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domenica 20 marzo 2011

(1963) Scoperta Gianna, la ragazza del juke-box




C'era da aspettarselo: Rita Pavone, un anno di carriera, si può considerare, ormai una veterana.   I suoi fans, che irridevano agli ammiratori di Mina, appartengono ormai alle vecchie generazioni.   Diciotto, vent'anni: "antenati", ecco cosa sono.   I loro idoli, fra qualche anno, saranno relegati in un limbo vaporoso dove la memoria senza gratitudine, annullando le distanze, vedrà un'unica folla illividita di cantanti del "passato":  Tony Dallara e Gino Franzi, Nico Fidenco e Carlo Buti, Miranda Martino e Anna Fougez, Gino Paoli ed Ernesto Bonino, Cocky Mazzetti e Luciana Dolliver, Rita Pavone e Nilla Pizzi, Tony Renis e Alberto Rabagliati.   L'avvenire appartiene ai quindicienni.   Loro sono i cantanti, loro sono il pubblico che imporrà finalmente una "svolta decisiva"   -come scrivono i bollettini d'informazione - al mercato discografico.   È ora di finirla con "Come te non c'è nessuno" e simili pezzi d'archeologia musicale.   Finiamola coi gusti dei liceali e l' "interpretazione fedele" del loro mondo.   A chi interessa più?
Vogliamo l'interpretazione, ora, del mondo così complesso dei ginnasiali, vogliamo che i quindicenni, finalmente, "rappresentino il nostro tempo, le nostre aspirazioni, le nostre crisi".
Per qualche mese, naturalmente, perchè già spinge, subito dietro, un'altra schiera, folta e agguerrita, che ha ben diritto, siamo giusti, di dire una sua parola definitiva nel mondo della musica leggera: i ragazzini delle elementari.   Gli ottenni, i novenni.   Già si vedono i segni premonitori, in certe trasmissioni televisive pomeridiane, di una loro conquistata maturità a raccogliere, con responsabile coscienza, l'impegnativa eredità musicale dei teenagers: basta osservarli con quanta abilità muovono simultaneamente le gambettine e i braccini, sorridenti intorno i genitori, e arrocano la voce imitando da bravi ometti gli ultimi idoli del twist tramontante.
Per ora, tuttavia, il loro tempo non è ancora giunto.   È il momento, adesso, dei quindicenni.   Ultima scoperta, Gianna Forretti, [...]

Pier Maria Paoletti
(......... - dicembre 1963)


martedì 15 febbraio 2011

(1963) Che cosa è questa moda dei cantanti giovanissimi? (Radiocorriere TV, 4 agosto)

Da qualche anno a questa parte, almeno ogni sei mesi, siamo costretti a pensare, a scrivere che, nel mondo della musica leggera, c’è qualcosa di nuovo. Prima ci fu Modugno, che venne all’improvviso ad agitare le acque tranquille di una lunga tradizione melodico-sentimentale, in cui cuore amore dolore si legavano l’un l’altro sul filo di invariabili rime, i cieli erano immutabilmente stellati, le illusioni erano perdute, i viali erano tutti autunnali.     Fu una scossa salutare, che indusse molti parolieri a comporre testi più credibili, più veri, meno conformisti.
Poi venne il rock, e con il rock gli urlatori della canzone, primo fra tutti Celentano (che però aveva molte frecce nell’arco, e lo sta ancora dimostrando). Per mesi non ascoltammo altro: ma sotto sotto, quasi senza parere, si stavano facendo largo altri personaggi, che, pur avendo avvertito il mutamento del gusto, le nuove esigenze del pubblico, specialmente dei giovani, rinunciavano in partenza a fare un solo falò della musica tradizionale, ed anzi, di quella musica cercavano di conservare la parte migliore, tuttora valida.   E furono i cantautori: Bindi, Meccia, Paoli, Fidenco e gli altri. Ragazzi preparati, astuti, che riproponevano la “musica del sentimento” in forme nuove, adattandovi parole e vicende se non peregrinamene originali almeno accettabilmente vere.
E oggi? Oggi il motto è “largo ai giovanissimi!”: i dischi documentano la costante avanzata delle nuove leve musicali: quelle che hanno imposto il dondolìo del twist, del madison, dell’hully gully, che hanno portato alla ribalta imprevedibili “vedettes”. Una ragazzina lentigginosa che a vederla non la trovi dissimile da cento altre, studentesse delle tecniche o sartine, impiegate o commesse al supermarket; e che invece, messa davanti a un microfono, spiega una voce piena e suggestiva, e davanti alle telecamere si comporta con la disinvoltura di una professionista con anni di carriera dietro le spalle. Un ragazzino che, pur rifacendosi all’esempio di Celentano, mette nelle sue canzoni una freschezza nuova, e tutto l’entusiasmo aggressivo dei suoi sedici anni.
È come una bottiglia di spumante appena sturata: ne trabocca la musica dei giovanissimi, quella che in questa estate piuttosto calda imperversa su tutte le spiagge, nelle “hall” di tutti gli alberghi di montagna, ascoltata e ripetuta da migliaia di ragazzi col maglione alla “Tony Perkins”, di ragazze in maglietta “Saint Tropez”; sopportata – ma proprio soltanto sopportata? - da migliaia di genitori di mezza età.
Il fenomeno non è nuovo: Paul Anka, anni addietro, era ancora alle medie inferiori quando incise Diana e Crazy love: e non era molto più adulto Neil Sedaka quando raggiunse l’improvviso, e clamoroso, successo di The diary e I go ape. Da noi la stessa Mina arrivò in testa alle classifiche delle vendite discografiche non più che adolescente. Non è neppure un fenomeno tutto nostro, se è vero che in Francia, sulla scia di Francoise Hardy, i cantanti teen-agers stanno spuntando a decine. […]

P.Giorgio Martellini

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“Noi cantanti della generazione “di mezzo”, stiamo sempre con il fucile puntato su questi ragazzi: diciamo sempre che spariranno…. E invece non è così: hanno dentro lo spirito del loro tempo, di questo tempo; hanno naturalezza, verità, autenticità. […] Forse non sanno neppure ancora di essere delle “vedette”. […]”

Arturo Testa



“Io, questi ragazzi, li ho tenuti a battesimo in Alta pressione: e già allora ne avevo previsto il successo: Il mondo oggi è portato a dare sempre più importanza ai giovani, ai loro problemi, alle loro necessità: e in fine dei conti, la musica leggera appartiene ai giovani di diritto. Hanno portato nelle canzoni l’allegria: ma cantare, non dovrebbe essere sempre una manifestazione di gioia? […]”

Renata Mauro



“[…] perché queste canzoni e questi cantanti entusiasmano i giovani? Perché parlano il loro linguaggio, ma non è sempre un linguaggio educativo. Perché con il loro ritmo, costituiscono una scarica di energie, quasi uno sport: ed è meglio che le energie della gioventù di oggi si esauriscono in innocui contorcimenti, piuttosto che non in altre attività assai meno innocenti. Perché infine i ragazzi si proiettano in questi loro coetanei che, attraverso la canzone, hanno avuto successo, e sono indotti a pensare: “Se ci sono riusciti loro, non potrei riuscirci anch’io?”. Ma c’è un altro aspetto: questa musica piace anche agli adulti. La ragione non è certo confortante. I quarantenni, i cinquantenni d’oggi mancano sovente di idealità, di vita interiore: e quindi finiscono con l’identificarsi, con un certo rimpianto nella gioventù, e nella sua effervescente vitalità. […]”

Leonardo Ancona (psicologo)


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lunedì 20 dicembre 2010

(1963) CANTAGIRO 2ª edizione (22 giugno-5 luglio)



Sconfitto Tajoli, le votazioni susseguitesi a ritmo sempre più intenso e drammatico sono state quasi tutte prevedibili e, sulla dirittura di arrivo, la carovana ha ripreso forma, anche se solo idealmente, riportando Peppino al primo posto, Tony al secondo, Donatella Moretti al terzo, Gino Paoli (protagonista di una interessante e meritata rimonta) al quarto posto. [...]

Maso Biggero
(TV Sorrisi e Canzoni - 14 luglio)


I Vincitori di tappa del Girone A
  • 22 giugno - Torino: Peppino Di Capri;
  • 23 giugno - Sestri Levante: Carmen Villani;
  • 24 giugno - Salsomaggiore: Carmen Villani;
  • 25 giugno - Lido di Jesolo: Luciano Tajoli;
  • 26 giugno - Bologna: Annamaria;
  • 27 giugno - Livorno: Peppino Di Capri, Nico Fidenco e Luciano Tajoli (a pari merito)
  • 28 giugno - Perugia: Peppino Di Capri;
  • 29 giugno - Terni: Peppino Di Capri e Luciano Tajoli (a pari merito)
  • 30 giugno - Pescara: Nico Fidenco;
  • 1 luglio - Napoli: Gino Paoli;
  • 2 luglio - Viterbo: Little Tony;
  • 3 luglio - Formia: Nico Fidenco;
  • 4 luglio - Fiuggi: Luciano Tajoli.
classifica finale
1° Peppino di Capri;  2° Little Tony;  3° Donatella Moretti;  4° Gino Paoli;  5° Nico Fidenco;  6° Luciano Tajoli;  7° Giacomo Rondinella;  8° Nunzio Gallo.
 
 
I vincitori di tappa del Girone B
  • 22 giugno - Torino: Michele;
  • 23 giugno - Sestri Levante: Franca Alinti;
  • 24 giugno - Salsomaggiore: Isabella Iannetti;
  • 25 giugno - Lido di Jesolo: Roberto Davini;
  • 26 giugno - Bologna: Mike Fusaro;
  • 27 giugno - Livorno: Michele;
  • 28 giugno - Perugia: Franca Alinti;
  • 29 giugno - Terni: Isabella Iannetti;
  • 30 giugno - Pescara: Michele;
  • 1 luglio - Napoli: Giancarlo Silvi;
  • 2 luglio - Viterbo: Isabella Iannetti.
classifica finale
1°Michele;  2° Isabella Iannetti;  3° Giancarlo Silvi e Fantanicchio;  4° Franca Alinti;  5° Roberto Davini;  6° Tullia Murro;  7° Mike Fusaro.



  •  Come sarà il Cantagiro
    .
    l'organizzatore Ezio Radaelli ha rivelato le norme che regoleranno quest'anno la marcia trionfale della "carovana delle celebrità". Celentano che l'anno scorso risultò vincitore del Girone A, sarà presente come ospite d'onore. (Rodolfo D'Intino) (24 marzo)
  • Peppino di Capri al Cantagiro
    .
    per la prima volta il popolare cantante partecipa ad una gara musicale, esibendosi con Adriano celentano nello stesso spettacolo (Rodolfo D'Intino) (2 giugno)
  • Anche quest'anno Salerno al Cantagiro
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    il popolare attore ha rimandato vari impegni cinematografici per prendere parte alla manifestazione.  Sarà affiancato da un noto volto della televisione: Luisella Boni oppure dalla coppia Corrado Pani-Mina (Rodolfo D'Intino) (16 giugno)
  • Parte il Cantagiro
    .
    sabato 22 la macchina del "Cantagiro" si mette in moto da Torino (dopo uno spettacolo al Teatro Alfieri) per concludersi il 5 luglio nello sfarzoso "Studio A" di Fiuggi. (Rodolfo D'Intino) (23 giugno)
  • Il Cantagiro in marcia
    .
    la carovana suscita ovunque l'entusiasmo popolare.   Un emozionante duello canoro combattuto tappa per tappa senza esclusione di colpi. (Maso Biggero) (30 giugno)
  • Qui Cantagiro
    ..
    traversate faticose, spettacoli duri, poche ore di sonno, eppure poca voglia di andare a letto la sera da parte di tutti i componenti la carovana che si riunivano nelle hall degli alberghi, nelle trattorie, al caffè per stare ancora insieme, come se fossero in vacanza. (Maso Biggero) (7 luglio)
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  • Ha vinto ancora la giovane guardia
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    Peppino di Capri s'è aggiudicato la maglia rosa dopo una lotta serrata che fino all'ultimo è stata avvolta nell'incertezza. (Maso Biggero) (14 luglio)

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domenica 19 dicembre 2010

(1963) TV SORRISI E CANZONI (luglio)



Paola di Liegi è ancora una volta al centro dei pettegolezzi della corte belga.   Ma se fino a ieri le critiche riguardavano il suo rango di componente della famiglia reale (Paola era accusata di calpestare l'etichetta, di non sapersi comportare con la necessaria dignità, di vivere troppo a lungo all'estero, magari di indossare costumi da bagno "incredibilmente succinti"), oggi la ventata di pettegolezzi insidia la sua vita coniugale.


Scilla Gabel ha cominciato a girare un film ad episodi dal titolo "I fuorilegge del matrimonio", che mette a fuoco le situazioni assurde di molte migliaia di coppie coniugate  la cui convivenza è stata distrutta da eventi irrimediabili.


Due colpi di pistola echeggiano alle ore 18 di giovedi 11 luglio nella "Villa Paradisetto" in Genova sono la parte più clamorosa del dramma di Gino Paoli;   ma lo stato di inquitudine del cantautore genovese, che sarebbe esploso in modo così intteso, covava da tempo.   Una situazione familiare tesa, una crisi artistica innestata su una più ampia crisi sentimentale, un carattere chiuso, scontroso, portato alla malinconia ed alla disperazione sono le cause più profonde della tragedia dell'autore de "Il cielo in una stanza" di "Senza fine" e "Sapore di sale"


Stefania Sandrelli sta attualmente girando a Sciacca, in Sicilia, il film  di Germi "Sedotta e abbandonata".   Suo partner è Aldo Puglisi, un giovane attore di Catania noto sinora in teatro ed alla TV per una partecipazione ai "Giacobini".
Stefania Sandrelli che è nata a Viareggio diciotto anni fa, si rivelò in un concorso di bellezza ed ebbe la sua prima parte di rilievo in "Divorzio all'italiana".   Recentemente si è parlato con insistenza di un flirt tra Gino Paoli e l'attrice della Versilia;  le voci erano state accreditate del resto dalla stessa Sandrelli, che dichiarava ad un giornalista di essere innamorata di Paoli.  

giovedì 7 ottobre 2010

GINO PAOLI - LE COSE DELL'AMORE (12 dicembre 1962)





Lato a)
  1. Le cose dell'amore  (il faut savoir) (paoli)
  2. Devi sapere (aznavour-beretta)
  3. Anche se (paoli)
  4. Una di quelle (paoli)
  5. Perdono (paoli)
  6. La collanina di latta (paoli)

Lato b)
  1. Due poveri amanti (paoli)
  2. Non andare via (ne me quitte pas) (brel-paoli)
  3. Lacrime (paoli)
  4. La storia di un ricordo (paoli)
  5. L'ultima volta che la vidi (reverberi-calibi)
  6. Solo te (paoli)

cover (RICORDI - MRL 6025)
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RICORDI - MRL 6025
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lunedì 28 giugno 2010

GINO PAOLI - GINO PAOLI (1961)

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Questo disco rappresenta per me un'esperienza abbastanza importante: è la prima volta infatti che mi sento veramente io, con le mie canzoni. Non dico tanto delle canzoni che ormai sono conosciute, quanto di quelle dell'altra facciata del disco. L'altra faccia della luna.
Non so se siano più o meno belle delle altre, ma sono ancora dentro di me; non le ho mai cantate "in pubblico", non le ho incise con orchestra e coro, come si fa quando si vuole "lanciare" una canzone. Sono ancora così come le ho pensate, come ve le canto, con un organo o un pianoforte.
Le mie canzoni nascono sempre da qualche nuova sensazione, da un particolare stato d'animo, da piccole osservazioni della vita di tutti i giorni, della gente, delle cose, degli animali, del mondo che ci circonda.
Le parole e la musica si improvvisano nelle mia mente e quando prendo la chitarra la canzone è già fatta.
Così anche attraverso la breve immagine di poche note e di poche parole penso che sia dignitoso e possibile esprimere se stessi.
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Gino Paoli
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dal backcover del disco
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Lato a)
  1. Gli innamorati sono sempre soli (paoli)
  2. Me in tutto il mondo (paoli)
  3. Un vecchio bambino (paoli)
  4. Senza fine (paoli)
  5. Volevo averti per me (paoli)
  6. Lacrime (paoli)
  7. Un jour tu verras (van parys-mouloudji-poletto)
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Lato b)
  1. La gatta (paoli)
  2. Un uomo vivo (paoli)
  3. Maschere (paoli)
  4. Sassi (paoli)
  5. In un caffè (paoli)
  6. Io vivo nella luna (paoli)
  7. Il cielo in una stanza (paoli)
  8. Grazie (paoli)
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.cover (RICORDI - MRL 6006)
gino paoli - gino paoli.rar
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RICORDI - MRL 6006
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domenica 18 aprile 2010

GINO PAOLI - LA TUA MANO/CHIUDI (1959)

con i Cavalieri
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.lato a)
  • La tua mano (bacal-mogol)
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lato b)
  • Chiudi (reverberi-calabrese)
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cover (RICORDI - SRL 10-047)
SRL 10-047 - GINO PAOLI (02.07).rar
.RICORDI - SRL 10-047
SRL 10-047 - GINO PAOLI (1959).rar
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(1958 - 1959) NANNI RICORDI - L'uomo che Inventò i Cantautori

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“Ciao, sono Nanni Ricordi. Piacere. Sei di Genova anche tu? Anche mia mamma: per l’esattezza è di Santa Margherita”.
Visto che lui è il Grande Capo e mi dà del tu, cominciamo bene. Quel “tu” alla quacchera, di primo acchitto… chi è, Giusti?... Va beh: chi se ne frega… Le labbra di Nanni si tendono a formare una specie di doppia linea, prima che diventi un sorriso: “Qui siamo un gruppo di lavoro che inizia – continua – e mi piacciono molto le cose che stai facendo con Bindi e gli altri”.
È il 1958, e gli “altri” sono Gianfranco Riverberi, Luigi Tenco, Gino Paoli e Bruno Lauzi…. E ci vuole coraggio e grinta per dire: “Mi piacciono questi autori” e inventar loro un ruolo di cantanti, oltre che di autori. Nanni ce l’ha. E tutto il gruppo dei “genovesi” gli è debitore, più Gaber, Jannacci, Endrigo:… “No Nanni, no cantautori”! […]

Giorgio Calabrese

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Ritornato dall’America con la moglie Marisa, nel 1957 apparve ovvio il suo ingresso nell’azienda di famiglia, della quale lui e la sorella Madina possedevano il dieci per cento delle azioni. E qui si vide la lungimiranza di Nanni e la sua determinazione. La musica lirica e classica italiana erano da anni in piena crisi commerciale: grandi investimenti e scarsi risultati economici. Così Nanni disse al consiglio di amministrazione: o costituite un dipartimento dedicato alla produzione di dischi di musica leggera o non se ne fa niente.
A quel tempo io ero in Ricordi già da cinque anni, come responsabile delle edizioni cartacee di musica classica […] Avevo trent’anni e Nanni ventisei. Mi disse: “mi hanno dato via libera, facciamo i dischi: vieni con me come vice direttore. E per prima cosa diamoci del tu”, che allora non si usava.
Dissi “okey”, e incominciammo l’avventura.

Franco Crepax

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Seguivo con attenzione il lavoro di Nanni, dalle prime produzioni di Gaber , alle “canzoni della malavita” della Vanoni, fino all’esordio nel 1959, di artisti come Bindi, Paoli, Tenco, Jannacci (nel gruppo dei “Cavalieri”), cui in seguito si aggiunse Endrigo, e il rilancio di parecchi altri nomi legati a modelli più tradizionali, come il “Quartetto Cetra”, Nuccia Bongiovanni (voce fissa al Musichiere in TV), Emilio Pericoli (che nel ’61 avrebbe sbancato le charts USA con Al di là), ecc.
In un mercato così ricco di fermenti e di emissioni d’ogni genere come era quello italiano dell’epoca, l’impresa di sviluppare una nuova azienda non era certo semplice, anche se una mano preziosa veniva offerta dall’appoggio delle edizioni collegate (Arrivederci di Bindi conquistò i primi posti in classifica nella versione di Marino Barreto jr. e permise all’autore di farsi conoscere a una più ampia cerchia di pubblico). Furono necessari molti mesi prima che il marchio “Dischi Ricordi” s’imponesse come una delle più solide realtà nell’industria musicale in Italia. Decisiva fu, nel 1960, la partecipazione a Sanremo (come autore) di Umberto Bindi con È vero, interpretata da Mina. Il brano ebbe un eccellente riscontro di vendite anche nella versione di Bindi “un autore e cantante che ha portato un fresco alito di vita alla canzone italiana” scrissi recensendo il disco nella rubrica che su “Musica e Dischi” aveva sostituito quella di Zivelli, e di cui avevo assunto il coordinamento.
E subito dopo, Bindi esplose definitivamente anche come interprete. Il nostro concerto raggiunse il primo posto fra i dischi 45 giri più venduti in Italia nel 1960. Nell’arco di soli due anni il lavoro di Nanni Ricordi, aveva raggiunto i suoi obiettivi, e l’azienda figurava ormai a pieno titolo fra le più importanti case fonografiche sul mercato. Un risultato che lasciò sorpresi tutti gli operatori del settore (me compreso).

Mario De Luigi




Tutto cominciò quando arrivai a Milano per fare il militare. Iniziai ad andare in giro a suonare nelle cantine. Erano una specie di “cave” alla francese. In ogni palazzo c’era qualcuno che suonava e aveva una cantina adibita a sala musica. Erano tutte piccole come il Santa Tecla, ma in questo modo ho cominciato a conoscere Jannacci, Gaber, insomma, tutta questa gente. Avevamo poi formato un complesso in cui c’era anche Tenco: l’avevo fatto venire da Genova per fare delle serate con Celentano come cantante. E finito il militare tornai subito a Milano dove ormai conoscevo un po’ tutti. Già prima di fare il militare cercavo di bazzicare la capitale lombarda per fare qualche cosa, ma allora non succedeva assolutamente niente. La rivoluzione infatti avvenne dopo l’arrivo del jukebox.
Dall’arrivo del jukebox in poi, infatti, praticamente più nessuno ascoltava la RAI. Ascoltavano tutti il jukebox, e questo iniziò a cambiare il nostro mondo musicale.
Dopo il militare, feci il mio primo periodo alle Edizioni Ricordi. Il primo contatto con i dischi, “l’altra parte”, avvenne quando fui chiamato alla Dischi Ricordi, e lì conobbi Nanni, Franco Crepax, e tutti gli altri. Nel reparto dischi, serviva una ricerca di cantanti. Per prima cosa portai tutti gli amici che avevo a Genova. Quelli che conoscevo e quelli che sapevo che avevano delle qualità e quindi delle possibilità.
E qui c’è un piccolo aneddoto che riguarda Gino Paoli, cui feci fare un provino che diedi all’allora direttore artistico, Arduino, anche lui uno di Genova, che mi rispose: “Guarda che di questo non ce ne frega niente”. Ma io ci credevo, e soprattutto Gino era anche un amico: volevo che rimanesse nel giro. Così chiamo Giorgio Calabrese, che lavorava alla “jukebox”, casa discografica di Carlo Alberto Rossi, e gli dico: “Senti Giorgio, se ti dovesse telefonare qualcuno per dirti se state per fare un contratto a un certo Gino Paoli, tu digli di sì!”
In quel momento Rossi stava facendo un sacco di successi con Jenny Luna, Joe Sentieri e tanti altri. Quindi torno da Arduino e gli dico: “Senti un po’, Paoli sta per fare un contratto Con Carlo Alberto Rossi…”, e lui: “No, no, facciamoglielo noi, però più di tre elementi non ti do”.
Così arrivò Gino Paoli.
Con soli tre strumenti, però, non sapevo proprio come fare. Allora telefonai a mio fratello Giampiero, che era molto più giovane di noi, aveva ancora i calzoni corti, ma musicalmente era molto più geniale, e gli dissi: “Senti, dammi una mano, non so proprio come venirne fuori…”.
Arrivarono da Genova con il solito basso, batteria e… un flauto!
Lo studio, cioè la sala di registrazione alla Ricordi, era anche un po’ il magazzino degli strumenti musicali del negozio e Gino si fece dare anche un organo, una spinetta, un pianoforte e un clavicembalo. Insomma aveva tutto intorno. Praticamente suonava tutti questi strumenti più il basso e la batteria e il flauto. Mi avevano detto che non potevano pagare più di cinquemila lire per ogni arrangiamento e lui aveva fatto i primi quattro. Nelle cinquemila lire era compreso viaggio, vitto, alloggio, arrangiamento, esecuzione… tutto quanto! E mio fratello era venuto a Milano solo per farmi un piacere.
[…]

Gianfranco Riverberi

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Gino - Ci siamo conosciuti (con Tenco) perché lui stava montando una commedia per una filodrammatica che si chiamava Masterpiece, e una delle ragazze che doveva recitare era amica di quella che poi sarebbe diventata mia moglie, quindi ci siamo trovati lì e abbiamo cominciato a fare gli attori e siamo diventati amici, passavamo tutte le giornate insieme, sempre, per anni. Lui suonava il sax, il pianoforte e la chitarra, e io suonavo la batteria, la chitarra e avevo cominciato a suonare la tromba. Ma tutte le cose così, per imitazione: Come fanno tutti i ragazzini. Senza avere intenzione di fare quel mestiere lì. Luigi poi aveva anche il problema del fratello, che non solo non ne voleva sapere di quello che faceva, ma se ne vergognava. Ma era normale allora per le famiglie genovesi, con un figlio che non voleva fare l’università, ma il musicista o il pittore. E per quelle piemontesi era ancora peggio. Il fratello arrivò addirittura a proibirgli di usare il suo cognome perché sennò gli rovinava l’industria di vini!
Nanni – Sì. Era per questo che prima si chiamava Dick Ventuno e poi con quell’altro nome…
Gino – Gigi Mai. L’avevamo trovato io e Riverberi. E ne aveva ancora un altro. Gordon Cliff, mi pare. L’ha cambiato tre o quattro volte, finchè si è rotto le palle e ha detto basta!
[…]
Nanni – Gino poi faceva le copertine per i nostri dischi. Me ne ricordo una bellissima per Endrigo:
Gino – Sì, ero il grafico del gruppo. E ho continuato a farlo fino al 1962. Quindi, le prime copertine, anche le mie, le facevo io. Ma era tutto molto informale. Direi che la cosa più importante era che eravamo dei dilettanti, gente che si dilettava, non era un mestiere. Io continuavo a fare il grafico, venivo a Milano, incidevo e tornavo a fare il grafico. Luigi suonava e andava in università. C’era un’atmosfera diversa che non c’è più stata. Ci si aiutava tra di noi.
[…]

Gino Paoli e Nanni Ricordi
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estratto da "TI RICORDI NANNI? - L'Uomo che Inventò i Cantautori" da un'idea di Claudio Ricordi - excelsior 1881 (2010)
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