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sabato 27 aprile 2013

Avvisaglie di un conflitto - 1939 (maggio - agosto)

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maggio
  • [03] – U.R.S.S./ Dopo le inutili richieste di costituire una Triplice Alleanza, con Francia e Gran Bretagna, il ministro degli Esteri della URSS, Maksim Litvinov (ebreo aspramente svillaneggiato dai tedeschi), viene sostituito dal più spregiudicato Molotov, assai più incline a cercare un accordo tattico con la Germania se dovesse essercene la necessità  
 
 
  • [15] – Italia/ A Torino, alla presenza di 60.000 operai, Mussolini inaugura la “Fiat-Mirafiori” che sostituirà la “Fiat-Lingotto”, radunando in un solo organismo tutta la produzione automobilistica e dei motori d’aviazione
  • [20] – Spagna/ Termina la guerra civile spagnola con la vittoria del generale Franco 
 

 

  
  • [22] – Italia-Germania/ I ministri degli Esteri di Italia e Germania Galeazzo Ciano e Joachin von Ribbentrop, firmano il cosiddetto “Patto d’acciaio”, un accordo politico-militare di reciproca assistenza in cui i due governi s’impegnano a sostenersi con tutte le proprie forze militari, ove una delle parti fosse implicata in una guerra , senza distinzione fra guerra offensiva o difensiva.
 
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giugno
  • [18] - Vaticano-Italia/ Pio XII nomina San Francesco d'Assisi patrono d'Italia assieme a Santa Caterina da Siena.
  • [23] - Italia-Germania/ firmato l'accordo che prevede l' opzione, per i cittadini dell'Alto Adige di madrelingua tedesca, di rinunciare alla cittadinanza italiana e trasferirsi nel Reich


luglio
  • [23] - U.R.S.S./ Molotov propone a Francia e Inghilterra che inviassero a Mosca una missione militare per elaborare un accordo di alleanza.

agosto

  • [04] - Francia e Inghilterra accettano l'invito di Mosca
  • [11] - U.R.S.S./ Arriva a Mosca la missione militare anglo-francese formata da generali e ammiragli che non ha alcun potere decisionale. Chamberlain non aveva alcuna intenzione di fare accordi con l' Unione Sovietica
  • [20] - Germania-U.R.S.S./ Hitler informato del mancato accordo anglo-franco-sovietico, invia a Stalin un telegramma per un incontro con Ribbentrop; Stalin, prevedendo l'imminenza degli eventi e l'inutile attesa di una proposta concreta da parte dell'Inghilterra, accetta.
  • [23] – Germania-U.R.S.S./ Per mano dei rispettivi ministri degli Esteri Joachim von Ribbentrop e Molotov, firmano a Mosca un patto di non aggressione cui è allegato un protocollo segreto relativo alla futura spartizione della Polonia (la Bessarabia e gli Stati baltici). Hitler non voleva combattere su due fronti per non replicare l'errore e la successiva sconfitta di Guglielmo II nella guerra del '14; Stalin riteneva che l'Armata rossa, decapitata dalle purghe degli anni precedenti, non fosse ancora pronta a sostenere una guerra che pur sapeva inevitabile.   Occorreva prendere tempo, soprattutto dopo che gli occidentali, alla Conferenza di Monaco, avevano dato via libera a un Hitler determinato a invadere la Cecoslovacchia.
  • [24] - Vaticano/ Alle ore 19,00, Pio XII, dal suo studio di Castel Gandolfo collegato con la stazione radio vaticana, legge un messaggio per il mantenimento della pace
  • [25]Gran Bretagna/ il patto di mutua assistenza, concesso insieme con la Francia alla Polonia, viene trasformato in un intervento automatico di ciascuno dei due paesi in caso di aggressione  da parte di terzi.   [...] Germania-ItaliaHitler informa Mussolini che la Germania è pronta ad invadere la Polonia. Il duce replica che l’Italia per entrare in guerra necessita di un periodo di preparazione di tre anni e subordina il suo ingresso nel conflitto a consistenti aiuti germanici.
  • [26] - U.S.A./ Roosevelt invia un messaggio ad Hitler, proponendogli di intavolare trattative dirette con la Polonia per giungere ad un accordo su Danzica
  • [29] – Germania-Polonia/ Per il tramite dell’ambasciatore inglese a Berlino, Hitler pone un ultimatum: la Polonia dovrà inviare un suo plenipotenziario nella capitale tedesca entro il 30 di agosto, per definire la questione di Danzica e del suo corridoio sulla base di un documento in 16 punti elaborato da Von Ribbentrop e dallo stesso Hitler.
  • [30] - Polonia/ Mobilitazione generale: vengono richiamate alle armi ventitre classi
  • [31] – Germania-Polonia/ Per accontentare almeno formalmente Mussolini, il quale ha tra l’altro sollecitato l’immediata convocazione di una conferenza internazionale per scongiurare la guerra, il Fuhrer riceve l’ambasciatore polacco a Berlino, Lipsky. E’ un dialogo che dura solo pochi minuti. [....] Germania/ Tedeschi vestiti di uniformi polacche fanno irruzione nella stazione radio tedesca di Gleiwitz (Alta Slesia).   E' il casus belli per la Germania
  
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  2. Kramer e i suoi Solisti - A cena nella jungla (kramer)
  3. Carlo Buti - Fili d'oro (buongiovanni-caputo)
  4. Giovanni Turchetti - Tu sentirai nel cuor
  5. Carlo Buti - Musica proibita (flick-flock-gastaldon)
  6. Isa Bellini - La tua mano (trenet-valabrega)
 
  

sabato 27 agosto 2011

(1963) Gino Latilla cambia mestiere


Il cantante è dimagrito negli ultimi sei mesi di oltre quindici chili: attribuisce la causa del suo "ridimensionamento" alla faticosa tournée a cui ha partecipato insieme con Rascel per portare nei teatri di tutta Italia la commedia musicale "Enrico '61".   Al termine della tournée, Rascel aveva proposto a Latilla di seguirlo in Gran Bretagna, per continuare le recite in inglese.   Latilla però ha preferito rimanere a casa per rimettersi un pò in forma. [...]
Dopo quasi vent'anni di carriera nella musica leggera e nella rivista, Gino Latilla ha deciso pochi giorni fa di cambiare mestiere: d'ora in poi lavorerà alle dipendenze della RAI con il compito di scritturare cantanti stranieri.

("OGGI" - 9 maggio)

martedì 5 gennaio 2010

CARLA BONI e GINO LATILLA - VIII FESTIVAL DELLA CANZONE (1958)

b.
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CARLA BONI - Nel 1948 vince un concorso, che le apre le porte della Rai e delle sale di registrazione discografica. Ottiene i primi successi discografici con Pippo Barzizza, con cui canterà e registrerà in tutto il periodo torinese. Nel 1952, a seguito di un ennesimo provino, entra nella scuderia del maestro Cinico Angelini, per affermarsi definitivamente non solo grazie alla voce, ma anche alla buona cultura che le consente di cantare in diverse lingue. L'esplosione di popolarità che la trasformerà nella primadonna della canzone italiana (accanto alla collega-rivale Nilla Pizzi), avviene nel 1953 ed è la conseguenza della vittoria del Festival di Sanremo, in coppia con Flo Sandon's, [...]. In quell'occasione la "regina della canzone" Nilla Pizzi viene battuta sul filo di lana. Ma Carla Boni fa di più. Tra lei e Gino Latilla (che i cronisti volevano fidanzato di Nilla Pizzi), nasce infatti in quei giorni una storia d'amore destinata a concludersi con matrimonio nel 1958. Non ci vuole altro per fare della cantante ferrarese la protagonista della cronaca rosa dei rotocalchi dell'epoca.
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estratto da "Il Dizionario della Canzone Italiana" a cura di Gino Castaldo - Armando Curcio Editore, 1990
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Lato a)
  1. CARLA BONI - Arsura (schisa-cherubini-d'acquisto)
  2. GINO LATILLA - Tu sei del mio paese (rossi-biri-testa-de giusti)
  3. CARLA BONI e GINO LATILLA - Timida serenata (redi-nisa)
  4. GINO LATILLA - Se tornassi tu (barberis-radaelli)
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Lato b)
  1. CARLA BONI - Io sono te (rossi-biri-testa-de giusti)
  2. GINO LATILLA - Nel blu, dipinto di blu (modugno-migliacci-modugno)
  3. CARLA BONI e GINO LATILLA - Non potrai dimenticare (malgoni-pallesi)
  4. GINO LATILLA - Fantastica (bentivoglio-costanzo)
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(1958) pubblicità - EDIZIONI CURCI

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(1958) - "Volare" e il sogno possibile

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“Una volta tanto l’amore è visto con gli occhi surrealisti. Un fantasioso innamorato sogna di tuffarsi in un cielo che è blu come gli occhi della sua ragazza. È un blu mai visto tanto è blu e insieme con lei gli sembra di volare più in alto del sole, incontro alla felicità”
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“Mancavano pochi minuti all’una di notte, quando un vecchio signore alto e magro, con gli occhiali che scivolavano verso la punta del naso e uno smoking corretto ma stinto per le tante serate passate sotto le luci del Casinò, salì sul palcoscenico, chiamò il presentatore Gianni Agus e gli mise fra le mani un foglio di carta con dieci-quindici righe scritte a macchina. Era la sentenza del Festival della Canzone Italiana. Dietro quel vecchio signore, che al Casinò è conosciuto come il “Commendatore”, salivano affannati, tremanti, col cerone che andava sciogliendosi in grumi di poltiglia sporca, Gino Latilla, Claudio Villa, Aurelio Fierro, Johnny Dorelli, Giorgio Consolini, Natalino Otto. “Commendatore, per piacere”, domandavano, “Commendatore, chi ha vinto?”. Il Commendatore, muovendo soltanto le labbra, senza voce, articolò una parola: “Blu...”.”[…]
L’avvocato Cajafa […] aveva assunto, in quanto presidente della Società ATA, concessionario del Casinò, la direzione e l’organizzazione del Festival, non più di competenza della Rai, che si sarebbe limitata alle riprese audio e video.[…]
L’avvocato Cajafa aveva avuto un ruolo decisivo anche nella selezione dei brani: agli organizzatori erano pervenute 391 canzoni. Una prima cernita della Commissione selezionatrice, tra cui figuravano, ovviamente, il presidente dell’ATA – guarda caso l’avvocato Achille Cajafa -, musicisti come Piccinelli e Lavagnino e critici come Arrigo Polillo, ne aveva ridotto il numero a 135. Il pezzo di Modugno rischiava l’esclusione: ci furono accese discussioni tra i membri della commissione per un pezzo giudicato troppo “moderno e audace” per la musica e per il testo. Sarà proprio l’avvocato a imporre il brano che alla fine passerà con il 99% dei voti della giuria selezionatrice.
Ma non finisce qui: l’avvocato guida anche quelli che sono i protagonisti più veri e appariscenti del grande scontro canoro e musicale o almeno che lo saranno fino a quella ottava edizione, le orchestre. […] la prima gara è tra l’ “Orchestra della Canzone” del maestro Cinico Angelini con/contro il “Sestetto Azzurro” del maestro Alberto Semprini […]
Angelini, dal canto suo, rimane la guida per tutti i cantanti e con un infaticabile lavoro sarà colui che deciderà la maggior parte delle accoppiate tra canzoni e interpreti.[…]
L’ultimo capitolo che l’avvocato riesce a chiudere negli ultimissimi giorni prima del Festival è quello dei presentatori: se la bionda Fulvia Colombo viene designata come presentatrice anche dai settimanali che le dedicano delle copertine, incerto è fino all’ultimo il nome del presentatore. Si alternano comunicati e smentite che fanno roteare i nomi di Enzo Tortora, Mike Buongiorno e Nunzio Filogamo. Alla fine viene annunciato proprio Tortora, che darà però forfait negli ultimissimi giorni causa mancato accordo sulla retribuzione: a sostituirlo (sarà) Gianni Agus […]

(Nella seconda serata) sale sul palco colui che deciderà il futuro non immediato ma sicuramente “cinquantenario” del Festival.
Domenico Modugno indossa uno smoking azzurro-carta da zucchero, […] che in televisione appare come un grigio chiaro, quasi bianco. Sul palco, a presentarlo Fulvia Colombo: “Un fantasioso innamorato sogna di librarsi in un cielo blu e gli sembra di volare più in alto del sole. Nel blu dipinto di blu e beh… a cantarla non poteva che essere Domenico Modugno accompagnato dall’Orchestra Semprini”. Più che un’orchestra un vero e proprio sestetto: lo stesso Semprini al pianoforte, Mario Migliardi all’organo Hammond, Eve Mautino all’arpa, Valdo Beduschi al basso, Pupo De Luca alla batteria e Bruno De Filippi, in sostituzione di Gangi, alla chitarra. In platea sono presenti Franco Migliacci, autore del testo della canzone, e Franca Gandolfi, moglie di Mimmo: falsa leggenda quella che vuole che abbia sussurrato al marito, poco prima di salire sul palco, di essere in cinta. Franca era in attesa già da qualche mese e suo marito ne era ben cosciente: ciò che non poteva immaginare era quello che sarebbe accaduto da lì a 3 minuti e 58 secondi (tanto durò l’esecuzione).
[..] “Modugno compì un gesto al quale oggi guardiamo come ad un’impresa corsara. Al momento del ritornello, del – Volare oh, oh/ cantare oh, oh, oh, oh! -, anziché stringere le mani sul cuore nella vecchia mossa tribolata all’italiana, Modugno spalancò le braccia: o meglio, ancora, le sguainò verso l’alto come due spade”.
[…] “Erano più di vent’anni, dai tempi in cui Tito Schipa cantava vivere, sempre così giocondo, ridere delle follie del mondo, che non sentivamo una canzone italiana così fresca, così piena di gioia e di forza. Era penoso pensare che i nostri autori, se sapevano scrivere canzoni così vive allora, non sapessero più scriverle oggi e si fossero ridotti solo a miagolare funebri serenate.[…]”
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Maria Cristina Zoppa
estratto da "Nel Blu, Dipinto di Blu" [Donzelli Editore, 2008]
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venerdì 28 agosto 2009

ANGELINI e la sua ORCHESTRA - CANZONI VENEZIANE (1953)






E' stato probabilmente il direttore d'orchestra più popolare dell'intera storia della musica leggera italiana: negli anni Quaranta attraverso la radio e, negli anni Cinquanta, anche attraverso la Tv, che dal 1955 riprenderà in diretta il Festival di Sanremo. Il suo stile, fatto di brio e di buon gusto, contribuì in maniera determinante a svecchiare la musica leggera italiana. Diede all'orchestrazione delle canzoni un tocco di raffinatezza e di fantasia e una varietà di soluzioni, tali da spazzare via dal componimento-canzone ogni residuo di grossolanità bandistica e di approssimazione operettistica. Fornì a cavallo tra gli anni Trenta e gli anni Quaranta, un risultato professionale così alto e convincente, da diventare il riferimento obbligato per ogni giovane direttore d'orchestra.

Nel dopoguerra il suo stile, costituisce già un codice di classicità che identifica la canzone italiana come tale. Il paese uscito a pezzi dal fascismo e dalla guerra ha bisogno di questo stile elegante e consolatorio. Angelini si porrà diligentemente al servizio di questa esigenza popolare, anche se finirà per ripetersi all'infinito e per perdere il senso dei mutamenti che stanno avvenendo.


estratto da "Il Dizionario della Canzone Italiana" a cura di Gino Castaldo - Armando Curcio Editore, 1990








Lato a)
  1. Carla Boni e Gino Latilla - Marietta..... (monta in gondola) (concina-belloni)
  2. Nilla Pizzi - Voga e va.... (concina-cherubini)
  3. Gino Latilla - Gondola nera (giuliani-pirozzi-rotondella)
  4. Carla Boni - Riverito sior Goldoni (chiri-seracini-minoretti)
Lato b)
  1. Dea Garbaccio e G. Turchetti - La biondina in gondoletta (ruccione-cram)
  2. Aldo Donà - Te vojo ben [l'eterno ritornello] (bidoli)*
  3. Gino Latilla - Vecio gondolier (pittoni-bruno)*
  4. Aldo Donà e Elena Beltrami - Sul ponte del Rialto (fermi-bianchini)*
* orch. CETRA diretta da Beppe Mojetta




cover (cetra L.P.A. 17)
http://www.mediafire.com/?xp6opnmb9f3zsrc


cetra L.P.A. 17
http://www.mediafire.com/?0sjmuicf9ddonvt