra.

Nel dopoguerra il suo stile, costituisce già un codice di classicità che identifica la canzone italiana come tale. Il paese uscito a pezzi dal fascismo e dalla guerra ha bisogno di questo stile elegante e consolatorio. Angelini si porrà diligentemente al servizio di questa esigenza popolare, anche se finirà per ripetersi all'infinito e per perdere il senso dei mutamenti che stanno avvenendo.


estratto da "Il Dizionario della Canzone Italiana" a cura di Gino Castaldo - Armando Curcio Editore, 1990








Lato a)
  1. Carla Boni e Gino Latilla - Marietta..... (monta in gondola) (concina-belloni)
  2. Nilla Pizzi - Voga e va.... (concina-cherubini)
  3. Gino Latilla - Gondola nera (giuliani-pirozzi-rotondella)
  4. Carla Boni - Riverito sior Goldoni (chiri-seracini-minoretti)
Lato b)
  1. Dea Garbaccio e G. Turchetti - La biondina in gondoletta (ruccione-cram)
  2. Aldo Donà - Te vojo ben [l'eterno ritornello] (bidoli)*
  3. Gino Latilla - Vecio gondolier (pittoni-bruno)*
  4. Aldo Donà e Elena Beltrami - Sul ponte del Rialto (fermi-bianchini)*
* orch. CETRA diretta da Beppe Mojetta




cover (cetra L.P.A. 17)
http://www.mediafire.com/?xp6opnmb9f3zsrc


cetra L.P.A. 17
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