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sabato 2 aprile 2011

(1963) I MIGLIORI CANTANTI DELL'ANNO


"I Migliori Cantanti dell'anno"
titolo attribuito da 150 giornalisti specializzati



L'estate è la stagione dei premi: fioriscono rigogliosamente ovunque, specialmente nei centri di villeggiatura, cha da queste manifestazioni traggono un beneficio pubblicitario.[...]    La cronaca dei giorni passati ne ha registrate due, sulla riviera adriatica, una a Cesenatico ed una a Rimini.   A Cesenatico sono stati indicati i due attori più "dolci" ed i due più "agri" dell'anno; a Rimini i migliori cantanti, quattro italiani ed uno straniero.     [...] la designazione dei vincitori è stata fatta da giurie di giornalisti qualificati, attraverso un pubblico "referendum". [...] Il referendum ha designato quali migliori cantanti dell'anno Rita Pavone, Adriano Celentano, Sergio Endrigo, Fred Bongusto e Frank Sinatra.   La indicazione dei quattro artisti italiani ci pare ineccepibile.    La Pavone e Celentano sono indiscutibilmente i fenomeni "commerciali" dell'anno: le vendite dei loro dischi hanno raggiunto cifre impensabili per un mercato ancora ristretto quale è il nostro.   Non si può negare, inoltre, ad entrambi, il costante sforzo di affinare il proprio rendimento sul piano artistico e tecnico, pur tenendo presenti la moda e le preferenze del pubblico. [...] 
La designazione di Endrigo onora invece la canzone d'avanguardia.   Con i suoi ultimi dischi - che sono tutti un successo di vendita - Endrigo ha dimostrato che si possono far accettare canzoni di notevole livello anche al pubblico più vasto.   La sua designazione perciò va intesa come un riconoscimento non solo all'intelligenza dell'artista, ma anche a quella del pubblico.  
In Bongusto, infine, si è voluto premiare un cantante che, senza tanti clamori, ha dimostrato come sia possibile conciliare lo stile tradizionale melodico italiano con le esigenze più moderne.   I successi di Bongusto indicano che è superfluo allestire congressi per piangere sulla morte della canzone tradizionale italiana.   Questa canzone può ben vivere e prosperare, pur che sappia trovare un linguaggio (sia nei testi, sia nella musica) adatto ai tempi che cambiano.
Qualche considerazione critica si può fare invece sulla designazione del cantante straniero.   È risultato designato Frank Sinatra con un leggerissimo scarto di voti (pare addirittura un voto soltanto) su Françoise Hardy. [...]     Sinatra è dunque il miglior cantante straniero non solo di quest'ultimo anno, ma di molti e molti degli ultimi anni.    Se però il premio voleva indicare il cantante straniero che in quest'ultimo anno ha avuto, sul nostro mercato, il più largo successo commerciale e che, insieme, ha saputo dire qualcosa di nuovo ottenendo il consenso tanto della critica quanto del pubblico, allora doveva andare - con maggiore proprietà - alla Hardy. [...]

Giorgio Berti
("TUTTAMUSICA" - 27 luglio 1963)

mercoledì 9 marzo 2011

LITTLE TONY - T'AMO E T'AMERÒ/TU SEI CAMBIATA (1963)



Con lo spettacolo di stasera il Teatro all'aperto del Foro Italico concluderà il "Luglio musicale" che ha via via ospitato sulla sua ribalta Rita Pavone, il Quartetto Cetra, Joao Gilberto, Adriano Celentano, Los Hermanos Rigual, Sergio Endrigo, Neil Sedaka e molte altre attrazioni della musica leggera internazionale.   Lo spettacolo conclusivo sarà imperniato su due autentici beniamini come Caterina Valente nel suo spettacolo show (che ha ormai fatto il giro di tutto il mondo) e Little Tony con la sua orchestra, reduci dal Cantagiro dove il popolare cantante e chitarrista di Trastevere (il suo vero nome è Antonio Ciacci) ha insidiato sin nella finalissima la vittoria di Peppino di Capri.
[...] (per) Little Tony, si tratta di una festosa "rentrée": da tre anni lo scatenato "rocker" romano non si esibiva nella sua città.   Canterà accompagnato come al solito dal suo complesso di cui fanno parte i due fratelli Enrico e Alberto (rispettivamente chitarrista e contrabassista) e presenterà una selezione del suo repertorio [...]

da "Giornale d'Italia"
ufficio stampa durium





lato a)
  • T'amo e t'amerò (amendola)

lato b)
  • Tu sei cambiata (phaltan-ciacci)

cover (durium - LdA 7327)
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durium - LdA 7327
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martedì 15 febbraio 2011

(1963) Che cosa è questa moda dei cantanti giovanissimi? (Radiocorriere TV, 4 agosto)

Da qualche anno a questa parte, almeno ogni sei mesi, siamo costretti a pensare, a scrivere che, nel mondo della musica leggera, c’è qualcosa di nuovo. Prima ci fu Modugno, che venne all’improvviso ad agitare le acque tranquille di una lunga tradizione melodico-sentimentale, in cui cuore amore dolore si legavano l’un l’altro sul filo di invariabili rime, i cieli erano immutabilmente stellati, le illusioni erano perdute, i viali erano tutti autunnali.     Fu una scossa salutare, che indusse molti parolieri a comporre testi più credibili, più veri, meno conformisti.
Poi venne il rock, e con il rock gli urlatori della canzone, primo fra tutti Celentano (che però aveva molte frecce nell’arco, e lo sta ancora dimostrando). Per mesi non ascoltammo altro: ma sotto sotto, quasi senza parere, si stavano facendo largo altri personaggi, che, pur avendo avvertito il mutamento del gusto, le nuove esigenze del pubblico, specialmente dei giovani, rinunciavano in partenza a fare un solo falò della musica tradizionale, ed anzi, di quella musica cercavano di conservare la parte migliore, tuttora valida.   E furono i cantautori: Bindi, Meccia, Paoli, Fidenco e gli altri. Ragazzi preparati, astuti, che riproponevano la “musica del sentimento” in forme nuove, adattandovi parole e vicende se non peregrinamene originali almeno accettabilmente vere.
E oggi? Oggi il motto è “largo ai giovanissimi!”: i dischi documentano la costante avanzata delle nuove leve musicali: quelle che hanno imposto il dondolìo del twist, del madison, dell’hully gully, che hanno portato alla ribalta imprevedibili “vedettes”. Una ragazzina lentigginosa che a vederla non la trovi dissimile da cento altre, studentesse delle tecniche o sartine, impiegate o commesse al supermarket; e che invece, messa davanti a un microfono, spiega una voce piena e suggestiva, e davanti alle telecamere si comporta con la disinvoltura di una professionista con anni di carriera dietro le spalle. Un ragazzino che, pur rifacendosi all’esempio di Celentano, mette nelle sue canzoni una freschezza nuova, e tutto l’entusiasmo aggressivo dei suoi sedici anni.
È come una bottiglia di spumante appena sturata: ne trabocca la musica dei giovanissimi, quella che in questa estate piuttosto calda imperversa su tutte le spiagge, nelle “hall” di tutti gli alberghi di montagna, ascoltata e ripetuta da migliaia di ragazzi col maglione alla “Tony Perkins”, di ragazze in maglietta “Saint Tropez”; sopportata – ma proprio soltanto sopportata? - da migliaia di genitori di mezza età.
Il fenomeno non è nuovo: Paul Anka, anni addietro, era ancora alle medie inferiori quando incise Diana e Crazy love: e non era molto più adulto Neil Sedaka quando raggiunse l’improvviso, e clamoroso, successo di The diary e I go ape. Da noi la stessa Mina arrivò in testa alle classifiche delle vendite discografiche non più che adolescente. Non è neppure un fenomeno tutto nostro, se è vero che in Francia, sulla scia di Francoise Hardy, i cantanti teen-agers stanno spuntando a decine. […]

P.Giorgio Martellini

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“Noi cantanti della generazione “di mezzo”, stiamo sempre con il fucile puntato su questi ragazzi: diciamo sempre che spariranno…. E invece non è così: hanno dentro lo spirito del loro tempo, di questo tempo; hanno naturalezza, verità, autenticità. […] Forse non sanno neppure ancora di essere delle “vedette”. […]”

Arturo Testa



“Io, questi ragazzi, li ho tenuti a battesimo in Alta pressione: e già allora ne avevo previsto il successo: Il mondo oggi è portato a dare sempre più importanza ai giovani, ai loro problemi, alle loro necessità: e in fine dei conti, la musica leggera appartiene ai giovani di diritto. Hanno portato nelle canzoni l’allegria: ma cantare, non dovrebbe essere sempre una manifestazione di gioia? […]”

Renata Mauro



“[…] perché queste canzoni e questi cantanti entusiasmano i giovani? Perché parlano il loro linguaggio, ma non è sempre un linguaggio educativo. Perché con il loro ritmo, costituiscono una scarica di energie, quasi uno sport: ed è meglio che le energie della gioventù di oggi si esauriscono in innocui contorcimenti, piuttosto che non in altre attività assai meno innocenti. Perché infine i ragazzi si proiettano in questi loro coetanei che, attraverso la canzone, hanno avuto successo, e sono indotti a pensare: “Se ci sono riusciti loro, non potrei riuscirci anch’io?”. Ma c’è un altro aspetto: questa musica piace anche agli adulti. La ragione non è certo confortante. I quarantenni, i cinquantenni d’oggi mancano sovente di idealità, di vita interiore: e quindi finiscono con l’identificarsi, con un certo rimpianto nella gioventù, e nella sua effervescente vitalità. […]”

Leonardo Ancona (psicologo)


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sabato 15 gennaio 2011

ADRIANO CELENTANO - UNA NOTTE VICINO AL MARE/HELLO MARY LOU (1963)




lato a)
  • Una notte vicino al mare (pallesi-malgoni-de lorenzo)

lato b)
  • Hello Mary lou (testoni-pitney)



cover (jolly - J 20228)
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jolly - J 20228
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(1963) pubblicità discografiche - ADRIANO CELENTANO



Celentano ha di nuovo cambiato rotta, per la seconda volta in sei mesi. Già in primavera, quando procedeva col vento in poppa sulla via del successo, ha virato di prua e s’è messo a navigare controcorrente. Pensate, il re del ritmo e del rock and roll (Ventiquattromila baci, Pregherò, Stai lontana da me) proprio nel momento di massimo splendore del twist e delle canzoni ritmate, rinnega il suo fortunato passato, e cambia stile, puntando tutto su un tango umoristico, “il tangaccio”.
Celentano ha scommesso forte e ha vinto, lode dunque al suo coraggio. Ora il gioco d’azzardo sembra averlo affascinato: nel suo ultimo disco “Sabato triste” tenta una carta ancora più difficile, quella dello spiritual: questa volta rischia grosso davvero perché da noi questo genere di canto non ha mai goduto eccessiva popolarità, se non presso il pubblico dei jazz-fan. La canzone incisa su un 45 giri Clan, racconta la storia di un uomo che si ritrova al sabato sera, solo, senza una donna. Il testo e la musica sono firmati dallo stesso Celentano, da Miki del Prete e da Don Backy. Adriano ha voluto dimostrare di valere più di quanto non dica la sua qualifica di “urlatore”: dà prova infatti di possedere insospettate doti di fraseggio e un “jazz-feeling” non comune tra gli interpreti italiani di musica leggera. Volontariamente o no, si è rifatto a Ray Charles la cui influenza si avverte sensibile in alcuni spunti.

p.o. (rubrica dischi)
(settimanale “OGGI”, 31 ottobre)

venerdì 14 gennaio 2011

ADRIANO CELENTANO - A NEW ORLEANS (1963)



Il personaggio più vivo, interessante degli anni 60 che abbia avuto la musica leggera è senza dubbio ADRIANO CELENTANO.
È l'unico cantante che abbia saputo raggiungere ogni strato di pubblico, l'unico che abbia fatto impazzire i giovani e che si sia fatto accettare benevolmente dalle persone di una certa età.
Nel volgere di due anni è divenuto un fenomeno di costume, lui che alla musica leggera ci si era avvicinato per istinto l'ha rivoluzionata, resa più viva ed accessibile.
Non ha subito l'influenza di nessuna vedette straniera, si è imposto per quello che era proponendo ad ogni suo disco  una novità.
Ancor oggi è l'artista che rivaleggia in popolarità con le più celebrate vedette del cinema; la Jolly quindi è lieta di presentare questo long playing che ne riassume tutta la carriera e presenta il suo più recente successo: "A New Orlena".
Così come nell'estate del '59 Celentano ci stupì con "Il tuo bacio è come un rock", nel 60 con "Impazzivo per te", nel '61 al Festival di Sanremo con "24.000 baci", nel '62 con "Si è spento il sole",   Oggi, che ha raggiunto la sua piena maturità artistica si fa apprezzare con "A New Orleans", il motivo che lo toglie dai "fenomeni" discografici dettati dalle mode per inporlo   definitivamente come cantante di indubbio talento.

dal 'back cover' del disco



Lato a)
  1. Si è spento il sole (beretta-del prete-leoni-adricel)
  2. Ciao amore (bellato-mariano
  3. La mezza luna /(gaze)
  4. Nata per me (mogol-del prete-adricel)
  5. Gilly (deani-alperton-gilbert-norman)
  6. Ailì-ulé (beretta-leoni)

Lato b)
  1. A New Orleans (filibello-del prete-di ceglie)
  2. Non esiste l'amor (vivarelli-beretta-leoni)
  3. Un sole caldo caldo caldo caldo (testoni-salvi)
  4. Non esser timida (del prete-levine)
  5. Coccolona (misselvia-goehring)
  6. 24000 baci (celentano)



cover (JOLLY - LPJ 5025)
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JOLLY - LPJ 5025
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giovedì 9 dicembre 2010

PEPPINO DI CAPRI - YES/T'HANNO VISTO DOMENICA SERA (1963)

L'invito di un grande impresario statunitense è giunto in questi giorni a Peppino di Capri, con l'offerta di una serie di spettacoli nelle più grandi città del Nord America e uno "special" a New York, nella prestigiosa sede della Carnegie Hall.   Era l'ultimo traguardo che mancasse alla collezione di successi e di affermazioni di Peppino di Capri in campo internazionale.
La "tournée" americana ha galvanizzato Peppino e i suoi fedeli "Rockers", reduci dalle fatiche e dalle emozioni del vittorioso "Cantagiro", la brillante manifestazione turistico-canora che ha visto sempre Peppino di Capri al vertice della classifica come nell'entusiasmo degli spettatori di tutte le regioni italiane attraversate.   Il successo de "la voce dell'isola" trascende gli stessi trionfali risultati finali del "Cantagiro": Peppino ha dovuto dividere gloria e applausi solo con l'altro grande idolo della gioventù, Adriano Celentano.   La canzone "twist" lanciata da Peppino nel "Cantagiro" è rapidamente salita nelle classifiche di vendita, sino a raggiungere i numeri "caldi" come dicono gli americani.   "Non ti credo" è ormai in tutti i juke-box italiani, è eseguita di continuo nei "dancing", è canticchiata dai ragazzi in bicicletta, è  diventata la risposta degli innamorati scettici.
Nella scia del "Cantagiro" Peppino ha inciso una canzone che i suoi fans gli hanno chiesto e che interpreta in un modo personalissimo:  "T'hanno vista domenica sera".

Notiziario Carisch
(Musica e Dischi - settembre 1963)






lato a)
  • Yes (leiber-stoller)

lato b)
  • T'hanno visto domenica sera (del prete-mogol-adriacel)


cover (carisch - VCA 26158)
a look a commneti


carisch - VCA 26158
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lunedì 6 dicembre 2010

giovedì 2 dicembre 2010

(1963) Gianni Morandi - L'urlatore della prima età



La Tv ha ripetuto il colpo fatto con Rita Pavone in "Studio Uno".   Questa volta il "divo formato ridotto", il "cantante a 17 pollici" è Gianni Morandi, figlio diciassettenne di un commerciante di calzature bolognese.   La sua voce assomiglia a quella di Celentano, anche se con "qualche urlo in meno"; gli stessi atteggiamenti si rifanno (forse un potroppo) a quelli del maestro; sul palcoscenico Morandi gioca infatti a fare lo scimmione, si dondola, si gratta, è scontroso e disordinato.   Ne "Il signore di mezza età" interpreta la figura del giovane moderno, aggressivo, insofferente.   È l'immagine di una gioventù senza ideali (almeno in apparenza) che scandalizza Marcello Marchesi, apprensivo signore della generazione di mezzo.
[...]

Rodolfo d'Intino
(TV sorrisi & canzoni, 19 maggio)

lunedì 29 novembre 2010

(1963) TV SORRISI E CANZONI (maggio)



Adriano Celentano  e Don Backy disputano un'accesa gara sulle piste del "Go-Kart club" romano.   I due cantanti si trovano nella capitale da qualche settimana, a causa dei loro impegni cinematografici.   Sia Celentano che Don Backy hanno lanciato nei giorni scorsi i loro dischi per l'estate 1963: il "papà degli urlatori" punta su "Tangaccio", una gustosa parodia del tango argentino; Don Backy, invece, su "Amico", un motivo più disteso e romantico.   Nelle prossime settimane i due artisti si recheranno in Germania, per prendere parte ad uno spettacolo televisivo allestito dalla TV di Monaco.


Monica Vitti torna sui teleschermi sabato 11 maggio nella rubrica "il signore di mezza età" dove in coppia con con l'attore Marcello Mastroianni presenta la canzone "Oh, se avessi venti anni di meno": un titolo che potrebbe essere assunto a manifesto della nuova rivista.   L'"attrice dell'alienazione", prima di conquistare una popolarità internazionale con i film di Michelangelo Antonioni, si era messa in TV, come presentatrice della rubrica "Cinelandia".   Monica sta attraversando un periodo di amarezza: il film "il deserto  è rosso" (il primo film a colori della sua carriera) che doveva interpretare per Antonioni, è stato rimandato a causa dei mancati finanziamenti.   La sua ultima apparizione sugli schermi è avvenuta nel film "Le quattro verità".


Catherine Spaak è ospite di turno nella puntata in onda sabato 25  de "Il signore di mezza età", il nuovo varietà televisivo del sabato sera.   È questa la prima esibizione in pubblico di Catherine, dopo la nascita della piccola Sabrina; nel corso del programma, la signora Spaak in Capucci canta "Quelli della mia età", cioè la versione italiana di "Tous les garçons et les filles", un cavallo di battaglia di Françoise Hardy.   L'attrice ha inciso anche il disco di questa canzone, accoppiandola con l'invitante e maliziosa "Ci sto".   A far gli onori di casa a Catherine, nello spettacolo di sabato 25, sarà "uno della sua età": il giovane cantante Gianni Morandi, protagonista fisso della trasmissione.


Paola Penni, la valletta televisiva "che parla", affianca Mike Bongiorno ne "La fiera dei sogni". Paola è nata a Bologna venti anni fa.   A diciotto anni ebbe la sua prima scrittura (tremila lire al giorno) e continuò poi a presentare spettacoli estivi sulla riviera adriatica.   In poco più di due anni si è fatta una esperienza teatrale.   Ha partecipato a "Leggerissimo" e a "Rendez vous".   Intanto alla giovane valletta sono arrivate una decina di offerte da impresari teatrali e da produttori cinematografici.   Paola Penni ha anche in programma l'incisione di alcuni dischi.

giovedì 25 novembre 2010

(1963) Cerchiamo 4 Cantanti per il "CANTAGIRO"



Prorogato al 10 aprile il termine di partecipazione al grande concorso per la selezione delle 4 voci nuove

(1963) Cerchiamo 4 Cantanti per il "CANTAGIRO"



Adunata generale degli aspiranti al successo; appuntamento con la fortuna per chi è dotato di buona voce, di musicalità, di comunicativa.   Cerchiamo quattro nuovi cantanti per il "Cantagiro", la manifestazione musicale che lo scorso anno, alla sua prima edizione, si è imposta come una tra le gare più originali che si svolgono in Italia, come un avvenimento di grande interesse spettacolare e giornalistico.
[...]

Rodolfo D'Intino
TV Sorrisi e Canzoni (17 febbraio)

sabato 21 agosto 2010

ADRIANO CELENTANO - CIAO AMORE/VELENO (1962)

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(1962) rivista - SETTIMANA RADIO TV (lettere al direttore)

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Celentano e indignazione
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Immagino che tutti i fans di Celentano siano rimasti profondamente indignati per le continue prese in giro che vengono fatte al cantante milanese. Si dice che sia un essere privo di intelligenza, simile ad un gorilla e che sappia solo urlare. Vorrei dire che innanzi tutto Celentano è una persona simpaticissima e che inoltre sa cantare come pochi; le sue non sono semplici canzonette dal ritmo facile ma bensì canzoni alquanto difficili che richiedono un timbro di voce non comune e che egli interpreta veramente bene. Non siamo rimasti al tempo del rock, miei cari signori anti-Celentano ed io, quindicenne, oso permettermi di consigliare loro di andare ad ascoltare perlomeno i suoi tre ultimi successi: “Stai lontana da me”, “Si è spento il sole” e “Pregherò”.
.Valeria L. – torino
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Lei è proprio una figlia del suo tempo, […] tuttavia il fatto di essere quindicenne non l’autorizza a scrivere ancora “ma bensì”, bensì di dare una rinfrescatina alla grammatica anche per poter meglio apprezzare la prosa del suo cantante preferito. I cantautori – bisogna riconoscerlo - non fanno grossi errori di grammatica e questo già predispone a loro favore. Celentano, dunque: e chi ha mai detto che sia un essere privo di intelligenza? Ha dimostrato il contrario organizzando una casa discografica in proprio che sembra vada abbastanza bene. […] Per quel che riguarda l’aspetto fisico qualcuno potrebbe dire che, visto lui, la legge di Darwin non è più una opinione ma si tratta delle solite malignità che lasciano sempre il tempo che trovano.
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Filippo Raffaelli
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venerdì 25 giugno 2010

(1961) rivista - SETTENOTE (giugno)

Se avete numeri della rivista, contattatemi (dersu54.g@gmail.com)
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Armando Trovajoli è ormai divenuto il jolly delle colonne sonore cinematografiche. La sua prima esperienza in questo senso fu il "Bajon per Anna" per il film interpretato da Silvana Mangano. Da allora, e sono passati sette anni, il maestro Trovajoli ha composto musiche per moltissimi film fra cui, i più recenti, "Carro armato dell'8 settembre" di Comencini, "La dolce vita" di Fellini, "La ciociara" di De Sica. Sophia Loren gli ha ispirato "Tu che mmai 'mparato a fa'", una canzone di successo insieme a "Lady luna".
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indiscrezioni
  • Il Quarantaquattresimo giro d'Italia ha avuto una sua canzone particolare il cui titolo è "Ciao mamma!". Il Quartetto Cetra ha inciso il divertente motivo.
  • La "Pachanga" è un nuovo ballo che, giunto dal sud-America, si sta imponendo tra i nostri giovani
  • L'astronauta sovietico Gagarin, ha ispirato numerosi musicisti italiani che hanno voluto comporre musica in suo onore.
  • Adriano Celentano sta cercando di ottenere un permesso speciale dal Ministero della Difesa per partecipare al Primo festival del "Rock and roll's" che avrà luogo a Roma l'8 luglio e che allineerà al nastro di partenza tutti i grossi calibri della giovane ondata della canzone: da Little Tony a Guidone; da Ghigo a Donaggio.
  • Elvis Presley diventa ogni giorno più romantico. È recentemente giunta in Italia la sua ultima incisione che si intitola "Are you lonesome to-noght". Il brano musicale, comunque, si presenta nell'edizione italiana col titolo di "Solitudine".
  • Peppino di Capri, sposo felice di Roberta, non ha potuto concedersi che due giorni di luna di miele. L' "Astoria" di Milano ed una serie di spettacoli in Italia hanno impegnato il cnatante che non ha ancora avuto il tempo di curare l'arredamento della sua nuova villa di Capri.
============dal sommario
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  • Dischi nuovi (nutrito elenco delle novità del mese)
  • Segreteria musicale (calendario dei cantanti, delle orchestre e dei complessini di musica leggera)
  • Giugno canoro napoletano (sarà spezzata quest'anno la linea gotica della canzone?) [Maso Biggero]
  • La colonna sonora del Risorgimento (ricordiamo come cantarono i nostri progenitori) [Giano Calderone]
  • La televisione negli Stati Uniti (ogni famiglia trascorre in media 25 ore settimanali dinanzi al video) [Gilbert Seldas]
  • Lo strip-tease si confessa (intervista ad alcune giovani che si esibiscono nel locali romani) [Uliano Girelli]
  • Enrico Polito (sempliictà e commozione nelle note ) [Sergio Manna]
  • Marisa Terzi (l'ex dattilografa che si è votata allo swing) [Aurelio Addonizio]
  • È cominciata la crisi del Quiz televisivo? (i litigi fra Mike Bongiorno e Enzo Tortora da una parte, e l'infelice esperimento de "L'amico del giaguaro" dall'altra denotano stanchezza del pubblico per la "solita formula" dei quiz televisivi. Oggi ci vuol altro per avvincere gli spettatori [Franco Caroselli]
  • Guida alle novità discografiche
  • Le canzoni del mese
  • I "best sellers" del mese (i dischi più venduti del mese, regione per regione)
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mercoledì 16 giugno 2010

(1961) - Dieci domande a Adriano Celentano

da L'EUROPEO - 19 febbraio

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Siete brutto, angoloso, privo (esteriormente) di bagliori spirituali: che bisogno avevate di comporre e di "interpretare" canzonette, per ottenere la nostra più viva e sincera antipatia?
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lunedì 22 marzo 2010

(1963) rivista - TUTTAMUSICA (31 agosto)

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UNIAMOCI CON TUTTI I NOSTRI FANS
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[...] Sono stata di recente in Sardegna e parlando con i giovani appassionati di canzoni di quella bella isola ho scoperto che in sardo i gruppi giovanili di amici, quelli che nel nord-Italia si chiamano le "ghenghe", vengono chiamati con il termine antico che mi è parso assai bello: "la greffa".
Vorrei quindi proporre che i "copains" italiani si chiamassero "gli amici della greffa" e vorrei invitare i miei colleghi ad essere "greffisti" insieme con me. Non spero naturalmente che questa proposta venga subito accettata incondizionatamente, ma ho voluto fare il primo passo perchè so che ci sono tanti miei colleghi e amici, Adriano Celentano per primo, che credono alla necessità di creare anche in Italia un grande club di amici nel quale i giovani cantanti e i loro giovani ammiratori si sentano uniti come in un gruppo di spensierati compagnoni.
Il 7 settembre ad Ariccia Teddy Reno organizza la seconda Festa degli sconosciuti: io vi interverrò come ospite festeggiata e padrona di casa al tempo stesso. Perchè non riunire per la prima volta ad Ariccia la "greffa"? [...]
"Troviamoci tutti ad Ariccia il 7 settembre e parliamo insieme della nostra greffa".
Spero proprio tanto che mi ascolteranno: abbiamo un pubblico come noi giovanissimo e come noi desideroso di sincera e spensierata amicizia. Perchè non dimostrargli, noi per primi, che si può essere amici anche se si compete per conquistare le sue simpatie? [...]
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Rita Pavone
(TUTTAMUSICA - 24 agosto)

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L'importanza di essere soprattutto amici

Una lettera giunta in redazione qualche giorno fa, ci ha fatto ritornare indietro col pensiero di anni, al tempo in cui il nostro mondo della musica leggera era fatto a compartimenti stagni e chi osannava Claudio Villa o Nilla Pizzi o Carla Boni rifiutava anche soltanto di ammettere che potessero esistere altri cantanti bravi quanto il divo del cuore.
Ci scrive in questa lettera una signora di Asti di aver inutilmente cercato nel nostro giornale un qualche motivo di interesse. "Da quando i giornali non parlano più di Nilla Pizzi - ci scrive la signora - non val la pena di leggerli. I cantanti di adesso non cantano: sbraitano. Quando la radio trasmette musica leggera, la chiudo..."
Nilla Pizzi è stata - e rimarrà nella storia della musica leggera italiana - una grande, personalissima cantante. Una figura di eccezione non solo come artista, ma anche come donna. Non sono colpa sua i fenomeni esasperati di fanatismo come i "salottini di Nilla", la "cartonille" ed altre sciocchezze derivanti da quel "culto della personalità" che ha imperato nel nostro mondo della canzone dalla nascita del Festival di Sanremo fino a quando - sempre a Sanremo - Mimmo Modugno non ha fatto saltare per aria tutto col suo "Nel blu dipinto di blu". Ma anche Nilla Pizzi doveva adeguarsi al gioco medioevale imperante in quegli anni, per cui ogni cantante aveva le sue schiere di seguaci l'un contro l'altra armate, così che chi applaudiva Villa doveva aborrire Natalino Otto e chi farneticava per Consolini doveva essere pronto ad uccidere Teddy Reno. Erano i tempi in cui i "fans" scoprivano nella voce dei propri beniamini addirittura proprietà terapeutiche, e bastava una serenata di Tajoli o un ascolto intensivo della Pizzi a far guarire da artriti e risipole; i tempi in cui i preti benedivano in Chiesa i labari con trapunta in fili d'argento l'effigie di Claudio Villa, gli emigranti partivano per terre lontane solo se Rondinella dedicava loro una canzone e fanciulle timorate di Dio fuggivano di casa per vedere Achille Togliani.
Questo non accadeva l'altro secolo, ma qualche anno fa soltanto. I cantanti, da parte loro, finivano per stare al gioco, un pò per non dispiacere ai propri "fans", un pò perchè contagiati da quello spirito di faida. Nutrivano l'un per l'altro gelosie, rancori, invidie.
Oggi le cose sono cambiate. Radicalmente cambiate: nei cantanti e nei "tifosi" dei cantanti. Il merito del cambiamento va anzitutto al disco. I dischi servono ai giovani per ascoltarli e per ballare. Non si balla con i dischi di un solo cantante: è impossibile. Non si possono avere in una discoteca, per quanto piccola essa sia, dischi di un solo cantante: sarebbe assurdo.
Attraverso i dischi, i giovani di oggi - che costituiscono la stragrande maggioranza dell'esercito dei "fans" - hanno imparato ad amare, a "fare il tifo" per tutti i cantanti vicini al loro temperamento. Avranno delle preferenze per un cantante piuttosto che per un altro, questo è certo; ma se un cantante qualsiasi "azzecca" il disco, diventa automaticamente un loro beniamino.
I cantanti, a loro volta, soprattutto i cantanti giovani, hanno ben capito che una cosa è la competizione, un'altra la sciocca rivalità. C'è posto per tutti; c'è posto per il successo di tutti. Il mercato discografico italiano è in espansione: la saturazione è ancora molto molto lontana. I cantanti di oggi sono amici, al di sopra e al di là della rivalità sportiva che tra loro esiste - ed è giusto che esista - ; al di là della casa discografica cui appartengono.


Per questo noi abbiamo accettato di patrocinare la "greffa" (con questo colorito vocabolo sardo, Rita Pavone ha voluto battezzare la grande famiglia dei "copains" italiani). È un movimento che non ha capi e non ha gregari, non lancia messaggi e non si propone di raggiungere chissà quali mete. È un movimento di amici che vogliono essere amici e basta. Perchè hanno gli stessi interessi, gli stessi gusti, gli stessi entusiasmi sinceri.
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Giorgio Berti
(direttore responsabile)
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  • La borsa del disco (quotazioni della settimana 24-30 agosto)
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  • La parola d'ordine è Tutti nella "GREFFA" (con l'adesione di un gruppo di "minorenni d'assalto" sono state gettate le fondamenta del gigantesco "clan" che raccoglierà in un'unica famiglia di amici i "divi" della giovane guardia ed i loro ammiratori - L'augurio di Françoise Hardy a nome di due milioni di "copains" francesi) [Lucio Lami]
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  • Catherine Spaak vuol diventare cantautrice (La Spaak è la prima attrice del cinema che si è affermata clamorosamente nel mondo del disco - La sua maggiore ambizione è incidere le canzoni che compone su testi del marito) [Cesare Montelli]
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  • Il SANREMO che il pubblico sogna (una gara tra i nostri "divi" della giovane guardia e i cantanti stranieri più popolari in Italia - Un Festival così sarà possibile solo se le case discografiche potranno scegliere canzoni adatte ai propri cantanti) [Gino Tomaselli]
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  • La Parola ai Critici (I giornalisti che recensiscono le novità discografiche sui più importanti quotidiani e periodici si alternano in questa rubrica per commentare le ultime incisioni di musica leggera, classica e jazz)
    Roberto Buttafava - settimanale "Annabella"
    Luigi Rossi - quotidiano "La Notte"
    Vittorio Franchini - quotidiano "Il Corriere d'Informazione"
    Gerardo Rusconi - settimanale "Gente"
    Gian Mario Maletto - settimanale "Settimo Giorno"
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  • Avete Acquistato Questi Dischi? (selezione dei migliori 45 giri editi nelle ultime settimane)
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  • I Dischi della Settimana
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lunedì 28 dicembre 2009

(1958) rivista - MUSICA E DISCHI (gennaio)

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Anche in Italia abbiamo l'Elvis Presley - Celentano è diventato popolarissimo
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MUSICA DA BALLO, CROCE E DELIZIA DI OGNI TEMPO
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Abbiamo interrogato la nota ballerina Anna Mariani che ha conquistato più di un campionato internazionale di danza e che recentemente ha interessato anche i telespettatori italiani con una indovinata rubrica.
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Quali sono le danze preferite?
Tutte le musiche ballabili piacciono in Italia. Quando viene lanciato un pezzo nuovo sembra che tutti lo preferiscano. Ciò naturalmente accade per un periodo di tempo più o meno lungo. In seguito, se il pezzo incontra veramente il gusto del pubblico, verrà continuamente messo in programma dalle orchestrine.
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Il Rock 'n' roll e il Calypso hanno successo?
Il successo del "rock 'n' roll" (che non è altro che il primo "boogie-woogie" originale, importato dalle truppe alleate nel 1945) è dovuto in gran parte all'intensa pubblicità derivata dai film.
Il ritmo del "rock" è vivamente sentito dalla maggioranza dei giovani. Attualmente il suo successo sembra in declino anche se in certi ambienti giovanili è più vivo che mai.
Per il "calypso" è prematura ogni previsione ma certamente, grazie ad Harry Belafonte, il suo lancio è stato grandioso: sarà il successo del 1957-1958.
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Crede che la passione del ballo sia più viva ora che al tempo in cui i suoi genitori erano giovani?
La passione per il ballo è forse più viva oggi che nel passato. D'altronde è logico che sia così, poichè molti fattori che in passato non esistevano hanno contribuito a renderlo popolarissimo. Vi è però una sostanziale differenza tra allora e oggi: se per i nostri genitori il ballo era uno svago dei più sentiti, oggi per il 50% del pubblico è solo un pretesto per avvicinare l'altro sesso.
Il ballo è un'arte accessibile in forma minore anche alla maggioranza, e come tale si spera di poterlo far sentire anche in Italia.
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I giovani preferiscono ballare in casa o nei locali pubblici?
I giovani che già hanno 18 anni preferirebbero andare in locali pubblici ma per tante ragioni non possono farlo. e allora, in attesa si adattano a fare festicciole in casa.
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Secondo Lei, quale sarà l'avvenire della danza?
Per rispondere posso citare un vecchio detto: "Ogni salmo termina in gloria", ogni festeggiamento termina con due salti. È più antica la danza della religione. La danza non potrà mai scomparire finchè un essere umano sentirà il ritmo del prorpio cuore.