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venerdì 18 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 26

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Lato a) 1949
  1. Nilla Pizzi & Luciano Benevene (orch. Angelini) - Avanti e indrè (ravasini-larici)
  2. Claudio Villa (orch. Andry) - Qui sotto il cielo di Capri (fragna-bonagura)
  3. Lidia Martorana (orch. Ortuso) - Che mele (kramer-giacobetti)
  4. Luciano Tajoli (orch. Piubeni) - E vanno... (goldini-natili)
  5. Duo Fasano (orch. Angelini) - Aspetto il diretto (sciorilli-testoni)
  6. Nilla Pizzi (orch. della canzone) - Perchè non sognar (redi-galdieri)
Lato b) 1949
  1. Sergio Ponalini e Radio Boys (orch. Barzizza) - Ciao Turin (prato-lampo)
  2. Elena Beltrami (orch. Barzizza) - Autunno (mascheroni-giannantonio)
  3. Aldo Donà (Orch. Barzizza) - La ragazza del ritmo (de serra-minoretti)
  4. Luciano Tajoli (orch. Ceragioli) - Lo stornello del marinaio (bixio-bonagura)
  5. Claudio Villa (orch. Andry) - Borgo antico (bonagura-bonavolontà)
  6. Elena Beltrami, Aldo Donà e Radio Boys (orch. Migliardi) - Tarantella dell'amore (marletta-sordi)
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cover (cetra - LCR 3026- 1980)
http://www.mediafire.com/?99di312j0389djd
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cetra - LCR 3026- 1980
http://www.mediafire.com/?ldjl76y94836dlk
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domenica 13 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 23

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VOCI IN MASCHERA





Non c'era tempo da perdere se si volevano coprire i vuoti più vistosi lasciati dai cantanti che avevano abbandonato la radio: in tredici sedi della RAI si sarebbero svolte le eliminatorie e poi a Torino e Roma le finali. Nella rete sarebbero rimasti una cinquantina di giovani che avrebbero frequentato un corso di tre mesi e, fra questi, sarebbero stati scelti i nuovi artisti della canzone di cui s'aveva bisogno. Spesa prevista per l'operazione poco più di un milione necessario per corrispondere le 5 o le 10 mila lire, a seconda se i frequentatori dei corsi d'addestramento fossero o meno residenti a Roma o Torino. Ma bisognava rinnovare anche il repertorio e così, d'accordo con la ' Fiera letteraria', fu bandito un concorso che metteva in palio un premio di 50 mila lire, divisibili a giudizio di una giuria formata da Savino, Maccari, Colacicchi, Pugliese e Petralia.

La macchina si mise in moto nel marzo del 1947 e, mentre infuriava il solleone d'agosto, negli stessi giorni in cui cominciarono i primi esperimenti televisivi a Roma con apparecchi importati dagli Stati Uniti, furono esaminati seimila candidati cantanti che avevano presentato domanda, convinti di poter affrontare i microfoni. Ai primi di settembre si conobbero i nomi dei 45 - 26 donne e 19 uomini - ammessi a frequentare i corsi di addestramento a Torino e Roma. [...]



B.G. Lingua
dalla "cover" del disco
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dalla "cover" del disco

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Lato a) 1948
  1. Lidia Martorana (orch. Barzizza) - Il mio amore sta in soffitta (d'arena)
  2. Vittorio Paltrinieri (orch. Kramer) - Ricordando aprile (de paul-johnston-larici)
  3. Elio Lotti (orch. Mojetta) - Che musetto! (ceragioli- testoni)
  4. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Sans pyjama (hotman-locat)
  5. Lidia Martorana (orch. Barzizza) - Amore baciami (rossi-testoni)
  6. Elio Lotti (orch. Mojetta) - La donna che voglio (segurini-morbelli)
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Lato b) 1948
  1. Lidia Martorana (orch. Barzizza) - La storia di tutti (mascheroni-testoni)
  2. Aldo Donà (orch. Ortuso) - Ballerina (sigman-larici-testoni)
  3. Vittorio Paltrinieri (orch. Kramer) - Mi piace d'esser triste (mascheroni-testoni)
  4. Elio Lotti (orch. Ortuso) - La strada (herbin-de torres)
  5. Lidia Martorana (orch. Barzizza) - Addormentarmi così (mascheroni-biri)
  6. Natalino Otto (orch. Kramer) - Buonasera avvocato (martino-nisa)

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cover (cetra - LCR 3023- 1980)
http://www.mediafire.com/?yaj5sxg2259hcrw
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cetra - LCR 3023- 1980
http://www.mediafire.com/?en1shv4n85ab9e0
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mercoledì 9 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 21

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SUCCEDE UN QUARANTOTTO
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[...] quello della musica leggera non era un mondo statico.
C'erano è vero, i nomi che resistevano, c'erano ritorni e affermazioni tardive, ma il ricambio era costante. Che cosa mutò, dalla fine del 1947 in poi, fu la cadenza di questi avvicendamenti che fino ad allora i tempi lunghi avevano reso inavvertibili. Il '48, quando arrivò, tenne fede alla propria fama e il pubblico si trovò improvvisamente di fronte a un panorama completamente cambiato.
La radio continuava a decidere della popolarità su scala nazionale di questo o quel cantante, di questa o quella orchestra, ma il potere assoluto delle scelte stava sfumando, insidiato dalla concorrenza del teatro di varietà e delle sale da ballo, che "rubavano" sempre più spesso le voci affermate. Anche i cantanti avevano imparata la lezione: la radio era soltanto un trampolino di lancio da lasciare appena possibile per mete più lucrose.
Tra il resoconto di una maratona di danza e la cronaca delle nozze di Elisabetta d'Inghilterra, la notizia dell'assassinio di Gandhi e i commenti allo sbalorditivo primato di un digiunatore, i giornali tentarono di spiegare al frastornato radioascoltatore che cosa stava accadendo ai nostri cantanti.
"Dove vanno i divi della radio?" s'interrogava la "Gazzetta del Popolo"; "La Stampa" le faceva eco, anticipando le conclusioni: "Come vivono i divi della radio ?". E spiegava: "Una voce vi è entrata in casa cantando a ritmo di jazz. Ci piaceva, ci divertiva, ci distraeva o ci ossessionava, non importa. In casa, in quelle date ore era lei che imperava sopra tutte le altre voci, sul frigrare del bimbo o lo sciacquio del rigovernare. Poi quella voce si è spenta, come se il maligno ci avesse soffiato su un soffio di morte". [...]
Un cantante della RAI di solito ha un contratto a scadenza indeterminata, rinnovato tacitamente di mese in mese, che gli frutta, contingenza compresa, intorno alle 40 mila lire. In più, pur essendo vietato, lavorava con le orchestre da ballo, il sabato e la domenica, e guadagnava sulle duemila lire per sera nelle grandi città, otto nei veglioni in provincia. [...]
Un giovanotto o una ragazza che siano riusciti a reggere con discreto successo un paio d'anni sui programmi della RAI trovano in compagnie di riviste e in orchestre di grido scritture eccezionalmente vantaggiose. Si parla di guadagni giornalieri che oscillano dalle 8 alle 14 mila lire. [...]
La radio, comunque, riusci ancora per molti anni a bilanciare il conto delle fughe con i concorsi, con i corsi di addestramento e con l'immissione di quei cantanti che si erano affermati indipendentemente e che volevano raggiungere un uditorio più vasto, come fu il caso di Teddy Reno. [...]
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1948
  1. Teddy Reno (orch. Quirinetta) - Eterno ritornello (te vojo ben) (bidoli)
  2. Aldo Donà (orch.Ortuso) - Ti vorrei baciar (fucilli-marchesi)
  3. Tina De Mola (orch. Sciorilli) - Il cielo è tornato sereno (polacci-rascel)
  4. Ariodante Dalla (orch. Pavesio) - Forestiera a Roma (salerno-gramantieri)
  5. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - Pigalle (ulmer-leonardi)
  6. Natalino Otto (orch. Kramer) - Hey! ba-ra-re-bop (hampton-hammer)
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Lato b) 1948
  1. Alberto Rabagliati (orch. Mojetta) - La vie en rose (luiguy-piaf-leonardi)
  2. Aldo Donà (orch.Mojetta) - A ciascuno il suo destino (evans-devilli)
  3. Jone Cacciagli e Radio Boys (orch Zeme) - Don Ramon (redi-testoni)
  4. Natalino Otto (orch. Kramer) - Stormy weather (arlen-koehler)
  5. Elena Beltrami (orch.Brazizza) - Vecchio cembalo (calzia-nisa)
  6. Alberto Rabagliati (orch. Barzizza) - La canzone di tutti i giorni (filippini-morbelli)
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cover (cetra - LCR 3021 - 1980)
http://www.mediafire.com/?tv3f1eamdj5k1jt

martedì 8 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 20

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CONTROSENSI

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A Roma manca lo zucchero, spariscono le uova dal mercato, del burro nemmeno l'ombra, tuttavia una puntata dei carabinieri in undici pasticcerie reperisce quintali di zucchero, di farina, burro e uova. A questo punto si constata: la Se.Pr.Al. (sezione provinciale per l'alimentazione) è incapace di fornire ai cittadini alimenti essenziali quali il burro, lo zucchero e le uova. Le pasticcerie sono invece state brave ad accaparrarsi questi prodotti, ed in misura notevole! Da tutta questa storia si deduce che non mancano i generi sul mercato, non è in crisi la produzione, non è affatto vero che zuccheri e grassi disponibili siano di gran lunga inferiori alle esigenze del consumo. È invece vero che un organo preposto alla distribuzione, non sa dove reperire questi generi, e di conseguenza non può distribuirli.
Vi è poi un altro controsenso; le Case Popolari e l'Incis desiderano iniziare la ricostruzione e soprattutto la costruzione di nuovi appartamenti, ma ci è il grave ostacolo della mancanza di materiale edilizio.

da "Il Messaggero" del 31 gennaio 1947



Lato a) 1947
  1. Alberto Rabagliati (orch. Ortusio) - Bahia (barroso-larici)
  2. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Suona balalaika (posford-adorni)
  3. Antonio Basurto (orch. Anepeta) - Mandulinate 'e sera (panzuti-manlio)
  4. Jone Cacciagli (orch. Zeme) - Il nonno americano (olivieri-nisa)
  5. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Perdonami (rossi-gargantino)
  6. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Cantando all'Italiana (rossi- morbelli)

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Lato b) 1947

  1. Oscar Carboni (orch. Mojetta) - Quando la luna gioca a nasconderella (falcocchio- bruno
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Sette ballerine (da via-gyp)
  3. Oscar Carboni ((orch. Pavesio) - Acquarello napolitano (benedetti- bonagura)
  4. Aldo Donà (orch. Mojetta) - Toute la semaine(clarei, larue, deani)
  5. Mara Mauri (orch. Barzizza) - Nostalgia di te (casè-pinchi)
  6. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Non v'innamorate (fisher-devilli)


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cover (cetra - LCR 3020 - 1980)
http://www.mediafire.com/?ix78xt9ighbc9da

cetra - LCR 3020 - 1980
http://www.mediafire.com/?08f7s68852qw7sm

sabato 5 dicembre 2009

LE CANZONI DEI RICORDI vol 19

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LE BACCHETTE D'ORO
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Da un quarto di secolo le grosse formazioni orchestrali sono diventate in tutto il mondo l'eccezione, un lusso che possono concedersi soltanto le grandi compagnie radiotelevisive e, occasionalmente, le case discografiche quando, rinunciando di proposito al trucco delle sovrapposizioni, incidono brani orcvhestrali destinati al pubblico rimasto fedele a questo genere.
È curioso notare come nel dopoguerra questa situazione fosse tutt'altro che generalizzata e come allora esistessero, fra nazioni e continenti, sostanziali differenze corrette, in alcuni casi, soltanto dopo molto tempo.
Trascorse addirittura un decennio prima che in Italia accadessero eventi paragonabili a quelli che negli Stati Uniti cambiarono, verso la fine degli anni Quaranta, il corso della musica leggera. Nel 1942 le orchestre di Glenn Miller, di Tommy Dorsey, di Woody Hermann e di Harry James, continuatrici delle "big bands" dell'era dello swing, erano le indiscusse dominatrici del mercato discografico americano, saldamente in vetta alle classifiche del "Billboard". Miller scomparve nel 1944, ma alla fine del 1946, nel breve volgere di un mese, Herman, James e Dorsey furono costretti a sciogliere le proprie formazioni, seguendo l'esempio di Benny Goodman, Les Brown, Benny Carter e Jack Teagarden. Un anno dopo lo stesso Armstrong ripiegava su un complesso ridotto.
Che cosa era accaduto ? L'improvviso tracollo fu provocato da fattori concomitanti: scarsità di buoni orchestrali e conseguenti altissime paghe, elevate tasse sui locali da ballo che intanto vedevano rarefarsi il pubblico. L'affacciarsi della TV e, infine, le conseguenze di un'aspra lotta sindacale. Uno sciopero a oltranza proclamato dal "boss" sindacale Petrillo, impedendo per due anni l'impiego delle orchestre, costrinse le case discografiche a servirsi di formazioni improvvisate e a spostare l'interesse su cantanti e complessi vocali che, al termine dell'agitazione, scoprirono di trovarsi padroni assoluti del mercato. Una situazione opposta a qulla maturata in Italia, dove in quegli stessi giorni le orchestre si stavano moltiplicando e rafforzando sull'onda di una ritrovata libertà musicale. A Milano, in mancanza di locali adatti, si ballava perfino nei cortili e i buoni orchestrali abbondavano. Molti tornavano dalla guerra o dalla prigionia con l'immediata necessità di lavorare, mentre i giovani imparavano in fretta, sollecitati dalla prospettiva di buon guadagni in patria e nel resto d'Europa........
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B.G. Lingua
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dalla "cover" del disco
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Lato a) 1947
  1. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Eulalia Torricelli (redi-olivieri-nisa)
  2. Aldo Donà (orch. Mojetta) - La danza dello scoiattolo (la dance du spirou) (stoquart)
  3. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Il pianino di Napoli (di lazzaro-manlio)
  4. Gigi Beccaria (orch. Mojetta) - Ma coquette (mojetta-tettoni)
  5. Oscar Carboni (orch. Pavesio) - Cuore napoletano (chiesa-gianipa)
  6. Natalino Otto (orch. Zuccheri) - Ho licenziato la cameriera (Pasero-chiosso)
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Lato b) 1947
  1. Maria Dattoli (orch. Impallomeni) - Il mago dello swing (devilli-stoll)
  2. Alberto Rabagliati (orch. Ortuso) - Canta se la vuoi cantare (bixio-bonagura)
  3. Gigi Beccaria (orch. Barzizza) - Rumba tabù (vigevani-ciocca)
  4. Gianni Montesi (orch. Ortuso) - Mi piace cantar d'amore (d'anzi-galdieri)
  5. Aldo Donà (orch. Barzizza) - Buona notte Brasil (warren-devilli)
  6. Natalino Otto (chitarra Luciano Zuccheri) - Mister Paganini (coslow-devilli)
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.cover (cetra - LCR 3019- 1980)
http://www.mediafire.com/?4x2esr5zd9xeywc

giovedì 3 dicembre 2009

Buscaglione "and his Lovely Violin"





"Una sera del settembre 1946 tre ragazzi stavano seduti su di una panchina a chiacchierare e il loro capitale complessivo era composto da due sigarette e un centinaio di lire: erano Fred Buscaglione, Franco Pisano e il sottoscritto (Leo Chiosso). C'era però una cosa che li rendeva felici e preoccupati al tempo stesso: Fred avrebbe debuttato alla Tavernetta come violinista nel complesso di Michele Ortuso. Questa la notizia lieta, mentre la preoccupazione nasceva dal fatto che per presentarsi al lavoro Fred necessitava di un vestito blu e di un paio di scarpe nere, accessori che nessuno dei tre possedeva. Si imponeva una soluzione rapida e perciò, passati in rassegna i nominativi di alcuni amici probabilmente forniti di quegli indumenti, fu deciso che si sarebbe fatto il tentativo nei riguardi di un collega che agiva coll'orchestra del M° Angelini. Lo scoglio maggiore era la sua statura, perchè il buon Fred raggiungeva a stento i mt. 1,72 di altezza, mentre la vittima designata superava i mt. 1,80. Con i calzoni alla Ridolini che gli arrivavano a metà busto, agganciati a un paio di bretelle convenientemente raccorciate, con la giacca che gli pendeva come un cappottino all'americana, Fred Buscaglione, debuttò quella sera alla Tavernetta del Sestriere. Piacque molto perchè il suo stile era quanto di più swing si potesse immaginare, perchè le sonorità calde di un sentimento intimo e innato facevano di lui se non un caposcuola, certamente un'espressione originale e notevole in campo jazzistico. Questo ci riferì verso le quattro del mattino dopo, all'angolo di via Bruno Buozzi dove lo attendevamo....."
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estratto da "Fred Buscaglione, cronache swing dagli anni 50" di Gioachino Lanotte - Editori Riuniti, 2007